Menghistu Hailè Mariàm

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Menghistu Hailè Mariàm
Mengistu Haile Mariam 3.jpg

Presidente del Governo Militare Socialista Provvisorio Etiope
Durata mandato 3 febbraio 1977 –
10 settembre 1987
Predecessore Tafari Bante
Successore Se stesso come Presidente della Repubblica Popolare Democratica d'Etiopia

Presidente della Repubblica Popolare Democratica d'Etiopia
Durata mandato 10 settembre 1987 –
21 maggio 1991
Predecessore Tesfaye Gebre Kidan

Dati generali
Partito politico Partito dei Lavoratori d'Etiopia

Mènghistu Hailè Mariàm, detto il Negus Rosso (Uelaita, 21 maggio 1937), è un militare, politico, nonché primo capo di Stato etiope. Essendo stato condannato a morte per i crimini perpetrati durante il suo regime, vive in esilio in Zimbabwe.

Ascesa al potere[modifica | modifica sorgente]

Mènghistu Hailè Mariàm nacque probabilmente il 21 maggio 1937[1] a Uelaita nella provincia di Caffa, governatorato di Harar. Il giovane seguì le orme di suo padre, ex schiavo divenuto caporale dell'esercito etiope. Frequentò l'accademia militare di Olettà (vicino ad Addis Abeba) dove si diplomò nel 1966. Inviato negli Stati Uniti d'America, a Fort Leavenworth (Kansas) per corsi di perfezionamento, nel 1967 Menghistu fu trasferito al poligono militare di Aberdeen nel Maryland per un'ulteriore formazione supplementare. Durante il periodo di assegnazione alla base, Menghistu frequentò corsi presso l'Università del Maryland[2] maturando sentimenti antiamericani e sviluppando simpatie marxiste e per la causa degli afroamericani (erano gli anni del Movimento delle Pantere Nere e di "Potere nero"). Dopo il ritorno nel suo paese natale avvenuto nel 1971, Menghistu fu posto al comando di un battaglione meccanizzato e più tardi di una unità di demolizione[3] e promosso al grado di maggiore.

Nel 1974 il regime dell'imperatore Hailè Selassiè perdette il consenso della popolazione a seguito di una tremenda carestia nella provincia di Uollo, e nello stesso anno l'imperatore fu detronizzato da un colpo di Stato da parte dell'esercito che si organizzò in un nuovo organo governativo, il Derg. Menghistu fu inviato ufficialmente a rappresentare la 3ª Divisione di Harar, presso la nuova assemblea, perché il suo comandante, il generale Nega Tegnegn, che era stato spesso in disaccordo con Menghistu, volle liberarsi della sua pericolosa presenza.

L'uomo si mostrò subito uno dei membri più radicali e nazionalisti del Derg, diventando in appena tre mesi uno degli esponenti più influenti del consiglio militare: ciò portò alla sua elezione, nel novembre del 1974, a vicepresidente del Derg.

Leader dell'Etiopia[modifica | modifica sorgente]

Menghistu divenne capo plenipotenziario del Derg solo dopo il 3 febbraio del 1977, quando in una sparatoria fu ucciso Tafari Bante, leader della suddetta giunta militare. Facendo valere il prestigio acquisito e il suo peso politico, Menghistu prese il potere in qualità di capo di Stato, e consolidò immediatamente la sua posizione con l'esecuzione del suo più stretto collaboratore (e potenziale rivale), Atnafu Abatè, il 13 novembre dello stesso anno, accusandolo di attività contro-rivoluzionarie.

Tra il 1977-1978 Menghistu scatenò sul paese una violenta persecuzione contro i suoi avversari: funzionari del vecchio governo imperiale, nobili, membri della Chiesa etiopica (tra cui il Patriarca Theophilos) e sostenitori dell'EPRP (unico movimento di opposizione al Derg) furono scovati e trucidati mediante esecuzioni extra-giudiziarie; questo periodo venne chiamato Terrore rosso, ugualmente continuò, impegnando sempre maggiori risorse nel tentare di reprimere la lotta di liberazione degli eritrei che, anche nella povertà di mezzi, riuscirono a creare seri problemi all'esercito di Addis Abeba. Sempre durante questo periodo l'Etiopia grazie all'aiuto militare cubano e sovietico riuscì a respingere l'invasione della Somalia dalla regione dell'Ogaden.

Dopo la scomparsa del dominio imperiale, il governo militare guidato dall'ideologia marxista del suo leader cercò di smantellare la preesistente struttura socioeconomica del paese, in parte ancora feudale, attraverso una serie di riforme mirate e di instaurare un sistema economico di stampo comunista.

La caduta e l'esilio[modifica | modifica sorgente]

Nel biennio 1984-1985 il paese venne colpito da una carestia di vastissime proporzioni che portò alla morte di quasi 8 milioni di persone. Stremato dalle rivolte, dal collasso economico del paese, dalla siccità su larga scala e dal problema dei rifugiati, il regime venne in ultimo deposto da una coalizione di forze ribelli, il FRDPE, nel 1991. Menghistu fuggì in Zimbabwe, presso il suo alleato Robert Mugabe e dove tuttora risiede prestandosi come consigliere sulla sicurezza.

Dopo un processo durato 12 anni, nel 2007 è stato condannato all'ergastolo in contumacia per genocidio assieme a 108 alti funzionari del Derg. Il 26 maggio del 2008 l'appello della procura è stato accolto dalla Corte suprema che lo ha condannato a morte (con altri 38 funzionari del regime militare) con questa sentenza:

« Considerato il ricorso in appello, secondo cui l'ergastolo non è una pena commisurata ai crimini commessi dal regime di Menghistu, la Corte ha deciso di condannare l'imputato a morte. »
(Sentenza del 26 maggio 2008[4])

Alcuni esperti ritengono che centinaia di migliaia di studenti universitari, intellettuali e politici (tra cui l'imperatore Haile Selassie) siano stati uccisi durante il governo di Menghistu. Amnesty International stima che un totale di mezzo milione di persone siano state uccise durante il Terrore rosso.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine Nazionale della Baia dei Porci (Cuba) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine Nazionale della Baia dei Porci (Cuba)
— 1978

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Profile: Mengistu Haile Mariam in BBC News Online, 12 dicembre 2006. URL consultato il 13 dicembre 2006. . Altre fonti dicono 21 maggio 1941 [1], o 27 maggio 1941.
  2. ^ Cfr. in Louis Rapoport, “Mengistu Haile Mariam: The Worst of Africa’s Butchers”, The Jerusalem Post, 23 maggio 1991
  3. ^ Cfr. in The Nation, “Ethiopia: Mengistu May Have Last Laugh..” 7 novembre 2005.
  4. ^ http://it.notizie.yahoo.com/rtrs/20080526/tts-mengistu-etiopia-ca02f96.html

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Derg Successore Flag of Ethiopia (1975–1987) (02).svg
Aman Micàel Andom 17 novembre 1974 - 28 novembre 1974 Tafari Bante I
Tafari Bante 3 febbraio 1977 - 10 settembre 1987 - II
Predecessore Presidente della Repubblica Popolare Democratica d'Etiopia Successore Flag of Ethiopia (1987–1991).svg
- 10 settembre 1987 - 21 maggio 1991 Tesfau Ghebre Chidan

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