Mille splendidi soli
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| Mille splendidi soli | |
|---|---|
| Titolo originale | A Thousand Splendid Suns |
| Autore | Khaled Hosseini |
| 1ª ed. originale | 2007 |
| Genere | romanzo |
| « Gli anni non avevano trattato Mariam con indulgenza. Ma forse l'aspettavano altri anni, più clementi. Una nuova vita, una vita in cui avrebbe trovato le benedizioni che, secondo Nana, una harami non avrebbe mai avuto. Due nuovi fiori erano sbocciati inaspettatamente nella sua vita e, mentre guardava cadere la neve, si immaginò il Mullah Faizullah, che, facendo roteare i grani del suo tasbeh, si chinava su di lei e le sussurava all'orecchio, con la sua voce pacata e tremula: Ma è Dio che li ha piantati Mariam jo. E Lui vuole che tu te ne prenda cura. È la Sua volontà, ragazza mia[1] » |
Mille splendidi soli è il secondo romanzo dello scrittore americano di origine afghana Khaled Hosseini, portato al successo tramite il suo best-seller Il cacciatore di aquiloni. Pubblicato da edizioni Piemme, è stato tradotto dall'inglese da Isabella Vaj nel 2007. Il titolo originale dell'opera è A Thousand Splendid Suns (2007, ATSS Publications). Il libro narra la storia di due donne e della loro vita durante i vari conflitti che negli anni si sono susseguiti in Afghanistan fino ad oggi. Il romanzo è dedicato a Haris e Farah e a tutte le donne del suo paese.
Indice |
[modifica] Trama
Mariam è un'harami, una bastarda, e non ha una vita serena come gli altri fratellastri; suo padre Jalil Khan ogni giovedì trascorre qualche ora con lei. Quando compie 15 anni, desidera essere accompagnata al cinema da suo padre, ma egli si vergogna di lei e non mantiene la promessa; quindi Mariam prova ad andare a casa del padre a cercarlo, ma viene respinta da lui. La ragazza allora viene riportata a casa e trova la madre impiccata ad un albero (con lei aveva avuto una forte discussione il giorno prima a causa di Jalil). Viene ospitata a casa di suo padre per un po' di tempo, fino a quando quest'ultimo, spinto dalle sue tre mogli che vogliono cancellare la vergogna di quella figlia illegittima, le trova un marito. A 15 anni è costretta a sposarsi con Rashid, già anziano e vedovo, disposto a portarla a Kabul nella speranza che gli dia un figlio, per sostituire quello che ha perso tragicamente. Ma una serie di aborti sfortunati non le fa portare a termine la gravidanza. Ed è allora che Rashid diventa violento: già chiuso perché proveniente da un'area tribale dell'Afghanistan, la costringe a continue vessazioni e percosse.
Laila è nata a Kabul e la sua storia inizia quando lei ha nove anni. I suoi fratelli Ahmad e Nur sono partiti per la Jihad contro i comunisti e non li ha mai conosciuti davvero. Il padre, Babi, è un ex professore universitario, studioso e amante della poesia; la madre Fariba invece, è l'esatto opposto: depressa per la partenza dei figli, certi giorni è piena di vita, euforica; altri si chiude nella sua stanza e rifiuta di vedere il marito, con cui vive un profondo conflitto perché ha lasciato partire i due ragazzi. Quando ricevono la notizia che i fratelli sono stati uccisi, al loro funerale riesce a soffrire per loro, ma la malattia di sua madre si acuisce ancora di più. Ma per Laila il fratello è il suo migliore amico Tariq, che ha 11 anni e che la difende sempre dai bulli. I due crescono insieme, subendo le successive rinascite e ricadute di Kabul (l'arrivo dei mujahidin porta speranza in un cambiamento, ma in realtà occupano la capitale e iniziano a fare guerra tra di loro).
Laila e Tariq si rivelano il loro amore a 14 e 16 anni, nel 1992. Per evitare la guerra civile, Tariq è costretto a scappare in Pakistan con la sua famiglia e il giorno prima della partenza, Laila e lui, disperati e incalzati dalla consapevolezza che potrebbero non vedersi mai più, hanno un rapporto. Anche il padre di Laila vorrebbe partire per il Pakistan e convince sua moglie a seguirlo. Tuttavia la famiglia di Laila non partirà poiché la casa viene colpita da un razzo e i genitori perdono la vita, mentre la ragazza gravemente ferita dalle schegge viene salvata da Rashid.
