Michele Valori

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Michele Valori (Bologna, 23 giugno 1923Roma, 16 ottobre 1979) è stato un urbanista e architetto italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del giornalista Aldo Valori e fratello della popolare attrice Bice Valori, Michele Valori si laurea in architettura a Roma nel 1948.

Professore ordinario e direttore dell'Istituto Universitario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura di Roma, ha svolto un'intensa attività professionale e di ricerca, nel campo della progettazione architettonica, della pianificazione urbanistica, dell'ingegneria civile, come testimonia la vasta produzione di progetti, studi e ricerche, opere realizzate.

Vincitore di molti concorsi per Piani Regolatori Urbani ed opere pubbliche, nel corso della sua vita professionale è stato chiamato a svolgere numerosi incarichi da società pubbliche e private operanti negli investimenti per l'edilizia rsidenziale e per i servizi. Un impegno culturale di grande rilievo sottolineato da premi ed attestati in Italia e all'estero e da incarichi prestigiosi in qualità di membro del Consiglio Superiore dei lavori Pubblici ha contraddistinto la sua opera maturatasi nell'ambito del neorealismo architettonico.

Nel giugno del 1962 viene incaricato di collaborare con gli uffici comunali nella predisposizione del piano regolatore che sarà adottato dal consiglio comunale il 18 dicembre 1962 e approvato dal governo il 16 dicembre 1965. Parteciperanno con lui Mario Fiorentino, Piero Maria Lugli, Vincenzo Passarelli, Luigi Piccinato.

L'attività professionale di Valori si intreccia in un proficuo scambio con quella di molte personalità rilevanti dell'ambiente romano e milanese; si svolge prevalentemente per la committenza pubblica, dopo una formazione universitaria segnata da una diretta partecipazione alla cultura internazionale del moderno e dall'adesione all'APAO, l'Associazione per l'architettura organica, fondata da Bruno Zevi.

Di grande interesse sul piano dell'urbanistica i progetti e gli studi planivolumetrici per insediamenti turistici e comprensori extraurbani che individuano un ambito di ricerca intermedio, tra la progettazione architettonica e la previsione territoriale, tra la precisione della cultura tecnica e la ricerca di una corretta impostazione di piano.

Una tensione intellettuale profonda viene a maturarsi intorno a questi temi e si esplicita nel contributo critico al Piano Regolatore di Roma, così dolorosamente formulato in un suo famoso articolo dal titolo "Fare del proprio peggio", pubblicato dalla rivista "Urbanistica", nel 1959: "Roma rischia di ritrovarsi tra vent'anni con gli stessi problemi di oggi, aggravati da un incremento edilizio e demografico enorme. La più orrenda, squalificata città del mondo che chiameremo Roma per una pietosa convenzione, per una abitudine fonetica".

Di grande interesse appare oggi l'opera di Valori per il confronto serrato che propone con i temi del dibattito architettonico del dopoguerra: si tratta quasi di un unico tema svolto nelle innumerevoli occasioni di lavoro spesso in collaborazione con gli architetti che con maggiore incisività hanno operato in Italia dagli anni dal 1950 al 1980, nello sforzo di coniugare la ricerca e l'attenzione alle tematiche emergenti in quegli anni con una concezione della professione profondamente aderente alla realtà.

Valori muore improvvisamente nel 1979, cinque mesi prima della sorella Bice, lasciando alcune opere interrotte.

Ci restano molti scritti teorici (saggi, lezioni, appunti di viaggio, lettere private) che permettono una lettura più complessa dell'attività progettuale e anticipano i temi più attuali del dibattito di oggi, come il recupero dei centri storici e la questione ambientale.

Opere[modifica | modifica sorgente]

L'archivio con tutte le opere di Michele Valori è depositato presso il Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Michele Valori, Voce: "Michele Valori", sulla quinta appendice dell'Enciclopedia Italiana Treccani.

  • Centro Archivi MAXXI Architettura, Archivio Michele Valor, scheda in "AAA Italia. Bollettino n.9/2010", pagg. 44-45, maggio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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