Metallaro
Con il termine Metallaro si identifica[1] una sottocultura giovanile nata a Milano, e da lì diffusasi prima nell'area metropolitana milanese e poi in tutta Italia. La caratterizzavano, tra l'altro, l'ossessione per la musica Rock, Hard Rock ed Heavy Metal ed in ogni aspetto della vita quotidiana, il distaccamento dalla politica, così come proposta dalla societa', e l'adesione ad uno stile di vita fondato sulla fratellanza tribale, gli eccessi, il divertimento ad ogni costo e la spensieratezza. Per i primi anni anche se apparentemente venivano sbandierate ideologie che spaziavano dall' ultra destra all' anarchia, fu un movimento totalmente apolitico che sfruttava simboli sempre eccessivi per calcare la rottura con la morale vigente.
Indice |
[modifica] Storia del "movimento Metallaro"
Il "movimento Metallaro" nacque tra la fine degli anni '70 e i primi anni ottanta e fu piena espressione dell'ondata di ribellione e disimpegno che seguì il turbolento e politicizzato decennio precedente. Lo stile di vita dei Metallari era una riedizione italiana del movimento Rocker in voga nel mondo occidentale dagli anni settanta, con un rifiuto per l'austero ordine sociale imposto attraverso le classi sociali, proponevano un concetto tribale di fratellanza trasversale fondata su principi di lealtà e rifiuto della cultura ufficiale dettata dalla morale di generazioni precedenti e ritenute obsolete ed aliene sotto tutti i punti di vista; rigettavano l'apparenza degli aspetti edonistici dell'esistenza e, più in generale, la logica consumistica priva di valori proposta dal boom economico milanese in favore di una dedizione maniacale alla musica Rock ed ai divi, spesso anglofoni, che incarnavano lo spirito più estremo: l'obiettivo primario dei Metallari era godersi la vita senza troppe preoccupazioni e in tal senso si trovavano perfettamente a loro agio nell'adeguarsi ai modelli del rock britannico e americano di status e agli eccessi delle Rockstar propagati dalle radio e televisioni.
Nati nel capoluogo lombardo, in un periodo storico di un assestamento della valuta italiana e di importanti segnali di ripresa economica cui seguivano un relativo benessere e maggior disponibilità di merci, i giovani di vari quartieri difficili di Milano (Lorenteggio, Giambellino, Barona, Baggio, Lampugnano, San Siro, Quarto Oggiaro ed altri) alcune centinaia di giovani teenagers, avevano in comune la passione per la musica Heavy e le aggregazioni presso i locali tematici hard rock, gli show dei loro beniamini live nonché le mete internazionali per i festival musicali del settore, principalmente in Inghilterra, Francia, Germania ed Olanda. Questo incontro favorì un'uniformità identificativa nel comportamento, aspirazioni e vestiario, perlopiù in stile rocker angloamericano. Iniziarono a ritrovarsi i pomeriggi nel centro di Milano nella zona di Via Torino presso negozi di strumenti musicali, di dischi o di vestiario, ovvero il tipico giubbotto di origine motociclistica in pelle detto chiodo (spesso rivestito da una giacca di jeans customizzata con scritte, pin e pezze), stivali, jeans, catene e borchie, dalle quali, assieme alla passione per la musica metal, scaturì l'appellativo di Metallaro[2].
Via Torino, uno dei luoghi più centrali di Milano, e perciò equidistante dalle varie realtà cittadine, che per attitudine socioeconomica gia' radunava i sentimenti, tendenze, interessi e mode dei giovani, fu la zona dove sorsero i primi luoghi di aggregazione giovanile; diverrà solo un paio di anni dopo luogo di ritrovo dei seguaci dalle periferie e da tutta la provincia, spinti lì dai primi articoli di giornale che congiungevano ed associavano i Metallari ai più famosi "rockers" o li derivavano dai famigerati motociclisti hell's angels; dunque un'espansione del fenomeno non più relegato alle espressioni di disagio giovanile milanese, ma una subcultura che coinvolgeva migliaia di giovani lombardi e centinaia di migliaia praticamente in tutta Italia.
