Ministeri del governo italiano soppressi o accorpati

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Indice

Il seguente elenco riporta la lista dei vari Ministeri del Governo Italiano esistiti dall'unità d'Italia, nel 1861, sino a tempi recenti che sono stati soppressi per legge od accorpati ad altri dicasteri. In fondo la tabella dei dicasteri oggi attivi.

Ministero dell'Aeronautica[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dell'Aeronautica alla fine degli anni '20.

Istituito il 30 agosto 1925 dal Governo Mussolini, il Ministero dell'Aeronautica si occupava dell'Aeronautica Militare. L'edificio si trova a ridosso della Città Universitaria e la Stazione Termini. Il comprensorio è costituito dallo storico Palazzo Aeronautica, progettato dall'ingegner Roberto Marino ed inaugurato nel 1931, oggi completato dal Palazzo E.S.T.O. (Edificio Servizi Tecnico Operativi) costruito negli anni ottanta, dalla palazzina della ex Scuola di Guerra Aerea e dal palazzo del Circolo ufficiali dell'Aeronautica.

Il Governo De Gasperi III col decreto nº 17 del capo provvisorio dello stato del 4 febbraio 1947, ne dispose l'accorpamento insieme al Ministero della Guerra ed al Ministero della Marina Militare nel nuovo Ministero della Difesa.

Ministero dell'Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 22 giugno 1916 per scorporo dal Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, dal Governo Boselli. Viene soppresso il 5 luglio 1923 dal Governo Mussolini, per essere accorpato col Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero dell'Industria e Commercio e, appunto, il Ministero dell'Agricoltura, nel nuovo Ministero dell'Economia Nazionale. Quest'ultimo verrà soppresso il 12 settembre 1929 e trasformato in Ministero dell'Agricoltura e Foreste, sempre dal Governo Mussolini.

Ministero dell'Agricoltura, dell'Industria e Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Storico ministero presente sin dall'Unità d'Italia nel 1861 nel Governo Cavour. Viene soppresso per un brevissimo periodo - dal 26 dicembre 1877 al 30 giugno 1878 - dal Governo Depretis II e ricostituito dal successivo Governo Cairoli I. Il 22 giugno 1916 viene diviso in Ministero dell'Agricoltura e Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro, da parte del Governo Boselli per le necessità belliche connesse al primo conflitto mondiale. Durante il Governo Mussolini avvengono varie trasformazioni: il 5 luglio 1923 viene istituito il Ministero dell'Economia Nazionale, accorpando il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero dell'Industria e Commercio e il Ministero dell'Agricoltura; il 12 settembre 1929 il Ministero dell'Economia Nazionale verrà soppresso e trasformato in Ministero dell'Agricoltura e Foreste; la parte afferente ai dicasteri dell'industria, commercio e del lavoro verrà accorpata al Ministero delle Corporazioni già istituito il 2 luglio 1926. Con la caduta del fascismo il Governo Badoglio I nel luglio 1943 sopprime il Ministero delle Corporazioni e re-istituisce il Ministero del Commercio e dell'Industria, che nell'agosto 1943 vede modificata la denominazione in Ministero del Commercio, Industria e Lavoro.

Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste[modifica | modifica wikitesto]

Istituito con il R.D. 27 settembre 1929, n. 1663, dal Governo Mussolini per la divisione delle attribuzioni del Ministero dell'Economia Nazionale, che furono ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni. Oggi, dopo varie modifiche, parte delle sue funzioni sono esercitate dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, mentre molte sono state trasferite alle Regioni.

Ministero dell'Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Già presente nel 1973 (Governo Rumor IV) come ministero senza portafoglio, viene istituito dalla legge n. 349 dell'8 luglio 1986. Modifica la denominazione in Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio nel 2001, in attuazione della Riforma Bassanini, entrata in vigore col Governo Berlusconi II cui nel 2006 viene aggiunta la competenza sul mare, dal Governo Prodi II.

Ministero dell'Ambiente e delle Aree Urbane[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dell'Ambiente e delle Aree Urbane, oggi sostituito dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha visto al suo vertice dal 1º maggio 1993 Francesco Rutelli e sostituito, poiché dimissionario, dopo soli tre giorni da Valdo Spini.

