Milan College Jazz Society

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Milan College Jazz Society
Milan College Jazz Societynel 1962
Milan College Jazz Society
nel 1962
Paese d'origine Italia Italia
Genere Jazz
Periodo di attività 1952-?

Milan College Jazz Society è stato un complesso di musica jazz famoso in Italia e all'estero soprattutto negli anni ’50 e ’60 del XX secolo. Iniziò la sua attività a Milano nel 1952[1].

Fu composto all'inizio da giovanissimi universitari e impiegati tutti musicisti dilettanti appassionati di jazz che in breve tempo seppero dare vita ad uno dei complessi jazzistici più apprezzati non solo in Italia ma anche all'estero dove effettuarono numerose tournée.

A Milano si esibiva abitualmente al Santa Tecla, sito nell'omonima via nei pressi del Duomo, allora locale esistenzialista per eccellenza secondo la moda parigina di quegli anni del dopoguerra che vide tra gli altri il debutto come cantante di una giovanissima Maria Monti.

In quegli anni nella Milan College Jazz Society suonarono tra gli altri anche Enzo Jannacci e Giorgio Gaber prima di dedicarsi con successo alla musica leggera e al cabaret.

Nel corso degli anni furono molti i musicisti di jazz che suonarono più o meno a lungo nella Milan College Jazz Society ma tutti di alto livello professionale ancorché alcuni esercitassero altre professioni.

La Milan College Jazz Society ha inciso numerosi dischi e si è esibita anche in televisione nel 1959.

Recensioni[modifica | modifica sorgente]

  • dal 1952 al 1961
  • MUSICA JAZZ “…Fu un battesimo trionfale. Un trionfo meritato, perché i componenti della Milan sono partiti dove molti sono arrivati dopo mesi di sforzi e di esperimenti…”
  • GAZZETTA-SERA “…Sidney Bechet e la Milan College non avevano mai suonato insieme e nemmeno si erano mai incontrati, ma sono bastate poche note perché s’intendessero e per due ore deliziassero gli spettatori…”
  • LA REPUBLIQUE – LYON “…Pour le style Nouvelle Orlean le Milan College (Italie) a vraiment remporté un succès incomparable…”
  • LA PATRIA “…La partecipazione della MCJS al Festival Internazionale di Parigi (il Salon du Jazz) si è conclusa con un trionfo. Ha partecipato a tre concerti al fianco di grossi calibri di tutto il mondo, vincendo la “Coup de l'Air France”, primo premio al miglior complesso di stile tradizionale europeo…”
  • MELODY MAKER – LONDRA “…Trovo la Milan un gruppo eccellente…”
  • EPOCA “…Per convincere Albert Nicholas a venire a San Remo bastò dirgli che avrebbe dovuto suonare ancora con la Milan College …”
  • SELEZIONE MUSICALE “…Per la Milan che ha suonato con Mezzrow, Bechet, Lil Hardin, Nelson Williams, Albert Nicholas, Beryl Bryden, che si è imposta in campo internazionale, e che ha inciso numerosi dischi, i traguardi più ambiti sono stati raggiunti …”
  • L'INFORMATORE “…Dei vari complessi tradizionali italiani, la Milan va giudicata la migliore. Ardente e trascinatrice, essa ha anche raggiunto una maturità jazzistica di alto livello …”
  • PICCOLO SERA “…Il concerto della Milan si sarebbe potuto intitolare “Antologia del Jazz” ma senza che questa espressione fosse presa in senso deteriore. Abbiamo ascoltato cioè diversi generi di jazz, dal più puro Dixieland, al New Orleans, dallo swing al bop, ma tutti trattati con gusto e privi di quel manierismo che li avrebbe resi forse tecnicamente perfetti, ma poveri di quella vera anima che invece non è mai mancata nei molti brani che la Milan ha offerto al nostro ascolto …”
  • JAZZ DI IERI E DI OGGI “…di nuovo in piena attività, la Milan è l'unico complesso di jazz italiano, sia dilettantistico che professionistico, che possa vantare di aver superato il traguardo dei 600 concerti e a buon diritto può essere considerato il gruppo che ha svolto, in nove anni, la maggiore attività, contribuendo in misura notevole alla diffusione del jazz in Italia …”
  • L'Europeo "La “Milan College Jazz Society” è forse la migliore orchestra italiana di stile dixieland. È un complesso che vive da parecchi anni e che quindi è molto affiatato. La “Milan College” suona regolarmente al Santa Tecla di Milano.

