Minuscolo 33

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Minuscolo 33
Manoscritto del Nuovo Testamento
Nome Codex Colbertinus 2844
Testo Profeti e Nuovo Testamento (tranne Apocalisse)
Datazione IX secolo
Scrittura lingua greca
Conservazione Bibliothèque nationale de France
Dimensione 375 x 248 mm
Tipo testuale alessandrino
Categoria I/II
Nota Matteo 21:44 e 16,2b–3 omessi

Minuscolo 33 (secondo la numerazione Gregory-Aland; δ 48 secondo la numerazione Soden), anche noto come Codex Colbertinus 2844, è un manoscritto in lingua greca antica, contenente il Nuovo Testamento (ad eccezione dell'Apocalisse di Giovanni) in scrittura minuscolo, scritto su folii di pergamena. Il manoscritto, lacunoso, è stato datato paleograficamente al IX secolo.[1]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il codice contiene una parte dei Profeti dell'Antico Testamento, e tutti i libri del Nuovo Testamento, ad eccezione dell'Apocalissi di Giovanni, con tre lacune, in Marco (9:31-11:11; 13:11-14:60) e Luca (21:38-23:26); è composto da 143 folii di pergamena, 375 x 248 mm.[2]

Contiene i Prolegomena, i numerali dei κεφαλαια («capitoli») a margine, i τιτλοι («titoli») sulla sommità, e l'apparato eutaliano.[2]

La scrittura è minuscola, con una colonna per pagina e 48-52 righe per colonna. L'umidità ha distrutto parte di ogni pagina, specie la parte finale;[3] le pagine erano così fermamente legate l'una all'altra che, specie in Atti, quando sono state separate una parte dell'inchiostro è passato da una pagina a quella opposta.[4]

Il testo presenta errori di iotacismo.[2]

L'ordine dei libri è: vangeli, Atti, lettere cattoliche, lettere paoline (con Ebrei prima di 1 Timoteo).[2] Il finale della Lettera ai Romani ha alcuni versetti in ordine differente: 16:23; 16:25-27; 16:24 (come nei codici P 104 256 263 365 436 459 1319 1573 1852 arm).

Caratteristiche testuali[modifica | modifica sorgente]

Matteo 21:44 è omesso, come nei manoscritti \mathfrak{p}104, Codex Bezae, alcuni manoscritti della Vetus Latina (b, d, e, ff1, ff2, r1), syrs, e Diatessaron. Questo versetto potrebbe appartenere alle Non-interpolazioni occidentali.

Non contiene Matteo 16,2b-3.

Matteo 8:13 presenta un testo addizionale: «και υποστρεψας ο εκατονταρχος εις τον οικον αυτου εν αυτη τη ωρα ευρεν τον παιδα υγιαινοντα» («e quando il centurione tornò a casa in quell'ora, trovò lo schiavo in salute»), come nei codici א, C, (N), Θ, (0250), f1, (1241), g1, syrh.[5]

In Matteo 16:12 ha la variante testuale «της ζυμης των Φαρισαιων» («il lievito dei farisei»); questa variante non è sostenuta da alcun altro manoscritto.

In Matteo 27:9, nella frase «επληρωθη το ρηθεν δια Ιερεμιου του προφητου» («si adempì quello che era stato detto dal profeta Geremia»), la parola «Ιερεμιου» («Geremia») è omessa, come nei manoscritti Codex Beratinus, nei Vetus latina Codex Vercellensis (a), e Codex Veronensis (b), in syrs, syrp, e copbo.

In Luca 4:17 ha la variante testuale «καὶ ἀνοίξας τὸ βιβλίον» («e aprì il libro») insieme ai manoscritti A, B, L, W, Ξ, 892, 1195, 1241, 547, syrs, h, pal, copsa, bo, contro la variante «καὶ ἀναπτύξας τὸ βιβλίον» («e srotolò il libro») sostenuto da א, Dc, K, Δ, Θ, Π, Ψ, f1, f13, 28, 565, 700, 1009, 1010 e molti altri manoscritti.[6][7]

In Atti 20:28 si legge «του κυριου» («del Signore») in accordo ai manoscritti \mathfrak{p}74, C*, D, E, Ψ, 36, 453, 945, 1739, 1891.[8] Le altre lezioni di questo versetto sono: «του Θεου» («di Dio») e «του κυριου και του Θεου» («del Signore e Dio»).

