Mil Mi-10

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Mil Mi-10
Mil Mi-10 (Harke) al Museo centrale delle aeronautiche militari di Monino, Mosca.
Descrizione
Tipo gru volante
Equipaggio 3 - 28 Passeggeri
Costruttore URSS Russia Mil
Data primo volo 15 giugno 1960
Data entrata in servizio 1963
Utilizzatore principale Aeronautica militare sovietica
Esemplari 40
Sviluppato dal Mil Mi-6
Dimensioni e pesi
Lunghezza 41,89 m
Altezza 9,8 m
Diametro rotore 35 m
Superficie rotore 962,11
Peso a vuoto 27100 kg
Peso max al decollo 43700 kg
Capacità 15000 kg
Capacità combustibile 8230 kg
Propulsione
Motore 2 turbine Soloviev D-25V
Potenza 4100 kW (5500 shp) ognuna
Prestazioni
Velocità max 204 km/h (110 kt)
Raggio di azione 430 km
Tangenza 3000 m (9840 ft)
Note dati relativi alla variante Mil Mi-10

sito Mil [1] aviation.ru [2] scramble [3]

voci di elicotteri presenti su Wikipedia
Mil Mi-10 in colorazione civile
Mil Mi-10K
Mil Mi-10K nel 2006 dopo aver trasportato una traliccio per telecomunicazioni
Mil Mi-10K nel 2006 dopo aver trasportato una traliccio per telecomunicazioni
Descrizione
Tipo gru volante
Equipaggio 3 - 28 Passeggeri
Data primo volo 14 aprile 1965
Data entrata in servizio 1967
Altri utilizzatori Aeroflot UTair
Esemplari 19 (15 + 4 Mi-10 convertiti)
Dimensioni e pesi
Peso a vuoto 25450 kg
Peso max al decollo 38000 kg
Capacità 14000 kg
Propulsione
Potenza 4100 kW (5500 shp) ognuna
Prestazioni
Velocità max 256 km/h (138 kt)
Raggio di azione 500 km
Tangenza 4750 m (15600 ft)
Note dati relativi alla variante Mil Mi-10K

sito Mil [1] aviation.ru [2] airliners.net[4] scramble [3]

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Il Mil Mi-10 (nome in codice NATO "Harke" - rastrello) è un elicottero da trasporto militare progettato e costruito in Unione Sovietica per l'utilizzo come gru volante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Denominato “izdeliye 60” (articolo 60), venne assemblato nello stabilimento della Mil di Rostov-sul-Don come variante specifica per il sollevamento di carichi del Mi-6 del quale ereditava i motori, la trasmissione e il rotore principale a cinque pale.[5] La fusoliera venne modificata trasformandola da vano di carico a cabina per il trasporto di passeggeri e venne aggiunto un alto carrello fisso quadriciclo, utile per spostare l'elicottero a terra fin sopra il carico da sollevare.[3] Il prototipo di partenza venne denominato V-10 e volò la prima volta il 15 giugno 1960. La prima presentazione pubblica ebbe luogo alla parata aerea di Tushino in occasione della "Giornata delle Forze Aeree Sovietiche" del luglio 1961,[6] mentre la produzione iniziò nel 1962 con il nome Mi-10. L'elicottero entrò in servizio con l'Aeronautica militare russa e gli venne assegnato il codice Nato "Harke".

Inizialmente venne prevista una gondola sotto il naso per consentire ad un membro dell'equipaggio di visionare il carico sospeso. In seguito venne adottato un sistema di telecamere a circuito chiuso.[6]

Per contrastare la coppia generata dal rotore principale, le gambe del carrello di destra sono state realizzate, in modo abbastanza insolito, più corte di 30 centimetri, il che causa una inclinazione di un grado e mezzo per l'elicottero quando ferma i motori a terra. Il carrello ha ruote gemellate e ammortizzatori idraulici e sono presenti alcuni bracci idraulici per agganciare dei pallet di carico standardizzati.[6]

Nel 1965 il Mi-10 venne presentato al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget dove però non raccolse il successo di esportazione che aveva invece caratterizzato il suo predecessore Mi-6.

La versione K[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964 la Mil iniziò lo sviluppo di una variante Mi-10K (Harke-B) (dal russo Korotkonogii - gambe-corte), più ottimizzata per il trasporto di carichi sospesi. Il Mi-10k, con un equipaggio ridotto a soli due piloti, oltre a varianti alla coda e ai serbatoi di carburante portati a 9000 kg di capacità, aveva un carrello più corto, alto 1,8 m contro i 4 m della versione originale. La riduzione di peso, consentì un aumento del carico utile. Vennero modificate le postazioni dei piloti: nella cabina di pilotaggio il pilota adesso sedeva in una configurazione singola, mentre il copilota sedeva nella gondola inferiore rivolta all'indietro e nella quale vennero riportati tutti i comandi di volo e di gestione del carico. Il primo volo della nuova versione si ebbe il 14 aprile 1965 e nel maggio successivo, una versione speciale di Mi-10K battezzata Mi-10R (rekordnyy, per record) con carrello triciclo, ottenne un record assoluto mondiale carico/quota, sollevando un carico di 25105 kg ad un'altezza di 2840 m.[5][7]

Nel 1967 il Mi-10 venne presentato al Salone internazionale dell'aeronautica e dello spazio di Parigi-Le Bourget e venne acquistato da una società olandese per poi essere ceduto alla Petroleum Helicopters Inc negli Stati uniti, che lo utilizzò per supportare piattaforme petrolifere in Sudamerica.[5][7]

La produzione terminò nel 1971 totalizzando 55 esemplari e venne ripresa brevemente nel 1977.[3]

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

Un Mi-10K è utilizzato dalla società belga Skytech international.[8] Un esemplare ancora operativo di Mi-10K è stato fotografato nel 2006 in servizio con un operatore civile russo.[4]

URSS URSS
Russia Russia
Stati Uniti Stati Uniti
Belgio Belgio

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Mi-10 Helicopter Flight Performance Data, MIL Moscow helicopter plant, JSC. URL consultato il 07-07-2008.
  2. ^ a b (EN) jno, Mil Mikhail Leontievich, www.aviation.ru, Data pubblicazione 30-04-2004. URL consultato il 07-07-2008.
  3. ^ a b c d (EN) Mil Mi-10, Scramble - The Aviation Magazine, Data pubblicazione 27-02-2007. URL consultato il 07-07-2008.
  4. ^ a b (EN) Sergey Krivchikov, Mil Mi-10k, www.airliners.net, Data pubblicazione 13-12-2006. URL consultato il 07-07-2008.
  5. ^ a b c (EN) Mi–10 Helicopter. History of Development, MIL Moscow helicopter plant, JSC. URL consultato il 07-07-2008.
  6. ^ a b c (EN) Greg Goebel, Mil Heavy-Lift Helicopters, www.airvectors.net, Data pubblicazione 01-11-2006. URL consultato il 07-07-2008.
  7. ^ a b (EN) Maksim Starostin, Mil Mi-10 in All the world's rotorcraft, www.aviastar.org, Data pubblicazione 30-04-2004. URL consultato il 07-07-2008.
  8. ^ (EN) Helicopters, Skytech international. URL consultato il 07-07-2008.

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