Migrazioni dell'uomo

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Mappa, con Polo Nord al centro, di migrazioni Homo sapiens ricavate dall'analisi degli Aplogruppi mitocondriali umani, quindi matrilineari. (I numeri sono i millenni prima del presente).
Legenda: * Africana: L, L1, L2, L3, L3 * Vicino Oriente: J, N * Dell'Europa meridionale: J, K * Generalmente europee: H, V * Nord Europa: T, U, X * Asiatici: A, B, C, D, E, F, G (nota: M è composta da C, D, E e G) * Nativi americani: A, B, C, D, ed a volte X

Per migrazioni dell'uomo si intende la diffusione umana sulla superficie terrestre e lo studio di questa su basi principalmente antropologiche, genetiche, linguistiche e socio-culturali.

La diffusione si riferisce sia all'uomo in senso lato, ovvero ominidi progenitori nostri, classificabili sotto diversi generi tassonomici che originarono in Africa all'inizio dell'era quaternaria, sia all'uomo moderno, Homo sapiens. Questi studi rientrano in una porzione fondamentale dello studio e nella comprensione della preistoria.
La maggior parte del lavoro sperimentale tende a convalidare le teorie Out of Africa I e Out of Africa II, rispettivamente e principalmente relative all'esodo dal continente africano, in una prima antica ondata dell'Homo erectus, ed in una seconda, molto più recente, dell'Homo sapiens.

Parte del lavoro riguardante le migrazioni sapiens si basa in buona parte sulle acquisizioni recenti della genetica e della linguistica, in particolare sugli studi di Luigi Luca Cavalli-Sforza e sulle tassonomie linguistiche relazionate alla parentela genetica, di Merritt Ruhlen. Le tecnologie recenti di analisi genetica hanno permesso il tracciamento, con buone probabilità di coerenza al vero delle linee ereditarie materne e paterne, tramite lo studio del genoma mitocondriale, trasmesso matrilinearmente, e del genoma del cromosoma Y, patrilineare.

Prime migrazioni presapiens[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Out of Africa I e Ipotesi multiregionale.

L'ipotesi Out of Africa I è l'ipotesi paleoantropologica dominante tra le teorie che tendono a descrivere le prime migrazioni umane avvenute, ad opera dell'Homo erectus, da 1,8 a 1,3 milioni di anni fa.

Due milioni e seicentomila anni fa l'uomo esce dalla nicchia ecologica principale dei primati, prevalentemente tropicale. Il fatto che una specie di scimmia catarrina (di preferenza erbivora) entri in competizione coi carnivori, sembra in prima ipotesi associabile allo sviluppo della cultura, cioè di un insieme di conoscenze gruppali acquisite e trasmissibili alla progenie. Il comportamento carnivoro pone le basi per una diffusione della specie sul territorio e quindi per una serie di migrazioni successive. La prima evidenza sicura di una migrazione fuori dall'Africa di H.erectus risale a 1,7 milioni di anni fa[1].

Si ipotizza che i primi membri del genere Homo, cioè Homo ergaster, Homo erectus e Homo heidelbergensis, circa 2 milioni di anni fa, migrarono dall'Africa durante il Pleistocene inferiore, probabilmente a causa del funzionamento della pompa sahariana, e si dispersero per la maggior parte del vecchio mondo, arrivando fino a sud-est asiatico.

La teoria della pompa del Sahara è un'ipotesi che spiega come la flora e la fauna migrarono tra Eurasia e Africa, attraverso un ponte di terra levantina. La teoria osserva che lunghi periodi di piogge abbondanti, periodi pluviali della durata di molte migliaia di anni, in Africa sono associati ad una fase "Sahara umido" durante la quale grandi laghi e fiumi poterono esistere con conseguenti cambiamenti faunistici nella zona. Indipendentemente dalla aridità del Sahara, la migrazione lungo il corridoio fluviale s'interrupe quando, durante una fase desertica, 1,8-0,8 milioni d'anni fa, il Nilo cessò di scorrere completamente, limitandosi a scorrere solo temporaneamente in altri periodi, causa sollevamento geologico (Swell nubiano) della regione.

