Militari italiani caduti in missioni all'estero

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Elenco cronologico ed alfabetico degli episodi che hanno visto dei militari caduti nel corso di missioni militari italiane all'estero nello svolgimento di azioni su teatri esteri (al di fuori delle guerre cui l'Italia ha partecipato dall'Unità ad oggi).

Il grado della persona è riferito al momento della morte, e non alla successiva promozione assegnata per onorarne la memoria.

Indice

Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera del Regno d'Italia

1900-1901[modifica | modifica wikitesto]

Corpo di spedizione italiano in Cina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1900 l'Italia decise di inviare in Cina un contingente militare insieme ad altre sette grandi potenze per la salvaguardia dei cittadini stranieri minacciati dalla Rivolta dei Boxer, e occuparono Pechino. Furono in totale 18 i caduti italiani.

14 giugno 1900, nell'attacco di Lang Fang trovandosi in un piccolo drappello di marinai agli avamposti della colonna Seymour, sostennero l'urto improvviso di due colonne di "Boxer" cinesi e perirono:

  • Sottocapo imbarcato sulla torpediniera Calabria Vincenzo Rossi (Carpi, MOVM alla memoria);
  • cannoniere scelto Filippo Basso (MAVM);
  • cannoniere Cesare Sandroni (MAVM alla memoria);
  • cannoniere Alberto Autuori;
  • trombettiere Ovidio Painelli (MAVM alla memoria).

19 giugno 1900, Tien Tsin, viene ferito negli scontri presso la scuola militare il:

Nella difesa delle Legazioni:

  • marinaio Leonardo Mazza (Villa del Foo - 24 giugno 1900);
  • cannoniere Francesco Zola (Villa del Foo - 24 giugno 1900) (MAVM alla memoria);
  • marinaio Giuseppe Boscarini (1º luglio 1900);
  • cannoniere scelto Francesco Melluso (Villa del Foo - 2 luglio 1900) (MAVM alla memoria);
  • sottocapo cannoniere Antonio Milani (Villa del Foo - 3 luglio 1900);
  • cannoniere Francesco Manfron (luglio 1900) (MAVM alla memoria).

12 agosto 1900, Pe-tang, nella difesa della cattedrale muoiono:

  • secondo capo cannoniere Pietro Marielli (MAVM alla memoria);
  • cannoniere scelto Damiano Piacenza (MAVM alla memoria);
  • cannoniere scelto Adeodato Roselli;
  • cannoniere Luigi Fanciulli;
  • marinaio Giovanni Colombo;
  • marinaio Danese.[1].

1918-1923[modifica | modifica wikitesto]

Corpo di spedizione italiano in Murmania[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della prima guerra mondiale un corpo di spedizione italiano ed Alleato fu inviato nella regione della Murmania, nella Russia settentrionale, per contrastare prima i tedeschi e poi i bolscevichi dall'agosto 1918 al 27 agosto 1919.

  • Numero imprecisato di militari italiani caduti.

Agosto 1918, trasferimento tra Newcastle a Murmansk:

Corpo di spedizione italiano in Estremo Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della prima guerra mondiale un corpo di spedizione italiano fu inviato, sotto comando Alleato, in Manciuria per combattere i russi bolscevichi dall'agosto 1918 al 9 agosto 1919.

  • Numero imprecisato di militari italiani caduti.

Corpo di spedizione italiano in Alta Slesia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della prima guerra mondiale un corpo di spedizione italiano, francese e inglese fu inviato nella regione dell'Alta Slesia, contesa tra Germania e Polonia, dalla seconda metà del febbraio 1920 al 9 luglio 1922. Cinquanta militari italiani caduti.

22 luglio 1920, Cosel:

  • soldato Obino Virgilio, pronto per la licenza viene colpito accidentalmente da una pallottola di revolver, dopo cinque ore muore.

2 maggio 1921, Czerwionka, una compagnia del 32º Reggimento fanteria "Siena" venne sopraffatta da insorti polacchi dopo aver esaurito le munizioni e muoiono in combattimento 1 ufficiale e 15 soldati.

3 maggio 1921, Czerwionka:

  • 1 soldato del 32º Reggimento Fanteria "Siena" in combattimento.

Bad Königsdorff-Jastrzemb:

Groß Strehlitz:

  • 1 soldato del 135º Reggimento fanteria in combattimento.

Rybnik:

  • 2 soldati del 135º Reggimento fanteria in combattimento.

Maggio 1921, Ratibor:

  • 1 soldato del 135º Reggimento fanteria in combattimento.

Giugno 1921 - dicembre 1921:

  • 3 soldati in combattimento.

Le perdite in totale furono:

  • 25 caduti in combattimento;
  • 5 caduti per cause di servizio;
  • 20 caduti per malattie (tubercolosi e malattie dell'apparato respiratorio);
  • 57 feriti ed infortunati.

