Mesocricetus auratus

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Criceto dorato
Goldhamster 2.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Glires
Ordine Rodentia
Sottordine Myomorpha
Famiglia Cricetidae
Sottofamiglia Cricetinae
Genere Mesocricetus
Specie M. auratus
Nomenclatura binomiale
Mesocricetus auratus
Waterhouse, 1839

Il Mesocricetus auratus (Waterhouse, 1839) , conosciuto meglio col nome di criceto dorato o criceto siriano, è stato il primo criceto in assoluto ad essere allevato. Fu scoperto per la prima volta in Siria mentre un professore stava portando i suoi alunni ad un'escursione nei pressi di Aleppo (1930)[senza fonte]. Qui egli si imbatté in una cucciolata composta da 10 individui e la madre. Il professore riuscì a portare via dalla madre alcuni cricetini e a farli sopravvivere e mandarli in Inghilterra dove furono allevati in modo intensivo. Il criceto dorato è leggermente più grande di tutte le altre razze domestiche ed il suo corpo può raggiungere anche i 17-18 cm di lunghezza. Il peso si aggira intorno a 80/120 grammi circa ma, in alcuni soggetti, può superare anche i 150 grammi.

Ha una vita media di 2 anni anche se sono documentati casi di criceti che hanno abbondantemente superato quest’età. Diventa maturo sessualmente già ad un mese di vita: viene infatti svezzato già intorno al 25º giorno e la gravidanza dura circa due settimane, con cucciolate molto numerose. Si tratta di un esemplare molto territoriale. In cattività sono state sviluppate diverse mutazioni (alcune riconosciute come razze) con molteplici varietà di pelo (corto, lungo, satinato, rex e persino nudo), colori e pezzature.

Indice

[modifica] Allevamento Domestico

[modifica] Alimentazione corretta

Il criceto, è un animale onnivoro, è anche molto goloso, quindi tutto quello che di commestibile trova mangia, ma non è detto che tutto possa fare bene. Questo roditore possiede ai lati del collo due grandi tasche guanciali che utilizza quando mangia; in altre parole, il cibo che mette in bocca non viene masticato ma riposto in queste tasche, che piene di cibo, possono ingrossarsi molto, una volta giunto al nido, il criceto svuota le tasche premendo con le zampe anteriori da dietro in avanti e il cibo esce senza difficoltà. Il criceto usa le tasche o sacche, anche per il cotone, soprattutto se appena cambiato.

[modifica] Alloggio, mantenimento ed igiene

Il criceto non necessita di spazi eccessivamente ampi, ma neppure proporzionali alle sue piccole dimensioni. È sì un animale crepuscolare, ma al tempo stesso molto attivo. Considerando che dovrà passare la maggior parte della sua vita in uno spazio piuttosto limitato, è dovere di chi l'acquista concedergli la possibilità di vivere degnamente la sua breve esistenza.

La gabbia (minimo cm 80x40x30 per i dorati), facilmente reperibile in qualunque negozio per animali, ha costi accessibili ed è vantaggiosa, sia perché facilita le operazioni di pulizia settimanali, sia perché permette al criceto di arrampicarsi anche sulle pareti. È fondamentale evitare strutture di legno, che sarebbero rosicchiate in breve tempo; meglio scegliere gabbie dalle inferiate metalliche, munite possibilmente di una base asportabile in plastica con un bordo piuttosto alto (circa cm 10). Da evitare categoricamente sono le gabbie di base circolare che rendono assai disagevole l'habitat dei criceti, amanti degli angoli. In commercio si trovano inoltre diversi tipi di granulato igienico naturale da distribuire uniformemente sul fondo della gabbia. Devono essere a disposizione del criceto delle strisce di carta igienica o fazzoletti di carta non profumati e non colorati che l'animale utilizzerà per crearsi il nido. Sono da evitare cotone e ovatta, che possono attorcigliarsi ad arti e gola portando il criceto alla morte. Da evitare anche le pezzuole di lana per il motivo appena descritto.

