Mirino telescopico

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Vista attraverso un mirino telescopico con ingrandimento 4x

Il mirino telescopico, detto comunemente cannocchiale, è un dispositivo di puntamento il cui funzionamento è basato sul principio del telescopio rifrattore. Permette un ingrandimento dell'immagine e quindi una migliore acquisizione dei bersagli distanti; è solitamente dotato di un reticolo di puntamento regolabile in alzo (per compensare la traiettoria di caduta del colpo secondo la distanza) e in deriva (per compensare eventuali correnti ventose trasversali).

La struttura standard è composta da un oculare (che incorpora il reticolo), da un tubo con due o più torrette e da un obiettivo.

Diciture[modifica | modifica sorgente]

Su ogni mirino telescopico compare solitamente una dicitura descrittiva delle sue funzioni e prestazioni. La sintassi solitamente prevede queste 2 costruzioni:

  • numero.minimo.ingrandimenti - numero.massimo.ingrandimenti × diametro.della.lente.frontale.dell'obiettivo (ad esempio 3-9×40)
  • numero.ingrandimenti × ampiezza.focale.obiettivo (in caso di cannocchiale ad ingrandimento fisso, ad esempio 4×30) seguite spesso da coppie di lettere maiuscole.

Oculare[modifica | modifica sorgente]

Mirino telescopico. Al centro sono presenti tre torrette per la regolazione rispettivamente della deriva, dell'alzo, e della parallasse
Vari tipi di reticolo

Il numero di ingrandimenti descrive le dimensioni apparenti del bersaglio osservato attraverso il reticolo.

A parità di distanza, un bersaglio che occupa l'intero reticolo a 4X ne occuperà la metà a 2X e solo 1/4 a 1X. I cannocchiali che permettono una variazione del numero di ingrandimenti danno ovviamente un vantaggio pratico al tiratore che potrà scegliere il miglior valore in rapporto alle caratteristiche del tiro, al costo però di una maggior fragilità, di un maggior ingombro e di un prezzo di acquisto superiore.

All'interno dell'oculare trova spazio il reticolo, un insieme di segni che si sovrappongono all'immagine e che permettono il puntamento. A seconda dell'uso a cui va destinato il cannocchiale (venatorio, sportivo, militare) esistono profonde differenze fra un reticolo e l'altro, così che un reticolo per un cannocchiale destinato all'impiego militare operativo avrà una croce di sezione differenziata per permettere anche una mira affrettata e una serie di riferimenti utili alla valutazione della distanza del bersaglio e al puntamento senza regolazioni manuali di alzo e deriva, mentre un reticolo sportivo per bench rest sarà il più fine e semplice possibile (nessuna fretta di esplodere il colpo, posizione stabile e soprattutto distanza nota a priori).

Tubo[modifica | modifica sorgente]

Il tubo svolge 2 funzioni principali:

  • funzione strutturale, collegando l'oculare all'obiettivo, sorreggendo le torrette e fornendo la presa per gli attacchi all'arma (maggiore il diametro, maggiore la robustezza);
  • funzione ottico-meccanica, permettendo il passaggio della luce dall'obiettivo all'oculare e alloggiando al proprio interno il controtubo brandeggiabile micrometricamente tramite le viti poste all'interno delle torrette (maggiore il diametro, maggiore la qualità visiva).

I mirini telescopici moderni solitamente hanno tubi di due diametri diversi: 1" (un pollice: 25,4 mm, più usato in Nord America) oppure 30 mm (più usato in Eurasia). In ogni caso la maggior parte dei fabbricanti forniscono i propri modelli in entrambe le versioni.

Obiettivo[modifica | modifica sorgente]

L'ampiezza focale dell'obiettivo (solitamente in millimetri) descrive il diametro della lente frontale, che è responsabile dell'acquisizione dell'immagine.

Un obiettivo di maggior diametro genera un'immagine più luminosa e, a parità di distanza, fornisce un campo visivo (FOV, field of view) più ampio rispetto ad un obiettivo di minor diametro. Il fattore luminosità è molto importante in rapporto all'ingrandimento.

Infatti all'aumentare degli ingrandimenti si restringe il campo visivo e diminuisce la quantità di luce trasmessa dall'oculare; per ovviare a questo problema si può dotare il cannocchiale di un obiettivo di maggior diametro che permetta ad una maggior quantità di luce di essere inviata all'oculare (e quindi all'occhio). È quindi pressoché inutile poter ingrandire fino a 40 volte se l'obiettivo ha un'apertura di 20 mm

Sigle[modifica | modifica sorgente]

Ai numeri che dichiarano capacità d'ingrandimento e diametro dell'obiettivo possono seguire varie sigle che descrivano funzioni particolari disponibili, come ad esempio:

  • AO (Adjustable Objective, obiettivo regolabile)
  • SF (Side Focus, correzione della parallasse su terza torretta)
  • TT (Target Turrets, torrette sportive che sono più semplici da regolare e da vedere ma più ingombranti e fragili per l'uso venatorio o militare)
  • IR (Illuminated Reticle, reticolo illuminato per un migliore contrasto contro oggetti scuri)

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Mirino telescopico montato sulla slitta detta a coda di rondine (sistema di aggancio tipico delle armi del Patto di Varsavia) di un fucile di precisione PSL

Il mirino telescopico è normalmente montato in varie capacità di ingrandimento su armi a canna rigata, poiché queste armi forniscono quella precisione intrinseca e quella gittata che rendono necessario al tiratore un miglioramento della vista.

È molto importante considerare attentamente il numero degli ingrandimenti: infatti se è vero che un elevato ingrandimento permette un'ottima osservazione e una probabile maggior precisione, è anche vero che un eccessivo ingrandimento impedisce un'osservazione complessiva della scena e rende molto difficoltoso se non impossibile seguire bersagli in movimento, anche relativamente lento.

Si consideri un ingrandimento di 10x che mostri all'incirca 3,7 m di diametro a 100 m di distanza. Esso ci mostrerà 37 m di diametro a 1000 m ma ci mostrerà solo 0,37 m (37 centimetri) di diametro a 10m di distanza. Ecco che diventa chiaro come 8 ingrandimenti possano andare bene per la caccia all'elefante, 4 per la caccia alla volpe, 16 per il tiro di precisione sui 1000m.

C'è anche da considerare che ogni movimento viene accentuato di n volte quanti sono gli ingrandimenti. Quindi tenere in mira senza appoggio un'arma è difficile già a 4x se si vuole tirare a bersagli distanti anche solo 30 m, ma diventa impossibile con ingrandimenti superiori, relegando l'uso degli ingrandimenti maggiori alla mira in appoggio o su rest.

Per questo solitamente si usano ottiche di massimo 7x ingrandimenti per la caccia, fino ai 16x per il tiro a segno e la caccia d'appostamento, mentre i mostruosi 24x, 32x e oltre sono riservati ad applicazioni ed esigenze molto particolari, come ad esempio il bench rest categoria Unlimited dove le armi sono montate su affusto (railgun) e spesso i tiratori mettono più pallottole nello stesso foro a distanze considerevoli (1000 yarde, circa 910 m).

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