Michele Korybut

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Michał Korybut Wiśniowiecki
Michele Korybut in un disegno ufficiale di Jan Matejko
Michele Korybut in un disegno ufficiale di Jan Matejko
Re di Polonia
Granduca di Lituania
In carica 19 giugno 1669 – 10 novembre 1673
Incoronazione 29 settembre 1669
Predecessore Giovanni II Casimiro Vasa
Successore Giovanni III Sobieski
Nascita Biały Kamień, Polonia (attualmente Ucraina), 31 maggio 1640
Morte Lwów, Polonia (attualmente Ucraina), 10 novembre 1673
Sepoltura 31 gennaio 1676
Luogo di sepoltura Cappella Świętokrzyska della Cattedrale del Wawel
Padre Jeremi Wiśniowiecki
Madre Gryzelda Konstancja Zamoyska
Consorte Eleonora Maria d'Austria
Firma Signature of Miachel Korybut Wiśniowiecki.PNG

Michał Tomasz Korybut Wiśniowiecki, conosciuto anche come Michele Wiśniowiecki o Michele I di Polonia (Volinia, 31 luglio 1640Leopoli, 10 novembre 1673), fu sovrano di Polonia e re della Confederazione polacco-lituana dal 19 settembre 1669 sino alla sua morte, nel 1673.

Michele I fu l'ultimo membro dei voivodi Wiśniowiecki, che grazie a suo padre e a suo nonno avevano raggiunto un livello altissimo di influenza politica e militare in Polonia. Il suo regno, per via dei continui fallimenti di politica interna ed estera, è considerato uno dei più tragici della storia polacca, al contrario del suo successore Giovanni III Sobieski.

Era figlio del generale Jeremi Michał Wiśniowiecki, il quale in quegli anni aveva raggiunto grande fama nelle sue vittorie contro Bohdan Chmel'nyc'kij e fu anche artefice della fama per la quale il figlio fu eletto re.

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Jeremi Michał Wiśniowiecki, padre di Michele
Giselda Zamoyska, madre di Michele
Jan Sobiepan Zamoyski, zio di Michele Korybut

Michał Tomasz Korybut Wiśniowiecki nacque il 31 luglio 1640 molto probabilmente nella località ucraina di Pietra Bianca, in Volinia. Suo padre Jeremi Micha Wiśniowiecki, principe della szlachta e famoso comandante, era un uomo molto abile in politica e in guerra e i suoi continui e assidui impegni militari lo tennero sempre distante dal figlio eccetto nei pochi mesi dalla sua nascita, quindi non ebbe mai rapporti veri di padre con Michele. La madre invece, Giselda Zamoyska, era una donna più stabile e che rispetto al marito era molto più presente nella vita del figlio. Michele infatti non solo prenderà usi e modi di fare da lei, ma ne aveva preso anche in gran parte l'aspetto fisico. La madre però di carattere era molto più spenta e abitudinaria rispetto al marito e questo carattere lo assumerà anche Michele. Michele rimase sempre figlio unico a causa di problemi privati dei suoi genitori che ne contrastarono molto anche il rapporto.

Crebbe per i primi due anni di vita nella tenuta presso Zamość della sua nonna materna Caterina Ostrogska, la quale morì nel 1642. Così fu affidato dalla madre all'arcivescovo di Breslavia Carlo Ferdinando Vasa, figlio del re Sigismondo III di Polonia. Questo lo allevò nella sua corte per tutta la sua infanzia, dandogli una seria educazione religiosa e facendolo studiare presso i Gesuiti. Successivamente, in età adolescenziale, fu messo sotto la custodia del suo zio materno Jan Sobiepan Zamoyski, governatore di Sandomierz e primo marito della futura regina polacca Maria Casimira Luisa de la Grange d'Arquien.

Dopo un breve periodo Michele con lo zio si trasferiscono alla corte reale a Varsavia, dove Michele ha l'opportunità di conoscere lo stile di vita e le tradizioni dei nobili della Szlachta e a 16 anni vi viene ammesso come nobile. Ma la situazione politica della Polonia non procedeva affatto bene: nel 1648 scoppiò una rivolta in Ucraina guidata dal cosacco Bohdan Chmel'nyc'kij e il primo ad intervenire personalmente fu subito suo padre Jeremi, proprio perché scoppiò nei suoi territori. Da rivolta isolata si trasformo dal 1649 in una rivolta che coinvolze tutta la nazione e che si concluse con il Trattato di Perejaslav (1654). Suo padre, avendo un ruolo chiave in tutti gli scontri armati, diede al figlio e a tutta la famiglia un enorme prestigio. Jeremi però morì il 20 agosto 1651 in circostanze ancora oggi misteriose e appena trentanovenne, non potendo arrivare alla fine della rivolta. La rivolta di Chmel'nyc'kij segnò l'inizio di una lunga serie di conflitti detta Diluvio.

