Metodi di suicidio
Un metodo di suicidio consiste in quella sequenza di azioni che un soggetto può utilizzare col proposito di uccidere se stesso. I metodi comunemente presi in considerazione da chi intende togliersi la vita sono vari e di varia natura. La maggior parte di coloro che hanno pensieri suicidi non concretizza l'atto suicida.[1]
Indice |
Dissanguamento [modifica]
| Per approfondire, vedi Emorragia. |
Il dissanguamento consiste nel raggiungere la morte mediante la perdita di sangue conseguente al taglio intenzionale di una vena o una arteria. Esemplare caso di suicidio per dissanguamento, completato poi dall'ingestione di cicuta e da un bagno caldo per aumentare la fluidità del sangue, fu quello del filosofo stoico Seneca[2].
Taglio delle vene [modifica]
Si tratta di un metodo di suicidio più lento rispetto al taglio di una arteria, giacché il flusso sanguigno in una vena è inferiore ed occorre più tempo per perdere una quantità di sangue sufficiente.
Può essere praticato anche a scopo dimostrativo o autolesionistico, solitamente su braccia o polsi; in tali casi le lesioni possono danneggiare i tendini e i nervi ulnare e mediano, che controllano i muscoli della mano, causando una riduzione temporanea o permanente delle abilità sensitive e motorie[3]. In particolare il danneggiamento del nervo mediano può causare l'impossibilità di chiudere la mano e opporre il pollice, problemi di anestesia e/o parestesia del palmo della mano, dell'eminenza tenar e delle dita; il danneggiamento del nervo ulnare invece causa l'impossibilità a muovere il mignolo e riduce la sensibilità dell'eminenza ipotenar.
È possibile ricorrere a tecniche di chirurgia specifiche della mano e dei nervi per ridurre i danni, ma si tratta di interventi molto difficoltosi: i muscoli che muovono dita, carpo e metacarpo si trovano nell'avambraccio; i loro tendini passano sotto i legamenti del polso: la loro recisione obbliga i chirurghi a "ripescare" le estremità prossimali nell'avambraccio, riallacciarle a quelle distali e a ricostruire le guaine che li avvolgono.
Taglio di una arteria [modifica]
Un metodo di suicidio tramite dissanguamento mediante taglio dell'arteria è più veloce rispetto al taglio delle vene. Le arterie più interessate da questa pratica sono quella radiale, ulnare o femorale, anche se la più comunemente scelta è l'arteria carotide, che porta il sangue al cervello. In tali casi la morte sopraggiunge entro pochi minuti, anche se può derivare in realtà dall'ostruzione della trachea dovuta all'emorragia. Le persone che compiono questo gesto spesso finiscono per tagliare il nervo laringeo ricorrente che innerva le corde vocali e la laringe, perdendo così la voce.
Nel Giappone medioevale le donne utilizzavano questo metodo di suicidio nel rituale dello Jigai (自害?), che si può considerare la controparte femminile del seppuku. Al pari di esso infatti veniva utilizzato dalle donne nobili per preservare l'onore, ad esempio in modo da evitare uno stupro.
Combustione [modifica]
Il suicidio mediante combustione consiste nel darsi fuoco da soli, solitamente utilizzando un liquido accelerante come la benzina. La morte può scaturire in breve tempo a causa dell'inalazione di fumi tossici o di vapori roventi che carbonizzano il tessuto polmonare, oppure dopo un periodo più lungo a causa delle ustioni riportate. In entrambi i casi, si tratta di un processo estremamente doloroso.
Ci sono molti casi documentati relativi all'uso di questo metodo come azione di protesta pubblica e spettacolare, particolarmente nei confronti di regimi repressivi[4]. Tra questi, il caso di Thích Quảng Đức, suicidatosi a Saigon nel 1963 per protesta contro il presidente del Vietnam del Sud, successivamente seguito da altri bonzi, e quello dello scrittore Alfredo Ormando che si diede fuoco nel 1998 in Piazza San Pietro per denunciare le discriminazioni della Chiesa Cattolica nei confronti degli omosessuali.
