Fiction televisiva

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La fiction televisiva (o fiction TV, o anche semplicemente fiction se è chiaro il contesto televisivo) è un macrogenere del programma televisivo contraddistinto da opere di narrazione e finzione scenica con finalità prevalente l'intrattenimento ma anche, in caso di fiction televisiva biografica e storica, la divulgazione culturale.

Indice

[modifica] Origini

Durante il primo periodo di trasmissione televisiva (paleotelevisione) la fiction era rappresentata unicamente dallo sceneggiato televisivo (o teleromanzo), nato a sua volta dal teleteatro. Era un racconto narrato in sei puntate, che consisteva in un adattamento di un'opera letteraria classica (I Malavoglia, I promessi sposi, David Copperfield, Resurrezione, I miserabili) o in un'opera originale creata appositamente per la televisione. Dagli anni 70, con l'inizio della neotelevisione, il formato dello sceneggiato divenne sempre più inusuale, come il suo nome, che fu sostituito dall'anglofono fiction. Quest'ultimo termine è in grado oggi di racchiudere in sé tutti i formati delle opere di narrazione televisiva.
In Italia è anche spesso usato per indicare la sola serie televisiva all'italiana.

[modifica] Formati della fiction televisiva

I formati della fiction televisiva si definiscono in base al numero e durata delle parti e al tipo di narrazione utilizzata. Inoltre sono ordinati secondo la serialità:

  • non seriale (film per la televisione);
  • serialità debole (miniserie e miniserial televisivo);
  • serialità forte (serie e serial televisivo).

[modifica] Non seriale

Unico esempio della fiction non seriale è il film per la televisione, che è composto da un'unica parte di 90 o 100 minuti circa. I generi sono gli stessi della versione per il cinema: storico, poliziesco, horror, fantascientifico, romantico, ecc. In Italia è un formato poco usato e film dello stesso genere vengono spesso proposti all'interno di cicli tematici (ad esempio Nel segno del giallo e Donne al bivio).

[modifica] Serialità debole

La miniserie è una fiction formata da due a sei puntate di un'ora ciascuna circa (nel caso si superi la soglia di sei puntate, si parla di miniserial). La trama non è episodica, ma continua ininterrottamente tra una puntata e l'altra. Esempi italiani sono La Piovra e La Bibbia.

[modifica] Serialità forte

[modifica] Serial televisivi

I serial televisivi (talvolta chiamati impropriamente telefilm nella lingua parlata) sono formati da puntate dai 30 ai 60 minuti. Caratteristica dei serial è la lunga o spesso lunghissima durata del racconto, le cui parti sono concatenate in una sequenza temporale precisa. Dunque la fine della puntata non vede anche la fine della narrazione, che può eventualmente compiersi alla chiusura della fiction televisiva.

A seconda che abbiano o no una chiusura narrativa, i serial si distinguono in:

[modifica] Serie televisive

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Serie televisiva.

Il formato delle serie televisive (identificabili, ad accetto di quelle animate, nel termine improprio di telefilm) si è evoluto nel corso del tempo e presenta diverse variazioni:

  • Le serie televisive sono in origine formate da episodi di 50 minuti circa. La parti del racconto sono autonome e compiute, non vi sono quindi elementi inter-episodici. In realtà questa descrizione classica della serie televisiva si addice solo ad alcuni esempi (Perry Mason, Magnum, P.I., Charlie's Angels, Colombo, La signora in giallo, M*A*S*H, Mork & Mindy, I Robinson, La tata, Vita da strega, La famiglia Bradford, Star Trek).
  • Molte serie contemporanee (in particolare dagli anni 90 in poi) introducono elementi narrativi tipici del serial. Tale formato viene detto serie serializzata (o a incastro) e vede l'uso equo di trama verticale (narrazione episodica) e orizzontale (narrazione seriale). Un esempio può essere la serie televisiva Dr. House - Medical Division, in cui la trama verticale corrisponde all'enigma medico da risolvere, mentre quella orizzontale alle relazioni tra i personaggi.
    Ancora di più recente creazione sono le serie serializzate che vedono l'assenza totale della trama verticale. Sebbene condividano la sequenza temporale serializzata del serial televisivo, ne sono distinte per la durata del racconto, che è medio e non lunghissimo come quello di una soap opera o una telenovela. Un esempio fra tutti è la serie televisiva Lost, la cui trama si sviluppa ininterrottamente per sei stagioni. Gli episodi delle serie televisive serializzate hanno durata di 40-42 minuti.
  • La variazione italiana della serie serializzata, la serie all'italiana (talvolta chiamata anche solo fiction), prevede episodi di 60 minuti circa e una compresenza della trama verticale e orizzontale. Una stagione può essere composta da 15 a più di 50 episodi (come nel caso particolare della prima stagione de Un medico in famiglia). Esempi: Il maresciallo Rocca, Don Matteo.
  • Altro tipo di serie televisive sono le sit-com (situation comedy). Esse sono costituite da episodi di 20-22 minuti e sono caratterizzate da un'ambientazione ristretta e al chiuso (nel caso estremo della camera fissa, questa inquadra un unico ambiente) e dalla comicità e velocità dei dialoghi. In alcuni casi gli episodi sono registrati dal vivo (Friends), in altre le risate sono registrate successivamente e in altre ancora assenti (Malcolm, Scrubs - Medici ai primi ferri).
  • Le serie animate (cartoni occidentali ed anime) per la televisione sono opere audiovisive caratterizzate dalla serialità e dalla tecnica dell'animazione.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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