Metodo baconiano

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Il metodo baconiano è un processo elaborato da Francesco Bacone, per poter raggiungere una conoscenza certa di un fenomeno. In questo metodo si possono distinguere due parti fondamentali: la pars destruens e la pars costruens.

Pars destruens: gli idoli[modifica | modifica wikitesto]

La pars destruens, ovvero la "parte che distrugge", consiste nell'eliminare le antiche conoscenze errate, le quali non sono altro che illusioni. Bacone definisce questi errori īdōla (i:.'do:.la), cioè idoli, e ne distingue quattro tipi:

  • Idola Tribus
  • Idola Specus
  • Idola Fori
  • Idola Theatri

-Gli Idola Tribus, sono i pregiudizi della "tribù"(inteso come società), radicati nella mente di tutta la specie, li possiede ogni uomo. Il più noto degli "Idola Tribus" è quello della fallibilità dei sensi: L'uomo dà troppa importanza all'esperienza sensibile, ed è convinto che questa non possa ingannarlo. Un altro noto "Idola Tribus" è la tendenza nel vedere un principio d'ordine, ossia di voler vedere un finalismo nella natura, "La natura non ha fini, solo l'uomo ne ha."

-Gli Idola Specus ossia "della caverna" (con un fortissimo richiamo a Platone e al suo "Mito della caverna" ma in tono negativo), qui per Bacone la caverna, è la mente di ciascuno di noi, questi infatti sono pregiudizi che appartengono al nostro inconscio, propri di ciascun individuo, dipendenti dalla sua educazione, dal suo stato sociale, dalle sue abitudini e dal caso. Tutti siamo portati a proiettare negli altri noi stessi, e forzare la realtà in una direzione.

-Gli Idola Fori ossia "della piazza", dovuti al linguaggio e alla sua fallacità, ai suoi equivoci; molte parole non hanno significato, non corrispondono a nulla di reale (quasi tutte quelle usate dai filosofi), altre ne hanno molteplici, corrispondono a molte cose.

-Gli Idola Theatri, pregiudizi che derivano dalle dottrine filosofiche del passato (paragonate a mondi fittizi o a scene teatrali), simbolo della forte critica che Bacone fa alle differenti scuole filosofiche assimilandole a favole o sceneggiate.

Pars construens: le tavole[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo conoscitivo postulato da Bacone è un procedimento induttivo, tuttavia sostanzialmente diverso dall'induzione aristotelica: mentre questa consisteva in una pura osservazione dei fenomeni, la procedura baconiana prevede che oltre ad osservare si compiano veri esperimenti e si registrino i dati ottenuti. Per questa registrazione Bacone teorizza diverse tavole:

  • Tavola di presenza
  • Tavola di assenza
  • Tavola dei gradi
  • Tavole esclusive

Le tavole di presenza hanno lo scopo di registrare in che circostanze si verifica il fenomeno studiato. Quelle di assenza, al contrario, registrano quando il fenomeno non si verifica, nonostante le condizioni siano simili a quelle in cui esso avviene. La tavola dei gradi indica in quale misura accada l'avvenimento studiato. Infine le tavole esclusive segnalano le circostanze che impediscono il manifestarsi di una situazione. Una volta compilate le tavole, si raccoglie il materiale (vindimiatio prima) e si formula un'ipotesi, da controllare con successivi esperimenti fino a giungere all'experimentum crucis, in cui si incrociano le varie prove per verificare quali siano le correlazioni tra i singoli fenomeni.

Limitazioni del metodo baconiano[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene presenti molti elementi in comune con il metodo scientifico moderno, la procedura di Bacone manca di un elemento fondamentale: la matematica; ovvero lo strumento rigoroso di un'analisi quantitativa delle esperienze scientifiche di cui, di lì a poco, Galilei comprenderà l'importanza fondamentale.

Inoltre, Bacone sostiene, a differenza di Galilei, di voler conoscere lo schematismus latens ed il dinamismus latens della realtà, cioè la struttura nascosta e l'elemento dinamico latente delle cose: in qualche modo, dunque, si può dire che Bacone sia ancora alla ricerca dell'essenza, cosa che lo differenzia moltissimo dalla concezione scientifica moderna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Abbagnano N., Fornero G., Fare filosofia: autori, testi, laboratorio, vol II, Milano, Paravia Bruno Mondadori Editori, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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