Ministero della Cultura Popolare
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Ministero della Cultura Popolare del Regno d'Italia |
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| Istituito nel: | 22 maggio 1937 |
| Istituito da: | Governo Mussolini |
| Soppresso nel: | 22 aprile 1944 |
| Soppresso da: | Governo Badoglio II |
Il Ministero della Cultura Popolare, anche conosciuto con l'acronimo MinCulPop o Min.Cul.Pop., è stato un ministero del governo italiano nel Regno d'Italia col compito di controllo e organizzazione della propaganda del fascismo.
Indice |
[modifica] Cenni storici
Il dicastero venne istituito dal regime fascista il 22 maggio 1937. Suo precursore ideale può essere considerato l'Ufficio Stampa del Capo del Governo, istituito nel 1922.
Nel settembre 1934 venne trasformato in Sottosegretariato di Stato per la Stampa e la Propaganda, mentre nel giugno 1935 venne ampliato in Ministero per la Stampa e la Propaganda. Nel maggio 1937, infine, si ebbe l'ampliamento dei poteri con conseguente cambio di nome in Ministero della Cultura Popolare.[1]
Il ministero aveva l'incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime e diffondendo i cosiddetti "ordini di stampa" (o "veline") con i quali s'impartivano precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l'importanza dei titoli e la loro grandezza. Più in generale, questo ufficio, si occupava della propaganda, quindi non solo controllo della stampa.
Inizialmente capo del dicastero fu Galeazzo Ciano, che poi fu trasferito al Ministero degli Esteri. Con la caduta del fascismo il ministero perse ogni importanza[2] e venne soppresso ufficialmente dal secondo governo Badoglio.
Nella Repubblica Sociale Italiana il governo fu istituito il 23 settembre 1943, aveva sede a Salò sul lago di Garda e fu in carica fino al 25 aprile 1945.
[modifica] Ministri
[modifica] Regno d'Italia
[modifica] Repubblica Sociale Italiana
| Ministro | Mandato | Governo |
|---|---|---|
| Ferdinando Mezzasoma | 23 settembre 1943 - 25 aprile 1945 | Governo Mussolini della RSI |
[modifica] Struttura del Ministero
Tale ministero aveva nel 1936 le seguenti direzioni generali:
- Direzione generale per la stampa italiana;
- Direzione generale per la stampa estera;
- Direzione generale per la propaganda;
- Direzione generale per la cinematografia (a cui erano collegati Cinecittà, ed il Centro sperimentale di cinematografia);
- Direzione generale per l'Ente nazionale per le industrie turistiche (ENIT), e gli Enti provinciali per il turismo;
- Direzione generale per il teatro (che diventerà nel 1942 l'Ente teatrale italiano);
- Direzione generale per l'Istituto Luce;
- Direzione generale per l'Istituto nazionale del dramma antico (INDA);
- Direzione generale per la discoteca di Stato;
- Direzione generale per il comitato per il credito alberghiero.
Nella Germania nazista, il suo ministero corrispondente verrà più semplicemente chiamato "Ministero della Propaganda", attivo fin dall'inizio, intorno al 1933: Joseph Goebbels ne fu il responsabile.
[modifica] Note
- ^ storiaxxisecolo.it
- ^ Una delle sue ultime decisioni fu la sostituzione dei direttori dei quotidiani nazionali compromessi col fascismo con nuovi direttori, nell'agosto 1943.