Mercato del Born

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Il mercato del Born

Il Mercato del Born è un antico mercato rionale di Barcellona, collocato nel quartiere de La Ribera a lato della chiesa di Santa Maria del Mar e della stazione ferroviaria di Francia; attualmente utilizzato come Centro Culturale. Fu progettato da Josep Fontserè i Mestre nel 1873 ed eretto congiuntamente con l'ingegnere Josep Cornet i Mas della ditta La Maquinista Terrestre i Marítima tra il 1874 il 1876.[1][2]L'edificio è inaugurato il 28 giugno 1876 per mano del sindaco Manuel Girona.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato del Born, utilizzato come mercato all'ingrosso di frutta e verdura (1930).[4]

Il mercato del Born, come la maggior parte dei mercati rionali, nasce con l'intento di riunire all'interno di un unico edificio le attività commerciali che fino ad allora si svolgevano lungo le vie e le piazze pubbliche. L'area scelta, è quella che occupava la spianata della Cittadella militare barcellonese demolita nel 1869, su cui Josep Fontserè i Mestre realizza, oltre al mercato, il Parco della Cittadella ed un complesso di case.[5]

Il progetto risale al 1873, anno in cui il progettista presenta la planimetria generale a pianta regolare, caratterizzata dalla presenza di vie interne rettilinee ed una struttura in ghisa e acciaio che ricopre gli 8.000 m² di superficie edificabile.[6] Nel 1874, invece, è apportata una prima modifica al progetto con l'inserimento del ciborio centrale cupolato completamente vetrato che permette di incrementare la luminosità interna. A livello architettonico, l'edificio si configura come il primo mercato in ferro e vetro della città ispiratosi al progetto di Victor Baltard per le Halles di Parigi.[7]

Vista aerea dell'edificio
Opere di rifunzionalizzazione nel Born
Il Centro Culturale del Born pronto per essere inaugurato

Terminato ed inaugurato nel giugno del 1876, il Born non è competitivo come sperato. La percentuale di venditori che giornalmente lo occupa è nettamente inferiore a quella dei mercati Santa Caterina e Boquería.[8] Per questa ragione, negli anni '20 del Novecento, l'amministrazione comunale pubblica un’ordinanza in cui individua il Born come il nuovo mercato cittadino all’ingrosso di frutta e verdura. La scelta, è dettata dalle monumentali dimensioni dell'edificio e dalla sua prossimità alle stazioni Francia e del Nord.[9] Il mercato del Born rimane in attività fino al 1971, anno in cui la municipalità inaugura il Mercabarna nella zona Francia di Barcellona.[10]

Rifunzionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Chiusesi le porte, associazioni di quartiere e istituzioni si mobilitano per la sua conservazione, organizzando eventi ludico-culturali al suo interno, mentre nel 1977 iniziano le operazioni di restauro affidate all'architetto Pere Espinosa e al geometra Carlos Magrazo. Queste, prevedono la pulitura e sostituzione degli elementi strutturali e decorativi, la rimozione delle superfettazioni novecentesche, la ritinteggiatura della facciata e la collocazione di tegole color ocra e rosso sulla copertura.[11] Terminato il restauro, l'edificio rimane privo di una funzione specifica. Puntuali esposizioni ed attività culturali sono realizzate al suo interno, mentre intorno agli anni '90, la ditta francese Fnac e l'Universitat Pompeu Fabra propongono rispettivamente di riconvertire il Born in una libreria e in una sede distaccata dell'Istituto.[12]