Michele perse il padre (che non aveva quasi conosciuto) a soli 12 anni, ma subito dopo la sua influenza e il suo potere a corte cominciò a farsi sempre più notare. Con il violentissimo scoppio della seconda guerra del nord la Polonia concluse l'epoca del Diluvio ma in modo molto tragico. Nel 1655 infatti l'immenso esercito svedese del re Carlo X Gustavo di Zweibrucken-Cleeburg si unì con l'esercito del Brandeburgo e con quello potentissimo della Russia dello zar Alessio Romanov per evitare la legittima ascesa al trono di Svezia da parte del re di Polonia Giovanni II Casimiro Vasa. Quest'ultimo in un primo momento fu deciso a riprendersi il trono della propria famiglia creando un'egemonia Vasa, ma l'immenso potere navale e militare che invase la Confederazione lo mise presto in serissima difficoltà. La Polonia, non essendo pronta per un conflitto di tale portata, cerca solo di evitare l'avanzata dei nemici che arriva da ovest (Germania), est (Russia) e nord (Svezia). Non vi era via di scampo e presto Varsavia passò in mano agli svedesi. La corte fu obbligata a spostarsi e con lei tutti i ministri e tutti i nobili.

Michele, che alla sua età si trovò in una tale impresa, dovette seguire tutta la corte a Glokówek (Slesia) e poi a Nysa nel 1656. La guerra finì nel 1660 con la vittoria della Russia (Trattato di Andrusovo) e della Svezia e Brandeburgo (Pace di Welawa). La Polonia ne uscì distrutta. Durante la guerra tuttavia la corte poté di nuovo riparasi in pianta stabile e riprendere la vita di sempre. Così Michele nel 1656 si trasferì, grazie all'appoggio della regina Maria Luisa di Gonzaga-Nevers, nella prestigiosa Università Carolina di Praga, la quale era sotto il controllo dei Gesuiti dal 1620 e dove Michele apprese una vastissima cultura linguistica e letteraria.

Nel 1660, una volta finita la guerra, Michele fece ritorno in Polonia ed ebbe una carica come magistrato in alcune corti come quella di Vienna. Nel 1663 prese per breve tempo parte come sottufficiale alla Guerra russo-polacca (1654-1667), in Ucraina contro gli eserciti russi scatenati anni prima da Chmel'nyc'kij e desiderosi di una propria espansione verso ovest. Partecipò poi nel 1665 anche al fianco del re e del suo futuro successore Giovanni Sobieski alla rivolta dell'atamano Jerzy Sebastian Lubomirski contro l'autorità ormai compromessa del re Giavanni Casimiro.

Elezione a Re di Polonia[modifica | modifica wikitesto]

Corona reale polacca con cui anche Michele fu incoronato
Incoronazione di Michele Korybut a Cracovia

Il 10 maggio 1667 la regina Maria Luisa di Gonzaga-Nevers lasciò il marito vedovo. Il re Giovanni Casimiro, che fino a quel momento aveva contato sulla moglie per la sua continua depressione dovuta ai gravi problemi politici, si ritrova all'improvviso senza un appoggio morale che soprattutto a quell'età per lui era necessario. Questo provocò un tale perggioramento anche fisico che il re fu costretto ad abdicare il 16 settembre 1668, per poi trasferirsi in Francia come cardinale presso le cattedrali di Saint-Germain-des-Prés e di Saint-Martin de Nevers.

Morì 4 anni dopo (16 dicembre 1672), all'età di 63 anni. Dopo la sua abdicazione la Polonia, già enormemente indebolita dalla rivolta di Lubomirski e dalle guerre del Diluvio, dovette trovare il modo di andare avanti senza una guida sul trono e quindi iniziare una nuova campagna elettorale. Visto che l'ex re non aveva eredi e la famiglia Vasa si era del tutto estinta anche in Polonia, subito nella Dieta si formarono diversi partiti ognuno con diversi candidati che si proponevano al trono in base a diversi motivi. Si formarono rapidamente due fazioni di partiti in opposizione tra loro, ognuno dei due pronto ad avere la maggioranza. Uno dei candidati fu proprio Michele Wiśniowiecki, che dopo una breve esitazione, ottenne l'appoggio del vescovo di Chelmno e vice Cancelliere della Corona Andrzej Olszowski.

Michele, grazie al prestigio di cui godeva, presto ottenne un numero molto elevato di sostenitori al trono. Tuttavia altri influenti principi e magnati appoggiavano in larga parte l'opposizione all'elezione di Michele e i partiti di opposizione erano guidati dal partito filo-francese, i cui candidati erano il principe Mikołaj Prażmowski e l'atamano della Corona Giovanni Sobieski, stimato in tutta la Polonia e appoggiato da un'altra grande parte della Szlachta.