In dettaglio si ipotizzano due periodizzazioni:

  1. un primo periodo umido, restringendo le latitudini del deserto, ha consentito la colonizzazione dei territori orientali al Sahara e del Nordafrica[2];
  2. un successivo periodo più secco ha indotto la colonizzazione del resto dell'Africa subsahariana[3].

Se la colonizzazione dell'Asia ha seguito presumibilmente le direttrici del Sinai e dello Yemen, per quanto riguarda la colonizzazione dell'Europa i dati probabilmente non sono ancora sufficienti[4]. Tra 1,8 e 1,6 milioni di anni fa non ci furono periodi nei quali il livello del mare si abbassò talmente da formare un passaggio nello Stretto di Gibilterra o nel Canale di Sicilia, ed è ancora azzardato ipotizzare a questo stadio evolutivo lo sviluppo di una capacità di navigazione. Quindi è da considerare il passaggio dalla Turchia o dal Caucaso[senza fonte].

La data di dispersione originaria oltre l'Africa coincide praticamente con la comparsa di Homo ergaster nei reperti fossili, e la comparsa degli strumenti litici Olduwaiani. Siti chiave per questa prima migrazione fuori dell'Africa sono Riwat, in Pakistan (1,9 Ma), Ubeidiya nel Levante (1,5 Ma) e Dmanisi nel Caucaso (1,7 Ma).

La Cina è stata popolata più di un milione di anni fa[5]; manufatti in pietra di 1,66 Ma son stati rinvenuti nel bacino del Nihewan. Utensili di pietra trovati presso il sito Xiaochangliang sono stati datati a 1,36 milioni di anni fa. I reperti archeologici sito di Xihoudu nella provincia dello Shanxi datano la prima utilizzazione del fuoco di Homo erectus, datata 1,27 Ma[5].

Il Sud-Est asiatico (Giava) è stato raggiunto circa 1,7 milioni di anni fa (Meganthropus).L'Europa occidentale è stata per la prima volta popolata circa 1,2 milioni di anni fa (Atapuerca).

Si è suggerito che l'Homo erectus possa avere costruito zattere e navigato oceani, una teoria che ha sollevato dubbi e polemiche[6].

Le diverse ondate migratorie di H.erectus ebbero esiti differenti, potendo determinare sia l'occupazione effimera del nuovo territorio che una colonizzazione stabile. Questo condiziona un quadro archeologico, che si presenta di complessa lettura: per tal motivo vi sono diverse tesi con differenti gradi di verosimiglianza, su quale e quante specie di Homo abbiano migrato, nonché sul quando e sul dove. Alcuni studiosi, per esempio, ipotizzano che il soggetto di tali migrazioni sia Homo ergaster e che Homo erectus sia autoctono dell'Asia, poi migrato in Africa (Ipotesi dell'origine Euroasiatica). Questa tesi per spiegare alcuni ritrovamenti litici in Asia, che infrangono l'ipotesi che la cultura bifacciale sia automaticamente di appartenenza erectus.

Secondo altre tesi, H.erectus viveva in Africa orientale, poi migrato in Asia e Nordafrica e solo successivamente ha colonizzato il resto dell'Africa.

Seconde migrazioni sapiens[modifica | modifica wikitesto]

Esistono teorie più o meno condivise sulle origini dell'uomo contemporaneo. Esse riguardano il rapporto tra gli uomini moderni e gli altri ominidi.

