Mesocricetus auratus
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| Stato di conservazione | |||
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| Classificazione scientifica | |||
| Dominio | Eukaryota | ||
| Regno | Animalia | ||
| Phylum | Chordata | ||
| Classe | Mammalia | ||
| Superordine | Euarchontoglires | ||
| (clade) | Glires | ||
| Ordine | Rodentia | ||
| Sottordine | Myomorpha | ||
| Famiglia | Cricetidae | ||
| Sottofamiglia | Cricetinae | ||
| Genere | Mesocricetus | ||
| Specie | M. auratus | ||
| Nomenclatura binomiale | |||
| Mesocricetus auratus Waterhouse, 1839 |
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Il Mesocricetus auratus (Waterhouse, 1839), conosciuto meglio col nome di criceto dorato o criceto siriano, è stato il primo criceto in assoluto ad essere allevato.{{citazione necessaria|. Fu scoperto nel 1930 da una spedizione zoologica nei pressi di Halab (Aleppo), nordovest della Siria: da una cucciolata di 10 individui e la madre, ne furono presi e portati all'Università di Gerusalemme a scopo di studio 4, che si rivelarono tre maschi e una femmina. Tenuti nella stessa gabbia, la femmina aveva presto partorito, provando che la riproduzione in cattività non avrebbe creato problemi. L'università cominciò a distribuirli ad altri istituti di ricerca, in alternativa a topi e ratti, nonostante le loro abitudini notturne e una certa aggressività verso le dita di quanti li manipolavano. Dal primo istituto che li ricevette, il Consiglio della ricerca medica di Mid Hill, nel nord di Londra, alcuni esemplari giunsero allo zoo della capitale e anche nelle mani di privati: frequentemente, animali di laboratorio, non più utilizzati nelle sperimentazioni, invece di essere eliminati, venivano tenuti come animali di compagnia da personale dei laboratori stessi acquisendo via via una sempre maggior popolarità. Nel 1938 i primi criceti arrivarono negli USA.[1]
Il criceto dorato è leggermente più grande di tutte le altre razze domestiche ed il suo corpo può raggiungere anche i 17–18 cm di lunghezza, per un peso medio di 80/120 grammi; noti casi che hanno superato i 150 grammi. La gravidanza dura circa 2 settimane; lo svezzamento avviene a circa 25 giorni e la maturità sessuale viene raggiunta a un mese. La vita media è di due anni, sono però documentate durate molto maggiori. Si tratta di un esemplare molto territoriale. In cattività sono state sviluppate numerose mutazioni (diverse fissate in razze) con molteplici varietà di pelo.
Indice |
Allevamento Domestico [modifica]
Alimentazione [modifica]
Per la dieta in cattività, vedi criceto, in quanto la sua alimentazione non differenzia da quella di altre specie. Il criceto, animale onnivoro, può portare cibo al nido grazie a due tasche guanciali ai lati del collo: da queste viene fatto uscire premendo con le zampe anteriori in direzione postero anteriore.
Alloggio, mantenimento ed igiene [modifica]
Per le piccole dimensioni, non necessita di spazi eccessivamente ampi. La gabbia (minimo cm 80x40x30 per i dorati), facilmente reperibile in qualunque negozio per animali, ha costi accessibili ed è vantaggiosa, sia perché facilita le operazioni di pulizia settimanali, sia perché permette al criceto di arrampicarsi anche sulle pareti. È fondamentale evitare strutture di legno, che sarebbero rosicchiate in breve tempo; meglio scegliere gabbie dalle inferiate metalliche, munite possibilmente di una base asportabile in plastica con un bordo piuttosto alto (circa cm 10). Da evitare categoricamente sono le gabbie di base circolare che rendono assai disagevole l'habitat dei criceti, amanti degli angoli. In commercio si trovano inoltre diversi tipi di granulato igienico naturale da distribuire uniformemente sul fondo della gabbia. Devono essere a disposizione del criceto delle strisce di carta igienica o fazzoletti di carta non profumati e non colorati che l'animale utilizzerà per crearsi il nido. Sono da evitare cotone e ovatta, che possono attorcigliarsi ad arti e gola portando il criceto alla morte. Da evitare anche le pezzuole di lana per il motivo appena descritto.
La ruota applicabile alle sbarre sulla quale l'animale può correre, è indispensabile. Per il criceto dorato bisogna acquistare quella da 18 cm. La ruota deve essere piena, e non a raggi con fessure, perché si rischia che il criceto si rompa una zampa.