Dopo lunghi e intensi dibattiti durati più di un anno finalmente si giunse alle elezioni ufficiali il 19 giugno 1669 presso Wola. Michele Korybut Wiśniowiecki, con 11.271 voti in parlamento, viene eletto come re di Polonia e della Confederazione polacco-lituana a soli 29 anni e riesce a sconfiggere la potente candidatura francese e i principi dell'opposizione. L'incoronazione ufficiale avvenne il 29 settembre 1669 nella Cattedrale di Wawel a Cracovia, con le insegne reali di "Boleslao il Prode". Ad eseguire la consacrazione fu Mikołaj Prażmowski, arcivescovo di Gniezno.

Matrimonio e vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Michał Korybut Wiśniowiecki appena salito al trono a 29 anni
Eleonora d'Austria, dopo essere stata eletta regina

I primi due anni di regno per Michele furono i suoi migliori sul trono, benché in Ucraina vi fosse una guerra contro i tartari che teneva occupato l'esercito. Proprio perché furono i primi due anni come re, Michele fu molto occupato dalle sue responsabilità politiche, economiche, che spesso riguardavano le parti del regno con maggiore difficoltà. Tra i suoi doveri immediati appunto, vi era il matrimonio. Questo compito fu attentamente preso in considerazione a partire da subito dopo la sua incoronazione e quasi del tutto controllato dai ministri e dai nobili.

Si giunse finalmente il 26 dicembre 1669 alla conclusione che l'unione coniugale doveva essera fatta con l'ultima figlia degli imperiali del Sacro Romano Impero: Eleonora di Gonzaga-Nevers e Ferdinando III d'Asburgo; lo stesso sovrano che nel 1648 firmò la pace di Vestfalia per porre fine alla Guerra dei trent'anni. Difatti la sposa era la diciassettenne arciduchessa Eleonora Maria Giuseppina d'Austria, sorella di Leopoldo I d'Asburgo e di Maria Anna di Spagna (moglie di Filippo IV di Spagna).

Il matrimonio fu celebrato ufficialmente il 27 febbraio 1670 presso il santuario di Jasna Gora nella città di Częstochowa, situata in Slesia. Il matrimonio fu celebrato dal nunzio papale Galeazzo Marescotti. Eleonora venne poi incoronata il 19 ottobre 1670 nella basilica arcicattedrale di San Giovanni Battista di Varsavia.

Venne stretto con questo matrimonio un patto solenne con L'Austria, che renderà Michele Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro. La regina in seguito in tutti i viaggi ufficiali accompagnò sempre il re e si guadagnò la stima del popolo a discapito del marito. La vita privata di Michele non andò meglio delle altre questioni: la moglie infatti era sempre soggetta ad umiliazioni da parte del marito che molto spesso organizzava delle orge. Ma delle voci ancora più preoccupanti che giravano a corte facevano sospettare che Michele fosse omosessuale, derivanti da alcuni suoi atteggiamenti strani. Era sulla trentina e sembrava avesse molti più anni, e in più in testa era tutto calvo e portava continuamente parrucche nere di riccioli.

Ogni tanto a corte si diceva che la regina fosse incinta, ma in tutti casi si sentì poi parlare di aborto per incidente. Così si pensava che la storia del futuro erede fosse una copertura inventata dal re per nascondere la presunta omosessualità del re o comunque forte impotenza nella procreazione.

I nobili si sentirono spesso presi in giro dal re e per questo arrivarono a far girare cattive voci su di lui come quella della sua perversità. In realtà una volta la regina fu davvero incinta e il figlio, che era un maschio, nacque e morì lo stesso giorno durante il parto (29 novembre 1670). Questa gravidanza fallita impedì alla regina di essere incoronata lontato dalla capitale, per questo fu incoronata nella stessa Varsavia. La coppia reale non ebbe mai altri figli oltre ad un altro episodio di reale gravidanza che finì anche questa volta in tragedia, in seguito la regina non rimase più incinta realmente.

Il regno di Michele: politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Hetman e futuro re Giovanni Sobieski
Confederazione Polacco-Lituana nel 1670
I Turchi all'assalto nel 1672 in Polonia
L'esercito tartaro sui territori polacchi

Il regno di Michele partì già da principio con una enorme quantità di nobili e popolo contrario e a questo si aggiunse la sua incapacità nel gestire la situazione che peggiorò le cose. Negli ultimi viaggi ufficiali del 1669 per le strade la gente insultava apertamente il re che era costantemente scortato, in più era oggetto di satira pesante affissa nelle strade. La Dieta era molto scontenta del sovrano e si divise in due fazioni entrambi sfavorevoli per il re: la fazione degli "scontenti" e quella degli "indecisi".