Missione di demarcazione dei confini tra Grecia, Albania e Iugoslavia[modifica | modifica wikitesto]

Una delegazione italiana guidata dal gen. Enrico Tellini era stata chiamata dalla Conferenza degli Ambasciatori della "Società delle Nazioni" per tracciare i confini tra la Grecia, l'Albania la Iugoslavia.

27 agosto 1923 Eccidio di Giannina, a Zepi, in mattinata, lungo la strada tra Giannina e Kakavia, tra il 50° e il 53° chilometro, sul confine tra Grecia e Albania, la delegazione italiana fu trucidata immotivatamente.

Facevano parte della delegazione:

Perì con la delegazione italiana anche l'interprete albanese Thanassi Gheziri, un epirota di Leskovik. Niente venne rubato perciò non si pensò che l'azione fosse stata eseguita da dei comuni banditi da strada. La reazione del governo italiano contro la Grecia sfociò nella crisi di Corfù.

Repubblica Italiana[modifica | modifica wikitesto]

1949

Eritrea[modifica | modifica wikitesto]

5 marzo, a seguito di un'imboscata a Senafé perdono la vita:

  • Antonio Di Stasio, Finanziere;
  • Alfredo Tramacere, Finanziere decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare.
Emblem of Italy.svg

1950[modifica | modifica wikitesto]

Eritrea[modifica | modifica wikitesto]

21 ottobre, a seguito di un conflitto a fuoco[2]:

  • Pio Semproni, maresciallo dell'Arma dei Carabinieri.

1950[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia Il 20 marzo 1950, un pilota perde la vita, a bordo di un North American F-51 Mustang, in seguito ad un incidente di volo.

  • Sergente maggiore Bruno Munarin

1952[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia[modifica | modifica wikitesto]

1º agosto, Chisimaio, a seguito di un'imboscata cadono[3]:

  • Luciano Fosci, carabiniere;
  • Flavio Salacone, maresciallo maggiore dei carabinieri.

1954[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia[modifica | modifica wikitesto]

13 maggio, Mogadiscio, a seguito di malattia contratta in servizio:

  • Vitantonio Sorino, maresciallo del Genio Pionieri.

1959[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione Fiduciaria Italiana della Somalia[modifica | modifica wikitesto]

22 marzo, Mogadiscio, annegato nel tentativo di salvare la vita ad un ufficiale in difficoltà nelle acque dell'Oceano Indiano:

  • Giuseppe Cavagnero, maresciallo dell'Arma dei Carabinieri.

1961[modifica | modifica wikitesto]

Missione ONUC nell'ex Congo Belga[modifica | modifica wikitesto]

15 febbraio, cielo di Luluabourg, a seguito di un incidente di volo verificatosi nelle fasi di decollo del loro C-119, "Lyra 15", perdono la vita tre aviatori della 46ª Brigata aerea dell'Aeronautica Militare[3]:

5 novembre, a seguito di un'imboscata da parte di alcuni rivoluzionari, venne ucciso il caporale del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana dottor Raffaele Soru. Decorato con la medaglia d'oro al valore militare.

11 o 12 novembre, "eccidio di Kindu", tredici aviatori anch'essi appartenenti alla 46ª Brigata aerea a bordo del C-119, "Lyra 5", in volo umanitario, vengono catturati e trucidati[3]:

  • Onorio De Luca, tenente pilota;
  • Filippo Di Giovanni, maresciallo motorista;
  • Armando Fabi, sergente maggiore elettromeccanico di bordo;
  • Giulio Garbati, sottotenente pilota;
  • Giorgio Gonelli, capitano pilota;
  • Antonio Mamone, sergente maggiore marconista;
  • Martano Marcacci, sergente elettromeccanico di bordo;
  • Francesco Paga, sergente marconista;
  • Amedeo Parmeggiani, maggiore pilota;
  • Silvestro Possenti, sergente maggiore montatore;
  • Nazzareno Quadrumani, maresciallo motorista;
  • Francesco Paolo Remotti, tenente medico;
  • Nicola Stigliani, sergente maggiore montatore.

17 novembre, Lago Tanganica, il velivolo C-119, "Lyra 10", della medesima Aerobrigata, in volo dall'Italia per trasportare aiuti umanitari nel paese africano, precipita a causa di un'avaria; nell'incidente cadono[3]:

  • Giovanni De Risi, maresciallo pilota;
  • Tommaso Fondi, maresciallo motorista;
  • Elio Nisi, capitano pilota;
  • Giuseppe Saglimbeni, maresciallo marconista.

Gli altri componenti dell'equipaggio riuscirono a salvarsi

1973[modifica | modifica wikitesto]

Missione UNTSO, Egitto[modifica | modifica wikitesto]

6 ottobre, Penisola del Sinai, nei pressi del canale di Suez, a cadere sul proprio posto d'osservazione durante le prime ore della guerra del Kippur, dopo aver toccato una mina, è:

  • Carlo Olivieri, capitano.