Naturale con l'espansione della sottocultura metallara, fu la formazione di gruppi, bande e sottobande, tutte interconnesse in un tessuto sociale delocalizzato e trasversale, ma ciascuna dotata di una propria base d'appoggio, costituita da un bar o negozio di interesse comune, e da un relativo territorio nel quartiere, gruppi comunque aperti le quali frequentazioni, nelle bande più folte, potevano raggiungere l'ordine del centinaio.
Il sabato pomeriggio e la sera erano il luogo deputato al ritrovo in massa con successivo trasferimento in una dei locali, pub e discoteche che ben si prestavano a sfruttare questo fenomeno.
Alcuni di questi gruppi, quelli più importanti, venivano retti da una oligarchia di personaggi carismatici, ovvero leader di grande popolarità, e dotati di soprannome.
Molti locali di frequentazione avevano periodo di vita effimero o meglio mutavano nome e ragione sociale in tempi brevi, a causa della turbolenza dei frequentatori. Tra i più persistenti e storici si possono ricordare le discoteche Rolling Stone (discoteca sede di molti concerti Rock), Odissea 2001 (poi Garage e Prego), Nautilus, Rock Planet, i pub Blues Bikers, New Sunset, Midnight ed altri. Oltre ai pub e alle discoteche, fortissimi luoghi d'aggregazione erano il negozio di dischi Transex, Discomane e Mariposa, fastfood come Yankee, Quick e Wendy ed i parchi milanesi Trenno, Lambro, Sempione e Pagano.
Tipologie giovanili acerrime antagoniste dei Metallari erano indicate come paninari e mod; altri gruppi come dark (ovvero new wave in stile gotico-decadente) o cinesi (ovvero i simpatizzanti di sinistra, in stile figli dei fiori), venivano malsopportati e spesso contaminati o fagocitati, mentre con punk e specialmente skinhead vi era un rapporto di amore-odio a seconda delle circostanze contingenti; rockabilly e bikers erano invece intrecciati spesso a doppio legame coi metallari. Infatti in forma più estesa il nomignolo metallari indicava, anche se non propriamente, altri gruppi rocker e bande non meglio precisate, che in occasione di feste o scontri, si aggregavano fino ad essere tutti identificati come rockettari (ovvero rocker in italiano).
Numerosi scontri ed aggressioni, comprese risse e vandalismi, si ebbero nella metà degli anni ottanta, soprattutto all'uscita dei locali, fuori dalle discoteche e nei luoghi di aggregazione di questa o quella banda violati da altri gruppi. Dato tuttavia il carattere disimpegnato della compagine giovanile anni ottanta, la caratterizzazione prevalente destrorsa dei Metallari era puramente di facciata. Gli episodi di cronaca scaturivano dalla pura rivalità tra gruppi che non da una vera contrapposizione ideologica. Nota infatti la spartizione territoriale attorno alla chiesa di Santa Croce, con l'omonima piazza luogo di ritrovo per paninari, e l'adiacente Piazza Vetra ai Metallari, o la spartizione di corso Vittorio Emanuele sempre coi paninari e la spartizione della Piazza delle colonne di San Lorenzo con gli skinhead.
In breve tempo diviene fenomeno di costume acquistando una discreta notorietà a livello nazionale, soprattutto per merito della pubblicazione di alcune fanzine musicali e culturali Metallare, come pure a causa dei personaggi comici che ricalcano la subcultura milanese, interpretati nelle parodie radiotelevisive.
Nel 1980, al coincidere coi primi grandi concerti heavy metal a Milano, come Kiss, Iron Maiden, Motorhead, Def leppard ed altri, si cominciano a consolidare in grandi e numerosi gruppi i primi entusiasti metallari. Nel 1982 oltre cento ragazzi appartenenti ad una delle numerose bande metallare, si ritrovavano regolarmente settimanalmente per provocare scontri con gruppi rivali. Nel 1983 una banda del gruppo dei Metallari tra le più rappresentative dell'epoca, che contava un'ottantina di ragazzi tra i 14 ed i 18 anni, si ritrovava quotidianamente nei pressi del negozio di musica ed abbigliamento denominato transex.
Al movimento seguì la fioritura di riviste dedicate, tra esse "Metal hammer", Metal Shock ed altre ad origine anglosassone o germanica, con una discreta tiratura che però non raggiunse mai livelli di prim'ordine.