Asfissia [modifica]
| Per approfondire, vedi Asfissia. |
Affogamento [modifica]
Il suicidio per affogamento consiste nell'atto di immergersi nell'acqua o in altri liquidi e di restarvi immersi così a lungo da provocare l'apnea e la conseguente asfissia, privando il cervello dell'ossigeno. L'acqua arriva fino alla laringe, dove l'epiglottide si chiude ermeticamente, rendendo così impossibile il passaggio di fluidi e aria. L'acqua infatti tende a riempire i polmoni in un secondo momento, quando la morte è già sopraggiunta ed ogni riflesso (come ad esempio quello di serrare l'epiglottide) è annullato. Come negli altri casi di soffocamento, se l'affogamento è interrotto prima della morte, la mancanza di ossigeno può provocare danni al cervello. Si tratta di un metodo di suicidio praticato raramente, perché richiede una notevole fermezza da parte di chi lo attua. Più spesso, l'affogamento avviene come conseguenza ultima di un suicidio più complesso, quale quello di chi si lancia fra le onde del mare oppure si getta da un viadotto posto su un fiume; in questi casi è frequente che la perdita di conoscenza dovuta alla caduta e all'impatto con l'acqua preceda e renda inevitabile il successivo affogamento.
Impiccagione [modifica]
| Per approfondire, vedi Impiccagione. |
L'impiccamento è un'azione di asfissia per sospensione. Consiste nell'auto sospensione mediante una corda fissata a un oggetto rigido al di sopra della testa, mentre l'altra estremità è annodata intorno alla testa. Il peso del corpo permette alla corda di spostare in alto e indietro l'osso ioide e la base della lingua, causando asfissia che conduce a morte. Prima del sopraggiungere della morte, può contribuire alla perdita di coscienza la temporanea interruzione della circolazione carotidea, dovuta allo stringersi della corda attorno al collo: non sarà comuque questa la vera causa di morte perché il cervello verrà irrorato dalle arterie vertebrali, collocate posteriormente e perciò non pregiudicate dalla posizione dell'impiccato.
L'impiccamento può essere totale, se il corpo pende senza alcun appoggio, o parziale, se invece una qualche parte del corpo può comunque trovare appoggio, quando il suicida non ha valutato bene il suo teatro d'azione o ha l'intenzione conscia o inconscia di "resistere" fino all'arrivo di eventuali soccorsi. L'impiccamento inoltre può essere ortotopico, con nodo in posizione nucale, simmetrico, con nodo in posizione anteriore, nasale o asimmetrico, con nodo in altra posizione; ognuna di queste situazioni comporta ulteriori lesioni diverse, permanendo però il medesimo meccanismo di morte.
Se nell'atto di impiccarsi il suicida effettua una caduta sufficientemente prolungata, il violento strattone della corda che si tende all'improvviso può portare alla rottura del legamento trasverso dell'atlante (prima vertebra cervicale) che tiene il dente dell'epistrofeo (seconda vertebra cervicale) separato dal midollo spinale. Una volta che il dente preme contro il midollo, lo danneggia irrimediabilmente e causa morte immediata per asfissia, ma non per l'ostruzione delle vie aeree, bensì per la perdita del controllo motorio del diaframma e di tutti i muscoli della respirazione.
Intossicazione da gas inerte [modifica]
Un metodo di suicidio per asfissia ritenuto indolore e molto veloce [5][6][7] è quello praticato attraverso l'inalazione di gas inerti (azoto, elio, argon). Questo metodo viene attuato per mezzo della cosiddetta "Suicide Bag", una busta di plastica che avvolge la testa, stretta al collo con del nastro adesivo, in cui attraverso un tubo viene introdotto il gas proveniente da un recipiente a pressione. I materiali per attuare questo metodo di suicidio sono facilmente reperibili ed assemblabili, anche attraverso guide largamente disponibili. Con questo metodo lo stato di incoscienza sopravviene in approssimativamente 12 secondi[senza fonte], mentre la morte dopo pochi minuti.
Intossicazione da monossido di carbonio [modifica]
Un particolare tipo di asfissia consiste nell'inalazione di alti livelli di monossido di carbonio, un gas inodore e incolore, la cui presenza non può essere riconosciuta alla vista o all'olfatto.