Patologie più frequenti e possibili rimedi [modifica]
Il criceto allevato in casa, è più debole di quanto possa essere in natura perché in cattività non avviene la selezione naturale. I primi sintomi delle malattie si vedono facilmente, il criceto perde appetito, la bestiola rimane appallottolata con le orecchie ritte in atteggiamento d’allarme, il pelo è irto, soprattutto attorno al muso, in tal caso bisogna portare la gabbia lontano dalle correnti d’aria in un luogo molto aerato e caldo e lasciare l’animale molto tranquillo. Se dopo qualche giorno non migliora e meglio chiamare un veterinario (specializzato in piccoli animali). Queste sono alcune delle malattie più comuni che colpiscono i criceti:
Ascessi
- Sintomi: infezioni purulente dovute a punture d’insetti o a ferite infette.
- Cura: lavare spesso le ferite con acqua ossigenata a 10 volumi e disinfettarle con soluzioni iodate; nel caso di grossi ascessi occorre applicare cataplasmi di pomata all’ittiolo per farli suppurare meglio
Caduta del pelo
- Sintomi: dipende da due fattori, mancanza di vitamine o età avanzata.
- Cura: se la causa è la mancanza di vitamine bisogna migliorare l’alimentazione, dando al criceto insalata, molta frutta, e riducendo gli amidi, dobbiamo aggiungere nell’acqua vitamine e qualche goccia d’olio di fegato di merluzzo.
La caduta del pelo può dipendere anche da un fungo della pelle che fa cadere velocemente il pelo, il poco pelame che resta rimane ispido. Questo malattia è portata dal “fungo Rosina” Per i criceti comuni, possiamo applicare una soluzione rossastra chiamata Eosina, mentre per quelli russi possiamo usare il “latte dermatologico Pevaril”
Stitichezza Può derivare da un’alimentazione sbagliata.
- Cura:Sostituire l’acqua con succo di pomodoro, dare molte verdure e nei casi più gravi, anche olio di vasellina da 0,5 a 1 cm³, finché le funzioni intestinali non riprendono regolarmente.
Diarrea Mal della coda Bagnata (potenzialmente mortale)
- Causa: Può essere provocata da cambiamenti di temperatura, da infezioni intestinali (E. COLI) o da un’alimentazione sbagliata.
- Cura: Lasciare l’animale a digiuno per 24 ore. Togliere l’acqua e nutrirlo con una pasta di riso ed avena o con riso crudo due volte al giorno Durante la malattia tenere pulita la gabbia.
Raffreddore I criceti sono molto sensibili ai cambiamenti di temperatura.
- Sintomi: La bestiola raffreddata sta appallottolata su sé stessa e respira con difficoltà, ha spesso il muso sporco per mucosità viscose e giallastre.
- Cura: Proteggere la gabbia da eventuali correnti d’aria, curare l’esemplare lavandogli il muso con acqua calda, nutrire l’animale con frutta e verdura, aggiungendo nell’acqua di bevanda delle gocce di vitamina C. All’occorrenza è utile la somministrazione di antibiotici.
Scabbia
- Sintomi: Oggi è una malattia assai rara, se è contratta può compromettere seriamente la vita del criceto, si manifesta con l’apparizione di piccole bolle, contenenti una materia viscosa, queste bolle compaiono sui padiglioni auricolari, sulle zampe e sul muso.
- Cura: È necessario l’intervento del veterinario.
Comportamento e Riproduzione [modifica]
I criceti hanno abitudini crepuscolari e notturne; verso il mattino riprendono a pulirsi e ritornano nella tana; anche di giorno tuttavia reagiscono a fonti di rumore non note. Come altri roditori, assumono nel sonno una posizione raggomitolata nelle stagione fredda, mentre d'estate tendono a mettersi sul dorso. Il sonno ha quattro fasi:
- La preparazione
- Il sonno tranquillo
- Il sogno
- Il risveglio
Durante il sonno si possono vedere fremiti delle orecchie, movimenti delle zampe come se corressero e tremiti questo perché stanno sognando; ma basta un leggero rumore sospetto che si svegliano all'istante.
Riproduzione [modifica]
Molti autori sostengono che il criceto dorato possa vivere in coppia, ciò è vero solo in parte, infatti, se vogliamo far vivere insieme una femmina adulta e un giovane maschio scatterà tra i due una furiosa lotta con risultati più o meno gravi.
