Meno di zero

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Meno di zero
Titolo originale Less than Zero
Autore Bret Easton Ellis
1ª ed. originale 1985
Genere romanzo
Lingua originale inglese

Meno di zero è il primo romanzo dello scrittore statunitense Bret Easton Ellis, pubblicato nel 1985. Scritto a vent'anni, costituiva originariamente la tesi finale di corso universitario in scrittura creativa. Dal libro è stato tratto il film Al di là di tutti i limiti (titolo originale Less than Zero), con Robert Downey Jr. nei panni del protagonista.

Nel 2010, lo scrittore pubblicherà Imperial Bedrooms, sequel di questo romanzo. "Less Than Zero" è una canzone di Elvis Costello dal suo album My Aim Is True del 1977 (Stiff Records)

(EN)
« Turn up the TV, no one listening will suspect. Even your mother won't detect it, so your father won't know. They think that I've got no respect but Everything is less than zero[1] »
(IT)
« Accendi la TV, nessuno di quelli che ascoltano sospetterà. Anche tua madre non se ne accorgerà, così tuo padre non lo saprà. Pensano che non abbia rispetto ma Tutto è meno di zero »
Elvis Costello, nel 1978, "Less than zero", My Aim Is True

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo è la cronaca delle vacanze di Natale del giovane Clay, durante le quali torna nella natia Los Angeles.
Il protagonista e gli innumerevoli personaggi di contorno, tutti volutamente simili fra loro, rappresentano una classe sociale materialista, affettivamente incapace e pericolosamente propensa alle esperienze estreme, ma anche un carosello di feticci in stile eighties che conquistano e ammaliano chi ha vissuto, o semplicemente vuole comprendere, un delicato periodo della storia della società occidentale. La voce narrante è quella di Clay. Egli narra in prima persona frammenti di vita nei giorni in cui è tornato in città per le vacanze di Natale; protagonisti ne sono -oltre a lui- i suoi amici, tutti figli di produttori cinematografici o attori: Rip, Blair, Kim, Cliff, Trent e Alana guidano Mercedes, BMW e Porsche, vanno nei celebri Polo Lounge e Whiskey, cenano da Spago o da Chasen's, spendono i soldi comprando abiti griffati e, ovviamente, tutti i tipi di sballo. Nessuno, per quanto si possa capire leggendo il libro, ha un minimo, vero, interesse per la propria vita, tantomeno obiettivi, ambizioni o aspirazioni. La loro filosofia si riduce a poche ma evidenti regole di comportamento: "Se vuoi qualcosa, prendilo, Se vuoi fare qualcosa, fallo". (Ellis) I genitori di questi ragazzi sono più o meno tipi di successo che vivono a Hollywood, cliches di tutti i peggiori aspetti della vita di Los Angeles. Con denti rifatti, facce e seni al silicone, e anime vuote. Consultano astrologi, ingoiano pillole, sorseggiano vino come acqua e mandano avanti i loro sordidi piccoli e grandi affari, completamente dimentichi del fatto che i loro figli si stanno autodistruggendo [2], forse perché sono i primi ad aver educato i figli-direttamente mostrandola loro- ad una cultura dell'apparire, del disimpegno, della disillusione, del divertimento facile, del "qui e ora". Per questo, piuttosto che ribellarsi a loro o criticarli, i figli in questione sembrano imitarli in tutte le loro peggiori propensioni. Edonismo e narcisismo, le stelle polari degli anni ottanta sono illustrate nelle ore passate a fare shopping, a chiedersi se i capelli sono a posto e gli occhiali storti: tutti devono vestire alla moda e indossare i Wayfarer, tutti sono biondi, tutti hanno corpi scolpiti dalla palestra ("Cos'hai fatto?" chiede Clay a Trent appena lo vede, tornato dal college: "Solite cose, concerti, andare al Nautilus (una palestra, n.d.r.)"), tutti sono simili l'uno all'altro non solo nello stile di vita ma anche nell'aspetto...ed è anche per questo che una frase che tormeta Clay per tutto il prosieguo del romanzo è "Scomparire Qui". Tutti, giovani e meno giovani, cercano di evitare di confrontarsi davvero con la propria vita e allora Valium, Thorazine, eroina e altri anseolitici, sono le droghe preferite, mentre la televisione e i video games diventano soltanto altri mezzi con cui anestetizzare un dolore muto ma presente, causato dalla generale indifferenza per tutto che pervade le loro giornate. Quasi sempre strafatti o troppo ubriachi per ricordarsi dove e con chi hanno passato la notte, sembrano vivere ignari -consciamente o no- del fatto di essere persone che hanno messo da parte la ragione, per cullarsi nell'edonismo sfrenato. Clay vive tutto ciò non solo con tristezza e disperazione, ma anche -e, soprattutto- con un distacco che lo porta a non fare nulla per impedire che tutto ciò accada e che, anzi, lo porta ad affermare che non vuole che nulla gli importi perché "Se tieni a qualcosa sarà soltanto peggio. Sarà soltanto qualcos'altro di cui preoccuparsi". Alla fine arriva il momento di tornare nella Costa Est, nel New Hampshire al college, ma non lo fa con la volontà di chi ha visto l'orrore e vuole fuggire...semplicemente, è arrivata l'ora di andarsene. Ellis non ci propone giudizi morali, descrive la realtà -quella che è stata la sua realtà- in un maniera cruda, quasi distaccata, lasciando che il lettore sia quasi travolto da tutto come di fronte ai video-clip musicali sparati in continuazione, uno dopo l'altro, da quella Mtv che era nata proprio in quegli anni. È così che il romanzo si rivela il ritratto di una "nuova generazione perduta" (come definita da Fernanda Pivano, tra i primi ad apprezzare Easton Ellis) che si è ritrovata intrappolata nel disimpegno e allo stesso tempo nulla ha fatto per abbandonarlo, prendendo piena parte alla festa che si consumava ogni giorno a danno della propria coscienza. Manifesto decadente del decennio che tanti hanno vissuto e tanti sognano di aver assaporato, il libro di Easton Ellis diventa attuale non soltanto per lo stile secco, vivido, della narrazione, ma anche per il tema della gioventù disillusa e abbandonata alla vita da genitori spesso più infantili dei figli.[3]

