Metanarrazione

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La metanarrazione (in francese métarécit) o metaracconto definisce l'idea di una spiegazione onnicomprensiva, totalizzante e armonica del procedere storico umano (una filosofia della storia propria in concreto) o della conoscenza.

In letteratura e nel cinema il concetto, spesso indicato come metaromanzo o metarraconto, esprime la tendenza dell'autore o del regista a descrivere l'operazione di stesura del romanzo o della pellicola stessa.

Metanarrazione in filosofia[modifica | modifica sorgente]

Nella teoria critica, e particolarmente nel postmodernismo, la metanarrazione (anche conosciuto come "grande racconto o narrazione") è un'idea astratta che si ritiene essere una spiegazione onnicomprensiva dell'esperienza storica o della conoscenza. Secondo John Stephens[1], il metaracconto è "uno schema narrativo culturale totalizzante o globale che ordina e spiega la conoscenza e l'esperienza", cioè i suoi presupposti trascendenti, la storia (mitica o reale) che presuppone". Il prefisso "meta" significa "oltre" ed è qui usato per intendere "riguardante". Il metaracconto, o metanarrazione, è la storia presupposta da una narrazione.

Questo concetto è stato criticato da Jean-François Lyotard nella sua opera "La condizione postmoderna" (1979). In questo libro, Lyotard fa riferimento a ciò che descrive come la condizione postmoderna o postmodernità, caratterizzata da un sempre più grande scetticismo verso la natura totalizzante dei metaracconti (o "grandi racconti"), caratterizzati tipicamente da una qualche forma di verità trascendente o universale.

Esempi di Metanarrazione[modifica | modifica sorgente]

Ogni ideologia filosofica, politica o religiosa, ha la propria concezione del mondo, vede la realtà secondo una storia (mitica o reale) che è il presupposto del loro agire.

I cristiani credono che la storia dell'umanità sia caratterizzata in modo lineare da diversi momenti: la creazione, la caduta, la redenzione, la nuova creazione. Questa concezione del mondo, della storia e della vita è basata sugli insegnamenti della Bibbia rielaborati nel corso della storia della Chiesa dai teologi. Essi espressamente parlano di "storia della salvezza" quando descrivono i progetti di Dio in Cristo, quelli che egli sta portando nel corso della storia. I cristiani, quindi, interpretano tutta la realtà e la loro vita nel quadro di questo metaracconto o metanarrazione.

Il marxismo-leninismo classico interpreta la storia umana come un susseguirsi di rivoluzioni e lotte tra le classi sociali da cui scaturirà "ineluttabilmente", nel suo sviluppo massimo, la realizzazione del comunismo. I marxisti, quindi, interpretano tutta la realtà nel quadro di questa prospettiva.

Metanarrazione in letteratura[modifica | modifica sorgente]

La metanarrazione è una narrazione che parla della narrazione, o che tende a riflettere su di essa.

Si ha, ad esempio, quando un narratore chiama in causa il lettore (narratario). Vedi i "venticinque lettori" cui si rivolge Manzoni nei Promessi sposi o, nello stesso romanzo, il modo in cui l'autore esplicita la presenza di capitoli o passaggi narrativi. O ancora l'entrelacement "ma torniamo ad Angelica che fugge" nell'Orlando furioso di Ariosto.

Un altro esempio è dato dal racconto Conferenza personalfilologicodrammatica con implicazioni di Tommaso Landolfi (1974) che parla sopra un altro racconto, sempre di Landolfi, di qualche anno prima, e dell'incomprensione che ebbe: La passeggiata (1966).

Un altro esempio è dato dal secondo libro del Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes, un caso embrionale di metaromanzo.

Metaracconto (cinema)[modifica | modifica sorgente]

Il metaracconto (o racconto di secondo grado) occorre quando, all’interno di un testo (cinematografico, in questo caso) viene raccontata una storia all’interno della storia stessa. Più semplicemente, il metaracconto è un racconto nel racconto. Le origini del meta racconto si possono rintracciare nella narrazione epica, ad esempio alcuni canti dell’Odissea sono costituiti dai racconti fatti da Ulisse all’assemblea dei Feaci. Questa tecnica divenne prassi con il passare dei secoli con esempi famosissimi come l’Orlando Furioso di Ariosto e il Don Chisciotte di Cervantes.

Tipi di Metaracconto[modifica | modifica sorgente]

A seconda del tipo di relazione che si instaura tra la narrazione principale e il racconto secondario si possono individuare tre modi per inserire il metaracconto nella storia.

