Mescaleros

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I Mescaleros sono una tribù indiana di lingua apache del Sudovest americano, a Sud del Nebraska, presenti anche nelle pianure meridionali e nel Messico settentrionale. La tribù è oggi riconosciuta come Apache Mescalero nella riserva del Nuovo Messico.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il confine occidentale del loro territorio era il Rio Grande e, nonostante avessero collocato tutti i loro insediamenti a ovest del fiume Pecos, le cacce al bisonte o all’antilope, la ricerca di sale e cavalli, le incursioni di guerra sovente li portavano a spingersi molto più ad est. A Nord il loro ” confine” era il 34° latitudine nord, ma si spingevano oltre per viaggi “commerciali”. A sud il loro dominio si estendeva nel Texas nord-occidentale e nelle parti settentrionali degli stati messicani di Chihuahua e Coahuila. L’area dove vivevano è montuosa con picchi che raggiungono i 3600 m. di altitudine, separati da valli e pianori. Nei territori da loro occupati, fatti di pianure calde e secche, il clima rigido e la brevità della stagione mite non consentivo una attività agricola proficua.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Questi fattori fecero sì che i Mescalero fossero una tribù caratterizzata da una popolazione ridotta di cacciatori e raccoglitori, divisa in piccole bande nel loro territorio. Secondo Opler è probabile che ci fossero circa 2500-3000 Mescaleros intorno al 1850. Nel 1888, a seguito di ondate epidemiche e delle guerre combattute, ne rimanevano 431 saliti a 1000 nel 1981. I Mescalero vivevano in piccoli gruppi e nel loro caso, a differenza dei Chiricahua, non si può parlare di bande ben definite. L’economia Mescalero si basava sulla caccia e sulla raccolta di piante selvatiche. Le prede erano i cervi in montagna, ma anche alci e bighorn. Sulle pianure il bisonte era la principale fonte di cibo, ma anche i conigli e l’antilope. Il pesce veniva consumato da pochi; serpente, orso, coyote e gufi erano evitati. La raccolta riguardava soprattutto il mescal e l’agave, ma anche il sotol, parti dei cactus ecc.

Abitazioni[modifica | modifica sorgente]

Nelle montagne la casa aveva una struttura a cupola (wickiup) con un telaio di rami ricoperto da strati di erba e pelli. Sulle pianure era composta da pelli. L’influenza delle pianure è evidente nel vestiario, fatto di pelli, nei mocassini bassi, dalla suola rigida e nel fatto che i capelli fossero spesso intrecciati e avvolti in nastri, ma anche nell’uso della tenda e del travois o nella fabbricazione di parfleches.

Il nome[modifica | modifica sorgente]

Il nome deriva dallo spagnolo e vuol dire "popolo del mescal". Sono stati chiamati anche Apaches de Perillo nel 1620, Sierra Blanca Apaches, Apaches de los Siete Rios e Faraones. Nel 1726 apparve il nome Natagè, usato poi come sinonimo di Mescalero; a volte i Mescalero sono descritti come un sottogruppo dei Natagè o considerati una separazione distinta.

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