Ministero degli Approvvigionamenti e Consumi Alimentari[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 22 maggio 1918, viene soppresso il 23 giugno 1919, sempre dal Governo Orlando, per le necessità connesse con la Prima guerra mondiale e il dopoguerra.

Ministero delle Armi e Munizioni[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 16 giugno 1917 dal Governo Boselli per le necessità della prima guerra mondiale. Venne soppresso il 15 settembre 1918 dal successivo Governo Orlando, per essere assorbito dal neo costituito in pari data Ministero Armi e Trasporti, a sua volta soppresso il 24 novembre 1918, sempre dal medesimo governo.

Ministero dell'Assistenza Militare e Pensioni di Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 1º novembre 1917 dal Governo Boselli per le necessità della prima guerra mondiale. Venne soppresso il 25 settembre 1919 dal Governo Nitti I.

Ministero dell'Assistenza Post-Bellica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero dell'assistenza post-bellica.

Istituito nel 1945, soppresso nel 1947.

Ministero per i Beni Culturali e Ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Istituito nel 1974 dal Governo Moro IV, dal 1998 col Governo Prodi I prende il nome di Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Viene confermato col nome attuale dalla Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, attuata dal 2001.

Ministero del Bilancio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia).

Istituito nel 1947 dal Governo De Gasperi III e soppresso nel 1996 dal Governo Prodi I, per accorpamento con il dicastero del Tesoro, con il nome di Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica. Oggi è parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto venne accorpato nel 2001 insieme agli altri Ministeri economici, dal Governo Berlusconi II, in ottemperanza alla Riforma Bassanini.

Ministero delle Colonie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero delle Colonie.

Istituito il 6 luglio 1912 dal Governo Giolitti IV. Col Regio Decreto n. 431 dell'8 aprile 1937 cambia nome in Ministero dell'Africa Italiana dal Governo Mussolini. Venne soppresso con la legge n. 430 del 19 aprile 1953 dal Governo De Gasperi VII.

Ministero del Commercio con l'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Accorpato nel Ministero dello Sviluppo Economico.

Ministero del Commercio Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero del Commercio Internazionale.

Istituito come Ministero del commercio con l'estero, muta denominazione nel 2006 col Governo Prodi II. Dal 2008 viene accorpato nel Ministero dello Sviluppo Economico.

Ministero delle Comunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero delle Comunicazioni.

Istituito una prima volta nel 1924 dal Governo Mussolini in sostituzione del Ministero delle Poste e Telegrafi, con decreto luogotenenziale del 12 dicembre 1944, n. 413, il Governo Bonomi III ripartì il Ministero delle Comunicazioni in due distinti dicasteri: Ministero dei Trasporti e Ministero Poste e Telecomunicazioni. Il Ministero delle Comunicazioni venne, poi, ricreato con la legge n. 249 del 31 luglio 1997, dal Governo Prodi I e soppresso nel 2008, quando a partire dal Governo Berlusconi IV, venne assorbito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Ministero per il Coordinamento della Protezione Civile[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Dipartimento della Protezione Civile, parte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Ministero delle Corporazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Istituito con RD 2 luglio 1926, n. 1131 dal Governo Mussolini, il 27 settembre 1929, con RD n. 1663, accorpa alcune funzioni del Ministero dell'Economia Nazionale, soppresso col RD 12 settembre 1929, n. 1661. In luogo del dicastero dell'economia nazionale nacque il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, e le competenze afferenti al lavoro, commercio ed industria passarono al Ministero delle Corporazioni. Con la caduta del Fascismo vennero soppressi vari istituti e denominazioni che lo ricordavano. Pertanto, con RD 9 agosto 1943, n. 718 la denominazione del Ministero delle Corporazioni fu mutata, dal Governo Badoglio I, in quella di Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro.

Ministero della Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero della Cultura Popolare.

Istituito il 22 marzo 1937, dal Governo Mussolini, venne soppresso il 22 aprile 1944 dal Governo Badoglio II.

