Milano... difendersi o morire

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Milano... difendersi o morire
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1978
Durata 83'
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto n.d.
Genere poliziottesco / drammatico
Regia Gianni Martucci
Produttore Giuseppe Zappulla
Casa di produzione Ariete Cinematografica
Distribuzione (Italia) Rex Films Home Video
Fotografia Richard Grassetti
Montaggio Vincenzo Vanni
Musiche Gianni Ferrio
Scenografia Sergio Palmieri (arredatore)
Costumi Marika Flandoli
Interpreti e personaggi

Milano... difendersi o morire è un film di produzione italiana e di genere poliziottesco girato nel 1978. Nell'allora Germania Ovest fu messo in distribuzione il 10 luglio 1981.

Girato, come si evince fin dal titolo, a Milano, e prodotto dalla Ariete Cinematografica, ha la regia di Gianni Martucci; il soggetto e la sceneggiatura sono dovuti rispettivamente di Luca Sportelli e Federica Marineo, coadiuvata dallo stesso Martucci.

Gli interpreti principali sono: Marc Porel, George Hilton, Anna Maria Rizzoli e Al Cliver.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pino Scalise, un siciliano che ha appena scontato sei anni di prigione per rapina, si stabilisce a Milano, presso uno zio. Recatosi con un equivoco amico presso una casa d'appuntamenti, scopre che sua cugina Marina è stata plagiata e costretta a prostituirsi dalla banda di un boss del luogo, Don Ciccio.

Il commissario Morani, sicuro che l'ex detenuto tornerà nel giro della mala, gli concede la patente di guida con la speranza che lo stesso lo conduca in mezzo ai loschi traffici di Don Ciccio. Questi, infatti, ben presto ricatta Pino che nel frattempo per mezzo dello zio ha ottenuto il posto di autista per una ditta di fiori artificiali, si trova costretto a guidare un autocarro sul quale Don Ciccio lo ha costretto a caricare della droga. Prima che il carico passi la frontiera della Svizzera, la polizia lo intercetta e il Morani, mettendosi a fianco di Pino, smaschera con lui la banda di Don Ciccio.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Per il Morandini[1] la vicenda del commissario Morani impegnato a ricredersi sul conto di un ex carcerato è trattata internamente a un "filmaccio poliziottesco con violenza ed erotismo a buon mercato".

Secondo Il Messaggero del 1º luglio 1978 il film - "irrealistico e a volte melodrammatico" - evita "di cadere nei qualunquistici richiami all'ordine", salvandosi "sul piano spettacolare".[2]

Di diversa opinione Il Corriere della Sera che, a firma di Leonardo Autera[2], definì il film in una recensione del 2 luglio 1978 "un impasto indigesto di luoghi comuni tratti dai più squallidi e melodrammatici fumetti d'azione".

Ritenuto "raffazzonato" a causa di una regia non sufficientemente all'altezza, realizzato con "estrema indigenza di mezzi e senza un minimo di tensione", il film combina - a parere di questa critica - "motivi patetici, esplosioni di violenza e intermezzi erotici in una stereotipata e anonima ambientazione che con Milano ha ben poco da spartire".
Analogamente criticato è il lavoro svolto sui personaggi, "tagliati con l'accetta" e comunque tali "da scoraggiare anche interpreti meno sprovveduti di quelli prescelti".

Home video[modifica | modifica wikitesto]

La versione home video è stata distribuita dalla Rex Films Home Video. In alcune copie la regia è firmata George Hilton.[1]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il film è citato nel documentario del 2005 di David Gregory Ban the Sadist Videos!.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Morandini (Zanichelli, 2010 - vedi)
  2. ^ a b Vedi: Pollanetsquad.it
  3. ^ Vedi: scheda IMDb

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]