Se abbiamo deciso di fare riprodurre i nostri criceti dobbiamo seguire delle semplici regole:
- Dobbiamo essere certi che non siano consanguinei
- Dobbiamo disporre di almeno 3 gabbie di dimensioni minime (60x40) (il maschio, dopo esser certi che abbia fecondato la femmina, deve essere diviso in un'altra gabbia, lontano dalla femmina, prima del parto, per due motivi: 1. La femmina verrà rifecondata e rischierebbe di morire avendo due gravidanze consecutive; 2. Il maschio potrebbe uccidere i cuccioli. E dopo circa 25 giorni, i cuccioli devono essere sessati e divisi per sesso, per evitare gravidanze tra consanguinei)
- La femmina da fare accoppiare non deve avere meno di tre mesi
- Basta un maschio ogni cinque femmine
- Dopo una maternità soprattutto se numerosa, dobbiamo concedere alla femmina, un periodo di riposo di almeno un mese o più a seconda delle sue condizioni fisiche
Come si riconosce il sesso dei criceti [modifica]
È molto facile soprattutto se l’animale ha più di tre settimane, al di sotto dobbiamo porre più attenzione Il corpo del maschio, termina in forma appuntita, per via dei testicoli che essendo esterni e ben visibili, allungano il corpo, (perché si notino i testicoli il criceto deve avere più di tre settimane). Osservando i genitali, nel maschio notiamo il pene, posto a 6 mm di distanza dall’orifizio anale, nel maschio la piccola coda è pelata. Il corpo della femmina, termina in modo arrotondato, osservando i genitali della femmina non notiamo nulla, il clitoride e l’orifizio anale sono vicinissimi, e formano un tutt'uno. inoltre le due file di capezzoli sono visibili (di solito 12 o 16).
L’Accoppiamento [modifica]
La femmina, va in calore ogni 4 giorni per un giorno, questo giorno “particolare”, si riconosce perché la femmina, si strofina sopra tutto ciò che trova per segnalare al maschio, la sua predisposizione all’accoppiamento. Un’altra maniera per verificare se la femmina è in estro, consiste nel toccare la groppa con un dito, se è in calore divarica le zampe posteriori e alza la coda. Quando l’incontro avviene tra un maschio e una femmina in calore, non inizia il combattimento ma una serie d’approcci costituiti da:
- Leccate reciproche di testa e genitali
- Finti spintoni
- Fughe furiose con immediato riavvicinamento
Questo comportamento, continua fino a che la femmina non assume la posizione per l’accoppiamento, detta di lordosi, che la vede appiattita con le zampe posteriori divaricate e la coda rivolta verso l’alto. Quando la femmina ha assunto la posizione, il maschio dopo aver energicamente leccato i genitali della compagna procede alla monta, in altre parole le sale sulla schiena e le cinge la pancia con le zampe anteriori e la “copre”. Ogni accoppiamento dura circa 20 secondi, il maschio si ripulisce accuratamente dopo ogni copula. Si consiglia di lasciare insieme i due criceti fino al termine del calore, Se i due soggetti si dividono prima, si corre il rischio che la femmina non rimanga gravida, perché, anche se gli accoppiamenti ci sembrano molti, devono avvenire fino al termine del calore, non sarà difficile capire quando dividerli, al termine dell’estro, la femmina torna ad essere aggressiva e attacca il compagno, è questo il momento di dividerli.
La gravidanza [modifica]
Durante questo periodo, la femmina entra in uno stato di perenne agitazione, che è comprensibile, perché dopo appena 16 o 18 giorni, questa infatti è la durata della gestazione, la più breve di tutti i mammiferi, a parte i marsupiali, arrivano i piccoli. Durante questo periodo, dobbiamo curare in modo particolare l’alimentazione della neo mamma, per evitare forme complete o parziali di cannibalismo, fornendogli oltre al consueto miscuglio di semi, molti alimenti d’origine animale e pane bagnato nel latte. Se l’accoppiamento ha avuto successo, dopo dieci giorni, noteremo due rigonfiamenti ai lati della pancia. È questo il momento più delicato, in cui bisogna evitare di prendere in mano la femmina, se è necessario (per esempio per pulire la gabbia) dobbiamo farlo con delicatezza ponendo una mano sotto il ventre e sollevare il criceto con il muso rivolto verso il nostro polso. Dal decimo giorno in poi è necessario separare il maschio in un'altra gabbia. I movimenti della bestiola, si fanno sempre più lenti, passa sempre più tempo nel nido. Il giorno del parto, la femmina diventa particolarmente nervosa, aggredendo anche il padrone, ma non ci dobbiamo preoccupare se cammina continuamente da una parte all’altra della gabbia perché questo l’aiuterà per il parto. Come nido la casetta va benissimo, ma se la femmina non la usa, partorirà nel suo solito angolo dentro al nido, anche se esposta agli sguardi. Qualche giorno prima del parto dobbiamo pulire accuratamente la gabbia fornendo molto materiale alla femmina perché si costruisca un comodo nido (evitare l'ovatta poiché potrebbe ingurgitarla ed incorrere in blocchi intestinali o soffocamento) in grado di accogliere sia la madre sia i piccoli.