Ministero dell'Economia Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Istituito nel 1922 dal Governo Mussolini accorpando il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con il Ministero dell'Industria e del Commercio, soppresso successivamente con R.D. 27 settembre 1929, n. 1663, le sue attribuzioni furono ripartite tra il Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste e il Ministero delle Corporazioni, già istituito nel 1926.

Ministero dell'Educazione Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 12 settembre 1929 dal Governo Mussolini, per modifica della denominazione del Ministero della Pubblica Istruzione, ritornata tale con la caduta del Governo Mussolini, con regio decreto del 29 maggio 1944, n. 142, da parte del Governo Badoglio II.

Ministero delle Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia).

Storico Ministero presente sin dall'Unità d'Italia nel 1861 col Governo Cavour, venne accorpato nel 2001 al Ministero dell'Economia e delle Finanze, in seguito alla Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, attuata nel 2001 dal Governo Berlusconi II.

Ministero della Funzione Pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Dipartimento presso la Presidenza del Consiglio. Viene sostituito nel 2006 dal Governo Prodi II col Dipartimento per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione. Dal 2008, col Governo Berlusconi IV prende il nome di Dipartimento per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

Ministero di Grazia e Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Storico dicastero presente sin dal 1861, dall'Unità d'Italia, nel Governo Cavour, con la denominazione Ministero di Grazia, Giustizia e Affari Ecclesiastici. Nel 1862 col Governo Rattazzi I modifica lievemente la denominazione in Ministero di Grazia, Giustizia e Culti. Nel 1920 col Governo Nitti II prende il nome di Ministero della Giustizia e degli Affari di Culto. Dal 20 luglio 1932 prende il nome di Ministero di Grazia e Giustizia, per trasferimento della Direzione Generale degli Affari del Culto, competente per i rapporti con le confessioni religiose al Ministero dell'Interno, per prendere quello attuale di Ministero della Giustizia, in ottemperanza della Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, col Governo Prodi I, a far data dal 1999.

Ministero della Guerra[modifica | modifica wikitesto]

Storico ministero presente sin dall'Unità d'Italia dal 1861 nel Governo Cavour. Il Governo De Gasperi III col Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 4 febbraio 1947, n. 17 ne dispose l'accorpamento insieme al Ministero dell'Aeronautica ed al Ministero della Marina Militare nel nuovo Ministero della Difesa.

Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 22 giugno 1916, dal 3 giugno 1920 prende il nome di Ministero dell'Industria e Commercio, e la componente lavoro viene eretta nel Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Entrambi il 5 luglio 1923 vengono soppressi per essere accorpati nel neo istituito Ministero dell'Economia Nazionale, che accorpa anche il Ministero dell'Agricoltura. Il ministero dell'Economia Nazionale verrà soppresso il 12 settembre 1929 e trasformato in Ministero dell'Agricoltura e Foreste, e la componente relativa ad industria, commercio e lavoro accorpata al Ministero delle Corporazioni, già istituito nel 1926. Con il RD 9 agosto 1943, n. 718 il Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro, viene ricostituito per modifica della denominazione del Ministero delle Corporazioni in quella appunto di Ministero dell'Industria, del Commercio e del Lavoro, dal Governo Badoglio I per via della politica di defascitizzazione dello Stato. Con D.Lgt. 21 giugno 1945, n. 377, sotto il Governo Parri, il dicastero venne ripartito in due distinti Ministeri e cioè nel Ministero dell'Industria e Commercio e nel Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Con D.Lgt. 10 agosto 1945,n. 474 si è provveduto a distribuire le attribuzioni fra i due citati Ministeri.

Ministero dell'Industria e dell'Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Oggi parte del Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero delle Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Istituito nel 2006 dal Governo Prodi II, per scorporo dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fino al 2008. In tale anno col Governo Berlusconi IV viene nuovamente riaccorpato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in ottemperanza alla finanziaria per il 2008.

Ministero dell'Italia occupata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero dell'Italia occupata.

Istituito nel 1944, soppresso nel 1947.

Ministero per gli Italiani nel Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero per gli Italiani nel Mondo.

