Mille splendidi soli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mille splendidi soli
Titolo originale A Thousand Splendid Suns
Autore Khaled Hosseini
1ª ed. originale 2007
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Mille splendidi soli è il secondo romanzo dello scrittore americano di origine afghana Khaled Hosseini, portato al successo tramite il suo best-seller Il cacciatore di aquiloni. Pubblicato da edizioni Piemme, è stato tradotto dall'inglese da Isabella Vaj nel 2007. Il titolo originale dell'opera è A Thousand Splendid Suns (2007, ATSS Publications). Il libro narra la storia di due donne e della loro vita durante i vari conflitti che negli anni si sono susseguiti in Afghanistan fino ad oggi. Il romanzo è dedicato a Haris e Farah e a tutte le donne del suo paese.

Titolo[modifica | modifica sorgente]

« Non si possono contare le lune che brillano sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri. »

Così il poeta Saib-Tabrizi, nel XVII sec., scrisse a proposito di Kabul. Da questi versi è tratto il titolo del romanzo “Mille splendidi soli”.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Mariam vive con la madre Nana alla “kolba”, vicino a Herat e il padre, il ricco e potente Jalil, si vergogna di lei, figlia avuta illegittimamente, anche se la protagonista nutre un profondo affetto verso di lui. Mariam vive isolata da tutti, tenuta rinchiusa nella kolba dalla madre Nana. L’unico suo contatto con il mondo esterno è suo padre Jalil e quando, il giorno del suo quindicesimo compleanno, Mariam decide di andare a trovarlo, egli si rifiuta di riceverla. Da questo momento la ragazza nutrirà un profondo odio per suo padre. Quando Mariam fa ritorno a casa trova la madre morta impiccata ed è costretta a vivere con Jalil fino a che non viene data in sposa a Rashid, un uomo sulla quarantina, di Kabul. Mariam così inizia una nuova vita a Kabul.

La seconda ragazza, Laila, è molto istruita, molto bella e molto più giovane di Mariam. Laila e Tariq sono amici fin da bambini, ma crescendo questa loro amicizia si trasforma in amore. Quando Laila è ormai quindicenne viene a sapere che Tariq abbandonerà l'Afghanistan a causa della guerra scoppiata qualche anno prima. I due si salutano . Quando anche Laila sta per partire e raggiungere Tariq in Pakistan, un razzo colpisce la casa di Laila lasciandola orfana. La ragazza viene portata in salvo da Rashid che, dopo averla falsamente informata della morte di Tariq, la sposa. La ragazza, cosciente del fatto di essere incinta di Tariq, per non far insospettire Rashid, lo sposa subito.

Rashid, felicissimo della gravidanza di Laila, compra vestiti e oggetti da maschio, convinto che il neonato sarà un bambino; nasce invece una graziosa bambina, che Laila chiamerà Aziza, "Diletta". Col tempo le due protagoniste diventano complici fra loro: progettano, senza riuscirci, di scappare via da Rashid che, dopo il loro mesto ritorno a casa, le picchia sempre più spesso e violentemente. Dopo poco tempo Laila è di nuovo incinta e questa volta darà alla luce un maschietto, Zalmai, vero figlio di Rashid. Il bambino instaura un rapporto speciale con il padre, che ricambia l'affetto ricoprendolo di attenzioni e di regali. La vita a Kabul sotto il regime talebano è sempre più difficile, e a causa di un incendio un giorno Rashid perde la sua bottega e, di conseguenza, il lavoro. La fame si affaccia nelle vite dei protagonisti, tanto che Laila è costretta a portare Aziza in un orfanotrofio. La bambina è triste alla notizia, ma la madre le assicura che l’avrebbe incontrata tutti i giorni. Mariam viene a sapere che il padre è morto ormai da anni.