1983[modifica | modifica wikitesto]

Missione ITALCON "Libano 2"[modifica | modifica wikitesto]

15 marzo, Beirut, durante una missione di pattugliamento notturno nei pressi del campo di Sabra, un marinaio del contingente 3º/82, della Marina Militare, in servizio nel Battaglione San Marco, spirerà il 22 marzo a seguito delle ferite all'Ospedale Militare del Celio riportate nell'imboscata al mezzo sul quale viaggiava:

Durante la missione si sono avuti inoltre 75 feriti a fronte di 275 caduti statunitensi e 87 francesi.

1991[modifica | modifica wikitesto]

Guerra del Golfo[modifica | modifica wikitesto]

13 febbraio, in libera uscita a Dubai, un marinaio di leva imbarcato su nave Stromboli, muore a seguito di accoltellamento, anni dopo l'evento sarà rivendicato da Al-Qaeda[3]:

  • Cosimo Carlino, marinaio.

1992[modifica | modifica wikitesto]

Missione ECMM, Croazia[modifica | modifica wikitesto]

7 gennaio, "eccidio di Podrute", quattro militari italiani ed un francese[4] rimangono uccisi a seguito all'abbattimento, da parte di un MiG-21 jugoslavo, dell'elicottero AB-205 dell'ALE su cui viaggiavano[3]:

Missione UNPROFOR, Bosnia ed Erzegovina[modifica | modifica wikitesto]

3 settembre, "strage di Monte Zec", quattro aviatori della 46ª Brigata aerea precipitati sul Monte Zec nei pressi di Sarajevo a bordo del G.222, "Lyra 34", che trasportava aiuti umanitari ed abbattuto da due missili terra-aria croati[5]:

1993[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Esercito Italiano

Missione UNITAF "Restore Hope"[6] - "Ibis II", Somalia[modifica | modifica wikitesto]

13 maggio, Mogadiscio:

A seguito di incauto maneggio con la propria arma da fuoco durante il servizio di guardia:

2 luglio "battaglia del pastificio":

Durante l'operazione denominata "Canguro 11", decisa dal Comando ITALFOR per il rastrellamento del quartiere Haliwaa, a nord di Mogadiscio, 3 soldati rimangono vittima di un'imboscata di miliziani armati nei pressi di "Checkpoint Pasta":

36 furono i feriti di cui molti in modo grave

3 agosto, Mogadiscio:

15 settembre, porto nuovo di Mogadiscio:
Vengono uccisi da cecchini:

31 ottobre, Roma:

All'ospedale militare del Celio muore a seguito di malaria:

12 novembre Strada imperiale di Mogadiscio: in una imboscata cade:

Missione ONUMOZ, "Albatross", Mozambico[modifica | modifica wikitesto]

25 novembre "Nova Gaia - Corridoio di Beirat":
Caduti a seguito di incidente di volo con aereo SM 1019 dell'Aviazione dell'Esercito

  • Fabio Montagna, tenente 28º gr. Sqd. Aves “Tucano”
  • Salvatore Stabile, sergente maggiore 20º gr. Sqd. Aves “Andromeda”

Missione UNOSOM II,[8] "Ibis II", Somalia[modifica | modifica wikitesto]

9 dicembre, Mogadiscio:
A seguito di omicidio cadeva all'interno del "Poliambulatorio Italia" di Mogadiscio:

Prima donna appartenente a un corpo volontario, ausiliario delle forze armate dell'Italia Repubblicana a cadere in missione.

30 dicembre, Strada Imperiale Afgoi-Balad:

  • Tommaso Carrozza, cavalleggero del reggimento "Lancieri di Firenze" rimane schiacciato quando la sua autoblindo Centauro si capovolge in una curva della Balad Mogadiscio.

1994[modifica | modifica wikitesto]

Missione UNOSOM II, "Ibis II", Somalia[modifica | modifica wikitesto]

6 febbraio, Balad:
Agguato sulla strada Balad-Mogadiscio

L'ultimo caduto militare della missione italiana in Somalia.

Il bersagliere Alessandro Giardina di Pioltello (MI), ferito in Somalia lo stesso anno accidentalmente da un commilitone e rimasto tetraplegico, muore in Italia nel 2001 a causa delle complicazioni dovute alla ferita riportata.[9]

Operazione Ippocampo, Ruanda[modifica | modifica wikitesto]

30 giugno, Livorno:
A seguito di grave malattia contratta in missione:

1995[modifica | modifica wikitesto]

Missione IFOR/MSU, Bosnia ed Erzegovina[modifica | modifica wikitesto]

27 dicembre, Mostar

In un incidente d'auto perde la vita:

1996[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Aeronautica Militare Italiana

Missione IFOR, Bosnia ed Erzegovina[modifica | modifica wikitesto]

24 gennaio, Sarajevo

Per lo scoppio di una granata perde la vita:

1997[modifica | modifica wikitesto]

Missione IFOR, Bosnia ed Erzegovina[modifica | modifica wikitesto]

24 gennaio, Gradac

In un incidente d'auto causato da una voragine perde la vita:

23 aprile, Mostar:

Forse suicidatosi

  • Roberto Petrucci, colonnello

Missione FMP "Alba", Albania[modifica | modifica wikitesto]

9 luglio, Valona:

Deceduto per esplosione accidentale di un ordigno:

  • Diego Vaira, Alpino.

