Mihajlo Mihajlov

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mihajlo Mihajlov (Pančevo, 26 settembre 1934Belgrado, 7 marzo 2010) è stato un letterato e scienziato jugoslavo figlio di emigrati russi.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mihajlo Mihajlov è stato docente di letteratura russa all'Università di Zagabria - nella Facoltà di filosofia a Zara.[1]

Il primo intervento nei suoi confronti è stato attuato dopo la pubblicazione, nel 1965, di Ljeto moskovsko 1964 (Estate a Mosca 1964), reportage di un suo viaggio in Russia.

Dopo un anno di reclusione, con alcuni intellettuali di Zara, Belgrado e Zagabria ha cercato di fondare una rivista indipendente Slobodni glas (La voce libera) .

È stato attaccato personalmente da Tito ed è stato condannato a quattro anni di carcere con l'accusa di "propaganda nemica": nelle sue poche pagine pubblicate, aveva accusato la Jugoslavia di non rispettare gli articoli della Costituzione del 1953 che prevedevano la libertà di pensiero e di espressione.

Nel 1974 Mihajlov è stato condannato per l'ultima volta a sette anni di prigione, per pubblicare diversi articoli nella stampa straniera. Dopo tre anni è stato liberato, in corso della Conferenza sulla sicurezza e la cooperacione in Europa a Belgrado nel novembre 1977.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Agenzia France-Presse, Mihajlo Mihajlov, a Yugoslavian Dissident, Dies at 76 in The New York Yimes, 07 marzo 2010. URL consultato il 3 aprile 2010.