Microstock

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Un microstock è una banca d'immagini online che permette ai fotografi di vendere le loro opere a prezzi modici. La maggior parte delle agenzie di microstock offre, oltre alle immagini fotografiche, anche illustrazioni vettoriali, e alcune di queste filmati flash, piccoli video e file audio. Il termine deriva dalla contrazione di micropayment e stock photography: immagini di qualità paragonabile alla tradizionale fotografia di stock ma commercializzate, tipicamente con licenze Royalty-free, a prezzi “micro”, da 1$ a 20$ in funzione di vari parametri tra i quali spicca la dimensione in pixel dell’immagine stessa.

Origine e Storia[modifica | modifica sorgente]

Il fenomeno dei microstock vede la luce nel 2000 con la nascita di iStockphoto[1], il primo sito del settore che offre fotografie di qualità paragonabile a quella professionale a prezzi decine di volte inferiori.[2] La vasta diffusione della fotografia digitale e di internet hanno permesso a questo fenomeno una diffusione che fino a pochi anni fa non sarebbe stata possibile, essendo prerogativa solo di fotografi professionisti, gli unici con a disposizione le conoscenze tecniche e le risorse finanziarie per questo tipo di attività. È infatti sufficiente una macchina fotografica digitale ed una connessione ad internet, lavorando comodamente da casa, per fare della fotografia microstock una vera e propria professione o una fonte ausiliaria di guadagno.
Breve Storia di un decennio di Microstock, tratta dal sito microstock.it[3], a sua volta tradotta dall'Inglese, adattata ed integrata a partire da microstockdiaries.com[4]:
2000 – iStockphoto. Bruce Livingstone mette a disposizione gratuitamente online alcune migliaia di foto, registrando un domino con un nome dalla vezzosa, ora assai diffusa, iniziale “i”: iStockphoto. Rapidamente diventa popolare ed altri contribuiscono all'archivio generando una consolidata community fotografica.
2001 - La nascita del microstock. iStockphoto decide di introdurre un piccolo contributo per poter scaricare ed utilizzare le foto del sito, allo scopo di sostenere i costi crescenti di hosting e gestione. Il modello di fotografia stock a prezzi micro - microstock - ha così inizio e per un altro paio di anni l'agenzia cresce senza avere rivali di rilievo. Ancora oggi e dopo innumerevoli vicissitudini è ancora al top tra le agenzie microstock.
2004 – Dreamstime e Shutterstock. Il designer rumeno Serban Enache decide di convertire il proprio sito di sharing fotografico nato nel 2001 in una agenzia di microstock. È così il turno di Dreamstime, tuttora tra i primi siti microstock nell’arena. Nello stesso anno si vede la nascita di un altro importante sito, Shutterstock, grazie a Jon Oringer che “inventa” il modello in abbonamento, inizialmente offrendo alcune decine di migliaia di proprie foto. Ad oggi Shutterstock è leader mondiale nel modello di business basato sugli abbonamenti (subscriptions). Uno dei più affermati microstockers attuali, il colombiano Andres Rodriguez comincia la sua attività; nascono anche le agenzie CanStockPhoto e BigStockPhoto tuttora presenti sul mercato.
2005 – Fotolia. Oleg Tscheltzoff lancia una nuova agenzia micro francese, Fotolia, che con un’aggressiva campagna di reclutamento fotografi e prima ad avere una piattaforma multi-linguaggio, cresce rapidamente sino ad essere ancora oggi tra i siti più importanti del settore, soprattutto in Europa sui mercati tedesco, francese, italiano. Il 2005 vede l’apparizione di un’altra stella, il danese Yuri Arcurs che ora è tra i più grandi produttori al mondo di foto microstock con un’azienda di oltre 20 persone che vende milioni di licenze l’anno delle proprie foto. Tra le agenzie ancora al top, il 2005 è anche l’anno di nascita di 123RF.
2006 – Jupiterimages e Getty. L’agenzia stock Jupiterimages si lancia nel microstock acquisendo l’apprezzata StockXpert. Shutterstock batte di misura iStockphoto nell’offrire video sul mercato microstock. Fotolia seguirà nel 2008. Alla conquista del mercato in abbonamento, Dreamstime è la prima agenzia ad aggiungere le”subscriptions” alla vendita mediante crediti. Seguiranno StockXpert nel 2007, Fotolia nel 2008 e iStock nel 2009. Le prime agenzie superano il milione di foto in archivio… ora fa quasi ridere ma allora era un ambito traguardo. Nel Febbraio del 2006 iStockphoto viene acquistata da Getty Images per 50 milioni di USD $ cominciando così la corsa alla convergenza dei mercati di fotografia stock.
2007 – Corbis ed il Microstock Editoriale. Corbis lancia la sfida nel micro con SnapVillage, tentando un approccio meno tradizionale e più “fresco” ma destinato a fallire nell’arco di due anni. Shutterstock è la prima agenzia ad aggiungere licenze di tipo editoriale. Arriveranno poi Dreamstime nel 2008, BigStockPhoto nel 2009, 123RF nel 2010.
2008 – Garanzie e Servizi. Vivozoom si propone sul mercato come la prima a garantire i propri client microstock sulla legalità delle immagini vendute. Tra le nascite registriamo inoltre quella delle agenzie Pixmac in Repubblica Ceca e Yaymicro in Norvegia. StockXpert viene venduta per 96 miliodi di $ ad iStockphoto aumentando ancora la concentrazione di Getty nel settore. LookStat, con i suoi servizi di analisi vendite ed in seguito di backoffice per gli artisti, si propone come primo serio fornitore dedicato al mercato microstock. Nota attuale, da metà 2011 non si hanno più notizie di Lookstat.
2009 – Consolidamento. Corbis dirotta i contenuti del poco riuscito SnapVillage verso la nuova acquisizione per creare Veer Marketplace. iStockphoto, Shutterstock e Veer Marketplace seguono Vivozoom nell’introdurre una garanzia sull’uso delle proprie immagini. iSyndica lancia un sistema di distribuzione automatizzato delle immagini per gli autori, aggiungendo più tardi una sezione basilare di analisi. Il business non sembra però essere proficuo e dopo pochi anni l’avventura si chiude. Shutterstock, nell’intento di coprire la fascia di clienti microstock che utilizza i crediti, acquista BigStockPhoto. Il ritmo di crescita dei database delle principali agenzie diventa importante e raggiunge 300.000 immagini/mese.
2010 – Integrazione. La galassia Getty aggiunge un altro tassello, ThinkStockPhotos, per fare concorrenza in ambito abbonamenti a Shutterstock e sacrificando contestualmente StockXpert. Contenuti micro e RF tradizionali disponibili sulla stessa piattaforma aumentano l’integrazione fra i due mondi dello stock. Politiche di prezzo differenziate con collezioni di qualità a maggior prezzo sono un altro indice di tale percorso. Shutterstock giunge a quota 10 milioni di foto in archivio. Comincia l’ascesa di DepositPhotos che fra la miriade delle agenzie nate in questi ultimi anni – ricordiamo Polylooks (chiusa) e Stockfresh dai fondatori di SXP – sarà l’unica a ritagliarsi un considerevole spazio. Anche Masterfile dallo stock tradizionale scende nel girone micro con l’acquisizione di Crestock.