Quasi nessuno appoggiava il re, tuttavia vi fu una larga parte del clero e di cardinali che era con Michele. La fazione degli indecisi era comunque una minoranza, una grande maggioranza era costituita dagli "scontenti", appartenenti quasi tutti al partito Filo-francese che aveva perso le elezioni ed era capeggiato dal ex candidato al trono Mikołaj Prażmowski, che nutriva forte risentimento verso di lui. Vi erano poi anche molti altri potenti oppositori, come il Grande Hetman della Corona Giovanni Sobieski, il magnate Andrzej Morsztyn, Bogusław e Michał Kazimierz Radziwiłł, il governatore di Cracovia Aleksander Michał Lubomirski, il governatore di Rutenia Stanisław Jan Jablonowski, il voivoda di Poznań Krzysztof Grzymultowski, e infine il vescovo di Cracovia Andrzej Trzebicki.

Nel 1669 in tutta la Polonia giravano voci maligne sul re, attribuibili in gran parte ai contadini ucraini e al ministro della giustizia e maresciallo del Sejm Jan Wielopolski. Egli era uno dei numerosi nobili polacchi che fece partire da Cracovia tutta una serie di striscioni e cartelli che umiliavano anche volgarmente il re, incitando così anche la massa a nutrire sentimenti antimonarchici. A nutrire maggiormente questo risentimento erano le popolazioni nel sud della Confederazione che erano continuamente oggetto di assalti da parte dei tartari.

Mentre il popolo gridava "abbasso il re", la potente Szlachta, rappresentata da famiglie emergenti come quella dei Radziwiłł, votava per la deposizione di Michele e per l'elezione del principe francese Charles-Paris d'Orléans. Questa situazione, che Michele non riusciva a placare, gli causò anche una crisi di depressione che poi lo porterà a ingrassare molto e a soffrire di ulcera. Le potenti dinastie della Szlachta agivano incontrastate nel parlamento e obbligavano il re ad eseguire mosse politiche ben precise che comunque sia andavano contro la volontà del popolo.

Il 19 aprile 1670 il Grande Atamano della Corona Giovanni Sobieski fu a capo di una riunione del parlamento presso Trembowla, nella quale si occupò della grave situazione dell'esercito in Ucraina e della mancanza di soldi dello stato per pagare adeguatamente i soldati che ormai erano allo stremo. In questa riunione alcuni partiti si misero alla difesa del re, creando per breve tempo una fazione alleata con Michele che però fu soppressa l'anno seguente.

Nel 1671 la situazione dell'esercito degenerò e si creò una rivolta armata in Volinia contro il re capeggiata da Stanisław Wyżycki, che per primo attaccò le guardie reali in Volinia ovest, violando gli ordini di Sobieski che in seguito fermerà la rivolta. Fu proprio Sobieski che fermò l'opposizione del popolo ed evitò una guerra civile e che per questo godè di un forte appoggio da parte di tutta la nobiltà a danno del re. Allo stesso tempo Michele promise di aumentare i salari per ogni soldato e di migliorare i piani di battaglia, cosa che inizialmente non riuscì a fare per mancanza di fondi.

Nel 1672 l'Impero Turco dichiarò guerra alla Polonia, dando così inizio alla Quarta Guerra Polacco-Ottomana. La Polonia era uscita nel 1667 sconfitta dalla Guerra russo-polacca (1654-1667), dovuta ad una competizione con lo zar di Russia conseguente alla Seconda Guerra del Nord; e il sud in particolare dalla Guerra polacco-cosacco-tartara (1666-1671). Quest'ultima invece fu conseguente ad una rottura dell'alleanza turco-tartara, e così i tartari cominciarono un'avanzata sui territori dell'Ucraina appartenenti al sultano, ma già nei primi del 1666 questi attaccarono il voivodato polacco dell'atamano Petro Dorošenko, che dovette arrendersi.

L'avanzata tartara arrivò a minacciare lo stesso sultano Maometto IV e poco dopo dichiarò guerra alla Polonia, procedendo con l'avanzata in Ucraina e nell'invasione e saccheggio delle regione a sud della Confederazione. I tartari vinsero la guerra e solo nel 1671 fu segnata la pace. I tartari erano spietati nel saccheggio ed in battaglia, e con le situazioni politiche polacche di quegli anni e le pietose condizioni dell'esercito, neanche il grande Sobieski riuscì a batterli. La Turchia infatti, che fu la prima a mobilitare, approfittò dello stato quasi di Guerra Civile che c'era in Polonia dal 1664.

Ora i turchi stessi avevano mobilitato contro i polacchi per il grande progetto di invasione del sultano e in caso di resa da parte della Corona avrebbero chiesto un'enorme quantità di oro e di territori.

