Mitsubishi Ki-202

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Mitsubishi Ki-202
Descrizione
Tipo caccia intercettore
Equipaggio 1
Costruttore Giappone Mitsubishi
Data entrata in servizio mai
Esemplari 0
Sviluppato dal Mitsubishi Ki-200
Dimensioni e pesi
Lunghezza 7,09 m
Apertura alare 10,8 m
Altezza 2,5 m
Superficie alare 18,40
Peso carico 5 100 kg
Propulsione
Motore un endoreattore Mitsubishi Tokuro-3
Spinta 19,62 kN
Prestazioni
Velocità max 900 km/h a 10 000 m
Autonomia 10 min 28 s
Armamento
Cannoni 2 Ho-105 calibro 30 mm

i dati sono estratti da Hikoki:1946[1]

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Il Mitsubishi Ki-202 (三菱 Ki-202 秋水改 Shusui Kai?) fu un progetto di caccia intercettore con motore a razzo, sviluppo del Mitsubishi J8M, realizzato sul finire della seconda guerra mondiale dall'azienda giapponese Mitsubishi Heavy Industries e basato sul tedesco Messerschmitt Me 163 Komet.

Nessun esemplare fu mai costruito, visto il sopraggiungere dell'armistizio del 15 agosto 1945.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Un difetto particolare del Me 163 e di tutti i velivoli basati su di esso, era l'autonomia estremamente ridotta che non consentiva più di qualche minuto di volo.

Per risolvere almeno in parte questo problema, la Marina imperiale giapponese propose una versione del J8M armata con un solo cannone da 30 mm, così da consentire un maggior carico di carburante. L'aereo si sarebbe dovuto chiamare J8M2.

L'esercito dal canto suo, optò per una soluzione diversa, ovvero allungare la fusoliera. Ciò avrebbe consentito di installare un serbatoio più capiente e, a differenza della versione proposta dalla marina, di lasciare invariato l'armamento. In base alla denominazione dell'esercito l'aereo si sarebbe dovuto chiamare Ki-202 e per ridurre ulteriormente il consumo di carburante, il velivolo sarebbe stato lanciato da una catapulta.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Rispetto al J8M, il Ki-202 non avrebbe dovuto differire solo per le dimensioni, ma anche per il propulsore. Il progetto infatti prevedeva l'adozione di una nuova versione del motore a razzo denominata Tokuro-3.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Edwin M. Dyer, III, Comparison Chart of the Me163B-1a, J8M1 Shusui, and the Rikagun Ki-202 in Hikoki:1946, http://j-aircraft.org/xplanes/. URL consultato il 6 novembre 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (PL) Krzysztof Zelewski, Niemieckie piętno - pierwsze japońskie samoloty odrzutowe i rakietowe in Lotnictwo, numero speciale 9, 2009, pp. 26-40, ISSN 1732-5323.
  • (EN) Edwin M. Dyer, III, Japanese secret projects: experimental aircraft of the IJA and IJN 1939-1945, Midland Publishing Limited, 1º dicembre 2009, ISBN 978-1-85780-317-4.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]