Alcuni brani incisi[modifica | modifica sorgente]

  • Beale street blues
  • Caprice in Milan for Joe Venuti
  • Davenport blues
  • Down Home Rag
  • Exactly like you
  • I can’t give anything but love
  • Jive at five
  • Just one of t hose thing
  • Early morning blues
  • New Orleans
  • Nobody sweethearts
  • Original Dixieland one step
  • Riverboat shuffle
  • Since my best gal turned me down
  • Singin’s the blues
  • St. Louis blues
  • Sugar
  • Sweet Georgia Brown
  • That’s a plenty
  • Tin roof blues
  • When you are smiling
  • Wolverine blues

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Milan College Jazz society agisce dal 1952. L'attività concertistica dell'orchestra si è sviluppata in maniera impressionante e recentemente [1961] è stato superato il traguardo dei 600 concerti, nel corso dei quali la Milan ha potuto esibirsi praticamente in tutte le città della Penisola. In Francia, in Jugoslavia, in Germania e in Spagna. Da ciò si può affermare senza tema di smentita, che la Milan College è l'orchestra di jazz italiana che ha svolto la maggiore attività, sia in Italia che all'estero. Lo stile del complesso ha entusiasmato non soltanto le platee e la critica, ma anche musicisti professionisti e non è quindi da stupirsi se fuoriclasse come Sidney Bechet, Albert Nicholas, Lil Hardin Armstrong, Milton Mezzrow e Nelson Williams, nonché la cantante inglese Bery Bryden, si sono serviti del complesso in occasione di concerti, festival e tournée. Attualmente la Milan è in fase evolutiva e la rigidità stilistica sino a qualche anno fa' osservata ha subito numerosi ritocchi che, lungi dal provocare uno sbandamento o, quanto meno, un arresto nei progressi della formazione, ha giovato a rendere più fresche e più complete le esecuzioni. La Milan presenta infatti, nel corso dei concerti, un repertorio vario, offrendo agli ascoltatori brani di diverso stile e di scuole diverse, senza per questo aver la pretesa di voler fare una storia del jazz. Ciò le è stato reso possibile dall'ampliamento della sezione fiati, che vede affiancati ai tre strumenti tipici del jazz tradizionale, tromba, trombone e clarinetto, un sax soprano ed un sax contralto che Carlo Bagnoli ha sostituito alla chitarra, ed un sax baritono che Paolo Tomelleri alterna al clarinetto. Strumenti questi ultimi caratteristici di scuole più avanzate. Il maggior numero di fiati dà ora modo alla Milan di eseguire arrangiamenti più ricchi e di curare particolarmente gli impasti armonici. Eliminando inoltre quelle restrizioni stilistiche che a volte la stessa composizione strumentale impone a una orchestra. Questa evoluzione trova completamente consenzienti pubblico e critica, perché la rigida ricostruzione del passato, pur riconoscendone gli indiscutibili valori di carattere storico, non presenta tuttavia alcuna validità jazzistica e musicale. Questo la Milan lo ha chiaramente capito; e se è vero che il movimento "revival" stia vivendo in questo periodo gli ultimi istanti di vita per far posto ai "new sounds" del jazz attuale, è altrettanto vero che le conseguenze di questo fenomeno non investono la Milan College, poiché la Milan ha da tempo cessato di essere una orchestra "revival". Fonte: dépliant promozionale del 1962 ideato e realizzato da "Gigi" Allievi grafico pubblicitario e batterista della Milan College Jazz Society.

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