Il movimento metallaro si esaurì a Milano tra il 1997 e il 1999 e di conseguenza nel resto dell'Italia; fu sostituita da altre sottoculture che riflettevano la fine di un decennio consumato all'insegna dell'edonismo e della superficialità al quale i più famosi Rocker si opponevano da sempre e nei quali gran parte del movimento metallaro confluì gradualmente.
In generale può dirsi come il movimento dei Metallari sia stato legato ai giovanissimi delle scuole medie e superiori. Perlomeno, a Milano i Metallari erano quasi totalmente assenti nelle università anche se i loro appartenenti provenivano da tutte le categorie ed estrazioni sociali.
Come per qualsiasi ondata passata, specialmente a Milano si tengono serate di revival presso discoteche e pub, dove i frequentatori sono dei reduci oramai adulti, esortati a presentarsi con indumenti della moda dell'epoca. Queste feste hanno un costante ed enorme successo in tutta la città e stanno iniziando ad avere una diffusione anche nel resto della Lombardia.
[modifica] "Metallari" delle altre parti d'Italia
Lo stile si diffuse al di fuori della Lombardia (e delle zone direttamente confinanti), mescolandosi a tendenze comunque già in atto in altre città.
[modifica] Il gergo del Metallaro
Il gergo dei Metallari è modellato sul linguaggio giovanile dei giovani milanesi, spesso antitetico agli omologhi più coloriti e triviali delle altre regioni, in un rifiuto dell'iperbole e in un ricorso al prosaico. Per fare un esempio, "Sono fuori come un citofono" per intendere immediatamente uno stato di stordimento da stress, in loco di una qualsiasi trasposizione poetica.
Sono frequenti le abbreviazioni talora combinate agli accrescitivi così come i frequentissimi ricorsi all'inglese, lingua di elezione per la musica heavy metal da imparare quasi obbligatoriamente per tradurre e cantare i testi delle rockstar preferite.
[modifica] Costumi Metallari
Il Metallaro coltivava una maniacale attenzione per la musica, rigorosamente rock duro. Nel vestiario e accessori erano d'obbligo il chiodo, ovvero un giubbotto motociclistico in pelle nera, ma anche bianco o rosso, indossato in estate e inverno, stivali, jeans, catene e borchie, capelli lunghissimi e tatuaggi, il tutto quale indice di rudezza reale o presunta. Proibite rigorosamente le griffe e le merci alla moda, pena il disconoscimento sociale con appellativo di poseur o atteggiato, quindi miserabile.
L'abbigliamento dei Metallari nasce in ogni caso partendo dallo stile dei motociclisti hell's angels su cui si ricalcavano le rockstar anglosassoni.
Il vero feticcio dei Metallari era il concerto Rock, che proprio in quegli anni iniziano a diffondersi in tutta Italia partendo proprio da Milano. La passione ad emulare gli idoli del Rock porterà la maggioranza degli appartenenti a questa sottocultura giovanile a praticare la musica attiva, a suonare uno strumento o cantare, spesso a livelli autodidattici ed empirici, ma anche con numerose eccellenze.
[modifica] Musica Metallara
| Per approfondire, vedi la voce Heavy Metal. |
Quella dei Metallari è stata la prima sottocultura italiana a poter eleggere i propri idoli musicali attraverso le performance ed i dischi live e bootleg. Tra questi si ricordano i Motörhead, Kiss, Judas Priest, Saxon, Scorpions, Iron Maiden, Metallica.
[modifica] Cinema Metallaro
I gusti cinematografici dei Metallari si orientavano sulle pellicole musicali, horror, noir, fantastiche ed anticonformiste. Tra queste ricordiamo Jesus Christ Superstar, Hair, Rocky Horror Picture Show, Heavy Metal, Arancia Meccanica, Nightmare, Mad Max, Fuga da New York, Dario Argento ed altro; spesso queste pellicole erano corredate da colonne sonore integranti brani Heavy Metal o comunque Rock.
[modifica] Note
- ^ Per sineddoche, non esistendo un nome come Metallarismo o metallaresimo per tutto il movimento, a cui ci si riferisce semplicemente come i Metallari.
- ^ Nicola Zingarelli, Dizionario della Lingua Italiana, 2008, Bologna, Zanichelli