Micro-Vett

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Micro-Vett SpA
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1986 a Imola
Persone chiave Gaetano Di Gioia, fondatore
Massimiliano Di Gioia, vicepresidente
Settore Autoveicoli
Prodotti
Slogan «Veicoli Elettrici»
Sito web www.micro-vett.it/

La Micro-Vett è un’azienda italiana specializzata nella produzione di veicoli a propulsione elettrica fondata nel 1986 da Gaetano Di Gioia[1]. L'azienda è fallita nel 2013[2].

L'azienda è stata rilevata dalla famiglia Bocchi nell'aprile del 2014, ed è stata trasferita nel nuovo sito di Altavilla Vicentina - Vicenza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Uno dei temi più importanti in campo automobilistico è da sempre la riduzione delle emissioni inquinanti dei motori termici, la Micro-Vett nasce proprio per introdurre sul mercato dei veicoli in grado di essere alimentati dall’energia elettrica quindi di non inquinare l’ambiente. L’azienda imolese fin dalla fine degli anni ottanta si è occupata della produzione di batterie e motori elettrici da installare sulle scocche di autoveicoli pre-assemblati da costruttori esterni, infatti uno dei principali fornitori della Micro-Vett è stata la Iveco con gli autocarri Daily. Il debutto sul mercato europeo dei prodotti elettrici è stato sempre ostacolato dagli elevati costi di produzione e dalla limitata autonomia dei veicoli infatti soltanto dagli inizi del 2010 il settore automobilistico mondiale si sta orientando verso le tecnologie a basso impatto ambientale. Nonostante ciò le auto elettriche della Micro-Vett sono state in prevalenza vendute ad enti privati disposti a pagare cifre notevoli per questa tecnologia.

Micro-Vett Porter, versione elettrica del Piaggio Porter

Negli anni novanta la casa avviò una joint venture con la Fiat e con la Piaggio[1] per la trasformazioni dei furgoncini Porter caratterizzati da una autonomia di circa 100 km e da costi di produzione minori rispetto alla gamma Daily, ma pur sempre elevati e anche in questo caso i furgoncini sono stati venduti ad alcuni comuni italiani. Una flotta di Porter elettrici viene oggi utilizzata anche dalle Poste Italiane. Le prestazioni ovviamente sono più che deludenti infatti la velocità di punta è di soli 60 km/h e sui primi esemplari si sono verificati casi di perdita dell’energia nelle batterie; per questo la casa si è occupata dell’installazione di accumulatori più potenti e quindi efficienti. Il Porter veniva allestito sia in versione furgonato che per trasporto passeggeri fino a sei posti ed è stato uno dei veicoli più venduti della gamma.

Negli anni 2000 si vedono incrementare le richieste da parte della clientela e la gamma di veicoli elettrici viene ulteriormente allargata con l’introduzione delle versioni trasformate delle city car Casalini Ydea e del veicolo commerciale Fiat Doblò[1]. Il Doblò è stato offerto sia nella versione passeggeri che commerciale ed era venduto rispettando l’intera gamma di accessori ed allestimenti offerta dalla Fiat[3]. Il Doblò elettrico è stato prodotto fino al 2009 sostituito dal nuovo Fiorino e dal Qubo offerti anch’essi con la medesima strategia di marketing ma caratterizzati da un minor costo di listino[4]. Il Fiorino essendo più leggero rispetto al vecchio Doblò garantisce un'autonomia maggiore ed è stato subito ordinato da numerose aziende europee: decine di esemplari sono finiti in Spagna, Germania e Francia[5]. Una delle caratteristiche principali era la possibilità di scegliere il tipo di batterie a seconda delle proprie esigenze di autonomia.

Il Micro-Vett Doblò in versione passeggeri

L’alleanza con l’Iveco è stata rafforzata di recente con l’introduzione del nuovo Daily in versione Bimodale[6] ovvero con motore elettrico funzionante in città grazie alle batterie ricaricabili durante le frenate mentre il motore termico a ciclo diesel permette gli spostamenti autostradali; questo sistema ibrido ha comunque permesso una drastica riduzione delle emissioni inquinanti. Il Daily è disponibile anche nella versione scuolabus a venti posti.

Il successo commerciale dell’azienda è stato ottenuto soltanto di recente con la vendita di 371 veicoli alla città di Reggio Emilia destinati a sostituire altrettanti veicoli con motore termico. Queste vetture (in prevalenza furgoncini) sono stati messi a disposizione dei vari enti affiliati alla città. Inoltre il successo della Micro-Vett lo si è visto anche in ambito europeo con la fornitura di veicoli per le vari filiali Fiat, Enel, DHL, Disneyland, TIL Reggio Emilia, Waste Management, Comune di Torino, Livorno e Stoccolma[1].

Nel 2010 l’azienda imolese ha introdotto altri tre veicoli: la E500 ovvero la versione elettrica della nuova Fiat 500[7] che ricalca lo schema di allestimenti della versione normale, quindi personalizzabile a proprio piacimento, persino le batterie possono essere ordinate in vari livelli di capacità di accumulò a seconda del tipo di autonomia richiesta. Sempre per Fiat viene trasformato anche il Ducato (versioni Chassis o Panorama a 9 posti). Di derivazione cinese è il piccolo Edy1[8] che ha sostituito il precedente Porter; l'Edy1 viene offerto nella versione autotelaio in modo da poter essere trasformato a seconda delle esigenze del cliente, attualmente è il veicolo della gamma Micro-Vett dal prezzo di listino più basso. Oggi l'azienda conta di aver prodotto oltre 4.500 veicoli elettrici[9].

Nel febbraio 2013, carica di debiti anche a causa di mancati pagamenti da parte di enti pubblici, Micro-Vett ha portato i libri in tribunale, che ne ha dichiarato il fallimento[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d La storia della Micro-Vett
  2. ^ a b De profundis Micro-Vett
  3. ^ (EN) Il Doblò elettrico
  4. ^ Fiat Fiorino elettrico testato in Norvegia
  5. ^ Il successo del Fiorino
  6. ^ Presentazione dell'Iveco Daily Bimodale
  7. ^ Micro-Vett E500, versione elettrica della Fiat 500
  8. ^ Micro-Vett Edy1
  9. ^ Prova su strada della E500 e produzione Micro-Vett

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