Mikha'il Nu'ayma

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Mīkhāʾīl Nuʿayma, arabo: ميخائيل نعيمة‎, noto in Occidente come Mikhail Naimy (Baskinta, 17 ottobre 1889Beirut, 1 marzo 1988), è stato uno scrittore e poeta libanese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Seguì studi ecclesiastici presso il Seminario russo di Nazaret, poi a Poltava[1], in Ucraina.

Nel 1911 si recò negli Stati Uniti, dove risiedette per 20 anni, fino al 1931, diventando in tal modo uno dei più brillanti rappresentanti della diaspora araba in questo paese.[1] Tornò poi in Libano, a Baskinta, nel 1932.[1] Morì di polmonite il 1º marzo del 1988 a Beirut.

Come il suo Maestro e amico, Gibran Kahlil Gibran, Nuʿayma sperava che il mondo arabo realizzasse una sintesi della civiltà spirituale dell'Oriente e di quella materiale dell'Occidente. »[1]. Nella sua opera di critica letteraria, al-Ghirbāl (Il Setaccio, 1923), definì in tal modo la sua concezione della poesia: «Essa deve esprimere ciò che vede lo sguardo interiore del poeta e ciò che nutre il suo cuore, al punto da diventare una realtà oggettiva nella sua vita».[1]

Nuʿayma ha scritto un totale di 99 libri. Personalità letteraria importante del Libano e del Vicino Oriente, il suo lavoro principale rimane Il libro di Mirdad[2].

Bibliografia italiana[modifica | modifica sorgente]

  • F. Gabrieli, "L'autobiografia di Mikhaìl Nu'ayma", Oriente Moderno, XLIX (1969), pp. 381-387 (cfr. Arabeschi e studi islamici, Napoli 1973, pp. 195-207).
  • R. Dorigo Ceccato, "Una casa libanese", Annali di Ca' Foscari, XI, 3 (1972), pp. 155-161.
  • B. Pirone, "Il sistema filosofico-religioso di Mīkhā’īl Nu‘aymah", Oriente Moderno, LVII (marzo-aprile 1977), pp. 65-76.
  • A Mikhaìl Nu'ayma. In occasione del 90º compleanno, (contributi di Francesco Gabrieli, Umberto Rizzitano, Bartolomeo Pirone, Renato Traini, Maria Amalia De Luca, Rosella Dorigo, Giovanni Montaina, Adalgisa De Simone), Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino (Letteratura araba contemporanea), Roma-Palermo 1978.
  • R. Dorigo Ceccato, "Il dramma di 'Padri e figli' di Mīkha'il Nu‘aymah nel quadro del teatro arabo moderno", in Cà Foscari, Annali della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne, 3, 1981.
  • M. Nu‘aymah, "Shortī", introduzione e traduzione di B. Pirone, Nuovi Orizzonti, 1-2, Anno II (1987), pp. 63-76.
  • M. Naimy, Il libro di Mirdad, a cura di B. De Donno, Edizioni Mediterranee, Roma 1992 (seconda edizione: 2009).
  • B. Pirone, "Spigolando tra le liriche di Mīkhā’īl Nu‘aymah", in Un ricordo che non si spegne, Istituto Universitario Orientale, Napoli 1995, pp. 309-321.
  • B. Pirone, "Mīḫā'īl Nu‘aymah: Aforismi di una vita", Oriente Moderno, XX (LXXXI), 2-3 (2001), pp. 271-312.
  • M. Nu‘aymah, La battaglia di Sattūt, in Scrittori arabi del Novecento, a cura di I. Camera d’Afflitto, Bompiani, Milano 2002, pp. 29-35.
  • M. Nu‘aymah, Kana ma kana: c'era una volta, saggio introduttivo e traduzione dall'arabo di M. Albano, Lineadaria, Biella 2008.
  • Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran, introduzione e traduzione di F. Medici, prefazione di A. Salem, Palomar, Bari 2009, pp. 185-229.
  • F. Medici, Le tre anime di Mikhail Naimy, Paneacqua, 13 luglio 2011.
  • M. Naimy, Il patto mistico, in K. Gibran, Il profeta e il bambino, inediti e testimonianze raccolti e tradotti da F. Medici, Editrice La Scuola, Brescia 2013, pp. 177-178.
  • F. Medici, "Fratello Mio" di Mikhail Naimy, Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, 29 ottobre 2013.
  • F. Medici, Un capodanno con Mikhail Naimy, Centro Studi e Ricerche di Orientalistica, 29 dicembre 2013.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (FR) Biografia di Mīkhāʾīl Nuʿayma (Encyclopædia Universalis)
  2. ^ (FR) Biographie de Mikhail Naimy (Éditions du Septénaire)

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