Dopo un primo periodo nel quale Laila si riprende, Rashid decide di sposarla e la ragazza accetta: si è accorta di essere incinta di Tariq, che le hanno fatto credere essere morto, e deve proteggere il piccolo. Inizialmente Mariam e Laila non si sono particolarmente simpatiche, poiché Rashid tratta quest'ultima benissimo nella speranza che possa dargli il bambino che Mariam non è riuscita a partorire in tanti anni, e quest'ultima è relegata al ruolo di serva. Ma dopo la nascita di Aziza, avvenuta nel 1993, il comportamento di Rashid nei confronti della ragazza diventa più crudo, poiché l’uomo voleva un figlio maschio. I rapporti tra le due mogli migliorano e diventano amiche. Mariam infatti trova in Aziza e Laila i suoi primi veri legami dopo una vita di rapporti falsi o mandati in fallimento, così diventa per Laila una madre, un'amica e un sostegno.
Stanche dei soprusi di Rashid, Mariam e Laila decidono di fuggire con la bambina un anno dopo, ma il loro tentativo non riesce; Rashid si vendica e rischia di far morire Laila e Aziza. La vita di Laila e Mariam si conduce tra stenti e violenze, che culminano con l'avvento dei talebani nel '96. Intanto, Laila rimane nuovamente incinta, e stavolta di Zalmai, il figlio di Rashid.
Nel 2001 torna a Kabul Tariq, che va a trovare Laila quasi dieci anni dopo il loro ultimo faccia a faccia. Le racconta la sua storia, piena di sofferenza nei campi profughi, dove ha perso i genitori. Però è riuscito a tirare avanti in un paesino del Pakistan, Murri, assunto come inserviente in un piccolo albergo per turisti.
Rashid viene a sapere che Tariq ha parlato con Laila e cerca di ucciderla, ma viene colpito a morte da Mariam che interviene per difenderla. Le due donne potrebbero fuggire, ma Mariam decide di confessare l'omicidio, pur di non far accusare dai talebani Laila e Tariq e proteggere i bambini dalla strada. Mariam viene condannata a morte per il suo crimine e fucilata nello stadio cittadino. Laila fugge così insieme a Tariq e i figli in Pakistan, dove vivono apparentemente felici per un lungo periodo. La donna decide però di tornare a Kabul perché sa che i talebani sono stati per ora sconfitti e desidera dare un contributo alla città e per quanto ami la sua nuova vita a Murri, le sembra insignificante. Vuole che i suoi genitori uccisi assistano alla ricostruzione di Kabul attraverso i suoi occhi. Tariq la segue senza esitare, ma prima Laila, arrivata a Herat (città natale di Mariam) visita la casa di Mariam. Poi riesce a rintracciare il figlio del Mullah Faizullah, ex-maestro di Mariam, che le consegna una scatola ovale, all'interno della quale Laila trova una lettera scritta da Jalil prima di morire, dove implora il suo perdono per esser stato codardo e non essersi opposto alle mogli; per non averla trattata come una figlia, costringendola a vivere nel villaggio limitrofo quindici anni; per averla venduta da schiava a Rashid. Nella scatola ci sono anche alcuni soldi (la parte dell'eredità di Mariam) e la cassetta del film "Pinocchio", che Mariam aveva desiderato guardare anni prima in compagnia del padre e dei fratelli.
Laila riesce ad aiutare un orfanotrofio nel quale viene assunta come insegnante. Il libro si chiude durante una sua lezione, nella quale si viene a sapere che è di nuovo incinta e se sarà una bambina, ha già deciso quale nome darle: Mariam.
[modifica] Personaggi
- Mariam: è nata nel 1959. Ha cinque anni quando la storia si apre, è la protagonista del libro, insieme a Laila. È una harami, una bastarda, nata da una relazione tra suo padre e una serva, e non ha una vita normale come le sue coetanee. Dopo la morte di sua madre è obbligata a sposare a 15 anni Rashid. Mariam è un personaggio con una forza incredibile che si rivelerà solo alla fine, perché nella sua vita non è mai stata di peso a nessuno e non ha mai dato a vedere quanto ha sofferto, ma è stata forgiata da quelle stesse sofferenze.
