Metro 2033 (romanzo)

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Metro 2033
Autore Dmitry Glukhovsky
1ª ed. originale 2002
1ª ed. italiana 2010
Genere Romanzo
Sottogenere Fantascienza-horror
Lingua originale russo
Ambientazione Mosca, anno 2033
Seguito da Metro 2034

Metro 2033 è un romanzo fantascientifico scritto dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky, e pubblicato su internet nel 2002 e in edizione cartacea nel 2005[1]

Il romanzo è nato dalle ore passate dall'autore bambino sulla metropolitana di Mosca per andare a scuola. Terminata la prima stesura del libro, rifiutata dagli editori, Glukovsky l'ha pubblicata su un sito rudimentale, da dove era gratuitamente scaricabile. La prima stesura è stata modificata grazie ai contributi e ai suggerimenti degli utenti nel corso di tre anni e, dopo questo ampliamento collaborativo, nel 2005 è stata pubblicata da un editore, pur mantenendo la versione on-line gratuitamente scaricabile. Il libro ha venduto 400.000 copie ed il romanzo è stato scaricato con 2 milioni di download dal sito ufficiale. È stato quindi tradotto in 15 lingue e nel 2010 è stato tratto l'omonimo videogioco.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La metropolitana di Mosca è ora diventata il rifugio degli ultimi sopravvissuti moscoviti di una guerra atomica accaduta circa vent'anni prima. Il mondo in superficie, straziato dall'inverno nucleare, è ridotto ad un cumulo di macerie e non ci sono notizie di quanto sia accaduto al resto dell'umanità. Si è evoluta una nuova società sotterranea, riaggregata nei diversi tunnel e stazioni.

In questo quadro si muove il protagonista, Artyom, poco più che ventenne e venuto al mondo poco prima del disastro atomico. A lui è affidato il compito di compiere un pericoloso viaggio verso il cuore della metropolitana per ottenere aiuto contro una nuova minaccia.

Artyom conduce una vita serena alla VDNKh insieme al suo patrigno (il padre è morto nella guerra atomica, invece la madre durante un assalto di ratti ad una stazione, riuscendo però ad affidare il figlio a uno sconosciuto, il patrigno, che lo ha portato con sé), fino a quando un giorno la stazione viene attaccata dai "Tetri"; in quel momento arriva per aiutarli Hunter che chiede ad Artyom di andare, se non fosse tornato entro tre giorni, alla Polis per avvertirli della minaccia. Hunter non rientra, quindi Artyom si mette in viaggio e si unisce ad una carovana che deve arrivare ad una stazione poco più a sud per portare "aiuti umanitari",ritrovandosi assieme al comandante della carovana, Kirill, una guardia, e il suo migliore amico Zhenya. Incontrano però subito la prima difficoltà: mentre attraversano una galleria,tutti tranne Artyom,sentendo dei suoni,cadono in preda alle allucinazioni e svengono; quest'ultimo ne sembra immune e riesce a salvare tutti gli uomini della carovana arrivando a destinazione.

All'insaputa degli altri uomini accetta la proposta di Bourbon, un commerciante, che sentendo che è immune a quei suoni gli propone di aiutarlo ad attraversare un tratto di galleria con lo stesso problema. Così armi in pugno si incamminano, ma mentre cammina in questo punto Bourbon inizia a fare discorsi molto strani (le voci dei morti) e muore. Subito dopo Artyom viene raggiunto da Khan, un personaggio molto misterioso che gli rivela di essere stato informato in un sogno da un uomo vestito tutto di bianco (Hunter) che gli ha chiesto di aiutarlo, subito si rivela molto misterioso poiché lui prevede la distruzione della stazione in cui si trovano, rispetto ad altri non fa caso all'orario poiché per lui è inutile tanto nelle gallerie e stazioni è sempre buio, ed è una persona molto temuta, infatti quando passa lui tutti si scansano, così insieme a un gruppo di persone si mettono in viaggio per la Kitai-Gorod e Khan salva la vita ad Artyom e ad un altro del gruppo quando vengono rincorsi da un'energia scura che uccide gli altri. Arrivati alla Kitai-Gorod, Artyom perde di vista Khan dopo un'incursione di banditi e nella fuga fa conoscenza di un vecchio con il nipote malato.

Dopo aver attraversato stazioni pericolose piene di ladri e assassini, Artyom si ritrova condannato a morte dai fascisti perché aveva ucciso un ufficiale non sopportando l'idea che avesse sparato al nipote del vecchio che stava accompagnando. Durante la sentenza vede l'immagine di Hunter che con un mitra fumante uccide tutti spianando la strada ad Artyom, nonostante ciò viene condotto al patibolo e mentre alla stazione si sentono alcuni spari il boia attiva il meccanismo e Artyom sviene, ma quando si risveglia, si ritrova su un carrello che va a tutta velocità e scopre di essere stato salvato all'ultimo minuto dagli uomini della brigata "Che Guevara" che gli indicano la strada per la Polis nonostante siano inseguiti dai fascisti.