Laila, di ritorno da una visita ad Aziza all'orfanotrofio, incontra Tariq, la cui morte era frutto di un messa in scena di Rashid. I due, ormai non più ragazzini, si raccontano le loro nuove vite. A sera, Zalmai racconta al padre l’incontro tra Laila e Tariq; Rashid porta la moglie in camera e le salta addosso per strozzarla. Mariam però glielo impedisce e con una pala uccide Rashid. In seguito decide di sacrificarsi per Laila, per Tariq e per i bimbi e va a confessare tutto alla polizia; viene dichiarata colpevole e condannata a morte. Laila sposa Tariq, si trasferisce con lui in Pakistan e dopo qualche tempo rimane nuovamente incinta. Quando gli Stati Uniti dichiarano guerra all'Afghanistan, Laila e la sua famiglia ritornano nella capitale per aiutare gli abitanti, ristrutturando anche l'orfanotrofio in cui Laila aveva portato Aziza.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Mariam: è nata nella primavera del 1959. Ha quindici anni quando la storia inizia, è la protagonista del libro, insieme a Laila. È una harami, cioè una figlia illegittima nata da una relazione tra suo padre e una serva, e non ha una vita normale come le sue coetanee. Dopo la morte di sua madre è obbligata a sposare a 15 anni Rashid. Quando Rashid sposa Laila, dopo tanti anni di matrimonio in cui non hanno avuto figli, nonostante l'astio iniziale si affeziona alla piccola Aziza e in seguito a Laila, che tratta come la figlia che non ha mai potuto avere. Possiamo denotare durante il racconto le sue doti, è coraggiosa, affidabile e protettiva nei confronti di Laila.
  • Mullah Faizullah: insegnante del Corano di Mariam, con Mariam è comprensivo e gentile e la tratta come una figlia. Ebbe un figlio, Hamza.
  • Nana: è la madre di Mariam ed è una serva quando partorisce Mariam. Fin da bambina è riservata, astiosa e solitaria, caratteristica che si acuirà con la sua gravidanza e la spingerà al suicidio. È convinta che l'unica cosa che la figlia debba imparare è la sopportazione, poiché sa che "come l'ago della bussola segna sempre il nord, così il dito accusatore dell'uomo trova sempre una donna a cui addossare la colpa".
  • Jalil: è il padre di Mariam, ha già tre mogli (Khadija, Afsun e Nargis) quando sta con Nana. È un uomo ricco, elegante e amico del sindaco, ma debole e incapace di opporsi alla vergogna che le sue mogli gli fanno provare per aver concepito Mariam. Per questo dopo tanti anni di rimorsi chiede il perdono a sua figlia. Va a trovarla nel 1987, prima di morire per una malattia, però lei non vuole vederlo come tanti anni prima lui le ha negato l'accesso nella sua casa.
  • Laila: è nata nel 1978, è una ragazza tagika bella e coraggiosa, educata in una famiglia benestante. La sua caratteristica è, in un paese mediorientale quale l'Afghanistan, di avere capelli biondi e occhi verdi. È innamorata fin da bambina dell'amico Tariq, suo difensore contro i bulli, e per una serie di circostanze è costretta a sposare Rashid, marito di Mariam. Egli infatti la recupera dalle macerie della sua casa, crollata in seguito all'esplosione di un razzo che ha ucciso i suoi genitori. Conosce, dopo la sua infanzia magnifica con i genitori, una vita dolorosa e piena di sopportazione. Sarà lei a dare un figlio a Rashid: Zalmai, mentre quella che viene creduta dall'uomo la primogenita è in realtà figlia di Tariq. Con l'aiuto e il sacrificio della sua amica Mariam riuscirà a rifarsi una vita assieme all'amore della sua infanzia e i due figli. Tuttavia anche lei rivelerà la propria forza quando deciderà di tornare nella capitale per dare una mano.
  • Rashid: fa il calzolaio a Kabul e sposa Mariam in seguito ad un contratto con suo padre e più tardi sposa Laila. È descritto come un uomo viscido, irascibile e violento, l'antagonista della storia. Sua moglie morì di parto e il figlio annegò nel lago mentre lui era ubriaco. Fondamentale per capire la sua psicologia è il capitolo in cui, appena sposata la seconda moglie e sta dettando le sue regole per la convivenza, descrive Mariam dicendo: "Se fosse una macchina, sarebbe una Volga. Tu invece sei una Mercedes. Una Mercedes nuova di zecca." Non riesce ad avere dei figli da Mariam, invece da Laila ha un maschio.
  • Tariq: è nato nel 1976, migliore amico di infanzia di Laila, di etnia pashtun; ha perso una gamba su una mina antiuomo da piccolo, perciò viene chiamato storpio da Rashid. Lui e Laila si separano quando ha sedici anni e per i successivi nove fugge dall'Afghanistan. Tariq è affettuoso e ama Laila più di se stesso.
  • Aziza: è la figlia di Laila e Tariq nata nel 1993. È bella e matura per la sua età e vuole molto bene a Mariam, che la considera come una zia. In un periodo particolarmente difficile, Rashid costringerà Laila a mandarla in un orfanotrofio, ma poi ritornerà a casa.
  • Zalmai: è il figlio di Laila e Rashid, nato nel 1997. È viziato e affezionato a suo padre, che lo tratta come il principe della casa. All'inizio non vede di buon occhio Tariq, ma poi si affeziona a lui.
  • Fariba: è la madre di Laila. Incontra in un primo momento Mariam durante i suoi primi giorni a Kabul. Rashid intima a Mariam di non frequentarla. Fariba prova un grande amore per i suoi due figli andati in guerra. Costoro da vivi mettono in ombra Laila e da morti la cancellano totalmente dal cuore della donna, che cade in uno stato depressivo e chiede di poter vedere una Kabul libera.
  • Babi: è il padre di Laila. È morto insieme alla madre a causa di un razzo caduto sulla loro casa. Babi è un uomo colto, che insegnava all'università di Kabul. Simpatizza per il governo comunista perché è convinto che grazie ad esso le donne avrebbero avuto più diritti. Vuole molto bene alla figlia e spera in un futuro soddisfacente per lei e la costringe ad andare a scuola perché dice che un paese non può progredire se le sue donne sono ignoranti.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura