Miracolo del marito geloso

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Miracolo del marito geloso
Miracolo del marito geloso
Autore Tiziano Vecellio
Data 1511
Tecnica affresco
Dimensioni 340 cm × 207 cm 
Ubicazione Scuola del Santo, Padova
Dettaglio

Il Miracolo del marito geloso è un affresco (340x207 cm) di Tiziano, databile al 1511, e facente parte del ciclo dei Miracoli di sant'Antonio da Padova nella Scuola del Santo a Padova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In fuga dalla peste che imperversava a Venezia, in cui morì anche Giorgione, Tiziano si rifugiò a Padova nel 1511, dove ricevette l'incarico di compiere tre grandi affreschi nella sala principale della Scuola del Santo, un luogo di riunione nelle immediate vicinanze della basilica del Santo. L'artista, poco più che ventenne, era uno dei primi a lavorare al ciclo, che vide l'impegno di numerosi artisti veneti. Il lavoro è dettagliatamente documentato, primo nella carriera dell'artista, e si conoscono i tempi e i compensi dell'esecuzione. Il contratto, per tre affreschi, risale al dicembre 1510 e l'esecuzione venne avviata nell'aprile successivo, mentre il saldo finale, a opera compiuta, risale al 2 dicembre 1511.

Inoltre grazie ai restauri, si hanno anche numerose notizie di carattere tecnico.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Il dipinto mostra la vicenda di una donna, ingiustamente accusata di adulterio, che viene accoltellata dal marito geloso; quando l'uomo scopre la verità, chiede perdono a sant'Antonio il quale resuscita la donna[1]. L'opera mostra nei paesaggi un tono idilliaco, vicino a quello espresso nei dipinti di Giorgione, che però contrasta con il fulcro della scena: l'atto dell'omicidio, dove in una visione drammatica un uomo pugnala a morte una donna accasciata a terra, già ferita[2]. La posa della donna pugnalata è di estrema complessità, ma riesce ad esprimere in maniera travolgente la drammaticità dell'avvenimento[3]. Nell'ampia veste della donna si ha una saldezza plastica nuova, evidenziata anche dalla tinta brillante della sottana, e nelle gambe che scalciano, perfettamente scorciate, si coglie tutta la concitazione della scena.

Dietro lo sperone di roccia si svolge la seconda parte dell'episodio, posta volutamente in secondo piano; il marito implora perdono al santo, in un momento che assume appunto un'importanza minore nel dipinto[2]. La vistosa veste dell'uomo rende estremamente esplicito lo svolgersi della scena con la doppia rappresentazione. L'effetto è altamente realistico e credibile, priva di riferimenti artificiosi all'evento miracoloso, come apparizioni divine o soprannaturali, in accordo con il programma che doveva essere stato concordato con l'arciconfraternita.

Il distacco da Giorgione è dato dall'immediatezza narrativa, dalla drammaticità accesa e da una scelta cromatica molto più incisiva, abbandonando i toni più leggeri ed evanescenti[2]. La descrizione della natura però, con i valori atmosferici e la dolcezza tonale, deriva dal modello giorgionesco ed è qui raffigurata tra le prime volte in affresco[3].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Augusto Gentili, Tiziano, Giunti Editore, 1990, pag.14.
  2. ^ a b c Gillo Dorfles, Stefania Buganza e Jacopo Stoppa, Arti visive. Dal Quattrocento all'Impressionismo, Atlas, 2001, pag.205.
  3. ^ a b Zuffi, Cinquecento, cit., pag. 100.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Rossetti Morosini, Tiziano Vecellio, Miracolo del marito geloso, 1511, in New findings in Titian's Fresco technique at the Scuola del Santo in Padua, The Art Bulletin March 1999, Volume LXXXI Number 1.
  • Francesco Valcanover, L'opera completa di Tiziano, Rizzoli, Milano 1969.
  • Stefano Zuffi, Tiziano, Mondadori Arte, Milano 2008. ISBN 978-88-370-6436-5
  • Stefano Zuffi, Il Cinquecento, Electa, Milano 2005. ISBN 8837034687

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