Moacir Barbosa Nascimento

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« La massima condanna prevista dalla legge brasiliana è di trent'anni, ma la pena che sto scontando io dura da cinquanta »
(Moacir Barbosa nel 2000[1])
Moacir Barbosa Nascimento
Dati biografici
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 174 cm
Peso 71 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Portiere
Ritirato 1962
Carriera
Squadre di club1
1940-1941 Flag of None.svg ADCI  ? (-?)
1942-1944 Ypiranga-SP Ypiranga-SP  ? (-?)
1945-1955 Vasco da Gama Vasco da Gama  ? (-?)
1956 Bonsucesso Bonsucesso  ? (-?)
1957 Santa Cruz Santa Cruz  ? (-?)
1958-1960 Vasco da Gama Vasco da Gama  ? (-?)
1962 Campo Grande Campo Grande  ? (-?)
Nazionale
1949-1953 Brasile Brasile 20 (-24)
Palmarès
Coppa America calcio.svg Copa América
Oro Brasile 1949
Argento Perù 1953
W.Cup2.svg Coppa Rimet
Argento Brasile 1950
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Moacir Barbosa Nascimento (Campinas, 27 marzo 1921Santos, 7 aprile 2000) è stato un calciatore brasiliano, di ruolo portiere.

Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla partita Brasile-Uruguay, valida per l'assegnazione del Campionato mondiale di calcio 1950 e persa dai brasiliani, organizzatori del Torneo. Morì per un attacco cardiaco a settantanove anni, dopo aver trascorso il resto della sua esistenza nell'indifferenza generale[1].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Barbosa è considerato il miglior portiere del Vasco da Gama di tutti i tempi[2] e come il migliore della sua epoca[1]. Era coraggioso e dotato di senso della posizione, oltre ad essere abile nel parare i rigori[2].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Cominciò la carriera come ala sinistra dell'estinto Comercial da Capital, ma già dopo essere passato al Clube Atlético Ypiranga divenne portiere[3]. Nel 1944 fu acquistato dal Vasco da Gama, club con cui vinse la Coppa dei Campioni del Sudamerica nel 1948 - decisiva la sua parata sul rigore calciato da Labruna del River Plate[2] - e il Campionato Carioca nel 1945, 1947, 1949, 1950, 1952 e 1958, anno in cui la squadra si aggiudicò anche il Torneo Rio-San Paolo[4]. Barbosa è uno dei calciatori con più presenze nella squadra carioca, della quale fu titolare fino al 1953, quando durante uno scontro con un avversario riportò la frattura della tibia e del perone[2]. Nel 1956 fu ceduto in prestito al Bonsucesso e l'anno seguente passò al Santa Cruz, tornando poi al Vasco nel 1958 dove fu nuovamente titolare[2].

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Barbosa fu il portiere titolare della Nazionale brasiliana al Mondiale del 1950. Il 16 luglio, durante la partita decisiva e davanti ai duecentomila tifosi che gremivano gli spalti dello stadio Maracanã, la squadra fu sconfitta dall'Uruguay per 2-1, dopo essere passata in vantaggio. In occasione del secondo gol, Barbosa si fece sorprendere da un tiro di Alcides Ghiggia, aspettandosi un cross anziché una conclusione in porta. Da quel momento fu sempre considerato come il responsabile della disfatta, fungendo difatti come capro espiatorio[1]. Venne messo ai margini dalla vita pubblica del paese, che, prostrato dalla inattesa sconfitta, visse giorni cupi e tristi, contraddistinti dalla più alta ondata di suicidi della sua storia. Identificato come capro espiatorio della sconfitta, cadde in depressione, dichiarando più volte che "la sentenza più pesante in Brasile è trent’anni, ma la mia prigionia ne è durata cinquanta"[5].

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Vasco da Gama: 1945, 1947, 1949, 1950, 1952, 1958
Vasco da Gama: 1958

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Vasco da Gama: 1948

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Brasile: 1949

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Alex Bellos, Moacir Barbosa - Goalkeeper who made a mistake his nation never forgave or forgot, The Guardian, 13 aprile 2000. URL consultato il 28 gennaio 2010.
  2. ^ a b c d e (PT) Mauro Prais, Ídolos do Vasco - B - Barbosa, www.netvasco.com.br, 3 novembre 2009. URL consultato il 28 gennaio 2010.
  3. ^ (PT) Hedyl Valle Jr., O julgamento de Barbosa, Placar n. 4, 10/4/1970, Editora Abril, p. 18
  4. ^ (PT) Milton Neves, Que fim levou? Barbosa, Terceiro Tempo. URL consultato il 28 gennaio 2010.
  5. ^ Davide Coppo, Nelson Dida: Una storia incompleta, 12 luglio 2013. URL consultato il 10 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]