La morte di solito sopraggiunge per intossicazione, poiché l'emoglobina nei globuli rossi crea un legame chimico irreversibile con la molecola di CO (monossido di carbonio), rimpiazzando le molecole di ossigeno, che creerebbero normalmente un legame reversibile: il complesso ottenuto è chiamato carbossiemoglobina. L'accumularsi di carbossiemoglobina abbassa progressivamente il livello di ossigenazione del corpo umano fino alla morte.
Il monossido di carbonio è utilizzato perché è facilmente accessibile quale prodotto di una combustione incompleta: per esempio, è rilasciato dalle autovetture e da altri mezzi di trasporto come prodotto di scarico. Nel passato, prima che esistessero sistemi di regolazione della qualità dell'aria e marmitte catalitiche per gli scarichi delle auto, il suicidio mediante avvelenamento da monossido di carbonio era spesso ottenuto mantenendo acceso il motore del veicolo all'interno di uno spazio chiuso come un garage, oppure dirigendo il fumo di scarico del motore all'interno del veicolo mediante un tubo flessibile. Attualmente l'incidenza dei suicidi mediante intossicazione all'interno di spazi chiusi sembra essersi ridotta.[8]
Folgorazione [modifica]
| Per approfondire, vedi Folgorazione. |
Il suicidio mediante folgorazione consegue all'uso di uno shock elettrico per uccidersi. Una tensione elettrica (voltaggio) sufficientemente elevata può sopraffare la resistenza elettrica della pelle e infliggere una potente scarica di corrente elettrica a tutto il corpo; una forte corrente alternata attraverso il corpo può seriamente corrompere i segnali nervosi e indurre il cuore in fibrillazione. Questo meccanismo è alla base del funzionamento della sedia elettrica, strumento usato per le condanne a morte per elettrocuzione.
Precipitazione (salto, defenestrazione) [modifica]
La caduta da una grande altezza può danneggiare l'organismo fino a condurlo alla morte. Se una persona si lancia da un ponte molto alto direttamente nell'acqua, la morte può sopraggiungere per l'impatto piuttosto che per l'affogamento.
Solitamente l'auto-precipitazione contro una superficie solida provoca la morte per emorragia, quando in seguito a fratture multiple, le ossa assumono profili taglienti che lacerano arterie, vene e organi vitali, oppure per sindrome da schiacciamento, per la forte compressione che causa la rottura delle fibre muscolari, con liberazione nel sangue di un'abnorme quantità di elettroliti, come potassio, calcio, o di proteine, come mioglobina.
Un caso a parte è il trauma cranico, che può portare a morte dopo pochi minuti di incoscienza o di penosa agonia in seguito allo spargimento di ossa, pelle e materia cerebrale frammista ad una pozza di sangue (il sangue esce in pressione, a fiotti) attorno alla superficie di impatto. Anche se la calotta cranica rimane integra, l'encefalo può comunque venire danneggiato per l'impatto, andando a sbattere contro l'interno della scatola cranica (commozione cerebrale, contusione e in seguito edema cerebrale). Molto spesso si verifica la frattura della colonna vertebrale e/o del midollo spinale, che a seconda del punto in cui avviene causa paraplegia (paralisi spastica delle gambe) o tetraplegia (paralisi spastica dei quattro arti).
La rottura delle costole può provocare la perforazione della pleura con duplice pneumotorace aperto, che provoca l'immediato collasso dei polmoni (si sgonfiano) seguito da collasso cardio-circolatorio e morte in pochi minuti.
Avvelenamento [modifica]
Il suicidio può avvenire mediante l'assunzione di sostanze tossiche per l'organismo umano oltre una determinata quantità. Vi sono numerose sostanze velenose, suscettibili di provocare un suicidio per avvelenamento laddove assunte in dosi adeguate.