"There was a song I heard when I was in Los Angeles by a local group. The song was called 'Los Angeles' and the words and images were so harsh and bitter that the song would reverberate in my mind for days. The images, I later found out, were personal and no one I knew shared them. The images I had were of people being driven mad by living in the city. Images of parents who were so hungry and unfulfilled that they ate their own children. Images of people, teenagers my own age, looking up from the asphalt and being blinded by the sun. These images stayed with me even after I left the city. Images so violent and malicious they seemd to be my only point of reference for a long time afterward. After I left."

"C'era una canzone che avevo sentito quando ero a Los Angeles, una canzone di un gruppo del posto. La canzone si intitolava 'Los Angeles' e le parole e le immagini erano così crude e amare che il testo mi sarebbe ritornato in mente per giorni. Le immagini, lo scoprii soltanto dopo, erano personali e nessuno che conoscessi le condivideva con me. Le immagini che avevo io erano di gente impazzita per via della vita della città. Immagini di genitori così affamati e insoddisfatti da divorare i loro stessi figli. Immagini di persone, ragazzi della mia stessa età, che alzavano lo sguardo dall'asfalto restando accecati dal sole. Queste immagini restarono con me anche dopo che lasciai la città. Immagini così violente e malvagie che sembrarono essere il mio unico punto di riferimento anche molto tempo dopo. Dopo che me ne fui andato."

(Paragrafo finale del libro)

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Less Than Zero, Elvis Costello, My Aim Is True
  2. ^ The young and ugly, Michiko Kakutani, The New york Times, Book
  3. ^ Ibidem
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