Entrambe le soluzioni non vengono attuate e nel 1998 è indetto un concorso pubblico per rendere l'ex mercato una Biblioteca Provinciale, vinto dagli architetti Enric Sòria e Rafael de Càceres. Iniziate le escavazioni del sottosuolo, riemergono i resti delle antiche case del quartiere Ribera, distrutte dall'attacco alla città da parte di Filippo V di Spagna del 1714 e sulle cui rovine sorge poi la Cittadella.[13] Associazioni di quartiere ed istituzioni si mobilitano per la conservazione dei reperti e la loro integrazione nel progetto bibliotecario, ma nell'ottobre del 2002, il progetto è definitivamente abbandonato, data l'incompatibilità riscontrata tra la funzione bibliotecaria e i resti archeologici.[14][15] La valenza storico-documentale del giacimento è tale che la municipalità decide conservarlo e rendere il Born un Centro Culturale cittadino dedicato alla loro contemplazione. I lavori intrapresi nel 2006 terminano a settembre 2013, mese in cui è inaugurato in concomitanza con il giorno della Diada e dei festeggiamenti per il Tricentenario dell'assedio alla città da parte delle truppe borboniche, avvenuto l'11 settembre 1714.[16]

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

L'11 settembre 2013 l'ex mercato rionale apre ufficialmente le sue porte come "Born Centre Cultural", un centro espositivo barcellonese, incentrato sulla promozione dei reperti archeologici settecenteschi riemersi, sulla divulgazione degli avvenimenti correlati all'assedio della città di Barcellona del 1714 e sulla diffusione dello sviluppo storico dell'edificio mercatale che lo ospita.[17] L'insieme copre una superficie di 8.000 m² e si ridistribuisce su due livelli. Il primo, ipogeo, accoglie il giacimento reso completamente visitabile, mentre il secondo, alberga l'esposizione permanente "Barcelona 1700. De les pedres a les persones", le mostre temporanee, il bar e il bookshop.[18]

Questo progetto di rifunzionalizzazione e musealizzazione, firmato dagli architetti Enric Sòria e Rafael de Càceres, ha vinto il "Premio Ciudad de Barcelona" 2013, nella categoria "Arquitectura i Urbanisme".[19]

Edificio[modifica | modifica wikitesto]

La struttura portante della copertura in acciaio e ghisa

Il mercato del Born, collocato in direzione nord-sud, presenta una pianta regolare di 58,30 x 138,30 m e si caratterizza per la presenza di due navate perpendicolari interne (a dimensione variabile) e quattro di più ridotte dimensioni, che si incontrano al disotto di un ciborio ottogonale con lanterna.[12] In corrispondenza delle navate, si trovano i quattro portali d'ingresso principali, mentre i laterali sono collocati a distanza costante lungo il perimetro dell'edificio. La struttura formata da pilastri in ghisa e capriate metalliche tipo "Polonceau" raggiunge circa 15 m d'altezza nelle navate principali e i 30 m in corrispondenza del ciborio.[20]

I prospetti presentano un tamponamento murario in mattoni e cordolo lapideo, su cui poggia un sistema di aperture orientabili atte a regolare l'ingresso dell'aria e della luce all'interno del manufatto. L'insieme si completa con una copertura a falde in tegole colorate e lucernari vitrei.[20]

Giacimento archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Il giacimento archeologico del Born

Nel marzo 2001, durante gli scavi di fondazione per creare una Biblioteca Pubblica di Stato all'interno del mercato, riemerge parte del settecentesco quartiere Ribera demolito dalle truppe borboniche.[21] Terminata la Guerra di successione spagnola, il controllo della città di Barcellona passa a Filippo V di Borbone che impone un nuovo regolamento denominato ″Nueva Planta" e la costruzione di una Cittadella militare.[22] L'area scelta è una parte del quartiere del Born, situata ad Est e limitrofa alle mura di cinta. Le operazioni iniziano nel 1716 e sono portate avanti dagli stessi cittadini, obbligati a demolire personalmente le loro case. Nel complesso la superficie distrutta risulta essere pari al 13% dell'allora città di Barcellona.[23]

Dettaglio dei reperti archeologici riemersi

Il giacimento ritrovato nel mercato del Born, equivale al 3% dell'insieme demolito e si compone di 11 isolati, 9 tronchi stradali, 53 abitazioni e una porzione del fiume Comtal. In questo tratto urbano di 8.000 m², trovano posto civili abitazioni, botteghe, taverne, ma anche case signorili e consolari.[24][25] La valenza storico-documentaria dei ritrovamenti, è altresì confermata da atti che attestano come l'ultimo attacco alla città da parte dell'armata francese sia avvenuto tra le vie ritrovate, in cui fu ferito il generale Antoni de Villarroel i Peláez.[26]

Riferimenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

El web de barri[27]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.A. V.V., El Born CC, Barcelona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 49-50.
  2. ^ Recenti fonti bibliografiche, citano tra i progettisti del Mercato del Born l'architetto Antoni Rovira i Trias in qualità di architetto municipale; tra queste El Born Centre Cultural.
  3. ^ BOADA Antoni, Del Born a Mercabarna, Sabadell, Editorial Ausa, 1996, p. 58.
  4. ^ A.A V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 53.
  5. ^ TARRAGÓ Salvador, La urbanización de los terrenos de la "ominosa" ciudadela in Quaderns d'Arquitectura i Urbanisme, n. 101, Col-legi d'arquitectes de Catalunya, 1974, p. 28.
  6. ^ A.A. V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 50.
  7. ^ GRAUS Ramon e ROSELL Jaume, Arquitectura, Construcció i Ciutat en la Història d’Occident, Barcellona, Universitat Politècnica de Catalunya, 2002, p. 41.
  8. ^ A.A. V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntamiento de Barcelona, 2013, p. 53.
  9. ^ GUÀRDIA Manuel e OYÓN José, La formació del modern sistema de mercats de Barcelona, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2008, pp. 17-18.
  10. ^ PROVANSAL Danielle e LEVICK Melba, Els mercats de Barcelona, Barcellona, Regidoria Edicions, 1992, p. 50.
  11. ^ ESPINOSA Pedro, El Born: Restauración de un mercado del siglo XIX en Barcelona in Ianus n.0, Doyma, 1980, p. 39.
  12. ^ a b GRAUS Ramon e ROSELL Jaume, Arquitectura, construcció i ciutat en la història d'occident, Barcellona, Universitat Politècnica de Catalunya, 2002, p. 43.
  13. ^ A.A. V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 63.
  14. ^ L’annuncio dell’abbandono del progetto bibliotecario del Born, è anche l’occasione per ufficializzare lo spostamento della sede bibliotecaria a lato della stazione di Francia. Ad oggi, questo progetto non è ancora stato realizzato. El Estado no destina ni un euro a la biblioteca provincial de Barcelona, El País-Cataluña, 18-04-2013. URL consultato il Febbraio 2015.
  15. ^ FANCELLI Agustí e SERRA Catalina, Acuerdo para ubicar la biblioteca fuera del Born in El País-Cataluña, 09-10-2002.
  16. ^ Tricentenari BCN, Ajuntament de Barcelona. URL consultato il Febbraio 2015.
  17. ^ Què és el Born Centre Cultural?, Ajuntament de Barcelona. URL consultato il Febbraio 2015.
  18. ^ A.A V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, pp. 65-67.
  19. ^ Premis Ciutat de Barcelona 2013, Ajuntament de Barcelona. URL consultato il Febbraio 2015.
  20. ^ a b A.A. V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 60.
  21. ^ El jaciment del Born, Ajuntament de Barcelona. URL consultato il Febbraio 2015.
  22. ^ BUSQUET Joan, La construcción urbanística de una ciudad compacta, Barcellona, Ediciones del Serbal, 2004, p. 85.
  23. ^ A.A. V.V., El Born CC, Barcellona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 41.
  24. ^ Il riferimento è al ritrovamento, all'interno dell'ex mercato del Born, dell'abitazione del console d'Olanda. A.A. V.V., El Born CC, Barcelona, Ajuntament de Barcelona, 2013, p. 22.
  25. ^ GARCIA I ESPUCHE Albert, La Ciutat del Born: economia i vida quotidiana a Barcelona (segles XIV a XVIII), Barcellona, Ajuntament de Barcelona; Museu d'Història de Barcelona, 2009, p. 155.
  26. ^ GARCIA I ESPUCHE, Albert, La Ciutat del Born: economia i vida quotidiana a Barcelona (segles XIV a XVIII), Barcellona, Ajuntament de Barcelona; Museu d'Història de Barcelona, 2009, p. 105.
  27. ^ Sito internet del quartire del Born.

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