Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mikheil Nik'olozis dze Saakašvili in georgiano: მიხეილ სააკაშვილი) (Tbilisi, 21 dicembre 1967) è un giurista e politico georgiano.
[modifica] Attività politica
È il presidente della Georgia dalla vittoria delle elezioni del 4 gennaio 2004, avvenute dopo i fatti della Rivoluzione delle Rose, di cui Saakašvili è stato uno dei principali artefici. È succeduto il 25 gennaio 2004 a Nino Anzoris asuli Burdzhanadze (capo di stato provvisorio) sino al 25 novembre 2007, quando la signora Burjanadze gli è nuovamente succeduta alla carica come capo provvisorio. Le elezioni presidenziali del 5 gennaio 2008, che lo hanno visto come candidato dell'Unione Movimento Nazionale (centro destra), seppur contestate dall'opposizione, lo hanno riconfermato alla carica di Presidente per altri 5 anni (essendo state ritenute sufficientemente regolari dagli osservatori internazionali).
[modifica] Notizie biografiche
Inoltre il nome di Saakašvili è usato nella forma russa Mikhail (è conosciuto comunemente come "Misha") da molte fonti non georgiane. È anche traslitterato in Mixeil Saakašvili. È sposato con Sandra Roelofs, di origine olandese. È noto anche per la sua conoscenza delle lingua straniere: parla infatti sette lingue, tra cui l'inglese, il francese, olandese e il russo.
[modifica] Polemiche sull'abuso di droga
Due mezzi di informazione con sede nella Federazione Russa e apertamente contrari al corrente governo della Georgia[1][2], hanno accusato Saakashvili di abuso e dipendenza da droga[3][4][5].
[modifica] Onorificenze georgiane
[modifica] Onorificenze straniere
- ^ “Saakashvili is Georgia’s anomaly” — RT
- ^ Myths and legends of Georgian analysts - Analytics - GeorgiaTimes.info
- ^ «We did everything right, and I'm proud of it – Medvedev». Russia Today, 13 settembre 2008. URL consultato in data 26 agosto 2010.
- ^ «Profile: President of Georgia was accused of drug abuse». Georgia Times, 24 agosto 2010. URL consultato in data 26 agosto 2010.
- ^ «Saakashvili is a drug abuser – Georgian opposition». Russia Today, 15 marzo 2010. URL consultato in data 26 agosto 2010.
[modifica] Altri progetti