Metatorbernite

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Metatorbernite
Metatorbernite sapin.jpg
Classificazione Strunz VII/E.02-60
Formula chimica Cu(UO2)2(PO4)2·8(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino tetragonale
Classe di simmetria bipiramidale
Parametri di cella a = 6.969, c = 17.306
Gruppo puntuale 4/m
Gruppo spaziale P 4/n
Proprietà fisiche
Densità 3,52-3,71 g/cm³
Durezza (Mohs) 2,5
Sfaldatura perfetta secondo {001}; indistinta secondo {010}
Frattura  
Colore da verde a verde scuro
Lucentezza vitrea, subadamantina o madreperlacea su {001}
Opacità da traslucida a trasparente
Striscio più chiara del colore
Diffusione rara
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La metatorbernite è un minerale, un fosfato idrato di uranio e rame, appartenente al gruppo dell'autunite.

Il nome deriva dal prefisso greco μετά = dopo, oltre, e da Torbern Olof Bergman (9 marzo 1735 - 8 luglio 1784), chimico, mineralogista e fisico svedese. Il prefisso sta ad indicare il minore contenuto di acqua rispetto alla torbernite.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli sono tabulari bipiramidali di forma quadrata, di grandezza intorno ai 2 cm, oppure piccole lamelle anche di forma quadrata.

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

La genesi è secondaria, come le altre miche di uranio di cui fa parte, fosfati e arseniati vari di uranio. Si forma nelle zone di ossidazione di alcuni giacimenti uraniferi contenenti rame. La paragenesi è con meta-autunite, ma prevalentemente con torbernite.

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che in cristalli, si ritrova anche in aggregati in scaglie e a forma di rosette; in incrostazioni su torbernite e pseudomorfosi di torbernite.

Caratteri fisico-chimici[modifica | modifica wikitesto]

È fortemente radioattiva. Se idratata o posta in luogo con molta umidità si trasforma in torbernite. Solubile in acido nitrico, non è luminescente.

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

A Jáchymov, nella Repubblica Ceca; a Shinkolobwe, nel Katanga congolese; grandi cristalli nella miniera di Majuba Hill, nel Nevada; a Puy-de-Dome, in Francia; a Richelle, vicino Visé, in Belgio; sul Mount Painter, nell'Australia Meridionale; in varie località della Cornovaglia.

In Italia in cristalli lamellari quadrati a Roburent e alla miniera di Rio Freddo, nel comune di Peveragno, entrambe in provincia di Cuneo; alla cava di Pila, a Quittengo, in provincia di Vercelli; la si trova, in tracce, nel granito di Montorfano, nel comune di Mergozzo, in provincia di Novara; segnalata anche nella pegmatite della cava del Croppo, a Trontano, in provincia di Novara. Su arenaria è presente fra le località di Vermongoi e Limes, in Val Daone, in provincia di Trento.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Mineralogia - Cornelis Klein - Zanichelli (2004)
  • Minerali e Rocce - De Agostini Novara (1962)
  • La grande enciclopedia dei minerali - Fabbri Editore (1986)
  • I minerali d'Italia - SAGDOS - 1978

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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