In Atti 28:29, l'intero versetto è omesso, in accordo con \mathfrak{p}74, Codex Sinaiticus, Alexandrinus, Vaticanus, Codex Laudianus, Codex Athous Lavrensis, Codex Vaticanus 2061, 81, 1175, 1739, 2464;[9]

In 1 Corinti 3:4 si legge «ουκ ανθρωποι» in accordo con \mathfrak{p}46, Sinaiticus, Alexandrinus, Vaticanus, Ephraemi, Codex Vaticanus 2061, 81, 1175, 1506, 1739, 1881; Sinaiticus2, Ψ, e i manoscritti bizantini leggono «ουχι σαρκικοι»; D, F, G, 629 leggono «ουχι ανθρωποι».[10]

Il testo greco dei vangeli è un rappresentante eccellente del tipo testuale alessandrino, ma vi sono alcune lezioni bizantine, in particolare negli Atti degli Apostoli e nelle lettere paoline, Kurt Aland lo collocò nella categoria II, per quanto riguarda i vangeli, e nella categoria I, per quanto riguarda i restanti libri del Nuovo Testamento.[11] Secondo il metodo di Claremont, si tratta di un membro debole del tipo alessandrino.[12]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu definito «la regina dei minuscoli» da Johann Gottfried Eichhorn (1752-1827),[13] ma oggi è una regina con molte rivali. Il manoscritto fu esaminato da diversi studiosi: Johann Jakob Griesbach,[14] che ne collazionò il testo in Matteo 1-18, Andrew Birch e altri. La collazione completa del testo fu portata a termine da Samuel Prideaux Tregelles nel 1850.[3] Tregelles affermò che, di tutti i manoscritti da lui collazionati, con l'eccezione dei palinsesti, si trattò del manoscritto più difficile da leggere.

Fu esaminato e descritto da Paulin Martin.[15] Gregory vide il manoscritto due volte, nel 1884 e nel 1885.[2]

Il codice è oggi collocato alla Bibliothèque nationale de France (Cod. Gr. 14) a Parigi.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b K. Aland, M. Welte, B. Köster, K. Junack, Kurzgefasste Liste der griechischen Handschriften des Neues Testaments, Walter de Gruyter, Berlin, New York 1994, p. 48.
  2. ^ a b c d e Caspar René Gregory, Textkritik des Neuen Testaments, vol. 1, Leipzig, Hinrichs, 1900, p. 136. ISBN.
  3. ^ a b Frederick Henry Ambrose Scrivener, Edward Miller, A Plain Introduction to the Criticism of the New Testament, vol. 1, 4ª ed., London, George Bell & Sons, 1894, p. 195. ISBN.
  4. ^ Samuel Prideaux Tregelles, An Introduction to the Critical study and Knowledge of the Holy Scriptures, London 1856, p. 210.
  5. ^ NA26, p. 18
  6. ^ Bruce M. Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament (Deutsche Bibelgesellschaft: Stuttgart 2001), p. 114.
  7. ^ NA26, p. 164.
  8. ^ NA26, p. 384.
  9. ^ NA26, p. 408
  10. ^ NA26, p. 444
  11. ^ Kurt Aland e Barbara Aland, The Text of the New Testament: An Introduction to the Critical Editions and to the Theory and Practice of Modern Textual Criticism, traduzione di Erroll F. Rhodes, William B. Eerdmans Publishing Company, Grand Rapids, Michigan, 1995, p. 129.
  12. ^ Frederik Wisse, The profile method for the classification and evaluation of manuscript evidence, as Applied to the Continuous Greek Text of the Gospel of Luke, Grand Rapids, William B. Eerdmans Publishing Company, 1982, p. 53. ISBN 0-8028-1918-4.
  13. ^ "Die Königin unter den Cursiv geschriebenen Handschriften" (J. G. Eichhorn, Einleitung in das NT, Bd. IV, Weidmannsche Buchhandlung, Leipzig 1827, S. 217.)
  14. ^ J. J. Griesbach, Symbolae criticae ad supplendas et corrigendas variarum N. T. lectionum collectiones (Halle, 1793), pp. 87-148
  15. ^ Jean-Pierre-Paul Martin, Description technique des manuscrits grecs, relatif au N. T., conservé dans les bibliothèques des Paris (Paris 1883), p. 42-43

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • S. P. Tregelles, Latin and Greek New Testament (London, 1857-1879).
  • T. C. Geer, The two Faces of Codex 33 in Acts, Novum Testamentum XXXI, 1 (1989).
  • Bruce M. Metzger, Bart D. Ehrman, The Text of the New Testament: Its Transmission, Corruption, and Restoration, Oxford University Press, New York, Oxford 2005.