Michele a questo punto si riunì in un consiglio presieduto il 22 novembre da Stefan Stanisław Czarnecki e da Sobieski. Erano presenti anche Mikołaj Prażmowski (il quale fu attaccato dagli alleati del re), un nunzio papale (Francesco Buonvisi) e il vescovo di Cracovia Andrzej Trzebicki. Vennero lette le condizioni del sultano e furono generate due grosse unità armate pronte a procedere contro i turchi in Ucraina e in Podolia. Il gravissimo problema comune a tutto il regno provocò nella nobiltà una riappacificazione con il re, cosa che provocò una maggiore unione tra popolo e re che fu essenziale per affrontare i turchi. Questa "pace" fu ristabilita ufficialmente nel marzo 1673, quando a Varsavia ci fu una conferenza a questo proposito e fu stipulato un patto ufficiale tra popolo, Szlachta e re Michelem, nel quale si giurava anche una reciproca collaborazione delle risorse economiche e militari dello Stato, ora necessarie per il lungo conflitto. Con questo atto si conclusero le lotte interne tra esercito, partiti politici e sovrano.

La politica estera e la Seconda Guerra Polacco-Ottomana[modifica | modifica wikitesto]

Origini: Guerra Polacco-Cosacco-Tartara (1666-1671)[modifica | modifica wikitesto]

Michele Korybut in armatura
Maometto IV, sultano di Turchia

Questa guerra, che fu una delle numerosissime che attanagliavano la Polonia del tempo fu conseguente alla Guerra Polacco-Cosacco-Tartara (1666-1671). Questa iniziò nel 1666, quando il sultano turco Maometto IV ruppe l'alleanza con l'Impero tartaro, per poi cominciare un'avanzata nelle regioni tartare dell'Ucraina. Questi, spietati e feroci saccheggiatori, risposero con la conquista delle zone turche ucraine ed attaccarono anche i voivodati ucraini della confederazione polacco-lituana. Il territorio dell'atamano Peter Dorošenko fu totalmernte occupato e questo si arrese poco dopo. In seguito l'atamano Dorošenko tentò più volte di riprendere i suoi territori, ma senza successo. All'ultimo tentativo si alleò con il sultano turco contro i tartari, i quali cominciarono una sistematica avanzata nell'Impero turco fino ad arrivare a minacciare lo stesso Maometto IV. L'Ucraina cadde nel caos, stermini, saccheggi e razzie venivano compiute giornalmente dai tartari. Fu a questo punto che la Polonia dichiarò guerra all'Impero Tartaro per bloccare le lotte in Ucraina e per non far dilagare la guerra nelle zone della Polonia sud. Ma il regno era troppo debole per agire, e straziato dai conflitti che lo attanagliavano.

I tartari, sfruttando questa debolezza si lanciarono all'avanzata nelle pianure della Polonia del sud, depredando e uccidendo chiunque incontravano. Il re che vi era in quel momento Giovanni II Casimiro Vasa diede l'allarme civile a Cracovia e nelle regioni della Piccola Polonia: Kamenietz, Podolia, Podlachia, ecc. L'atamano Dorošenko si rese conto di poter ottenere molto più dei suoi ex territori se fosse staccato dai turchi. E così fece: strinse un'alleanza con i tartari e garantì a questi tutti i cosacchi del suo voivodato. Così Dorošenko lanciò un vero e proprio affronto al governo polacco: un atamano della Confederazione polacco-lituana che non solo si univa al peggior nemico del regno, ma faceva scontrare tutto il suo esercito cosacco contro la sua stessa patria. L'avanzata cosacco-tartara ora procedeva incessante. A bloccare questa avanzata fu ancora una volta il grandioso e potentissimo Sobieski, che tra il 1666 e il '67 arrestò completamente questa marcia, soprattutto nella battaglia di Podhajce. Nel 1670 Dorošenko conquistò di nuovo i suoi territori ucraini, e con i tartari depose il Khan di Crimea Adil Giray, e vi misero al suo posto Selim I, che rialleatosi con i tartari vi rifù con questo atto una seconda mobilitazione dell'esercito cosacco-tartaro contro la Polonia, anche questo fermato da Sobieski.

La guerra si concluse nel 1671 con il rinnovo dell'alleanza di Selim I con la Turchia, venendo così a formare una coalizione anti-tartara. L'esercito turco-crimeo avanzò dal sud nelle zone ucraine dell'Impero tartaro, respingendo totalmente i tartari dalla Turchia e acquistando alcuni loro territori. Fu una vittoria per i turchi, ma una sconfitta per i polacchi. Secondo i piani, l'esercito di Sobieski avrebbe dovuto attaccare da nord i tartari, cosa che non accadde per la ribellione e successiva dissoluzione dell'esercito polacco-lituano dovuto alla mancanza di beni primari e di paga. Sobieski non ha potuto fare niente. I tartari, si resero conto di non poter attaccare la Turchia, così approfittò e cominciò ad avanzare indisturbato in Polonia. Nel 1671 la guerra finì con la conquista tartara di tutta l'Ucraina polacca e vasti territori delle pianure polacche a sud.