L'origine africana dell'Homo sapiens è il modello paleoantropologico dominante tra le teorie che tendono a descrivere l'origine e le prime migrazioni umane dell'anatomicamente moderno.
È conosciuta anche come Ipotesi dell'origine unica, Fuori dall'Africa, Ipotesi africana, Teoria della migrazione dall'Africa (dall'inglese Out of Africa o Out of Africa 2), Origine africana recente, Ipotesi di un'origine unica e recente (RSOH dall'inglese recent single-origin hypothesis), Teoria del rimpiazzo (dall'inglese Replacement Hypothesis).
L'ipotesi dell'origine unica, propone che gli uomini moderni si siano evoluti in Africa[7] e che siano poi migrati all'esterno sostituendo quegli ominidi che erano in altre parti del mondo.
Su di essa sussistono vastissime evidenze paleoantropologiche, date da diverse migliaia di ritrovamenti fossili, archeologiche[8], linguistiche[9], climatologiche (modificazioni climatiche e conseguenti selezioni della popolazione), genetiche (mtDNA e nucleare, in particolare Aplogruppi del cromosoma Y)[10][11][12][13][14][15][16][17].
I dati molecolari condotti mediante marcatori non ricombinanti, come il DNA mitocondriale, sostengono questa ipotesi. L'analisi filo-geografica ha infatti mostrato che il popolamento da parte dell'uomo moderno dei continenti è proceduto ad ondate successive a partire dal continente africano.

Dettagli sulle migrazioni sapiens[modifica | modifica wikitesto]

È opportuno sottolineare che la velocità della migrazione è stata calcolata in 1 km all'anno via terra e 3–4 km annui lungo le coste. La descrizione, anche se probabile, è del tutto ipotetica e parziale.

