Mio cugino Vincenzo

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Mio cugino Vincenzo
Mio cugino Vincenzo.png
Vincenzo in una scena del film
Titolo originale My Cousin Vinny
Paese di produzione USA
Anno 1992
Durata 120 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Jonathan Lynn
Sceneggiatura Dale Launer
Produttore Dale Launer, Paul Schiff
Musiche Randy Edelman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Mio cugino Vincenzo (in lingua originale: My Cousin Vinny) è un film statunitense del 1992, diretto da Jonathan Lynn e interpretato da Joe Pesci e Marisa Tomei.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mentre viaggiano attraverso l'Alabama, Billy Gambini e Stanley Rothenstein dimenticano di pagare una scatoletta di tonno in un negozio. I due risalgono sulla loro auto e ripartono, ma poco dopo il proprietario del negozio viene ucciso da due rapinatori che fanno perdere le loro tracce; a causa di un equivoco, sono invece Billy e Stan ad essere ingiustamente fermati per l'omicidio. Ignari del motivo reale per cui sono stati fermati, in carcere vengono interrogati dallo sceriffo della contea, che fa loro domande ambigue e non parla esplicitamente dell'omicidio, e credendo così di essere accusati del furto della scatoletta si dichiarano colpevoli. Quando si rendono conto della loro posizione (rischiano la pena di morte) i due ragazzi capiscono di non potersi permettere un legale, ma quando Billy telefona a casa, viene a sapere che suo cugino Vincenzo è avvocato e può difenderli gratuitamente. Il problema è che Vincenzo non ha esperienza di processi perché ha superato solo da poco, al sesto tentativo, l'esame di iscrizione all'albo. Il modo di fare di Vincenzo, un po' spaccone e piuttosto ignorante sulle procedure, gli attira una forte antipatia dall'integerrimo e formale giudice Haller; per questo, per ben due volte durante le udienze preliminari, viene condannato per vilipendio alla corte, incarcerato e poi liberato solo dietro il pagamento della cauzione. Gradualmente Vincenzo capisce il meccanismo dei processi, e grazie all'aiuto della sua fidanzata Mona Lisa Vito, esperta di meccanica, dimostra che l'omicidio non può essere stato commesso dai due suoi assistiti, ma da altri due uomini che avevano usato un'automobile molto somigliante a quella dei ragazzi. Riesce quindi a guadagnarsi la fiducia dell'aula e del giudice, e a scagionare i ragazzi. Il film si conclude con Vincenzo che ritorna a New York quasi scappando, poiché aveva fornito al giudice Haller come referenza sulla sua carriera il nome di un avvocato, un certo Jerry Gallo morto qualche giorno prima (cambiandolo in Jerry Callo dopo che il Giudice aveva indagato e scoperto l'inganno).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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