Causalità: il metaracconto è direttamente correlato alla narrazione principale e perciò assume una funzione esplicativa. Occorre quando il personaggio spiega attraverso il racconto per quali ragioni si è arrivati alla situazione vigente nel racconto primo. Quando il racconto è accompagnato solo da un supporto verbale (voce fuori campo oppure il personaggio che racconta) si parla di analessi (evento passato) e prolessi (evento futuro). Nel caso invece il racconto secondo sia costituito da immagini si parla di flashback (evento passato) e di flashforward (evento futuro). Quando troviamo i due dispositivi impiegati insieme parleremo rispettivamente di flashback con analessi e flashforward con prolessi. Esempio di prolessi particolarmente codificato è il fenomeno denominato in inglese come Origin Story. Occorre quando, in un racconto di supereroi, viene richiamato il momento dell’origine del supereroe (o del cattivo), ovvero quando acquisisce i superpoteri e decide di combattere per il bene o il male (nel caso del cattivo) dell’umanità. La origin story o pourquoi story può anche fare riferimento alle storie folkloristiche che hanno come obbiettivo quello di spiegare i miti.
Tema: la relazione è tematica e non vi è nessuna implicazione spazio-temporale tra il primo ed il secondo racconto. La funzione di questo meta racconto è alle volte di contrasto, analogia, similitudine. Nella storia principale viene raccontato un aneddoto capace di evocare alcune emozioni relative ai personaggi principali.
Casualità: non vi è nessuna relazione esplicita tra i due livelli: il personaggio racconta una storia che non ha alcun rapporto di implicazione logica o tematica con la narrazione principale. Spesso il racconto secondario può avere una funzione di distrazione oppure ostruzionismo. Esempi famosi di questo tipo di meta narrazione sono Le mille e una notte, dove Sharazad distrae il re raccontandogli una storia nuova ogni notte, ostacolando e rimandando così la propria morte, e il Decameron di Boccaccio dove i giovani protagonisti si alternano nel racconto di novelle che non hanno nulla a che vedere con il tempo e il racconto principale.

Esempi[modifica | modifica sorgente]

Un esempio di meta racconto con rapporto di causalità può essere rappresentato dall’episodio di flashback in Pulp Fiction che ha come protagonista il pugile Butch. Nel film infatti il flashback ci fa capire per quale motivo il pugile è affezionato al suo vecchio orologio al punto di rischiare di farsi ammazzare. Un esempio moderno di meta racconto può essere rappresentato da Stardust Memories di Woody Allen. Nel film la storia principale è costruita sulla figura di un regista (lo stesso Allen) e il meta racconto (da intendere qui in senso ampio) costituito dal suo flusso di coscienza: spezzoni di suoi vecchi film, allucinazioni, ricordi.

Dispositivi del metaracconto[modifica | modifica sorgente]

Il cinema classico ha elaborato nel corso degli anni una serie di espedienti linguistici ricorrenti che permettono di riconoscere racconto e meta racconto. In tale maniera lo spettatore moderno, aiutato da alcuni espedienti, riesce ad individuare cosa fa parte della trama principale e cosa della trama incassata nel racconto principale.

Zoom o carrellata, in generale qualsiasi avvicinamento della macchina da presa al volto del personaggio dal quale partirà il meta racconto. Questo avvicinamento ci indica la fonte dell’inserto. Lo stesso può valere per un allontanamento dal soggetto alla fine dell’inserto metanarrativo: ad esempio, dopo una sequenza che avevamo fino a quel punto considerato principale, ci viene mostrato un allontanamento da un soggetto che ci indica che quello che abbiamo visto viene da quel personaggio, è riconducibile ad esso, e non rappresenta solo un inserto del racconto.
Dissolvenza. Può apparire da sola od associata ad un avvicinamento di macchina.
Voce narrante. Esplicitato dalle parole, il meta racconto può essere introdotto dallo stesso personaggio che si mette a ricordare passando da voce in campo a voce fuori campo oppure direttamente da una voce fuori campo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stephens, John (1998). Retelling Stories, Framing Culture : Traditional Story and Metanarratives in Children's Literature. ISBN 0-8153-1298-9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Jean-François Lyotard, La Condition postmoderne: Rapport sur le savoir, Parigi, Les Editions du Minuit, 1979; tr. it. La condizione postmoderna, Milano, Feltrinelli. ISBN 88-07-09006-6

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Cortellessa, Piccole apocalissi. Metaracconti di Tommaso Landolfi, articolo in Bollettino '900 - Electronic Journal of '900 Italian Literatur, Giugno-dicembre 2005, n. 1-2. [1]