Modello economico[modifica | modifica sorgente]

Ogni agenzia microstock ha tipi diversi di contratti sia con gli autori delle immagini sia con i clienti – generalmente agenzie pubblicitarie, editori, web agency – che le acquistano. In comune hanno una filosofia che le porta ad offrire al cliente una vastissima gamma di immagini a un bassissimo costo (da 0,25 dollari), che aumenta con la dimensione in pixel dell'immagine o che varia secondo la licenza d'utilizzo. Anche le licenze variano da agenzia ad agenzia, ma tutte offrono la licenza royalty free, che consente di utilizzare l'immagine (con le condizioni d'uso stabilite dal contratto) a tempo indeterminato. Alcune agenzie offrono ai clienti delle forme di abbonamento che consentono di scaricare, a costo minimo, immagini di alta risoluzione o sorgenti in formato vettoriale.

Gli autori dei file pubblicati nei cataloghi dei microstock possono scegliere se lavorare con più agenzie, o se diventare contributori esclusivi di una sola a fronte di una retribuzione maggiore. I file inseriti dagli autori nel catalogo dell'agenzia vengono verificati da un team di revisori che controllano la qualità tecnica e fanno una valutazione artistica e commerciale del file prima di approvarlo. Ad ogni file vengono associate (dall'autore in fase di upload del file) una descrizione e alcune parole chiave. Il cliente che cerca un'immagine specifica può quindi trovarla sia sfogliando il catalogo per categorie, sia filtrando la ricerca per parole chiave.

Il mercato delle grandi agenzie di microstock è mondiale, e la valuta utilizzata è generalmente il dollaro. Questo comporta che un'immagine prodotta da un autore di un qualsiasi paese è offerta a clienti di tutto il pianeta, ma comporta anche che la stessa retribuzione può avere un potere d'acquisto decisamente diverso per ogni contributore.

Principali siti di microstock[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "The stock photo community", One man levels the professional photography playing field
  2. ^ "Wired", Stock Photo Showdown: Corbis Pros vs. IStockphoto Amateurs
  3. ^ Roberto Marinello, Microstock Definizione e Storia. URL consultato il 4 settembre 2012.
  4. ^ Lee Torrens, 10 Years of Microstock. URL consultato il 4 settembre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Microstock - Royalty Free Photo - analisi del fenomeno dal punto di vista del fotografo

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