La ruota applicabile alle sbarre sulla quale l'animale può correre, è indispensabile. Per il criceto dorato bisogna acquistare quella da 18 cm. La ruota deve essere piena, e non a raggi con fessure, perché si rischia che il criceto si rompa una zampa. Introdurremo nella gabbia tutti quegli accessori utili e nello stesso tempo gradevoli sia per il proprietario sia per il criceto, quali casetta, mangiatoia, abbeveratoio, scale (non a pioli, ma piene!), giochi di legno.

[modifica] Patologie più frequenti e possibili rimedi

Il criceto allevato in casa, è più debole di quanto possa essere in natura perché in cattività non avviene la selezione naturale. I primi sintomi delle malattie si vedono facilmente, il criceto perde appetito, la bestiola rimane appallottolata con le orecchie ritte in atteggiamento d’allarme, il pelo è irto, soprattutto attorno al muso, in tal caso bisogna portare la gabbia lontano dalle correnti d’aria in un luogo molto aerato e caldo e lasciare l’animale molto tranquillo. Se dopo qualche giorno non migliora e meglio chiamare un veterinario (Specializzato in piccoli animali). Queste sono alcune delle malattie più comuni che colpiscono i criceti:

Ascessi

  • Sintomi: infezioni purulente dovute a punture d’insetti o a ferite infette.
  • Cura: lavare spesso le ferite con acqua ossigenata a 10 volumi e disinfettarle con soluzioni iodate; nel caso di grossi ascessi occorre applicare cataplasmi di pomata all’ittiolo per farli suppurare meglio

Caduta del pelo

  • Sintomi: dipende da due fattori, mancanza di vitamine o età avanzata.
  • Cura: se la causa è la mancanza di vitamine bisogna migliorare l’alimentazione, dando al criceto insalata, molta frutta, e riducendo gli amidi, dobbiamo aggiungere nell’acqua vitamine e qualche goccia d’olio di fegato di merluzzo.

La caduta del pelo può dipendere anche da un fungo della pelle che fa cadere velocemente il pelo, il poco pelame che resta rimane ispido. Questo malattia è portata dal “fungo Rosina” Per i criceti comuni, possiamo applicare una soluzione rossastra chiamata Eosina, mentre per quelli russi possiamo usare il “latte dermatologico Pevaril”

Stitichezza Può derivare da un’alimentazione sbagliata.

  • Cura:Sostituire l’acqua con succo di pomodoro, dare molte verdure e nei casi più gravi, anche olio di vasellina da 0,5 a 1 cm3 , finché le funzioni intestinali non riprendono regolarmente.

Diarrea Mal della coda Bagnata (potenzialmente mortale)

  • Causa: Può essere provocata da cambiamenti di temperatura, da infezioni intestinali (E. COLI) o da un’alimentazione sbagliata.
  • Cura: Lasciare l’animale a digiuno per 24 ore. Togliere l’acqua e nutrirlo con una pasta di riso ed avena o con riso crudo due volte al giorno Durante la malattia tenere pulita la gabbia.

Raffreddore I criceti sono molto sensibili ai cambiamenti di temperatura.

  • Sintomi: La bestiola raffreddata sta appallottolata su se stessa e respira con difficoltà, ha spesso il muso sporco per mucosità viscose e giallastre.
  • Cura: Proteggere la gabbia da eventuali correnti d’aria, curare l’esemplare lavandogli il muso con acqua calda, nutrire l’animale con frutta e verdura, aggiungendo nell’acqua di bevanda delle gocce di vitamina C. All’occorrenza è utile la somministrazione di antibiotici.

Scabbia

  • Sintomi: Oggi è una malattia assai rara, se è contratta può compromettere seriamente la vita del criceto, si manifesta con l’apparizione di piccole bolle, contenenti una materia viscosa, queste bolle compaiono sui padiglioni auricolari, sulle zampe e sul muso.
  • Cura: È necessario l’intervento del veterinario.