- Mullah Faizullah: insegnante del Corano di Mariam, con lei è comprensivo e gentile.
- Nana: è la madre di Mariam e una serva quando partorisce Mariam. Fin da bambina è stata chiusa, astiosa e solitaria, caratteristica che si acuirà con la sua gravidanza e la spingerà al suicidio. E' convinta che l'unica cosa che la figlia debba imparare è la sopportazione, poiché sa che "il dito dell'uomo trova sempre una donna a cui addossare la colpa di tutto."
- Jalil: è il padre di Mariam, ha tre mogli (Khadija, Afsun e Nargis) quando sta con Nana. È un uomo ricco, elegante e amico del sindaco, ma molto debole e incapace di opporsi alla vergogna che le sue mogli gli fanno provare per aver concepito Mariam. Per questo il matrimonio tra Mariam e Rashid e dopo tanti anni di rimorsi chiede il perdono a sua figlia. Va a trovarla nel 1987, prima di morire per una malattia, però lei non vuole vederlo come tanti anni prima lui le ha negato l'accesso nella sua casa.
- Laila: è nata nel 1978, è una ragazza tagika straordinariamente bella e coraggiosa, educata in una famiglia di una classe benestante. È innamorata dell'amico Tariq e per una serie di circostanze costretta a sposare Rashid, marito di Mariam. Conosce dopo la sua infanzia magnifica con i genitori una vita dolorosa e piena di sofferenza e sopportazione. Questo dolore lo affronterà con l'aiuto e il sacrificio della sua amica Mariam. Tuttavia anche lei rivelerà la propria forza quando deciderà di tornare nella capitale per dare una mano -infatti le sue amiche di infanzia erano convinte che avrebbe fatto grandi cose.
- Rashid: fa il calzolaio a Kabul e sposa Mariam in seguito ad un contratto con suo padre e più tardi sposa Laila. È descritto come un uomo irascibile e violento, l'antagonista della storia. Sua moglie morì di parto e il figlio annegato nel lago mentre lui era ubriaco. Fondamentale per capire la sua psicologia è il capitolo in cui, appena sposata la seconda moglie e sta dettando le sue regole per la convivenza, descrive Mariam dicendo: "Se fosse una macchina, sarebbe una Volga. Tu invece sei una Mercedes. Una Mercedes nuova di zecca."
- Tariq: è nato nel 1976, migliore amico di infanzia di Laila, di etnia pashtun; ha perso una gamba su una mina antiuomo da piccolo, perciò viene chiamato storpio da Rashid. Lui e Laila si separano quando ha sedici anni e per i successivi nove fugge dall'Afghanistan. Tariq è un personaggio fantastico all'interno del romanzo, è affettuoso, a volte scherzoso e provocatorio, ma soprattutto ama Laila più di se stesso.
- Aziza: è la figlia di Laila e Tariq nata nel 1993. È bella e molto matura per la sua età (ricorda molto suo nonno) e vuole un mondo di bene a Mariam, che considera come una seconda mamma.
- Zalmai: è il figlio di Laila e Rashid, nato nel 1997. È viziato e molto affezionato a suo padre e all'inizio non vede di buon occhio Tariq, ma poi si affeziona a lui.
- Fariba: è la madre di Laila. Incontra in un primo momento Mariam durante i suoi primi giorni a Kabul. Rashid intima a Mariam di non frequentarla. Fariba prova un grande amore per i suoi due figli andati in guerra. Costoro da vivi mettono in ombra Laila e da morti la cancellano totalmente dal cuore della donna, che cade in uno stato depressivo e chiede di poter vedere una Kabul libera.
- Babi: è il padre di Laila. È morto insieme alla madre a causa di un razzo caduto sulla loro casa. Babi è un uomo colto, che vuole molto bene alla figlia e che spera in un futuro piacevole per lei.
[modifica] Edizioni
- Khaled Hosseini, Mille splendidi soli, traduzione di Isabella Vaj, Edizioni Piemme, 2007. pp. 432 ISBN 9788838487033
[modifica] Note
- ^ Khaled Hosseini, Mille splendidi soli, Piemme, 2007 - Capitolo 35