Dopo essere finito di nuovo nei guai, stavolta per aver perso una scommessa per ottenere il visto per oltrepassare le stazioni dell'Anello, viene condannato a pulire le latrine, ma riesce a scappare quando casca in un barile pieno di escrementi che lo rende "immune" agli sguardi delle guardie; dopo di che viene invitato ad una seduta religiosa (di credenti in Geova) ma scappa e dopo aver incontrato due personaggi misteriosi alla Polyanka (disabitata) che gli spiegano di come il destino in realtà sia scritto sulla vita di ognuno, anche se non ci credono, per dare una speranza ad Artyom a proseguire il suo viaggio (non si capisce se Artyom abbia visto realmente questi personaggi o siano semplicemente il frutto della sua immaginazione, dato che, come gli riveleranno in seguito, nella Polyanka è presente una fuoriuscita di gas allucinogeno).

Così alla fine riesce ad arrivare alla Polis, dove comunica la situazione della VDNKh al "Colonnello" Melnik. Dopo aver riassunto la situazione al consiglio (formato da militari e "rabbini"), questo decide di non poter aiutare la sua stazione ma i "rabbini" gli offrono la possibilità di salvarla salendo in superficie nella grande biblioteca per cercare un libro. Così Artyom, Melnik, Daniel (rabbino conosciuto in precedenza) e un altro Stalker di nome Dieci, si dirigono alla biblioteca per cercarlo, ma vengono attaccati dai "bibliotecari" e, mentre Melnik e l'altro Stalker li tengono occupati, Artyom e Daniel vanno in cerca negli archivi, ma, purtroppo, Daniel viene ucciso da un bibliotecario e Artyom, quando torna dagli Stalker, trova Melnik che soccorre Dieci poiché un bibliotecario gli aveva spezzato una gamba; così, Melnik dice ad Artyom che non essendo riuscito a trovare il libro i "rabbini" gliela avrebbero fatta pagare e gli indica la strada per arrivare ad un'altra stazione, spiegandogli che non può venire con lui per riportare l'altro Stalker alla Polis. Artyom, dopo essere stato aggredito dai mostri che abitano in superficie e costretto ad un certo punto a nascondersi in un edificio dove trova in un libro per bambini una foto di una donna con un bambino con la scritta "il piccolo Artyom a 2 anni e mezzo" (pensa che quella potrebbe essere la foto di sua madre), riesce a raggiungere la stazione e, dopo un momento di panico poiché assalito da più mutanti e a corto di munizioni, viene salvato da Melnik che lo trascina dentro la stazione e gli pone il biglietto che aveva preso a Daniel.

Il biglietto indica la posizione di una base missilistica ancora attiva, utilizzabile per attaccare i Tetri e distruggerli. L'unico modo però è attraverso la mitica Metro 2, la linea metropolitana segreta usata dai dirigenti russi in caso di guerra. Artyom a questo punto, insieme ad un esperto di missili di nome Anton, viene fatto prigioniero dai "figli del verme" poiché i due erano andati a ricercare Oleg, il figlio di Anton che era stato rapito, ma vengono salvati da Melnik ed altri 9 soldati, e dopo una dura battaglia con i selvaggi, in cui perdono la vita 3 soldati, si mettono in viaggio per il passaggio del D6. Insieme arrivano nelle viscere del Cremlino, dove il luogo "risucchia" un soldato e il figlio dell'esperto di missili, ma gli altri riescono a scappare per miracolo. Dopo essersi divisi, Artyom e Ulman (uno dei 9 soldati) si mettono in viaggio per raggiungere la Prospekt-Mira dove si trova un amico di Ulman di nome Pavel. Artyom ne approfitta per tornare alla VDNKh dove trova una situazione disperata: la stazione è quasi del tutto abbandonata e vi sono rimasti solo i suoi difensori, tra cui Kirill con un braccio rotto ed uno degli uomini che lo avevano accompagnato con la carovana all'inizio del suo viaggio, che ogni giorno incassano attacchi dai Tetri, sempre più forti, e subiscono molte perdite (tra cui Zhenya il migliore amico di Artyom). Artyom viene a conoscenza dal suo patrigno che i Tetri usano il loro ululato per far impazzire le persone, e lo saluta con affetto per l'ultima volta, perché le stazioni più a sud avevano deciso di far saltare le gallerie per impedire gli attacchi dei Tetri. Quindi sale in superficie dove è costretto, da un mostro alato, ad rifugiarsi in un piccolo rifugio dove al suo interno ritrova il corpo mummificato di una donna, e per tutta la stanza ritrova scritte dei suoi ultimi momenti di vita. Ulman e Pavel si uniscono al protagonista, e insieme raggiungono una torre che servirà a guidare i missili verso una creatura da cui nascono i tetri, che si stavano dirigendo verso la VDNKh. Molti Tetri si fermano e guardano Artyom, che in quel momento capisce che i Tetri in realtà stavano porgendo una mano agli uomini per aiutarli e avevano scelto Artyom come interlocutore, ma i missili centrano il bersaglio e lui, distrutto, si incammina verso la sua stazione (distrutta dai missili) togliendosi la maschera antigas nonostante le grida di Pavel e Ulman.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'edizione italiana è pubblicata da Multiplayer. it Edizioni nel 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]