Mereologia

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La mereologia (composizione del greco μερος, meros, "parte" e -λογία, logia, "discorso", "studio", "teoria"[1]) e uno dei "cosiddetti" «sistemi di Leśniewski»[2], ossia è la teoria, o scienza[2], delle relazioni parti-tutto[3]; presentata da Achille Varzi come teoria «delle relazioni della parte al tutto e da parte a parte con un tutto»[4] (o «teoria delle parti e dell’intero»[5]), da Hilary Putnam come «"il calcolo delle parti e degli interi"»[6] e da Claudio Calosi come la «teoria formale delle parti e delle relazioni di parte»[7]. Per Maurizio Ferraris tale relazione parte-intero può essere tra oggetti concreti, regioni spazio-temporali, processi (parti temporali), eventi e oggetti astratti.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stanisław Leśniewski creò il termine mereologia nel 1927[4] per denominare la teoria (che gli si presentò tramite un ragionamento di Husserl[6]) delle relazioni tra le parti e il tutto a partire dalla differenziazione — il cui principale fine era "evitare" l'antinomia di Russell[2] — tra interpretazione distributiva (un oggetto come elemento di una classe) e interpretazione collettiva (un oggetto come come parte di un intero) dei simboli di classe. Leśniewski elaborò poi la teoria in un sistema assiomatico deduttivo entro cui poter esprimere il calcolo proposizionale e il calcolo delle classi[3].

I sistemi di Leśniewski[modifica | modifica wikitesto]

Anche se cronologicamente è il primo dei sistemi di Leśniewski la mereologia contiene gli altri due:

Con la mereologia si presenta una differente definizione d'insieme. Esso non è definito distributivamente ma collettivamente (mereologicamente): l'insieme è una concreta totalità di elementi, un aggregato e dunque un oggetto fisico composto di parti, che è solo se, e finché, esse sono (v. dipendenza ontologica[8]). Da ciò risultano varie differenze dalla "normale" teoria degli insiemi tra le quali che in mereologia è "insensato" ammettere l'esistenza di un insieme vuoto; indi insiemi di un solo elemento sono tale elemento e la proprietà, unico termine primitivo della mereologia, di «essere un elemento» è transitiva e antisimmetrica e riflessiva.[2][9]

Assiomi[modifica | modifica wikitesto]

Gli assiomi di base della mereologia sono il principio della riflessività della nozione di parte (Rp), il principio dell'asimmetria della nozione di parte propria (aSpp) e il principio di transitività della nozione di parte (Tp).

  • (Rp) per ogni x, Pxx ("P" è simbolo della relazione di essere parte, per esempio con Pxy si presenta che tale relazione è presente tra x e y)
  • (aSpp) per ogni x e y distinti, non si da il caso che sia Pxy sia Pyx
  • (Tp) per ogni x, y e z, se Pxy e Pyz allora Pxz[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ -Logia in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 2 giugno 2014.
  2. ^ a b c d Francesco Coniglione, op. cit.
  3. ^ a b Leśniewski, Stanisław in Treccani.it - Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ a b Achille Varzi, op. cit.
  5. ^ Achille Varzi, Ontologia e metafisica in Franca D’Agostini e Nicla Vassallo (a cura di), Storia della Filosofia Analitica, Torino, Einaudi, 2002, p. 41 [del pdf], ISBN 9788806162665. URL consultato il 02/06/2014.
  6. ^ a b Hilary Putnam, op. cit.
  7. ^ Claudio Calosi, op. cit.
  8. ^ a b Maurizio Ferraris, op. cit.
  9. ^ a b Giuliano Torrengo, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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