Merak (astronomia)

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Merak
Ursa major star name.png
Classificazione Stella bianca di
sequenza principale
Classe spettrale A1V[1]
Distanza dal Sole 79±1 anni luce
Costellazione Orsa Maggiore
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta 11h 01m 50.5s
Declinazione +56° 22′ 57″
Dati fisici
Diametro medio 2 780 000 km
Raggio medio 2,84[2] R
Massa
2,64[1] M
Velocità di rotazione 46 km/s[1]
Temperatura
superficiale
9700 K[1] (media)
Luminosità
73 L
Indice di colore (B-V) -0,02
Età stimata 500 milioni di anni
Dati osservativi
Magnitudine app. 2,34
Magnitudine ass. 0,41
Parallasse 41,07 mas
Moto proprio AR: 81,66 mas/anno
Dec: 33,74 mas/anno
Velocità radiale -12 km/s
Nomenclature alternative
Beta Ursae Majoris, Merakh, 48 Ursae Majoris, HR 4295, HD 95418, BD +57 1302, FK5 416, HIP 53910, SAO 27876, GC 15145

Merak (dall'arabo maraqq - lombi; β UMa / β Ursae Majoris / Beta Ursae Majoris), è la quinta stella più brillante della costellazione dell'Orsa Maggiore. È una stella bianca di magnitudine apparente 2,34 e la sua distanza, dedotta dalla misura della parallasse del satellite Hipparcos, è di 79,7 anni luce[3].

Uno dei metodi pratici per individuare la Polare (Alpha Ursae Minoris) è quello di prolungare la linea immaginaria che collega Merak a Dubhe (Alpha Ursae Majoris).

Osservazione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale. La sua posizione è fortemente boreale e ciò comporta che la stella sia osservabile prevalentemente dall'emisfero nord, dove si presenta circumpolare anche da gran parte delle regioni temperate; dall'emisfero sud la sua visibilità è invece limitata alle regioni temperate inferiori e alla fascia tropicale. La sua magnitudine pari a 2,34 fa sì che possa essere scorta anche con un cielo moderatamente affetto da inquinamento luminoso.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra febbraio e giugno; nell'emisfero nord è visibile anche per un periodo maggiore, grazie alla declinazione boreale della stella, mentre nell'emisfero sud può essere osservata limitatamente durante i mesi dell'autunno australe.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica sorgente]

Merak è una stella di sequenza principale come il Sole, ma è molto più calda e luminosa; di tipo spettrale A1, ha una temperatura superficiale superiore ai 9000 K, il suo raggio e la massa sono quasi 3 volte quelli del Sole, mentre la luminosità è 73 volte superiore[1]. Osservazioni nella luce infrarossa suggeriscono che, come Vega e Fomalhaut, Merak sia circondata da un disco di polveri concentrato a circa 45 U.A. di distanza dalla stella, avente una temperatura di circa 120 K ed una massa dello 0,27% di quella terrestre[2].

Come altre stelle della costellazione, Merak fa parte dell'associazione dell'Orsa Maggiore, la cui età è stimata essere di circa 500 milioni di anni[4].

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome Merak, a volte scritto anche Mirak, deriva dall'arabo المراق al-maraqq, che significa "i reni", riferito alla sua posizione nell'Orsa. Nell'antica Grecia era conosciuta come Helike, uno dei nomi dati all'intera costellazione dell'Orsa Maggiore. In Cina era conosciuta come Tien Seuen, la sfera armillare, mentre per gli indù era Pulaha, uno dei sette Ṛṣi[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e J. Zorec, F. Royer, Rotational velocities of A-type stars. IV. Evolution of rotational velocities in Astronomy and Astrophysics, vol. 537, n. A120, gennaio 2012), p. 22. DOI:10.1051/0004-6361/201117691.
  2. ^ a b Joseph H. Rhee, Inseok Song, B. Zuckerman, Michael McElwain, Characterization of Dusty Debris Disks: The IRAS and Hipparcos Catalogs in The Astrophysical Journal, vol. 660, n. 2, maggio 2007, pp. 1556–1571. Bibcode:2007ApJ...660.1556R, DOI:10.1086/509912.
  3. ^ F. van Leeuwen, Validation of the new Hipparcos reduction in Astronomy and Astrophysics, vol. 474, n. 2, novembre 2007, pp. 653–664. DOI:10.1051/0004-6361:20078357. arΧiv:0708.1752
  4. ^ Abundances of a sample of A and F-type dwarf members of the Ursa Major Group in Astronomy and Astrophysics, vol. 442, n. 2, novembre 2005, pp. 563–566. DOI:10.1051/0004-6361:20053222.
  5. ^ Merak (The Fixed Stars)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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