Overdose di farmaci [modifica]
Il suicidio mediante sovradosaggio di farmaci è un metodo che comporta l'assunzione di dosi enormemente superiori ai livelli prescritti, oppure l'assunzione di combinazioni di farmaci che possono avere, nell'insieme, effetti letali. L'overdose può essere ulteriormente aggravata dalla commistione dei farmaci con alcool o stupefacenti e/o dalla eventuale macinazione fine dei farmaci in pillole, rendendo così quasi immediatamente disponibili all'organismo i principi attivi, e/o dalla precedente assunzione di antiemetici per prevenire il vomito. A causa dell'indeterminabilità da parte del suicida della dose di farmaci effettivamente letale, la morte è una conseguenza incerta, e il tentativo di suicidio può finire con la sopravvivenza della persona ma con severi danni all'organismo. I farmaci che di norma vengono assunti per via orale possono essere espulsi mediante il vomito prima che ne avvenga l'assorbimento. Nei casi di tempestivo intervento sanitario, la lavanda gastrica è il metodo prevalentemente usato per arrestare il tentativo di suicidio. Proprio a causa della facile reperibilità dei farmaci necessari, questo metodo suicida è fra i più frequentemente adottati, in particolare dalle persone che già si sottopongono a cure psicofarmacologiche e perciò dispongono di notevoli dosi di sostanze psicoattive. In alcuni casi di questo tipo è difficile riconoscere l'intenzionalità suicida di chi ha assunto i farmaci, perché il confine fra l'atto terapeutico e il gesto autolesionista può essere piuttosto sfumato.
Overdose di sostanze stupefacenti [modifica]
| Per approfondire, vedi Overdose. |
Analoga alla morte tramite overdose di farmaci, ma caratterizzata da una intenzionalità suicida ancora più sfumata e difficilmente individuabile, è la morte causata da abuso ed eccesso di sostanze stupefacenti come l'eroina o i barbiturici. Spesso l'abuso non ha alla radice una volontà suicida, ma in alcuni casi, soprattutto quelli di chi fa uso in modo occasionale o improvviso di queste sostanze, il confine fra l'errore di dosaggio o di assunzione della sostanza e l'azione concretamente volta a togliersi la vita è di difficile demarcazione. Ovviamente dirime la questione la presenza di messaggi indicanti le intenzioni del soggetto.
Armi bianche [modifica]
| Per approfondire, vedi Arma bianca. |
Seppuku [modifica]
| Per approfondire, vedi Seppuku. |
Il Seppuku (切腹?). in Occidente più noto come harakiri (腹切り, "taglio del ventre") è un metodo rituale di suicidio adoperato in Giappone. Veniva usato prevalentemente nell'epoca medioevale, ma se ne ricordano alcuni casi sporadici anche nell'epoca moderna, come quello dello scrittore Yukio Mishima nel 1970. Il rituale del seppuku ha lo scopo prevalente di salvaguardare l'onore di chi lo compie e fa parte del bushido, il codice d'onore dei Samurai.
Armi da fuoco ed esplosivi [modifica]
| Per approfondire, vedi Arma da fuoco e Esplosivo. |
Il metodo di usare un'arma da fuoco per causare una ferita letale a sé stessi viene adottato più frequentemente in quei paesi dove è facile disporre di tali armi ed è il metodo di suicidio più frequente negli USA. Negli stati dove le armi da fuoco sono meno reperibili viene adottato in particolare dalle persone che adoperano armi nel loro lavoro (soldati, guardie o poliziotti) o nel tempo libero (cacciatori o frequentatori di tiro sportivo al bersaglio). Alcuni studi hanno dimostrato che in Occidente gli uomini tendono ad usare questo metodo maggiormente rispetto alle donne e a ciò viene ascritta la ragione del maggior tasso di successo del sesso maschile nella pratica del suicidio. Gli uomini tendono a rivolgere l'arma verso la testa, le donne invece mirano al cuore.[9]
Il suicidio mediante l'uso di esplosivi comporta l'introduzione di esplosivi in orifizi del corpo o posti in prossimità del proprio corpo. Una quantità adeguata di esplosivo può causare la morte istantanea, nella maggior parte dei casi riducendo il corpo in pezzi. Negli altri casi la morte sopravviene a causa delle ustioni, del dissanguamento o delle emorragie interne.