[modifica] Comportamento e Riproduzione

I criceti sono animaletti crepuscolari e notturni ed hanno “un orologio biologico” che ad una certa ora li sveglia; verso la mezzanotte sono completamente svegli e, con una gran voglia di muoversi, cominciano con corse folli sulla ruota, salti, giochi vari d’equilibrio e dentro ai tubi, poi verso il mattino riprendono a pulirsi e ritornano nella tana. Tenendo conto di queste esigenze tenete le gabbie non proprio vicino alle camere da letto in modo che non siano di disturbo. Di giorno dormono o meglio sonnecchiano perché sono sempre allerta, meglio non disturbarli durante il sonno. Quando si costruiscono il nido con il cotone noterete come riescono a creare una comoda conchiglia ottenuta girandosi su se stessi, anche senza un nido si appallottolano come i ghiri in pratica con il muso contro la coda, cambiando frequentemente questa posizione fino a perfezionarla, partendo da seduti con la testa leggermente contratta; poi stendono le zampe verso il petto e con il muso poco a poco verso la coda. Questa forma a palla è più visibile d'inverno, mentre d'estate potrete anche vederli stesi sul dorso.
Il sonno ha quattro fasi:

  • La preparazione
  • Il sonno tranquillo
  • Il sogno
  • Il risveglio

Durante il sonno si possono vedere fremiti delle orecchie, movimenti delle zampe come se corressero e tremiti questo perché stanno sognando; ma basta un leggero rumore sospetto che si svegliano all'istante.

[modifica] Riproduzione

Molti autori sostengono che il criceto dorato possa vivere in coppia, ciò è vero solo in parte, infatti, se vogliamo far vivere insieme una femmina adulta e un giovane maschio scatterà tra i due una furiosa lotta con risultati più o meno gravi.

Se abbiamo deciso di fare riprodurre i nostri criceti dobbiamo seguire delle semplici regole:

  1. Dobbiamo essere certi che non siano consanguinei
  2. Dobbiamo disporre di almeno 3 gabbie (il maschio, dopo esser certi che abbia fecondato la femmina, deve essere diviso in un'altra gabbia, lontano dalla femmina, prima del parto, per due motivi: 1. La femmina verrà rifecondata e rischierebbe di morire avendo due gravidanze consecutive; 2. Il maschio potrebbe uccidere i cuccioli. E dopo circa 25 giorni, i cuccioli devono essere sessati e divisi per sesso, per evitare gravidanze tra consanguinei)
  3. La femmina da fare accoppiare non deve avere meno di tre mesi
  4. Basta un maschio ogni cinque femmine
  5. Dopo una maternità soprattutto se numerosa, dobbiamo concedere alla femmina, un periodo di riposo di almeno un mese o più a seconda delle sue condizioni fisiche

[modifica] Come si riconosce il sesso dei criceti

È molto facile soprattutto se l’animale ha più di tre settimane, al di sotto dobbiamo porre più attenzione Il corpo del maschio, termina in forma appuntita, per via dei testicoli che essendo esterni e ben visibili, allungano il corpo, (perché si notino i testicoli il criceto deve avere più di tre settimane). Osservando i genitali, nel maschio notiamo il pene, posto a 6 mm di distanza dall’orifizio anale, nel maschio la piccola coda è pelata. Il corpo della femmina, termina in modo arrotondato, osservando i genitali della femmina non notiamo nulla, il clitoride e l’orifizio anale sono vicinissimi, e formano un tutt'uno. inoltre le due file di capezzoli sono visibili (di solito 12 o 16).

