Michele Pennisi

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Michele Pennisi
Vescovo della Chiesa cattolica
[[Immagine: Immagine di Michele Pennisi]]
Vescovo di Piazza Armerina
titolo
Stemma di Michele Pennisi
Caritas Christi Urget
Nato 23 novembre 1946 a Licodia Eubea (CT)
Ordinato
sacerdote
9 settembre 1972 da monsignor Carmelo Canzonieri
Consacrato
vescovo
3 luglio 2002 dal cardinale Salvatore De Giorgi
Ruoli
ricoperti
Deceduto
 

Michele Pennisi (Licodia Eubea, 23 novembre 1946) è un vescovo cattolico italiano. Attualmente è il vescovo di Piazza Armerina.

Indice

[modifica] Biografia

Dopo gli studi per la preparazione al sacerdozio, viene ordinato sacerdote il 9 settembre 1972 da mons. Carmelo Canzonieri. Dal 1985 al 1992 rettore del Seminario vescovile di Caltagirone

Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Piazza Armerina il 12 aprile 2002.

Viene consacrato vescovo, nella Basilica-Cattedrale di Piazza Armerina, il 3 luglio 2002.

[modifica] Incarichi

  • Attualmente è presidente della Associazione Bibliotecari Ecclesiastici Italiani (ABEI).
  • Dal 2007 è Priore Costantiniano per la Sicilia.
  • Nella Conferenza Episcopale Italiana è membro della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università.
  • Nella Conferenza Episcopale Siciliana è delegato per la Dottrina della Fede e la Catechesi.
  • Presidente comitato scientifico dell'Istituto di Sociologia "L. Sturzo" di Caltagirone.
  • Presidente della causa di canonizzazione di don Luigi Sturzo

[modifica] Attività antimafiosa

Si è impegnato attivamente per far assegnare a delle cooperative di detenuti ed ex-detenuti i terreni confiscati a mafiosi.[1]

Nel febbraio 2008 gli è stata assegnata la scorta, dopo aver ricevuto un volantino con minacce di morte dalla mafia gelese, per essersi rifiutato di celebrare il funerale in cattedrale, del boss mafioso "Daniele Emmanuello", ucciso il 3 dicembre 2007 in uno scontro a fuoco con la polizia.[2] [3].
È vescovo dal 2002 ed ha reso la diocesi un motore antimafia. Ha partecipato in modo convinto per concretizzare il progetto di legalità sentito dal popolo di Gela come una urgenza prioritaria.

[modifica] Genealogia episcopale e Successione apostolica

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

  1. ^ «Sicilia:villa e terreni per i detenuti». La Sicilia, 5-11-2002.
  2. ^ Alfio Sciacca. «Minacce dai boss, vescovo sotto scorta «Non mi fermerò»». corriere.it, 12-2-2008.
  3. ^ «Non sono un vescovo antimafia». fiscsicilia.it, 24-2-2008.

[modifica] Collegamenti esterni

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