Missione UNIFIL/ITALAIR, Libano[modifica | modifica wikitesto]

6 agosto, "Cielo del Libano":
A causa dell'improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche precipitano, trovando la morte a bordo del loro elicottero AB-205 presso la località di Tibnin quattro italiani ed un militare irlandese[10]:

1998[modifica | modifica wikitesto]

Missione FMP "Alba", Albania[modifica | modifica wikitesto]

9 febbraio, Valona:

Deceduto a causa di un incidente subacqueo nel porto di Valona:

Missione UNSMA, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

22 agosto, Kabul:
Caduto nel corso di un conflitto a fuoco che coinvolgeva un automezzo.

1999[modifica | modifica wikitesto]

Missione KFOR, Kosovo[11][modifica | modifica wikitesto]

24 giugno, Đakovica
In un incidente con la propria arma da fuoco perde la vita:

Missione IFOR, Bosnia ed Erzegovina 3 giugno, Zvornik
In un incidente stradale perdono la vita:

Missione KFOR, Kosovo 12 novembre, Slakovce
In un incidente aereo di un ATR-42 della Compagnia aerea anconetana SiFly, con a bordo 24 persone (tutti deceduti: 21 passeggeri, per lo più volontari di organizzazioni non governative e 3 uomini d'equipaggio) tra cui 12 italiani, impegnato in una Missione ONU del PAM Programma Alimentare Mondiale, precipitato in un campo minato 27 miglia a nord di Pristina vicino al villaggio di Slakovce, nella zona di Mitrovica, in Kossovo.

  • Antonio Gavino, del 1961, agente scelto della Polizia di Stato, in forza alla Questura di Imperia, aggregato al Reparto Mobile di Roma per una missione a Pristina.

2000[modifica | modifica wikitesto]

Missione KFOR, Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

2 aprile, Peć

In un incidente d'arma da fuoco perde la vita:

2001[modifica | modifica wikitesto]

Missione KFOR, Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

2 agosto, Dečani

Suicidio:

9 agosto, Morines

Precipitando dall'elicottero in fase di atterraggio perdono la vita:

2002[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Amber Fox, Repubblica di Macedonia[modifica | modifica wikitesto]

8 maggio, Tetovo

Esplosione di mina:

2003[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Antica Babilonia, Iraq[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dell'Arma dei carabinieri

12 novembre, "Strage di Nassiriya"

Cadono in un attentato suicida eseguito con un camion bomba che provoca 28 morti, 19 italiani di cui 2 civili,[12] e 9 iracheni. I militari italiani sono[13]:

Arma dei Carabinieri

Esercito italiano

European Union Police Mission in Bosnia and Herzegovina, Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

20 novembre, Sarajevo
percorrendo una strada presso Sarajevo a bordo di una Land Rover dell'EUPM, il mezzo sbandò, probabilmente a causa di una lastra di ghiaccio e delle precarie condizioni del manto stradale, finendo fuori strada da un cavalcavia:

2004[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Antica Babilonia, Iraq[modifica | modifica wikitesto]

17 maggio, Nassiriya, "battaglia dei due ponti":

In un duro attacco dei miliziani di Moqtada Al Sadr cadde:

5 luglio, incidente stradale

  • Caporal Maggiore Scelto Antonio Tarantino

14 luglio, Nassiriya

In un incidente col suo mezzo cade:

Missione UNIFIL/ITALAIR, Libano[modifica | modifica wikitesto]

30 luglio, Beirut

  • Fabrizio Nasini e Massimo Ballarino carabinieri scelti muoiono in missione.

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

3 ottobre, Distretto di Surobi

In un incidente col suo mezzo cade:

2005[modifica | modifica wikitesto]

Operazione Antica Babilonia, Iraq[modifica | modifica wikitesto]

21 gennaio, Nassiriya
A causa di un colpo d'arma da fuoco che lo raggiunge mentre vola in elicottero, cade:

4 marzo, Baghdad
Nei pressi dell'aeroporto di Baghdad, a causa di fuoco amico, viene ucciso da una pattuglia statunitense durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena:

14 marzo, Nassiriya
Secondo la versione ufficiale, muore per un incidente durante normali esercitazioni di tiro, a causa di un colpo alla testa risultato del tentativo di risolvere un inceppamento della sua arma, una mitragliatrice "Minimi" - presso il poligono "Garibaldi" di Nassiriya:

  • Salvatore Domenico Marracino, sergente del 185º Reggimento artiglieri paracadutisti "Folgore" di Livorno.