Fasi della Guerra Polacco-Ottomana ed il suo tragico esito[modifica | modifica wikitesto]

La Battaglia di Khotyn
Il Gran Visir Fazil Ahmed Koprulu

I Tartari si ritirarono dalle zone polacche in breve tempo, in seguito a delle minacce turche. Questa volta, lo stesso sultano Maometto IV, per soddisfare finalmente il suo desiderio di conquista polacca, decise di sfruttare la sua sfortuna per invaderla e deporre il re una volta per tutte (dopo il tentativo nella Prima Guerra Polacco-Ottomana-1633-34). Mobilitò l'esercito turco guidato dal gran visir Fazil Ahmed Koprulu e composto da più di 80.000 soldati. Cominciarono con l'invasione dell'Ucraina, poi di Kamenietz, e poi a Leopoli, ecc.

Le forze di Sobieski erano piccole, senza nerbo, con soldati stremati e condizione disumane. Per non parlare degli stipendi, i quali Michele non poteva aumentare poiché già le tasse erano altissime e il popolo gli era contro. I polacchi non avevano scelta, furono costretti a firmare nel 1672 il trattato di Buczacz, il quale cedeva alla Turchia gran parte dell'Ucraina, il voivodato di Braclaw, quello di Podolski, parte di quello di Kiev e il pagamento alla sublime porta di 22.000 ducati d'oro.

A Varsavia intanto regnava non il re, ma il caos. Il popolo era in preda alla paura bellica, la Dieta era in subbuglio ed il re era assaltato dallo stress. Sobieski, a Varsavia, si riunì col re e la dieta e, uniti alla volontà e rabbia dovuta all'umiliazione del popolo si decise l'improvvisa leva militare e un brusco aumento delle tasse.

La Polonia riacquistò un esercito: guidato da Sobieski, era composto da 37.000 soldati ed un aumento di 40.000 cosacchi dal numero precedente. Si apre così la seconda fase della guerra. Nel 1673, Sobieski lanciò una serie di micidiali attacchi ai turchi, soprattutto nella battaglia di Kothyn, nel quale fu acclamato come eroe nazionale.

Ma nel 1674, l'aumento delle tasse e la mancata fornitura di armi e soldati, causò ribellioni dell'esercito in Lituania e imponenti rivolte da parte del popolo. Questo provocò un enorme regredimento polacco, al contrario la Turchia continuava ad essere rifornita da esercito e armi. Un nuovo micidiale colpo fu lanciato dai turchi nel 1675, con un attacco di 200.000 soldati, che per miracolo Sobieski riuscì a fermare prima della capitale.

Nel 1676, con la battaglia di Zurawno, i turchi rasero definitivamente al suolo i polacchi e la guerra finì. I turchi tennero i due terzi dei territori presi nel 1672 e la Polonia cadde sotto le minacce dei turchi. Intanto Michele era morto da tre anni, per una serie di malattie dovute allo stress. Ad essere eletto re fu Sobieski, col nome di Giovanni III e oggi è considerato uno dei più grandi re polacchi.

La sua malattia e la morte improvvisa[modifica | modifica wikitesto]

Il grande sarcofago in marmo nero dove riposa Michele Korybut
Il monastero di Bielany, a Varsavia
Ingresso alla tomba dei re di Polonia

Fino a quel momento, a comandare al fronte era stato lo stesso re Michele, anche se l'attacco e lo scontro erano svolti da Sobieski. Ora Michele soffriva si un'ulcera acuta, che non gli permetteva più di fare una vita al fronte. Lasciò il totale comando a Sobieski e tornò a Varsavia circondato da medici. La loro diagnosi fu proprio un'estesa ulcera dovuta alle grandi tensioni della guerra e dei problemi che affliggevano il regno, e quindi che pesavano sulla sua responsabilità.

Una crisi di depressione gli era passata da poco e l'aggravarsi delle critiche contro di lui lo aveva portato a questo. Non riusciva più a muoversi normalmente e doveva essere sempre seguito. I medici provavano invano delle cure, soprattutto a quel tempo non si sapeva niente o poco dell'origine di questo male e procedevano con salassi che non centravano niente con il suo male.

