Michael William Balfe

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Michael William Balfe

Michael William Balfe (Dublino, 15 maggio 1808Rowney Abbey Hertfordshire, 20 ottobre 1870) è stato un compositore, baritono e direttore d'orchestra irlandese, rimasto famoso soprattutto come autore dell'opera The Bohemian girl.

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un maestro di ballo, dal quale ricevette anche i primi insegnamenti musicali, Balfe, tra il 1814 e il 1815, iniziò a suonare il violino per le classi di danza del padre e, all'età di sette anni, compose la sua prima polacca. Alla morte del genitore nel 1823, l'adolescente Balfe si spostò a Londra dove fu ingaggiato come violinista nell'orchestra del Drury Lane della quale alla fine assunse un ruolo di guida e si esibì anche saltuariamente come direttore.

Carriera come cantante[modifica | modifica sorgente]

Contemporaneamente, Balfe, che aveva un'aggraziata voce di baritono, iniziò ad esibirsi anche come cantante lirico nei teatri di provincia, debuttando senza molta fortuna a Norwich ne Il franco cacciatore di Weber. Nel 1825 si trasferì a Roma dove studiò irregolarmente con Paër e poi a Milano dove approfondì i suoi studi di canto con il grande basso rossiniano Filippo Galli. In Italia scrisse il suo primo componimento drammatico, il balletto La Perouse. Balfe fu quindi scritturato per tre anni da Rossini al Théâtre des Italiens a Parigi dove debuttò, alla fine del 1827, come Figaro nel Barbiere di Siviglia. Balfe ritornò però presto in Italia dove, nei seguenti nove anni, cantò in molti teatri ed iniziò anche la composizione di opere liriche. Durante questo periodo sposò Luisa Roser, una cantante ungherese che aveva conosciuto a Bergamo.

Carriera come compositore[modifica | modifica sorgente]

Balfe tornò a Londra nel 1833 ed intensificò l'attività di compositore iniziata in Italia, pur continuando anche la propria carriera di cantante (nel 1838 fu il primo Papageno inglese). Nel 1836, incoraggiato dal successo del precedente Siege of Rochelle, al Drury Lane, egli diede alle scene, l'opera The Maid of Artois, il cui successo fu garantito dalla partecipazione di una stella di prima grandezza come Maria Malibran

Dal 1846 al 1852 Balfe ricevette l'incarico di primo direttore per l'opera italiana all'Her Majesty's Theatre [Italian Opera House (1837-1847)], ma continuò a viaggiare per tutta l'Europa curando la rappresentazione dei suoi lavori. In effetti, egli si rivelò un compositore davvero prolifico, come è dimostrato dal semplice elenco delle sue opere:

  • I rivali di sé stessi (Palermo, 1829)
  • Un avvertimento ai gelosi (Pavia, 1831)
  • Enrico IV al passo della Marna (Milano, 1833)
  • The Siege of Rochelle (Londra, 1835)
  • The Maid of Artois (Londra, 1836)
  • Catherine Grey (1837)
  • Joan of Arc (1837)
  • Falstaff (Londra, 1838)
  • Amelia, or the Love Test (1838)
  • Keolanthe (1841)
  • Geraldine (1843)
  • The Bohemian Girl (1844)
  • The Daughter of St. Mark (1844)
  • The Enchantress (1845)
  • The Bondman (1846)
  • The Devil’s in it (1847)
  • The Maid of Honour (1847)
  • The Sicilian Bride (1852)
  • The Rose of Castile (1857)
  • Satanella (1858)
  • Bianca (1860)
  • The Puritan’s Daughter (1861)
  • The Armourer of Nantes (1863)
  • Blanche de Nevers (1863)
  • Il Talismano (completata da Michele Costa e rappresentata postuma a Londra nel 1874)

Balfe scrisse anche tre opere in francese, Les quatre fils Aymon (1844) per l'Opéra Comique e Le puits d’amour (1843) e L'étoile de Seville (1845) per il Théâtre de l'Académie Royale de Musique, nonché una sinfonia (1829), oltre 250 fra lied e arie da concerto e almeno 9 cantate, fra cui l'Inno delle Nazioni (1851), Mazeppa (1862) e The Sleeping Queen (1864).

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Balfe si ritirò nel 1864 nell'Hertfordshire, dove affittò una tenuta di campagna e morì nel 1870. Nel 1882 gli è stato dedicato un medaglione ricordo nell'Abbazia di Westminster, fra i grandi britannici.

Balfe, che può senz'altro essere considerato come il secondo compositore di lingua inglese dell'800 dopo Sullivan, si adoperò per risollevare il livello della produzione operistica britannica, superando il pastiche ed anche, parzialmente, la forma mista parlato/cantato usuale nei teatri inglesi. A un certo rossinismo di base, la sua musica, elegante e misurata, scorrevole e melodica, aggiunse poi il richiamo, progressivamente sempre più marcato, all'opéra-comique francese. Delle sue ventotto opere, la più famosa già ai suoi tempi e l'unica a non uscire mai completamente dal repertorio della provincia inglese, prima delle sue riprese anche a livello del Covent Garden, è stata The Bohemian Girl.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Salvatore Caruselli (a cura di), Grande enciclopedia della musica lirica, Longanesi &C. Periodici S.p.A., Roma, ad nomen
  • Stanley Sadie (a cura di), New Grove Dictionary of Opera, Oxford, Oxford University Press, 1992

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