Anni dopo, su documenti USA trapelati su Wikileaks, un rapporto segreto statunitense riportava l'incidente come dovuto a fuoco amico.

31 maggio, Nassiriya:
Precipitano a bordo del loro elicottero Agusta-Bell AB 412 perdono la vita quattro militari italiani:

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

3 febbraio
In un disastro aereo cade:

11 ottobre
Per ferite riportate in addestramento cade:

Missione SFOR/MSU, Bosnia ed Erzegovina[modifica | modifica wikitesto]

11 ottobre
A seguito di incidente stradale cade:

2006[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Marina Militare Italiana

Operazione Antica Babilonia, Iraq[modifica | modifica wikitesto]

27 aprile, Nassiriya:

A seguito di un attentato cadono sul campo 3 militari italiani ed 1 rumeno[31], un altro militare italiano spirerà il 7 maggio 2006:

7 maggio, Nassiriya:
A seguito dell'attentato subito il 27 aprile precedente, cade per le gravi ferite riportate:

5 giugno, Nassiriya:
1 soldato ucciso dallo scoppio di un ordigno al passaggio del proprio convoglio militare:

21 settembre, Nassiriya: Cade a causa di un incidente stradale:

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

5 maggio, "Musay Valley"
2 alpini uccisi dallo scoppio di un ordigno al passaggio del loro convoglio:

2 luglio, Herat:
Muore durante la missione PRT della NATO a seguito di un attacco cardiaco:

20 settembre, Kabul:
Per un incidente stradale cade:

26 settembre, a sud di Kabul:
2 alpini coinvolti nello scoppio di un ordigno, azionato probabilmente a distanza, al passaggio del loro convoglio; uno perisce immediatamente, l'altro spirerà a Roma il 30 settembre.

30 settembre, ospedale militare del Celio, Roma:
A seguito dell'attentato subito il 26 settembre precedente, cade per le gravi ferite riportate:

2007[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

4 ottobre:
Catturato insieme ad un altro agente e ad un collaboratore afghano dagli insorti, riporta gravi ferite nel blitz condotto da forze speciali italiane e inglesi per liberarlo il 24 settembre, e muore nell'ospedale militare del Celio:

  • Lorenzo D'Auria, sottufficiale del SISMI[32].

24 novembre, Paghman:
A seguito di una strage ad opera di un attentatore suicida durante la cerimonia d’inaugurazione del ponte sul fiume a Paghman – circa 25 km a nord-ovest di Kabul (Afghanistan), muore:

2008[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

13 febbraio, Rudbar:
A seguito di uno scontro a fuoco durante una distribuzione di viveri alla popolazione locale, decede:

21 settembre:
Per cause naturali decede:

  • Alessandro Caroppo, caporal maggiore.

2009[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

15 gennaio, alla base italiana di "Camp Arena" di Herat, muore per cause naturali:

14 luglio, 50 km N/E di Farah:
A seguito dello scoppio di un ordigno IED al passaggio del suo convoglio decede:

17 settembre, Kabul:
Secondo una prima ricostruzione un'auto carica di esplosivo (150 kg) è riuscita ad infilarsi tra due mezzi Lince del 186º Reggimento della Brigata Folgore e detonare. Gli occupanti del primo mezzo sono morti sul colpo, mentre è deceduto anche un occupante del secondo mezzo. Erano quattro caporal maggiore, un sergente maggiore e il tenente che comandava i due Lince. Sono inoltre morti 4 poliziotti e 20 civili afghani.

  • Roberto Valente, sergente maggiore, 187º Reggimento della "Folgore".
  • Matteo Mureddu, primo caporal maggiore, 186º Reggimento della "Folgore".[33]
  • Antonio Fortunato, tenente, 186º Reggimento della "Folgore".
  • Davide Ricchiuto, primo caporal maggiore, 186º Reggimento della "Folgore".
  • Giandomenico Pistonami, primo caporal maggiore, 186º Reggimento della "Folgore".
  • Massimiliano Randino, primo caporal maggiore, 183º Reggimento "Nembo" della "Folgore".[34]

Il 21 settembre 2009, giornata di lutto nazionale, sono stati celebrati i solenni funerali di stato nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma, che sono stati presieduti dall'ordinario militare, monsignor Vincenzo Pelvi. Alle esequie solenni hanno partecipato anche i quattro militari rimasti feriti nell'attacco: il primo maresciallo dell'Aeronautica Felice Calandriello, i primi caporalmaggiori della Folgore Rocco Leo, Sergio Agostinelli e Ferdinando Buono.[35]

15 ottobre, tra Herat e Shindand:
A seguito di un incidente stradale, per il ribaltamento dell'autoblindato "Lince", durante uno spostamento operativo, è deceduto:

Missione KFOR, Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

18 febbraio, nella base "Campo Sparta" a Dečani per l’operazione “Joint Enterprise”, muore per cause naturali:

2010[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

26 febbraio, Kabul:
A seguito di un attentato condotto con una grande quantità di esplosivo ed armi automatiche da parte di un commando composto da 8 mujaheddin talebani contro tre hotel nell'area di Shahr-i-Naw, e che provoca un totale di 16 morti[37], rimane ucciso:

  • Pietro Antonio Colazzo, agente dell'AISE[38][39], in servizio in Afghanistan da due anni.

