Memoriale del convento

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Memoriale del convento
Titolo originale Memorial do convento
Autore José Saramago
1ª ed. originale 1982
Genere romanzo
Lingua originale portoghese
Ambientazione Portogallo, 1711 - 1739

Memoriale del Convento è un romanzo del premio Nobel portoghese José Saramago pubblicato nel 1982.

La fantastica storia narrata nel libro si svolge nel Portogallo del Settecento; è l'epoca in cui si dà inizio all'epica e travagliata costruzione del grande monastero di Mafra, fatto edificare da re Giovanni V come ex voto per la nascita del sospirato erede.

Nella contraddittoria storia portoghese, tra lo spietato Tribunale dell'Inquisizione e la dubbia religiosità umana, la povertà del popolo ed i lussi della nobiltà, la storia ed il romanzo si intrecciano guidati da una narrazione originale (sia dal punto di vista della forma con le lunghe frasi dalla caratteristica punteggiatura dei libri di Saramago, sia dal punto di vista “prospettico” con una narratore che si muove tra passato, presente e futuro) e dalla peculiare e critica laicità dell’autore.

Nel 1990 dal libro è stata tratta anche un’opera teatrale intitolata Blimunda, con musica di Azio Corghi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

« La costruzione del convento di Mafra si deve al re Giovanni V, per un voto fatto se gli fosse nato un figlio, qui ci sono seicento uomini che non hanno fatto fare nessun figlio alla regina e sono loro a pagare il voto, che si attacchino, con licenza per l'anacronistica espressione. »
(José Saramago, Memoriale del convento)

Baltasar Mateus detto Sette-Soli e Blimunda (che sarà detta Sette-Lune) sono i protagonisti immaginari del romanzo.

Baltasar ha perduto la mano sinistra in una battaglia di una inutile guerra e durante il mesto ritorno a casa si ferma a Lisbona dove, durante un'auto da fe incontra Blimunda, una giovane dalle curiose capacità di veggente (ereditate dalla madre esiliata per stregoneria); tra i due è subito amore, un amore benedetto (anche se non sfocerà in un matrimonio) da padre Bartolomeu Lourenço de Gusmão (tra l‘altro in odore di eresia). Quest’ultimo (personaggio realmente esistito) è denominato il “volatore” perché agli inizi del XVIII secolo (decenni prima dei fratelli Montgolfier) è stato in grado di far sollevare da terra alcuni aerostati.

Con l’aiuto di Baltasar e di Blimunda il religioso riuscirà a costruire una vera macchina volante (l'uccellaccio), mossa dalla misteriosa potenza di migliaia di “volontà” umane, che trascinerà in un breve ma avventuroso volo lui e la coppia di aiutanti. La brevità e l’incertezza della vita umana porta tutti i protagonisti del romanzo (veri o di fantasia) a prendere decisioni difficili e dagli esiti incerti (anche se le “anticipazioni” del narratore mostrano come tutto sia ineluttabile); il finale scontatamente tragico che vede Baltasar sul rogo dopo 9 anni di inutili ricerche da parte di Blimunda, mette in dubbio tutto tranne il vero amore.

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

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