Mi manda Raitre
| Mi manda Raitre | |
|---|---|
| Anno | 1990-2011 |
| Genere | Attualità |
| Durata | 120 min |
| Presentatore | Antonio Lubrano (1990-1997), Luigi Necco (1997), Piero Marrazzo (1997-2004), Andrea Vianello (2004-2010), Edoardo Camurri (2011) |
| Regia | Claudia Caldera (1990-1997), Fulvio Loru (1997-2008), Andrea Soldani (2008-2010), Egidio Romio (2011), Cristiano D'Alisera (2011) |
| Rete | Rai 3 |
Mi manda Raitre (inizialmente Mi manda Lubrano) è stata una trasmissione televisiva che è andata in onda su Rai 3 dal 1990 al 2011.
Indice |
[modifica] Il programma
Il programma si occupa della difesa dei diritti dei consumatori ed è fonte di denuncia degli sprechi della pubblica amministrazione, ritardi nell’attuazione delle liberalizzazioni, percorsi non trasparenti che regolano l’accesso al mondo del lavoro e truffe ai cittadini.
Tra gli ospiti fissi in studio la Dott.ssa Anna Bartolini ed il Prof. Ugo Ruffolo.
I conduttori della trasmissione sono stati, nell'ordine: Antonio Lubrano, Luigi Necco, Piero Marrazzo, Andrea Vianello ed Edoardo Camurri.
[modifica] Mi manda Lubrano
La trasmissione nasce da un'idea di Anna Tortora e si occupa di diritti dei cittadini e dei consumatori. Il programma viene inizialmente trasmesso dalla sede Rai di Milano e solo in un secondo momento si sposterà a Roma. La conduce il napoletano Antonio Lubrano che la firma come autore insieme alla stessa Tortora, a Lucia Pinelli e Bruno Voglino. Sin dalle prime puntate Lubrano rese celebre la frase - tormentone "... a questo punto, una domanda sorge spontanea..."
Lo studio inizialmente non prevedeva la presenza dei cittadini, ma di esperti e consulenti che ricevono da casa le telefonate dei cittadini confrontandosi con il conduttore. Già dalle prime puntate vengono introdotti gli elementi che caratterizzeranno la serie: la porta truffa, l'arco da cui passano i cittadini denunciatari, il truffax, cui arrivano le comunicazioni dei cittadini da casa, l'Italia Volpina, una cartina della penisola che si illumina con l'arrivo delle segnalazioni, cui si aggiungeranno nuovi elementi con l'evolversi del programma.
Il programma riscuote ben presto numerosi consensi per l'efficacia con cui interviene in difesa dei diritti dei cittadini.
Nel 1992, 1994 e 1997 riceve il Telegatto nella sezione tv di qualità.
[modifica] Mi manda Raitre
Nel 1997 Lubrano lascia il fortunato programma e la conduzione viene affidata per alcuni mesi a Luigi Necco, per passare a ottobre dello stesso anno al giornalista Piero Marrazzo, che condurrà il programma nei successivi otto anni.
L'arrivo di Marrazzo, già giornalista inviato per il TG2, modifica radicalmente la struttura del programma che perde le caratteristiche dell'intrattenimento per diventare una trasmissione più vincolata alle logiche del giornalismo. Anche lo studio si ammoderna, mentre la lotta contro le prevaricazioni diventa un vero e proprio confronto/scontro che vede cittadini e controparti confrontarsi a viso aperto in studio.
Dal 2004 al 2010 la conduzione passa al giornalista Andrea Vianello, conduttore radiofonico e di programmi di successo come il format Enigma, dedicato ai misteri della storia.
Nel 2010 la trasmissione per decisione dell'allora direttore di rete Antonio Di Bella viene chiusa e sostituita con la trasmissione Articolotre condotto da Maria Luisa Busi che continua sulla riga del format di Mi manda Raitre. Il programma è stato chiuso dopo poche puntate per i bassi ascolti.
[modifica] Il ritorno di Mi manda Raitre
Il 29 aprile 2011 il programma è tornato in diretta su Rai 3 condotto da Edoardo Camurri con lo slogan Ce la faremo!. Dal 13 ottobre al 10 novembre 2011 è andato in onda di giovedì; i risultati in termini di ascolti non hanno premiato la nuova conduzione, e il programma ha provato a discostarsi dal suo classico format affrontando anche problemi maggiormente legati all'attualità: crisi economica, allagamenti, Movimento NO-TAV.
Dal 18 novembre è tornato nella tradizionale collocazione del venerdì ma il tentativo non ha avuto successo. Il 30 novembre, a seguito degli scarsi ascolti, il direttore di rete Antonio Di Bella ne ha annunciato la chiusura.[1]
[modifica] Ascolti 2011
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[modifica] Note
[modifica] Collegamenti esterni
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