Michele Korybut Wiśniowiecki, mentre si trovava nella residenza reale di Leopoli, fu trovato morto sul suo letto la sera del 10 novembre 1673. Si pensava ad un infarto, ma poi l'autopsia rivelò che la causa era la rottura di un tratto gastro-intestinale dovuto ad una forte penetrazione degli acidi cloridrici presenti nello stomaco e sulle sue pareti, e quindi provocando la morte istantanea. Insomma, fu un forte attacco d'ulcera a ucciderlo e a soli 33 anni, in un'età giovanissima.

Il giorno dopo venne data la notizia e avvennero poco dopo i solenni funerali nella cattedrale di Varsavia. La sua salma fu sepolta in tre punti: il cuore fu sepolto nel chiostro del monastero camaldolese di Bielany in Varsavia. Alcuni visceri furono messi in un'urna e portati alla cattedrale latina di Leopoli e il corpo rimase fino al 20 novembre a Varsavia in una camera ardente e dopo i funerali fu trasferito insieme alle ceneri di Giovanni II Casimiro Vasa nel seminterrato della Cattedrale di Wawel a Cracovia. Tuttora le sue spoglie riposano lì, con tutti gli altri re di Polonia. Una cosa è certa, per quanto possa essere stato penoso il suo regno, Michele è morto per il grande stress dovuto al dramma della sua nazione, e fece del suo meglio per risolverlo.

Giudizio sulla sua persona e sul suo regno[modifica | modifica wikitesto]

Michele Tommaso Korybut Wiśniowiecki era una persona sia che di carattere che di aspetto molto curiosa. Il fatto che da giovane abbia studiato all'università di Praga lo aveva reso incredibilmente colto e con molta cultura, anche se non si distingueva dagli intellettuali del tempo. Sapeva ben sei lingue: oltre al polacco, Michele conosceva il francese, il tedesco, l'italiano, il turco, il latino ed il tartaro.

Il suo aspetto fisico era molto interessante: per un giovanotto trentenne era completamente diverso. Era molto piccolo di statura, era molto goloso e avvolte anche scostumato a tavola ed indossava sempre vestiti che mettevano in evidenza il suo fisico infelice. Era grassoccio e paffuto, ed aveva due lievi baffi sotto al naso. Ma questo, che accadde nei suoi ultimi anni, era dovuto soprattutto allo stress della situazione del regno, che lo portava a mangiare di più per sfogarsi. In testa era completamente calvo e teneva sempre vistose parrucche. Si pensava che la sua impotenza derivasse dall'eccesso nel mangiare.

Ma altri ancora lo consideravano addirittura omosessuale, anche se per dire questo non abbiamo nessuna prova e le possibilità che lo sia stato veramente sono molto piccole. Secondo molti si è sparsa questa voce semplicemente per il suo strano e avvolte inspiegabile comportamento: riservato, silenzioso, scatti di nervi improvvisi, ecc. Ma questo era frutto della sua depressione. Insomma, al livello fisico non era per niente attraente, forse un po' da giovane e prima della depressione, ma in generale lo fu poco.

Sobieski, lo definì per prenderlo in giro "il re scimmia", certo uno dei minori insulti fatti a Michele, confrontati con quelli che in segreto gli rivolgevano i nobili o la plebe per la sua incapacità di governo! Michele, come tutte le altre persone aveva i suoi pregi e i suoi difetti. Tra i suoi pregi per esempio vi era la sua grande dignità, aveva poi una perfetta padronanza del linguaggio e nel parlare, questo derivante soprattutto dalle sue vaste conoscenza linguistiche. Ma purtroppo aveva anche molti difetti: era diverse volte pigro e vile soprattutto in guerra (la sua paura e il suo incubo peggiore erano i turchi e durante le battaglie contro questi a cui era costretto a partecipare, si nascondeva in fondo all'esercito e lasciava la guida dell'attacco a Sobieski, oppure se c'era una ritirata lui era il primo a guidarla).

Spesso era avido di potere nei confronti dei ministri o della regina, la quale una volta morto Michele si risposò il 6 febbraio 1678 a Wiener Neustadt col duca Carlo V di Lorena. E poi il suo difetto maggiore era l'incapacità ed inaffidabilità politica e militare, per la quale dovette subire moltissime umiliazioni. Il suo brevissimo regno di 4 anni (1669-1673), fu una continua lotta contro le avversità, le pesanti offese e la mancanza di rispetto che sia la dieta, che la plebe, che l'esercito avevano nei suoi confronti proprio per quest'ultimo difetto. Michele nel suo regno fu continuamente attanagliato dalla fatidica scelta tra il bene e la dignità della propria patria.