Istituito l'11 giugno 2001 dal governo Berlusconi II fu soppresso dal Governo Prodi II il 17 maggio 2006. Era il dicastero del Governo Italiano che si occupava dei rapporti e degli interessi dei cittadini italiani all'estero. Unico ministro a ricoprire l'incarico fu Mirko Tremaglia che elaborò la legge che ne porta il nome che regolamentò il diritto di voto per i cittadini italiani all'estero. Oltre alla parentesi di Sergio Berlinguer nel primo governo Berlusconi.

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Istituito il 3 giugno 1920 per scorporo dal Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro, dal Governo Nitti II, viene accorpato il 5 luglio 1923 col Ministero dell'Industria e Commercio e col Ministero dell'Agricoltura nel Ministero dell'Economia Nazionale. Quest'ultimo il 12 settembre 1929 verrà soppresso e diviso nuovamente in Ministero dell'Agricoltura e Foreste e Ministero delle Corporazioni già istituito dal 1926. Successivamente quest'ultimo prende il nome di Ministero dell'Industria e Commercio, la cui denominazione viene modificata con R.D. 9 agosto 1943, n. 718, in Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro. Col decreto luogotenenziale del 21 giugno 1945, n. 377, il Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro fu ripartito in Ministero dell'Industria e Commercio e Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Con la Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999 attuata nel 2001 venne accorpato nel neo istituito Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dal Governo Berlusconi II. Nel 2006 col Governo Prodi II, tuttavia viene ricostituito il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, per scorporo del neo istituito Ministero della Solidarietà Sociale. Entrambi vengono nuovamente soppressi con la Finanziaria per il 2008, Legge n. 244/2007, ed accorpati nel Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, attuata dal Governo Berlusconi IV nel 2008.

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Istituito dal D. Lgs. n. 300/1999, in ottemperanza alla Riforma Bassanini, con decorrenza dal 2001, viene in realtà diviso in due dicasteri, prima che possa iniziare ad operare, da parte del Governo Berlusconi II nel: Ministero della Salute e nel Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Con la legge n. 244/2007, il Governo Prodi II decide di re-istitutire il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a far data dalla legislatura successiva. Nel 2008, con la nuova legislatura il Governo Berlusconi IV attua tale norma e istituisce il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, accorpando il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, il Ministero della Solidarietà Sociale e il Ministero della Salute. Dopo poco più di un anno il dicastero viene nuovamente diviso con la legge n. 179/2009 nelle due componenti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e Ministero della Salute, sopprimendo il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Ministero dei Lavori Pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Storico ministero presente sin dall'Unità d'Italia nel 1861 nel Governo Cavour. Con la Riforma Bassanini viene accorpato nel 2001 al neo istituito Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre una parte del dicastero venne trasferita al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.

Ministero della Marina[modifica | modifica wikitesto]

Storico ministero presente sin dall'Unità d'Italia nel 1861 col Governo Cavour. Si occupava della Marina militare. Il Governo De Gasperi III col Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 4 febbraio 1947, n. 17 ne dispose l'accorpamento insieme al Ministero della Guerra ed al Ministero dell'Aeronautica nel nuovo Ministero della Difesa.

Ministero della Marina Mercantile[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 13 luglio 1946 con decreto del Capo Provvisorio dello Stato, dal Governo De Gasperi II, per cui è nominato ministro l'On. Salvatore Aldisio; l'anno successivo viene dotato di una sua bandiera, ossia il tricolore italiano sormontato dall'emblema della marina mercantile. Con la legge n. 537 del 1993 viene accorpato al Ministero dei Trasporti, dal Governo Ciampi, e muta la denominazione in Ministero dei Trasporti e della Navigazione, a sua volta accorpato con la Riforma Bassanini nel 2001 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Durante il governo Prodi II, con decreto-legge, fu separato in Ministero delle Infrastrutture e Ministero dei Trasporti. Il governo Berlusconi IV è poi intervenuto a riunirli con altro decreto-legge.

Ministero delle Partecipazioni Statali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia) e Ministero delle Partecipazioni Statali.

Istituito il 22 dicembre 1956, venne soppresso dal referendum popolare del 15 aprile 1993. Le sue competenze passarono all'allora Ministero del Tesoro, oggi Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Ministero delle Poste e Telegrafi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero delle Poste e Telegrafi.

