Menologia rustica

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I Menologia rustica (almanacchi agricoli) sono un tipo di calendario romano che forniva su base mensile informazioni sulle condizioni e sulle attività relative all'agricoltura. Essi erano esposti in pubblico sotto forma di iscrizioni.

Esempi di tali calendari che sono pervenuti ai giorni attuali sono il Menologium Rusticum Colotianum e il Menologium Rusticum Vallense, entrambi databili al periodo 19–65 d.C.[1] o tra il 36–39 e la fine del I secolo d.C.[2]. Entrambi furono scoperti nel XVI secolo, ma il Menologium Vallense è poi andato perso[3].

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il Menologium Rusticum Colotianum fu scoperto da Angelo Colocci ed è conservato presso il Museo archeologico nazionale di Napoli[4]. Compare sui quattro lati di una base d'altare in marmo, iscritto in dodici colonne (una per mese). Ogni colonna contiene:

  • un segno zodiacale;
  • il nome del mese;
  • il numero di giorni in tale mese;
  • la data in cui cadevano le nonae (il quinto o il settimo giorno a seconda del mese);
  • il numero di ore di luce e di oscurità nei giorni di quel mese;
  • la casa astrologica attraversata dal Sole;
  • la divinità tutelare del mese;
  • le attività da svolgere in agricoltura;
  • le festività religiose che un agricoltore era tenuto ad osservare[5].

Le ville che sorgevano in terreni agricoli mostravano spesso mosaici e pitture murali raffiguranti attività agricole stagionali o mensili, in qualche misura rappresentazioni dei menologia rustica[6].

Van L. Johnson ipotizzò che la forma a quattro lati dei menologia conservava un ciclo originario dell'"anno" romano o delle festività basato sui quattro mesi[7].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Michele Renee Salzman, On Roman Time: The Codex Calendar of 354 and the Rhythms of Urban Life in Late Antiquity, University of California Press, 1990, pag. 170.
  2. ^ Joseph Patrich, Studies in the Archaeology and History of Caesarea Maritima, Brill, 2011, pag. 84, nota 53.
  3. ^ John Edwin Sandys, Latin Epigraphy: An Introduction to the Study of Latin Inscriptions, Cambridge University Press, 1919, pag. 174.
  4. ^ Sandys, Latin Epigraphy, pag. 174.
  5. ^ James Chidester Egbert, Introduction to the Study of Latin Inscriptions, New York, 1896, pag. 368.
  6. ^ Annalisa Marzano, Roman Villas in Central Italy: A Social and Economic History, Columbia University Press, 2007, pag. 297.
  7. ^ Van L. Johnson, Natalis Urbis e Principium anni, Transactions and Proceedings of the American Philological Association, 91 (1960), pag. 110.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Degrassi, Inscriptiones Italiae 13: fasti et elogia. Fasciculus 2: Fasti anni Numani et Iuliani, accedunt ferialia, menologia rustica, parapegmata, Libreria delle Stato, Roma, 1963.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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