17 maggio, alle 9.15 locali, a seguito dello scoppio di un ordigno IED al passaggio di un convoglio partito da Herat e diretta alla base di Bala Murghab per portare rinforzi e composto da una colonna di ben 130 mezzi di spagnoli, americani, afgani ed italiani, per un numero complessivo di circa 400 militari, rimangono uccisi sul blindato Lince colpito dall'esplosione:

  • Massimiliano Ramadù, sergente in forza al 32º Reggimento genio guastatori "Torino"
  • Luigi Pascazio, caporal maggiore anch'egli del 32º Reggimento genio guastatori "Torino"

23 giugno, alle 19,04 locali, a seguito di una caduta dal proprio mezzo nei pressi di Shindad:

  • Francesco Saverio Positano, caporal maggiore scelto in forza al 32º Reggimento genio guastatori "Torino"

25 luglio, suicida presso l'aeroporto di Kabul:

  • Marco Callegaro, capitano in forza al 121º Reggimento di artiglieria contraerei "Ravenna", operativo in un piccolo contingente italiano che supporta il comando della missione ISAF della NATO

28 luglio, vittime di un attentato compiuto con un ordigno artigianale (IED), piazzato lungo la strada che stavano disarticolando a seguito di una chiamata, a 8 chilometri a sud di Herat, nel distretto di Injil:

17 settembre, colpito a morte mentre cercava di catturare un gruppo di insorgenti che aveva appena piazzato un ordigno nella zona di Bakwah, nell'area a est di Farah, nella provincia di Herat.

9 ottobre, 9:45 ora locale (le 7:15 in Italia), sono stati vittime (4 caduti ed 1 ferito) di un'imboscata, un potentissimo "IED", un ordigno esplosivo improvvisato è esploso sul ciglio della strada; si trovavano a bordo di un veicolo blindato "Lince", che faceva parte del dispositivo di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l'allestimento della base operativa avanzata denominata "Ice", nella valle del Distretto del Gulistan, a circa 200 chilometri a est della Provincia di Farah, al confine con l'Helmand, nel sud ovest dell'Afghanistan.

  • Gianmarco Manca, nato ad Alghero il 24 settembre 1978, primo caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini
  • Francesco Vannozzi, nato a Pisa il 27 marzo 1984, primo caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini
  • Sebastiano Ville, nato a Lentini (SR) il 17 settembre 1983, primo caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini
  • Marco Pedone, nato a Gagliano del Capo (LE) il 14 aprile 1987, caporal maggiore in forza al 7º Reggimento alpini

31 dicembre, colpito a morte da un cecchino durante uno scontro a fuoco nella base di Buji, nel distretto di Gulistan (provincia di Farah):

2011[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

18 gennaio, colpito a morte alla testa da un ribelle in uniforme dell'esercito afghano, nell'avamposto denominato "Highlander" situato nella cintura di sicurezza intorno alla base di Bala Morghab, nell'ovest dell'Afghanistan:

28 febbraio, morto in seguito all'esplosione di uno IED che ha investito il Lince su cui viaggiava di ritorno da un'operazione di assistenza medica nella zona di Shindand:

4 giugno, ucciso, con un colpo di kalashnikov alla testa per aver difeso una donna statunitense da un'aggressione, in una località nella zona di Khinch della Valle di Mokni, tra i distretti di Bazarak e di Khenj, nella provincia del Panjshir, nell'Afghanistan nord orientale:

2 luglio, ucciso nell'esplosione del suo mezzo causata da uno IED nel villaggio di Caghaz, 16 km ad ovest di Bakwa:

12 luglio, ucciso nell'esplosione di uno IED a tre chilometri dalla base di "Camp Lavaredo" a Bakwa:

25 luglio, ucciso durante un'operazione congiunta tra militari italiani e forze afgane nella zona a nord ovest della valle di Bala Morghab:

  • David Tobini (nato a Roma il 23 luglio 1983), primo caporal maggiore in forza al 183º Reggimento paracadutisti "Nembo" di Pistoia.

16 settembre muore per cause naturali ad Herat:

  • Matteo De Marco (nato a Vallo della Lucania il 22 marzo 1957) maggiore dei Carabinieri comandante dell' RC-West Training Center

23 settembre muoiono in seguito a incidente stradale tre soldati italiani nei pressi di Herat[42][43][44]:

  • Riccardo Bucci (nato a Milano il 1º settembre 1977), tenente del Reggimento Lagunari "Serenissima" di Venezia.
  • Mario Frasca (nato a Foggia il 22 gennaio 1979), caporal maggiore del Comando Forze Operative Terrestri (COMFOTER) di Verona.
  • Massimo Di Legge (nato a Aprilia il 22 luglio 1983), caporal maggiore del Raggruppamento Logistico Centrale di Roma.