Istituito il 10 marzo 1889 dal Governo Crispi II. Il Governo Mussolini modificò la denominazione del dicastero il 30 aprile 1924 in Ministero delle Comunicazioni.

Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Istituito con decreto luogotenenziale del 12 dicembre 1944, n. 413, per scissione del Ministero delle Comunicazioni in due distinti dicasteri: 'Trasporti' e 'Poste e Telecomunicazioni'. Il dicastero rimprende le competenze del vecchio Ministero delle Poste e Telegrafi, da cui nasceva il Ministero delle Comunicazioni nel 1929. Il Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni rimane istituito fino agli anni novanta, quando parte delle competenze ministeriali vengono gestite autonomamente dalle Poste Italiane in qualità di società per azioni, secondo la legge n. 71 del 29 gennaio 1994. In seguito alla liberalizzazione delle telecomunicazioni (con la legge n. 58 del 29 gennaio 1992) e la creazione della società Telecom Italia S.p.A., due anni dopo, il Ministero viene riorganizzato, con l'istituzione dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Con la legge n. 249 del 31 luglio 1997 viene assunta la nuova denominazione di Ministero delle Comunicazioni. Dal 2008 viene accorpato al Ministero dello Sviluppo Economico.

Sotto il suo controllo era l'Escopost/Escoradio, il reparto di controllo delle emissioni radioelettriche (da non confondere con la Polizia Postale, che dipende dalla Polizia di Stato)[1].

Ministero della Produzione Bellica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero della produzione bellica.

Istituito il 6 febbraio 1943 dal Governo Mussolini per le necessità della seconda guerra mondiale. Viene soppresso il 27 gennaio 1944 dal Governo Badoglio I.

Ministero della Pubblica Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero della Pubblica Istruzione.

Storico dicastero presente sin dall'Unità d'Italia del 1861 nel Governo Cavour. Dal 1929 col Governo Mussolini, al 1944 muta denominazione in Ministero dell'Educazione Nazionale. Nel 2001 viene accorpato col Ministero dell'Università e la Ricerca per essere scisso nel 2006 col Governo Prodi II. Dal 2008 è accorpato nuovamente nel Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca col Governo Berlusconi IV.

Ministero della Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero della Salute (Italia).

Istituito nel 1958 per scorporo dal Ministero dell'Interno, col Governo Fanfani II, dopo una prima soppressione nel 2001, in attuazione della Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999, venne re-istituito dal Governo Berlusconi II col nuovo nome di Ministero della Salute. Accorpato per il periodo 8 maggio 2008 - 13 dicembre 2009 nel Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, il Ministero della Salute viene re-istituito con la legge n. 179/2009, con la soppressione del predetto dicastero. Oramai pressoché svuotato di molte competenze per l'avvenuto trasferimento sin dagli anni settanta alle regioni, con la riforma del titolo V della parte II della Costituzione, mantiene un ruolo di rappresentanza a livello comunitario e internazionale (Organizzazione Mondiale della Sanità, Unione europea) e coordinamento del Servizio Sanitario Nazionale gestito dalle Regioni.

Ministero della Solidarietà Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero della Solidarietà Sociale.

Istituito come Ministero con portafoglio nel 2006 dal Governo Prodi II, dal 2008 è accorpato nel Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

Ministero dello Sviluppo e coesione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

Istituito come Ministero con portafoglio nel 2005 dal Governo Berlusconi III, fu soppresso nel 2006 dal Governo Prodi II.

Ministero per le Terre liberate dal Nemico[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 19 gennaio 1919 con sede a Treviso dal Governo Orlando con Regio Decreto 41/19 in sostituzione dell'Alto Commissariato per i Profughi di Guerra.