[modifica] L’Accoppiamento

La femmina, va in calore ogni 4 giorni per un giorno, questo giorno “particolare”, si riconosce perché la femmina, si strofina sopra tutto ciò che trova per segnalare al maschio, la sua predisposizione all’accoppiamento. Un’altra maniera per verificare se la femmina è in estro, consiste nel toccare la groppa con un dito, se è in calore divarica le zampe posteriori e alza la coda. Quando l’incontro avviene tra un maschio e una femmina in calore, non inizia il combattimento ma una serie d’approcci costituiti da:

  • Leccate reciproche di testa e genitali
  • Finti spintoni
  • Fughe furiose con immediato riavvicinamento

Questo comportamento, continua fino a che la femmina non assume la posizione per l’accoppiamento, detta di lordosi, che la vede appiattita con le zampe posteriori divaricate e la coda rivolta verso l’alto. Quando la femmina ha assunto la posizione, il maschio dopo aver energicamente leccato i genitali della compagna procede alla monta, in altre parole le sale sulla schiena e le cinge la pancia con le zampe anteriori e la “copre”. Ogni accoppiamento dura circa 20 secondi, il maschio si ripulisce accuratamente dopo ogni copula. Si consiglia di lasciare insieme i due criceti fino al termine del calore, Se i due soggetti si dividono prima, si corre il rischio che la femmina non rimanga gravida, perché, anche se gli accoppiamenti ci sembrano molti, devono avvenire fino al termine del calore, non sarà difficile capire quando dividerli, al termine dell’estro, la femmina torna ad essere aggressiva e attacca il compagno, è questo il momento di dividerli.

[modifica] La gravidanza

Durante questo periodo, la femmina entra in uno stato di perenne agitazione, che è comprensibile, perché dopo appena 16 o 18 giorni, questa infatti è la durata della gestazione, la più breve di tutti i mammiferi, a parte i marsupiali, arrivano i piccoli. Durante questo periodo, dobbiamo curare in modo particolare l’alimentazione della neo mamma, per evitare forme complete o parziali di cannibalismo, fornendogli oltre al consueto miscuglio di semi, molti alimenti d’origine animale e pane bagnato nel latte. Se l’accoppiamento ha avuto successo, dopo dieci giorni, noteremo due rigonfiamenti ai lati della pancia. È questo il momento più delicato, in cui bisogna evitare di prendere in mano la femmina, se è necessario (per esempio per pulire la gabbia) dobbiamo farlo con delicatezza ponendo una mano sotto il ventre e sollevare il criceto con il muso rivolto verso il nostro polso. Dal decimo giorno in poi è necessario separare il maschio in un'altra gabbia. I movimenti della bestiola, si fanno sempre più lenti, passa sempre più tempo nel nido. Il giorno del parto, la femmina diventa particolarmente nervosa, aggredendo anche il padrone, ma non ci dobbiamo preoccupare se cammina continuamente da una parte all’altra della gabbia perché questo l’aiuterà per il parto. Come nido la casetta va benissimo, ma se la femmina non la usa, partorirà nel suo solito angolo dentro al nido, anche se esposta agli sguardi. Qualche giorno prima del parto dobbiamo pulire accuratamente la gabbia fornendo molto materiale alla femmina perché si costruisca un comodo nido (evitare l'ovatta poiché potrebbe ingurgitarla ed incorrere in blocchi intestinali o soffocamento) in grado di accogliere sia la madre sia i piccoli.