Attacco suicida [modifica]
Un attacco suicida è un gesto con cui un attentatore (spesso impropriamente definito kamikaze dai media), solo o in gruppo, intende generare terrore e/o morte, morendo a sua volta nell'effettuarlo. Il termine viene applicato anche per definire una tipologia di situazioni in cui non è del tutto chiara l'intenzione reale dell'attaccante, ma egli è morto compiendo un gesto legato alla realizzazione degli obiettivi della sua fazione.
In genere gli attacchi suicidi sono motivati da ideologie politiche e/o religiose e vengono effettuati in vari modi: gli attaccanti possono trasportare l'esplosivo direttamente sui propri corpi per farlo esplodere il più vicino possibile all'obiettivo, oppure possono utilizzare auto-bomba o simili accorgimenti per massimizzare i danni. Si parla in questo senso più propriamente di attacco omicida-suicida, per enfatizzare l'aspetto riguardante l'uccisione di altre persone. La condizione che distingue l'attacco suicida da un attacco terroristico generico consiste nella morte dell'attaccante stesso, necessaria per la riuscita dell'attacco.
Suicide by cop [modifica]
Il suicide by cop (inglese: "suicidio tramite poliziotto") consiste nel compiere volontariamente reati, anche molto efferati, in modo da costringere le autorità a fare uso di forza letale, cioè tentare di fermare il criminale uccidendolo piuttosto che arrestandolo. Per questo metodo di suicidio si possono distinguere due casistiche ben distinte.
Nel primo caso, l'aspirante suicida non intende in realtà arrecare danni ad altre persone, ma è semplicemente frenato da meccanismi psicologici che gli impediscono di togliersi direttamente la vita. Per scatenare la reazione delle forze dell'ordine possono essere utilizzate armi in apparenza letali ma in realtà innocue, come pistole caricate a salve o giocattolo.
Nel secondo caso invece, si ha una persona solitamente mentalmente instabile che dopo aver compiuto crimini particolarmente violenti (come massacri scolastici) preferisce morire piuttosto che venire catturato: la frase ormai entrata nell'immaginario collettivo «Non mi prenderete mai vivo!» riassume appieno le intenzioni di colui che intende suicidarsi in questo modo.
Note [modifica]
- ^ Evaluation and Treatment of Patients with Suicidal Ideation
- ^ Tacito, Annales, 62 - 64
- ^ Bukhari, AJ, Saleem M, Bhutta AR, Khan AZ, Abid KJ. (2004 Oct). Spaghetti wrist: management and outcome. J Coll Physicians Surg Pak. 14 ((10)): 608-11. PMID 15456551.
- ^ Reduce Del Vietnam Si Da' Fuoco 'America, Non Fare La Guerra' - Repubblica.It » Ricerca
- ^ Schön CA, Ketterer T (dicembre 2007). Asphyxial suicide by inhalation of helium inside a plastic bag. Am J Forensic Med Pathol 28 (4): 364–7. DOI:10.1097/PAF.0b013e31815b4c69. PMID 18043029.
- ^ Auwaerter V, Perdekamp MG, Kempf J, Schmidt U, Weinmann W, Pollak S (agosto 2007). Toxicological analysis after asphyxial suicide with helium and a plastic bag. Forensic Sci. Int. 170 (2–3): 139–41. DOI:10.1016/j.forsciint.2007.03.027. PMID 17628370.
- ^ Ogden RD, Wooten RH (settembre 2002). Asphyxial suicide with helium and a plastic bag. Am J Forensic Med Pathol 23 (3): 234–7. DOI:10.1097/01.PAF.0000022963.33157.9B. PMID 12198347.
- ^ Media influence on suicide: Media's role is double edged, British Medical Journal (326:498), Chan et al., 2003.
- ^ "Some differences between men and women who commit suicide", American Journal of Psychiatry, Rich et al., 1988. Retrieved 3 May 2006.
Bibliografia [modifica]
- Philip Nitschke e Fiona Stewart: The Peaceful Pill Handbook, Exit International US, 2006, ISBN 0-9788788-2-5.
- Derek Humphry: Final Exit: The Practicalities of Self-deliverance and Assisted Suicide for the Dying, Dell, 1991, terza edizione 2002, ISBN 0-385-33653-5.
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Il Suicidio su ti.ch dati internazionali a confronto con quelli ticinesi.