Michele III
Michele III, detto l'Ubriacone[1] (in greco Μιχαήλ Γ΄ ὀ Μέθυσος, Mikhaēl III) (19 gennaio 840 – 25 settembre 867), è stato un imperatore bizantino dal 29 gennaio 842 fino alla sua morte..
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Infanzia[modifica]
Figlio di Teofilo, della dinastia Amoriana, e di Teodora nacque nell'840 e successe al padre nel 842 a soli 2 anni sotto la reggenza della madre.
Reggenza di Teodora[modifica]
Durante la minore ètà di Michele, l'impero fu governato dalla madre Teodora, suo zio Sergio e il ministro Teoctisto. L'imperatrice, contraria alla politica iconoclasta del precedente Imperatore, depose il Patriarca Giovanni VII Grammatico e lo sostituì con l'iconodulo Metodio I nel 843. Con questo ebbe fine il secondo periodo iconoclastico.
A questo seguirono dure repressioni e deportazioni degli eretici Pauliciani dall'Anatolia alla Tracia e furono lanciate spedizioni, entro i confini, contro gli Slavi del Peloponneso.
Ai confini con gli Arabi i Bizantini furono sconfitti in Pamfilia, a Creta e al confine con la Siria dagli Abassidi, ma la flotta sconfisse gli Arabi nel 853 e in successive operazioni nell'Egeo e di fronte alla Siria
Il fratello di Teodora, Bardas (816 - 866) guadagnò l'appoggio di Michele III e della corte, ottenne dall'imperatore la nomina a cesare nel novembre 855.
Con l'aiuto di Bardas, Michele rovesciò la reggenza di Teodora il 15 marzo 856, relegò la madre e le zie in un monastero, mentre Teoctisto veniva ucciso.
Guerre[modifica]
Michele nominò cesare Bardas e gli affidò il comando delle spedizioni militari contro gli Arabi e i Bulgari. Nello stesso 856 iniziarono le prime campagne contro gli Arabi in oriente, che furono ripetutamente sconfitti e nel 858 persero quasi tutti i territori conquistati. Bardas non tradì le speranze di Michele anche nei confronti dei Bulgari, con i quali fu raggiunta una vantaggiosa alleanza; i due stati si impegnarono a non attaccarsi a vicenda. Il patriarca Fozio chiese il permesso di evangelizzare i Bulgari e Michele lo concesse, a patto che non si verificassero opposizioni tra la popolazione.
Nell'860 Michele improvvisamente prese personalmente il comando dell'esercito e le campagne contro gli Arabi subirono un peggioramento: i bizantini nel 861 sarebbero stati sconfitti se Michele non fosse riuscito a ritirarsi e a riordinare le sue fila. Anche in Sicilia gli Arabi sconfissero ripetutamente i Bizantini e riuscirono a espugnare numerose fortezze. Nel complesso, però, l'impero si era notevolmente rafforzato per un miglioramento generale della situazione.
Relazioni con la chiesa[modifica]
Michele non rinunciò al tradizionale "cesaropapismo" dei suoi predecessori e volle comandare la chiesa e il patriarca bizantino. Durante il suo regno avvenne uno scontro, rimasto famoso, con Papa Niccolò I, scaturito dalla deposizione di Ignazio. Ignazio, patriarca dal 846, accusò nel 858 Bardas, zio di Michele, di incesto e gli impedì di entrare in chiesa durante un ricevimento, poiché Bardas e Michele non andavano mai in chiesa eccetto quando dovevano accogliere qualcuno.
Quando lo venne a sapere, Michele diventò furibondo chiedendosi come si fosse permesso il vile patriarca di agire in mancanza della sua approvazione. Fece quindi deporre senza processo Ignazio e lo sostituì con Fozio (820 - 897) che riteneva ligio alla sua volontà.
Fine[modifica]
Nel 866 Michele permise che suo zio Bardas venisse ucciso da un avventuriero macedone, Basilio (812 - 886) e lo fece suo favorito dandogli il comando dell'esercito compiendo così il gesto che avrebbe portato alla sua morte.
Nel 867 Michele concesse alcuni favoritismi ad un suo servo e Basilio allora congiurò contro l'imperatore per prendersi il trono. Michele il 25 settembre 867 venne ucciso da un suo soldato all'età di 27 anni, dopo 25 anni di regno. Viene di solito descritto come pessimo principe, ma il suo regno inaugurò un periodo di prosperità per l'impero bizantino.
Galleria[modifica]
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Battaglie nel sud Italia, tra bizantini e arabi.
Note[modifica]
- ^ Charles Diehl, p. 133.
Bibliografia[modifica]
- Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Milano, Einaudi, 1968. ISBN 88-06-17362-6
- Gerhard Herm, I bizantini, Milano, Garzanti, 1985.
- John Julius Norwich, Bisanzio , Milano, Mondadori, 2000. ISBN 88-04-48185-4
- Silvia Ronchey Lo stato bizantino, 2002, Torino, Einaudi. ISBN 88-06-16255-1
- Aleksandr Petrovič Každan Bisanzio e la sua civiltà, 2004, 2ª ed, Bari, Laterza. ISBN 88-420-4691-4
- Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio , Roma, Jouvence, 2004. ISBN 88-7801-353-6
- Giorgio Ravegnani, I bizantini in Italia , Bologna, il Mulino, 2004.
- Ralph-Johannes Lilie, Bisanzio la seconda Roma , Roma, Newton & Compton, 2005. ISBN 88-541-0286-5
- Alain Ducellier, Bisanzio (IV-XV secolo) , Milano, San Paolo, 2005. ISBN 88-215-5366-3
- Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia , Bologna, il Mulino, 2006.
- Giorgio Ravegnani, Introduzione alla storia bizantina , Bologna, il Mulino, 2006.
- Charles Diehl, Figure bizantine, introduzione di Silvia Ronchey, 2007 (1927 originale), Einaudi, ISBN 978-88-06-19077-4
- Giorgio Ravegnani, Imperatori di Bisanzio , Bologna, Il Mulino, 2008. ISBN 978-88-15-12174-5
Voci correlate[modifica]
Altri progetti[modifica]
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Collegamenti esterni[modifica]
| Predecessore | Imperatore bizantino | Successore | |
|---|---|---|---|
| Teofilo II | 842-867 | Basilio I |