[modifica] Il parto e l’allevamento dei piccoli

Il parto avviene generalmente di notte e dura non più di un quarto d’ora. Subito dopo la nascita del piccolo, la madre recide il cordone ombelicale, lo libera dagli involvi fetali, li ingerisce, con la lingua, gli pulisce la bocca e il naso evitando che il suo piccolo con le prime respirazioni, ingerisca del liquido e del muco morendo soffocato. Sempre per mezzo della lingua gli pratica un massaggio che serve ad attivare la circolazione sanguina, subito dopo questa razione di leccate, il cucciolo si attacca ad un capezzolo mentre la madre ripete tutti i suoi compiti con il prossimo criceto, queste operazioni si possono ripetere per 10 - 14 piccoli nelle femmine non al primo parto. Dopo la nascita dell’ultimo cucciolo avviene l’espulsione della placenta che viene mangiata dalla femmina, e che, grazie al suo contenuto ormonale fa iniziare la produzione lattea, dopo aver ingerito la placenta, la madre ripulisce bene il nido. I piccoli appena nati non sono belli, sono pelati, di colore rosa, pesano circa 2 grammi Hanno occhi e orecchie chiusi. Come dobbiamo comportarci noi durante l’allevamento dei piccoli? Per prima cosa, non possiamo essere curiosi, ogni nostra interferenza non fa che innervosire la mamma, mettendola in agitazione Una femmina insicura può persino arrivare a mangiare la sua prole. Il cibo deve essere somministrato dalla persona che ha più confidenza con i criceti, non dobbiamo ASSOLUTAMENTE toccare i piccoli prima del decimo giorno di vita. Le pulizie della gabbia vanno fatte solo dopo l’apertura degli occhi dei cricetini.

Lo sviluppo dei piccoli:

  • A 5 giorni di vita inizia a spuntare il pelo
  • A circa 15 giorni i piccoli aprono gli occhi e cominciano a correre
  • A 25-28 giorni è finalmente giunto il giorno di separarli dalla madre
  • A 50 giorni i giovani criceti sono già in grado di riprodursi, quindi per evitare accoppiamenti fra consanguinei (con lo stesso sangue), divideremo i soggetti a seconda del sesso.

La madre può accoppiarsi di nuovo ad un mese dal parto precedente, ma è meglio aspettare di più per dare modo al criceto di riprendersi completamente.

[modifica] Varietà e colorazioni del mantello

Dorato È la colorazione originale, si presenta marrone dorato fittamente punteggiato di nero su tutto il corpo, il ventre è bianco sporco, gli occhi e le orecchie sono neri, è la varietà più longeva ma anche più aggressiva verso i suoi simili e non vive in coppia.

Cannella Una razza diffusa nel territorio americano con un mantello color marrone tendente all'arancio, il ventre è di colore crema mentre le orecchie e le guance sono color cannella che con l’avanzare dell’età aumenta d'intensità.

Bianco con le orecchie e con gli occhi scuri Questo criceto è completamente bianco con gli occhi neri e le orecchie grigie.

Crema con gli occhi neri Il colore più diffuso dopo il dorato originario, i giovani sono color crema che con l'età diventa albicocca. Le orecchie e gli occhi sono scuri. Il ventre è di un bianco candido tendente al platino. Furono scoperti nello Yorkshire nel 1950.

Rosso rubino Questa razza si differenzia dalla precedente per un colore del manto tendente al rosso.

Albino Occhi rossi, orecchie rosa e manto bianco contraddistinguono questa razza, molti albini risultano sterili.

Tartaruga o tartarugato Questa razza si caratterizza per la particolare conformazione del mantello. Il colore base è pezzato bianco e nero su cui sono disposte macchie di colore giallo-rosse questa colorazione si manifesta per un’anomalia genetica. I soggetti con questo tipo di mantello sono sempre femmine

Nero Il mantello è completamente nero, eccetto per la possibile presenza di peli bianchi sulle zampe e/o sul ventre. Questa colorazione non ha molto successo in quanto tale colore ricorda i topi e i ratti ed è scelta pochissimo, è un peccato perché a dispetto di quanto comunemente si crede il criceto nero, è come gli altri essendo solo una mutazione del colore.

Criceti a pelo lungo

Questi criceti sono caratterizzati da pelo lungo e setoso, sono anche detti Angora o Teddy Bear. Il loro mantenimento non è molto semplice, se non si spazzolano regolarmente, il loro mantello, diventa in breve tempo una massa indistricabile di nodi e grumi, l’unica soluzione e tagliare il pelo. Sono però molto docili e mordono raramente apparvero per la prima volta nel 1973.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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