Aveva il compito di dirigere e coordinare le attività di tutte le amministrazioni pubbliche dei territori annessi all'Italia dopo la prima guerra mondiale riguardo alla ricostruzione del sistema economico e produttivo[2]. Inoltre gli viene assegnato il compito di provvedere alla soluzione del problema dei 630.000 profughi di guerra[3] emigrati dalle aree coinvolte dal conflitto, fornendo loro assistenza economica e sistemazioni di fortuna presso padiglioni Docker. Questa attività, a partire dal 1º agosto 1920, è stata affidata alle Congregazioni di carità e ad istituzioni territoriali di beneficenza[4]. Successivamente sarà l'organo preposto al risarcimento dei danni di guerra subiti dai cittadini dei territori acquisiti ed alla ricostruzione/riparazione delle opere pubbliche. Inoltre provvederà al trasferimento ed alla collocazione di impiegati e funzionari statali provenienti da altre parti d'Italia (o richiamati appositamente in servizio) presso i costituendi enti pubblici dei territori conquistati, afflitte da carenza di personale tecnico-amministrativo. Infine, dovrà introdurre l'uso della lingua italiana nella stesura e nella redazione di tutti gli atti pubblici[5].

Ministero del Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia).

Istituito nel 1877 dal Governo Depretis II, il Ministero del Tesoro ha conosciuto alterne fortune: venne soppresso nel 1922 per tutto il Governo Mussolini; ricostituito nel 1944 venne soppresso per un brevissimo periodo nel 1947 per essere definitivamente accorpato nel 2001 nel Ministero dell'Economia e delle Finanze, in seguito alla Riforma Bassanini, dal Governo Berlusconi II.

Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministeri economici (Italia).

Istituito nel 1997 col Governo Prodi I per volontà dell'allora ministro Carlo Azeglio Ciampi. Era il risultato della fusione tra i due dicasteri. Dal 2001 è parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Ministero dei Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero dei Trasporti.

Istituito nel 1944 col decreto luogotenenziale del 12 dicembre 1944, n. 413, dal Governo Bonomi III dalla ripartizione del Ministero delle Comunicazioni in due distinti dicasteri: Ministero dei Trasporti e Ministero delle Poste e Telegrafi. Nel 1963 venne aggiunta la competenza sull'aviazione civile, con conseguente modifica del nome in Ministero dei Trasporti e dell'Aviazione Civile, per perderla nel 1974 col Governo Moro IV. Nel 1996 il dicastero col Governo Prodi I accorpa le competenze della Marina Mercantile e cambia denominazione in Ministero dei Trasporti e della Navigazione. Con la Riforma Bassanini del D. Lgs. n. 300/1999 viene accorpato nel Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a partire dal Governo Berlusconi II del 2001. Nel 2006 venne momentaneamente ricostituito durante il Governo Prodi II, per essere nel 2008 col Governo Berlusconi IV nuovamente accorpato al predetto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 22 giugno 1916 dal Governo Boselli per le necessità della prima guerra mondiale, venne soppresso il 21 marzo 1920 dal Governo Nitti I, e le competenze sono assorbite dal Ministero dell'Industria, Commercio e Lavoro per le competenze sui trasporti marittimi, mentre la direzione delle ferrovie viene accorpata al Ministero dei Lavori Pubblici.

Ministero del Turismo e dello Spettacolo[modifica | modifica wikitesto]

Istituito il 31 luglio 1959 dal Governo Segni II e soppresso dal referendum popolare del 15 aprile 1993. Oggi le competenze appartengono in buona parte al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Aveva anche competenze sullo sport passate prima al predetto Ministero per i Beni e le Attività Culturali, poi nel 2006 al Dipartimento dello sport della Presidenza del Consiglio per essere assorbite dalla stessa dal 2008 ove è presente come Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo. Dal maggio 2009 al novembre 2011 il Dipartimento è stato retto non più da un sottosegretario di Stato, bensì da un ministro senza portafoglio, pur sempre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Ministero dell'Università e della Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ministero dell'Università e della Ricerca.

Istituito nel 1988, dal Governo De Mita, venne accorpato nel 2001 insieme al Ministero della Pubblica Istruzione, nel Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in ottemperanza alla Riforma Bassanini. Col Governo Prodi II viene scisso nuovamente. Dal 2008 è nuovamente accorpato al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, dal Governo Berlusconi IV.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Escopost - Escoradio su Storie di Posta.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  2. ^ maas.ccr.it
  3. ^ Navigare sul Po. Storia di una famiglia di barcari di Camillo Pavan
  4. ^ cimeetrincee.it
  5. ^ ssai.interno.it