  • forse 70-75 000 anni fa (comunque in epoca da precisare) dall'Africa del Nordest parte un'espansione che segue la costa meridionale dell'Asia fino all'India ed al Sud Est asiatico
  • dal SudEst asiatico partono due rami: uno verso Nord, in Cina (67 000 anni fa), Vietnam sempre solo sulla costa
  • l'altro ramo si dirige a Sud fino alla Nuova Guinea e l'Australia(60 000-55 000 anni fa).
  • navigano lungo la costa Est dell'Asia verso Nord,
  • tra 50-30 000 anni fa si ha il primo passaggio della Beringia, (non si sa se per via di terra o per navigazione in quanto la Beringia è rimasta emersa solo tra 25 e 10 000 anni fa). Inizia quindi il popolamento delle Americhe.
  • inizia il popolamento dell'Asia centrale.
  • 45-40 000 anni fa, ha inizio il popolamento del Medio Oriente a partire dall'Asia del Sud e dall'Africa nordorientale.
  • verso 40 000 anni fa ha inizio il popolamento dell'Europa dal SudEst (Medioriente) e dall'Est (Asia).[18].
  • 25-10 000 anni fa ulteriore popolamento dell'Africa a Nord dell'Equatore
  • il Nord del Medio Oriente viene occupato da una popolazione in partenza dalla Turchia e successivamente dalla regione kurgan, ambedue parlanti lingue indoeuropee e ambedue dirette in Europa.
  • l'ultima grande espansione è quella delle lingue altaiche che, cominciata 2300 anni fa, continua fin quasi ai nostri giorni, sostituendo le lingue indoeuropee che erano parlate precedentemente in Asia centrale e in Turchia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antón SC, 2003. Natural history of Homo erectus Yearbook of Physical Anthropology, 46,126-170.
  2. ^ McCauley JF, Breed C, Schaber GG, 1997. The Sahara paleodrainages SIR-C/X-SAR Flight.
  3. ^ Foley RA, Lahr MM, 2007. Rethinking the human revolution in Mellars P, Stringers C, Bar-Yosef O, Boyle K, MdCondal Institute, Cambridge.
  4. ^ Fleagle 2010.
  5. ^ a b Rixiang Zhu, Zhisheng An, Richard Pott, Kenneth A. Hoffman, Magnetostratigraphic dating of early humans in China (PDF) in Earth Science Reviews, vol. 61, 3-4, giugno 2003, pp. 191–361, Bibcode:2003ESRv...61..191A, DOI:10.1016/S0012-8252(02)00110-1.
  6. ^ Bednarik RG, Seafaring in the Pleistocene in Cambridge Archaeological Journal, vol. 13, nº 1, 2003, pp. 41–66, DOI:10.1017/S0959774303000039.
    ScienceNews summary
  7. ^ I. McDougall, F. H. Brown e J. G. Fleagle, Stratigraphic placement and age of modern humans from Kibish, Ethiopia in Nature, vol. 433, nº 7027, 2005, pp. 733–736, DOI:10.1038/nature03258, PMID 15716951.
  8. ^ Calvin William H. 2004, A Brief History of the Mind. Cap. 9 From Africa to Everywhere.
  9. ^ Atkinson, Quentin D. 2010-2011, Phonemic Diversity Supports a Serial Founder Effect Model of Language Expansion from Africa
  10. ^ "A Model for the Dispersal of Modern Humans out of Africa"
  11. ^ <la presenza degli aplogruppi N1 e J in Tanzania suggerisce una introgressione dal Medio Oriente o l'Eurasia in Africa orientale, dedotta da precedenti studi su altre popolazioni in Africa orientale>"Whole-mtDNA Genome Sequence Analysis of Ancient African Lineages"
  12. ^ <Lo scenario di un'introgressione in Africa è sostenuto da un'altra caratteristica della filogenesi del DNA mitocondriale. Il parente Euroasiatico dell'aplogruppo M (l'aplogruppo N) che ha una età molto simile a M e nessuna indicazione di origine africana>"The mtDNA Legacy of the Levantine Early Upper Palaeolithic in Africa"
  13. ^ "YAP insertion signature in South Asia"
  14. ^ "Mitochondrial DNA structure in the Arabian Peninsula"
  15. ^ "Mitochondrial lineage M1 traces an early human backflow to Africa"
  16. ^ "Harvesting the fruit of the human mtDNA tree"
  17. ^ "New binary polymorphisms reshape and increase resolution of the human Y chromosomal haplogroup tree"
  18. ^ Luigi Luca Cavalli-Sforza, Geni, popoli e lingue, Adelphi, IX Edizione, 2008, pag 105, 224-225)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuliana Andreotti, Scorci di uomini in movimento: Migrazioni, pellegrinaggi, viaggi, Trento, Artimedia-Trentini, 2006.
  • Ruhlen Merritt, Origine delle lingue (L'), Milano, Adelphi, 2001 ISBN 978-88-459-1630-4
  • A.W.F. Edwards and Luigi Luca Cavalli-Sforza. 1964. Reconstruction of evolutionary trees. pp. 67–76 in Phenetic and Phylogenetic Classification, ed. V. H. Heywood and J. McNeill. Systematics Association pub. no. 6, London.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza and A.W.F. Edwards. 1965. Analysis of human evolution. pp. 923–933 in Genetics Today. Proceedings of the XI International Congress of Genetics, The Hague, The Netherlands, September, 1963, volume 3, ed. S. J. Geerts, Pergamon Press, Oxford.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza and A.W.F. Edwards. 1967. Phylogenetic analysis: models and estimation procedures. American Journal of Human Genetics 19:233-257.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza and W. F. Bodmer. The Genetics of Human Populations, San Francisco, W. H. Freeman, 1971 (reprinted 1999 by Dover Publications).
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza and M. Feldman. Cultural Transmission and Evolution. Princeton, Princeton University Press, 1981.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza, A.J. Ammerman. La transizione neolitica e la genetica di popolazione in Europa. Boringhieri, 1986.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza. The History and Geography of Human Genes. Princeton, Princeton University Press, 1994.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza, Paolo Menozzi, Alberto Piazza. Storia e geografia dei geni umani. Milano, Adelphi, 1997. ISBN 88-459-1336-8
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza. Geni, Popoli e Lingue. Adelphi, 1996.
  • Luigi Luca Cavalli-Sforza. L'evoluzione della cultura. Milano, Codice edizioni, 2004.
  • Luigi Luca Cavalli Sforza. Il caso e la necessità - Ragioni e limiti della diversità genetica. Roma, Di Renzo Editore, 2007. ISBN 88-8323-165-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]