Merbromina
| Merbromina | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| dibromoidrossimercurifluoresceina | |
| Nomi alternativi | |
| mercuriodibromofluoresceina Mercurocromo |
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| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C20H8Br2HgNa2O6 |
| Massa molecolare (u) | 750.65 u |
| Aspetto | Solido, rosso scuro |
| Numero CAS | [] |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
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pericolo |
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| Frasi H | 330 - 310 - 300 - 373 - 410 |
| Consigli P | 260 - 264 - 273 - 280 - 284 - 301+310 [1][2] |
La merbromina è un organometallo a base di mercurio, utilizzato come antisettico per uso topico, in virtù della sua azione batteriostatica sia su batteri Gram-positivi, sia su batteri Gram-negativi. È disponibile in commercio sotto vari nomi, tra cui il noto mercurocromo.
Le sue caratteristiche antisettiche furono scoperte nel 1919 dal medico Hugh Hampton Young, del Johns Hopkins Hospital[senza fonte].
Viene attualmente venduta in numerosi Paesi; in altri, invece, ne è stata proibita la vendita.
Indice |
Usi[modifica]
La merbromina viene comunemente impiegata per la disinfezione e la pulizia delle ferite e come cicatrizzante per piccole ferite, ustioni o abrasioni; se ne consiglia l'uso in piccole quantità, 2 o 3 gocce per 2 o 3 volte al giorno.
È commercializzata sotto varie denominazioni commerciali, la più comune delle quali è mercurocromo. Questo nome viene utilizzato per indicare, oltre alla merbromina in sé, anche soluzioni acquose o etiliche contenenti merbromina (tipicamente al 2%). Il mercurocromo viene talvolta indicato anche con le grafie errate "mercuriocromo" e "mercurio cromo".
Come antisettico, in molti paesi è stata sostituita da agenti più efficaci (tra cui lo iodopovidone, il cloruro di benzalconio, il cloroxilenolo).
La merbromina viene utilizzata anche come tintura, in ambito medico, per evidenziare i margini di campioni di tessuto analizzati nei laboratori, e, in ambito industriale, come liquido penetrante utilizzato per verificare la presenza di crepe nei metalli, nell'ambito dei controlli non distruttivi.
Controindicazioni[modifica]
Uno svantaggio derivante dall'uso della sostanza è che, a causa del suo colore rosso scuro, essa rende più difficile individuare un eventuale eritema o infiammazione formatisi attorno alla ferita (i quali possono indicare la presenza di un'infezione in corso).
È noto che la sostanza interagisce con la procaina.
Inoltre, si sconsiglia l'uso della merbromina in associazione con detergenti e disinfettanti, come acqua ossigenata e composti contenenti iodio (tintura di iodio, betadine).
Nel 1998 la Food and Drug Administration ne ha vietato la distribuzione negli Stati Uniti, per sospetta tossicità da mercurio.[3][4] Per lo stesso motivo, dal 2001 non viene più usata neanche in Brasile e il suo impiego in luogo di altri disinfettanti privi di mercurio è tuttora una questione controversa anche in altri Paesi, quali la Germania e l'Inghilterra.
Note[modifica]
- ^ scheda della mercuriodibromofluoresceina su IFA-GESTIS
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 23.12.2011
- ^ Federal Food, Drug, and Cosmetic Act (FD&C Act): Quantitative and Qualitative Analysis of Mercury Compounds in the List. U.S. Food and Drug Administration, 30 aprile 2009
- ^ What happened to Mercurochrome?. The Straight Dope, 23 luglio 2004