Il parto e l’allevamento dei piccoli [modifica]
Il parto avviene generalmente di notte e dura non più di un quarto d’ora. Subito dopo la nascita di un piccolo, la madre recide il cordone ombelicale, lo libera dagli invogli fetali, li ingerisce, lecca bocca e naso evitando che liquidi e muco possano dare problemi all'avvio della respirazione. Sempre per mezzo della lingua gli pratica un massaggio che serve ad attivare la circolazione sanguigna, subito dopo questa razione di leccate, il cucciolo si attacca ad un capezzolo mentre la madre ripete le cure con i successivi nati, anche 10 - 14 nelle femmine non al primo parto. Dopo la nascita dell’ultimo cucciolo avviene l’espulsione della placenta che viene mangiata e che, grazie al suo contenuto ormonale, fa iniziare la produzione lattea; infine la madre ripulisce bene il nido. I piccoli appena nati non sono belli, hanno il pelo, ma questo è così corto che sembrano pelati di colore rosa, pesano circa 2 grammi Hanno occhi e orecchie chiusi. Nell'allevamento dei piccoli, come in altri roditori, le femmine disturbate possono arrivare al cannibalismo nei riguardi della prole, che deve essere controllata solo con particolari precauzioni.
Lo sviluppo dei piccoli:
- A 5 giorni di vita inizia a spuntare il pelo
- A circa 15 giorni i piccoli aprono gli occhi e cominciano a correre
- A 25-28 giorni è finalmente giunto il giorno di separarli dalla madre
- A 50 giorni i giovani criceti sono già in grado di riprodursi, quindi per evitare accoppiamenti fra consanguinei (con lo stesso sangue), divideremo i soggetti a seconda del sesso.
La madre può accoppiarsi poco dopo il parto; si preferisce attendere un mese per ovvi motivi.
Varietà e colorazioni del mantello [modifica]
Verisimilmente per ripetuti incroci in una stessa colonia, nel 1947 in una cucciolata comparve un mutante pezzato, primo di una lunghissima serie; una raccolta di pelli essiccate e animali vivi era (è?) presso il "Consiglio nazionale del criceto siriano della Gran Bretagna", a Ealing quartiere nel sud ovest di Londra.
Dorato È la colorazione originale, si presenta marrone dorato fittamente punteggiato di nero su tutto il corpo, il ventre è bianco sporco, gli occhi e le orecchie sono neri, è la varietà più longeva ma anche più aggressiva verso i suoi simili e non vive in coppia.
Cannella Una razza diffusa nel territorio americano con un mantello color marrone tendente all'arancio, il ventre è di colore crema mentre le orecchie e le guance sono color cannella che con l’avanzare dell’età aumenta d'intensità.
Bianco con le orecchie e con gli occhi scuri Questo criceto è completamente bianco con gli occhi neri e le orecchie grigie.
Crema con gli occhi neri Il colore più diffuso dopo il dorato originario, i giovani sono color crema che con l'età diventa albicocca. Le orecchie e gli occhi sono scuri. Il ventre è di un bianco candido tendente al platino. Furono scoperti nello Yorkshire nel 1950.
Rosso rubino Questa razza si differenzia dalla precedente per un colore del manto tendente al rosso.
Albino Occhi rossi, orecchie rosa e manto bianco contraddistinguono questa razza, molti albini risultano sterili.
Tartaruga o tartarugato Questa razza si caratterizza per la particolare conformazione del mantello. Il colore base è pezzato bianco e nero su cui sono disposte macchie di colore giallo-rosse questa colorazione si manifesta per un’anomalia genetica. I soggetti con questo tipo di mantello sono sempre femmine
Nero Il mantello è completamente nero, eccetto per la possibile presenza di peli bianchi sulle zampe e/o sul ventre. Questa colorazione non ha molto successo in quanto tale colore ricorda i topi e i ratti ed è scelta pochissimo, è un peccato perché a dispetto di quanto comunemente si crede il criceto nero, è come gli altri essendo solo una mutazione del colore.
Criceti a pelo lungo Comparsi nel 1973, detti anche Angora o Teddy Bear, sono caratterizzati da pelo lungo e setoso, che, in assenza di una regolare spazzolatura, diviene una massa indistricabile di nodi e grumi, lasciando come unica soluzione la rasatura. In compenso sono molto docili e mordono raramente.
Note [modifica]
- ^ Bryan Sykes, "Le sette figlie di Eva" Saggi Mondadori 2003, pagine 62 -- 69 passim.
Bibliografia [modifica]
- Baillie, J. 1996. Mesocricetus auratus. In: IUCN 2012. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2012.2
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