Meroe

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Meroe
Mèroe - Medewi - Bedewi - Mrw. - Μερόη - Merŏē - مرواه - Meruwah
Siti archeologici dell'isola di Meroe
Le piramidi di Meroe
Le piramidi di Meroe
Civiltà Civiltà egizia
Utilizzo Città
Epoca VIII secolo a.C.
Localizzazione
Stato Sudan Sudan
Città Shendi
Amministrazione
Patrimonio UNESCO
Visitabile Si

Coordinate: 16°56′24″N 33°45′00″E / 16.94°N 33.75°E16.94; 33.75

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Meroe
(EN) Archaeological Sites of the Island of Meroe
Meroe Westfriedhof.JPG
Tipo Culturali
Criterio (II), (III),(IV), (V)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2011
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Meroe (Mèroe; meroitico: Medewi o Bedewi; egizio: Mrw.(t); greco: Μερόη; latino: Merŏē; in arabo: مرواه, Meruwah)[1] è il nome di una antica città posta sulla riva orientale del Nilo, a circa 6 km a nord-est della stazione di Kabushiya vicino a Shendi (Sudan), circa 200 km a nord della capitale Khartoum.

Nei pressi del sito si trovano alcuni villaggi chiamati Bragrawiyah. Meroe fu la capitale del regno di Kush per molti secoli. La città ha dato il nome di Isola di Meroe per il Butaana, una regione circondata da tre lati dal fiume Nilo.

Il sito dell'antica città è caratterizzato da oltre due centinaia di piramidi, di cui molte in rovina, suddivise in tre gruppi ed è stato dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO nel 2011.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Meroe fu la capitale meridionale del regno di Kush, entità statale che esistette dall'800 a.C. fino al 350. Gli scavi archeologici hanno messo in luce la presenza di importanti sepolture (nella necropoli occidentale) già nel periodo Napata (800 a.C. - 280 a.C.) dello stato.

La città crebbe gradualmente di importanza con lo spostamento a sud della capitale (periodo meroitico) effettuato durante il regno di Arrakkamani ( o forse prima, durante il regno di Aspelta).

A partire dal 280 a.C. la necropoli reale venne spostata da Napata a Meroe completando così il trasferimento.

L'ultimo periodo della città meroitica è segnato dalla stele di vittoria di uno sconosciuto re di Axum; dal testo, scritto in greco, si ricava che il vincitore era re degli Axumiti e degli Omeriti; la collocazione temporale di questo sovrano dovrebbe essere intorno al 300.

Nei pressi di una piramide sono state anche rinvenute due iscrizioni redatte in una forma arcaica di Ge'ez ma non è stato possibile determinare se tali iscrizioni siano coeve della stele o posteriori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Voce dell'Enciclopedia Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Basil Davidson, Capitolo 2 in La riscoperta dell'Africa, Milano, Feltrinelli, 1963.
  • (FR) Michel Baud (a cura di), Méroé. Un empire sur le Nil, Milano, Officina libraria, 2010, ISBN 978-88-89854-50-1.

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