2012[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

13 gennaio muore a causa di un malore a Farah[45]:

20 febbraio muoiono in seguito a incidente stradale nell'area di Shindad, nella parte occidentale dell'Afghanistan[46]:

24 marzo muore a seguito di un attacco condotto con 3 colpi di mortaio alle ore 18:00 locali (in Italia 14:30), contro la FOB (Forward Operative Base) "Ice" nel distretto del Gulistan, nella provincia di Farah, nel settore Sud-Est dell'area di responsabilità italiana, assegnata alla Task Force South-East[47]:

25 giugno, alle 08:50 locali (le 06:20 in Italia) in un campo per l'addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, nella provincia occidentale di Herat, un razzo da 107mm è esploso vicino una garitta di osservazione installata a ridosso della linea di tiro del poligono.[48]:

25 ottobre, nel corso di un'operazione congiunta della Task Force South East con il 207º Corpo dell'esercito afgano, impegnati in una attività di pattuglia nel villaggio di Siav, nel distretto di Bakwa, nella provincia di Farah, a sud di Herat, a circa 20 chilometri a ovest della Base Operativa Avanzata "Lavaredo" di Bakwa, dove ha sede la Task Force South East, sono stati attaccati da insorti afghani. Tra gli italiani 1 morto (gravemente ferito all'addome è deceduto nella struttura sanitaria di livello superiore di Camp Bastione alle 19:45 ore locali) e 3 feriti, 1 soldato afghano morto.

  • Tiziano Chierotti, nato a Sanremo (IM) nel 1988 caporale (vfp4) del 2º Reggimento Alpini. Promosso Caporal Maggiore (vfp4)

Missione KFOR, Kosovo[modifica | modifica wikitesto]

18 giugno, nella base di Novo Selo, non lontana da Kosovska Mitrovica, cade per cause non chiare (suicidio o incidente con la propria arma da fuoco):

2013[modifica | modifica wikitesto]

Missione ISAF, Afghanistan[modifica | modifica wikitesto]

8 giugno muore a causa di un attacco a Farah[49]:

Giuseppe La Rosa, capitano del 3º Reggimento bersaglieri. Promosso Maggiore. Decorato di Croce d'Onore e Medaglia d'Oro al Valor Militare alla Memoria.

2014[modifica | modifica wikitesto]

Missione Militare Italiana in Libia (MIL), Libia[modifica | modifica wikitesto]

24 febbraio: il Maresciallo dell'Arma dei Carabinieri Corrado Oppizio perde la vita a causa di un malore nel campo di addestramento di Tripoli.

Missione Militare UNIFIL in Libano[modifica | modifica wikitesto]

