Microlenti gravitazionali

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In astronomia, il termine microlensing gravitazionale si riferisce a quei fenomeni di lensing gravitazionale in cui le diverse immagini create dalla lente hanno una separazione angolare così piccola da non poter essere risolte con gli attuali telescopi.

I primi eventi di microlensing gravitazionale sono stati osservati nel 1993. Nel 2006 Akihiko Tago ha osservato il primo caso di microlensing gravitazionale al di fuori del nucleo della nostra galassia e delle due Nubi di Magellano.

Spiegazione Scientifica[modifica | modifica sorgente]

Il microlensing è l'effetto di focalizzazione gravitazionale esercitato, anziché da oggetti di grande massa, come intere galassie, da oggetti di massa relativamente piccola, paragonabile a quella di Giove. Interpretando come un effetto di microlensing le variazioni di lungo periodo dei quasar lontani, un astronomo dell'Osservatorio Reale di Edimburgo, il rinomato Michael Hawkins (1942), ha ipotizzato nel 1993 che l'universo sia composto per una frazione molto alta da buchi neri primordiali di massa paragonabile a quella di Giove, formati da fluttuazioni quantistiche nei primi microsecondi di vita dell'Universo.

La ricerca di pianeti extrasolari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metodi di individuazione di pianeti extrasolari.

Il microlensing gravitazionale fornisce un metodo di individuazione di pianeti extrasolari, ossia non appartenenti al Sistema solare.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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