Proprio per questo Michele fu uno dei re polacchi meno stimati. Aveva una grande difficoltà nel prendere decisioni politiche definitive e non gli riusciva affatto facile risparmiare tempo, e anche per questo fu criticato. Ma almeno due cose buone del suo sfortunato regno ci sono state, cioè che Michele non era un re in sospeso di sicuro e che cercò in tutti i modi di evitare gli spargimenti di sangue, all'interno del regno e fuori. Più che i difetti, fu la sua grande sfortuna e debolezza sia fisica e soprattutto morale a segnare così pesantemente il suo regno, il quale fu completamente offuscato da quello glorioso e trionfante del suo successore: Giovanni III Sobieski, che portò un periodo di pace, vittorie militari e prosperità al popolo e all'intera Polonia e fu soprattutto ricordato per le grandi vittorie contro i turchi nella Grande Guerra Austro-Turca (1683-1699), al fianco del grande Eugenio di Savoia e di Leopoldo I d'Asburgo. Sobieski morì nel 1697 e viene oggi ricordato come uno dei più grandi re polacchi, a differenza di Michele, il quale regno considerato l'esatto contrario.

Ritratto di Michele Wiśniowiecki[modifica | modifica wikitesto]

Michał Korybut Wiśniowiecki
Collana dorata dell'Egregio Ordine del Toson d'Oro, che porta al collo Michele Korybut qui accanto

Questo è un ritratto di Michele Wiśniowiecki in armatura ufficiale, nel periodo della depressione e negli ultimi mesi di vita (intorno ai primi del 1673), molto più grasso e goffo dei suoi ritratti al momento dell'ascesa al trono. Qui è ritratto da un pittore anonimo polacco nel momento del suo regno più difficile, quando i turchi attaccavano la Polonia e intanto contro di lui la gente gli mancava di rispetto e lo insultava. Lo volevano deposto dal trono. Corrisponde perfettamente alla sua descrizione. A comicnciare dal viso: si nota un'espressione preoccupata e in ansia per il futuro. Al livello fisico il viso è al quanto paffuto e ha quei baffi leggeri sopra due vistose labbra. Occhi leggermente fuori dalle orbite (come quelli di sua madre, da cui ha preso anche le labbra). Si nota abbastanza bene la sua bassa statura e la sua posizione leggermente gobba. Nonostante l'armatura si nota il suo fisico grasso e goffo, segnato da mille stress. La sua armatura nera non è eccessivamente decorata nonostante fosse ufficiale (solo con qualche striscia d'oro). L'armatura ricopre le braccia solo fino al gomito, poi scende giù una manica di camicia ornata al di sopra da una grossa manica a ventaglio con molte decorazioni color bronzo scuro. Ha una cintura rossa per tenere la spada e a posto delle ormai diffuse cravatte a fazzoletto, notiamo un grosso e largo colletto bianco tipico dell'inizio del secolo, ornato con molte sfumature e rifiniture. Questo sta anche ad evidenziare l'arretratezza dell'abbigliamento alla corte polacca rispetto alle altre (la più famosa e moderna di quel tempo era quella del Re Sole). Sotto al suo gran colletto si nota una cosa particolare: una specie di grossa collana dorata con appeso una specie di maiale. Era la collana ufficiale che stava a rappresentare la sua onorificenza di Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro, nel quale era entrato ufficialmente con il matrimonio con Eleonora figlia di Ferdinando III imperatore del Sacro Romano Impero, con il quale strinse questa secolare alleanza tra Austria e Polonia e che rese Michele membro dell'Ordine del Toson d'Oro (un vero privilegio per un re polacco). Infine si può notare la sua immensa parrucca di riccioli neri, che se la si nota bene si può vedere che sopra la sua testa la parrucca è continua (a differenza delle parrucche del tempo che avevano uno spacco al centro della testa che segnava l'attaccatura). Questo porta a dedurre che la sua testa sia stata completamente calva, come di fatto è dimostrato. Lo sfondo pare raffigurare l'angolo di una tenda rossa e un quadro forse raffigurante scene di guerra (per dimostrare a chi vede il ritratto che in quel momento la Polonia era in guerra, in questo caso contro i turchi). In conclusione la sua valutazione finale è che i 33 anni che Michele aveva nel dipinto erano portati molto male, causa sempre della depressione. Una sua posizione gobba è molto probabilmente dovuta all'ulcera, che spesso lo prendeva quando meno se lo aspettava.

Titoli reali[modifica | modifica wikitesto]

Stemma ufficiale della famiglia Wiśniowiecki
  • Ufficiali, in latino: Michael I, Dei Gratia rex Poloniae, magnus dux Lithuaniae, Russiae, Prussiae, Masoviae, Samogitiae, Livoniae, Smolensciae, Kijoviae, Volhyniae, Podoliae, Podlachiae, Severiae, Czernichoviaeque, etc.
Firma di Michele: si firmava: in polacco= "Michail Krol" (in italiano letteralmente= Michele Re)

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Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Polonia Successore POL Przemysł II 1295 COA.svg
Giovanni II di Polonia dal 1669 al 1673 Giovanni III Sobieski

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