12 agosto: Primo Maresciallo dell'Esercito Luigi Sebastianis (di Palmanova), prestava servizio a Shama, nella parte meridionale del Paese presso il "Combat Service Support Battalion", dove è stato trovato cadavere, per suicidio o incidente durante un turno di guardia. [50][51]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Manzari, La partecipazione italiana alla spedizione internazionale contro i boxer, in AA. VV. Missioni militari italiane all'estero in tempo di pace (1861 - 1939), Atti del Convegno di Studi presso la Scuola Militare dell'Esercito, Milano, 25-26 ottobre 2000
  2. ^ Rientro in Patria della Salma del Maresciallo M.A.V.M. Pio Semproni deceduto ad Agordat (Eritrea) nel 1950 in carabinieri.it. URL consultato l'11 luglio 2012.
  3. ^ a b c d e f Italiani caduti all'estero in uomofolgore.it. URL consultato il 1º marzo 2011.
  4. ^ Jean-Loup Eychenne, lieutenant de vaisseau (tenente di vascello) della Marine nationale francese, perito col resto dell'equipaggio
  5. ^ Ordine del giorno per la seduta n. 204 della Commissione Difesa in senato.it. URL consultato il 1º marzo 2011.
  6. ^ UNITAF "Restore Hope" (9 dicembre 1992 - 4 maggio 1993), in pratica è il seguito della missione UNOSOM I/ITALFOR "Ibis I" che ha operato in territorio somalo dall'aprile 1992 al dicembre dello stesso anno
  7. ^ mistero sulla morte del para' in Somalia
  8. ^ UNOSOM II (4 maggio 1993 - 21 marzo 1994); United Shield (20 gennaio - 3 marzo 1995), in pratica è il seguito della missione UNITAF/ITALFOR "Ibis II" che ha operato in territorio somalo dal dicembre 1992 al maggio 1993
  9. ^ Alessandro, ucciso dalla guerra 7 anni dopo Repubblica.it
  10. ^ John Lynch, Sgt. of the Irish Army
  11. ^ Vedi DOP. La pronuncia classica, Còssovo /ˈkɔssovo/, è variamente attestata: cfr. «La battaglia di Còssovo in cui l'impero di Serbia perì» (Giosuè Carducci); «Ti chiaman di Còssovo al piano» (Gabriele d'Annunzio). L'accentazione Cossòvo /kosˈsɔvo/, all'albanese, è invece priva di riscontro storico, sebbene attestata nell'uso giornalistico contemporaneo. Del resto, Cossovo è un nome serbo (Kosovo Polje, la "Piana dei Merli").
  12. ^ Dottor Stefano Rolla, regista; signor Marco Beci, cooperatore internazionale.
  13. ^ Nassiriya, 12 novembre 2003 in accademia19.it. URL consultato il 1º marzo 2011.
  14. ^ Promosso a maresciallo aiutante s.ups, croce d'onore alla memoria; medaglia d'oro di benemerito della cultura e dell'arte
  15. ^ Promosso a brigadiere, croce d'onore alla memoria
  16. ^ promosso a sottotenente, croce d'onore alla memoria
  17. ^ croce d'onore alla memoria
  18. ^ promosso a sottotenente, croce d'onore alla memoria
  19. ^ Promosso a maresciallo capo, croce d'onore alla memoria
  20. ^ vice brigadiere Ivan Ghitti, promosso a brigadiere, croce d'onore
  21. ^ Promosso a vice brigadiere, croce d'onore alla memoria
  22. ^ Promosso appuntato, croce d'onore alla memoria. In forze al 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige"
  23. ^ Promosso a sottotenente, croce d'onore alla memoria
  24. ^ Promosso a maresciallo aiutante s.ups, croce d'onore alla memoria; medaglia d'oro di benemerito della cultura e dell'arte
  25. ^ Promosso a sottotenente, croce d'onore alla memoria
  26. ^ Promosso a primo caporale maggiore, croce d'onore alla memoria
  27. ^ Promosso a caporal maggiore capo scelto, croce d'onore alla memoria
  28. ^ Promosso a capitano, croce d'onore alla memoria
  29. ^ Promosso a maresciallo capo, croce d'onore alla memoria
  30. ^ Promosso a caporal maggiore, croce d'onore alla memoria
  31. ^ Bogdan Hancu, Caporale della Polizia Militare Rumena
  32. ^ Morto l'agente del Sismi ferito in corriere.it. URL consultato il 1º marzo 2011.
  33. ^ Il nome delle vittime italiane a Kabul, 17 settembre 2009. URL consultato il 17 settembre 2009.
  34. ^ Chi sono i militari morti in Afghanistan, 17 settembre 2009. URL consultato il 17 settembre 2009.
  35. ^ http://www.ilsole24ore.com/
  36. ^ Afghanistan, si ribalta un lince muore un militare italiano, 15 ottobre 2009. URL consultato il 15 ottobre 2009.
  37. ^ Kabul, attacco dei talebani: 16 morti. Un agente dei servizi italiano tra le vittime, 26 febbraio 2010. URL consultato il 17 maggio 2010.
  38. ^ Una «copertura» diplomatica per il funzionario italiano. L’agente segreto che parlava il dari e teneva i contatti con gli afghani, 27 febbraio 2010. URL consultato il 17 maggio 2010.
  39. ^ A Kabul l'addio a Pietro Colazzo, la salma in viaggio per l'Italia, 28 febbraio 2010. URL consultato il 17 maggio 2010.
  40. ^ Morto un militare italiano, altri 4 feriti in ansa.it. URL consultato il 28 febbraio 2011.
  41. ^ Alpino ucciso, in corso i funerali in ansa.it. URL consultato il 3 marzo 2011.
  42. ^ AFGHANISTAN, 3 MILITARI ITALIANI MORTI IN UN INCIDENTE
  43. ^ Afghanistan, le vittime sono Riccardo Bucci, Mario Frasca, Massimo Di Legge
  44. ^ Militare di Latina morto in Afghanistan
  45. ^ Alghero accoglie Giovanni Gallo
  46. ^ Incidente stradale in Afghanistan morti tre militari italiani, un ferito - Repubblica.it
  47. ^ Attaccato avamposto italiano in Gulistan Morto un soldato, cinque feriti, due gravi - Repubblica.it
  48. ^ Attentato a campo di addestramento - Un carabiniere morto e altri due feriti - Repubblica.it
  49. ^ Afghanistan, ucciso militare italiano in un attacco nella zona di Farah
  50. ^ http://www.repubblica.it/esteri/2014/08/12/news/libano_trovato_morto_militare_italiano_unifil-93618654/?ref=HREC1-11
  51. ^ http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/12/libano-militare-trovato-morto-nella-base-militare-dellonu-inchiesta-sulle-cause/1088959/

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]