Memoria di traduzione
Con la locuzione memoria di traduzione (in inglese translation memory) o più semplicemente con l'acronimo TM, viene indicato un particolare tipo di database utilizzato in programmi software progettati per assistere e aiutare il processo di traduzione.
Le memorie di traduzione vengono tipicamente utilizzate con strumenti dedicati, ad esempio Computer Assisted Translation (CAT), programmi per la videoscrittura, sistemi per la gestione della terminologia, dizionari multilingue, o altro.
L’idea che sta alla base delle memorie di traduzione risale alla fine degli anni ’70, tuttavia queste sono state immesse per la prima volta sul mercato solo alla fine degli anni ’80.
Una memoria di traduzione è composta da segmenti di testo in una lingua emittente e dalle corrispondenti traduzioni in una o più lingue riceventi. Questi segmenti, o stringhe, possono essere interi blocchi di testo, paragrafi frasi o sintagmi. Le singole parole non vengono gestite direttamente dalle TM, ma da banche dati terminologiche. Le coppie che si creano sono chiamate "unità di traduzione".
[modifica] Funzionamento delle memorie di traduzione
Tramite un software dedicato per la gestione delle traduzioni, un traduttore fornisce alla memoria di traduzione un prototesto. Il programma quindi divide il prototesto in segmenti o stringhe, ricerca eventuali corrispondenze tra tali segmenti e unità precedentemente tradotte e inserite nella memoria di traduzione, poi propone le corrispondenze trovate come possibili soluzioni di traduzione. Il traduttore può decidere se accettare le corrispondenze proposte, sostituirle con nuove alternative o modificarle per adattarle meglio al prototesto e utilizzare la versione modificata.I segmenti possono essere allineati sia con l’utilizzo di strumenti manuali che automaticamente. Il prototestoe il metatesto messi in parallelo vengono registrati e salvati in memoria.
Alcuni programmi per la gestione di memorie di traduzione cercano solo le corrispondenze al 100%, vale a dire che riescono a recuperare solo segmenti di testo che corrispondano esattamente alle unità di traduzione presenti nel database. Altri invece utilizzano gli algoritmi di corrispondenza approssimativi, fuzzy: cercano stringhe che non corrispondono del tutto al segmento de prototesto e le propongono al traduttore evidenziando le differenze; questi potrà poi scegliere la percentuale di corrispondenza da adottare. La flessibilità e la robustezza degli algoritmi di corrispondenza determinano ampiamente le prestazioni della memoria di traduzione, anche se per alcune applicazioni la percentuale di corrispondenze esatte è tanto alta da giustificare l'utilizzo delle memorie con le sole corrispondenze al 100%.
I segmenti che non hanno nessuna corrispondenza in memoria dovranno essere tradotti manualmente dal traduttore. Questi nuovi segmenti tradotti vengono archiviati nel database, dove possono essere utilizzati per traduzioni future e come ripetizioni nel testo attualmente in fase di traduzione.
Le memorie di traduzione sono particolarmente efficienti per la traduzione di testi molto ripetitivi, come ad esempio i manuali tecnici. Sono utili anche per tradurre cambiamenti aggiunti man mano a un testo già tradotto in precedenza, in quanto permettono, per esempio, trattare un minor numero di cambiamenti in una nuova versione di un manuale. Al contrario, le TM sono tradizionalmente considerate inadeguate per la traduzione di testi letterari per il semplice motivo che in questo tipo di testi la ripetizione è assente, o quasi. Tuttavia c’è chi le ritiene valide anche per i testi non ripetitivi perché sono uno strumento pratico per cercare corrispondenze che contribuiscano a definire il corretto uso di un termine, per assicurare la qualità del testo e per semplificare il processo di revisione (i segmenti del prototesto e del metatesto sono mostrati insieme, mentre i traduttori devono ancora lavorare utilizzando due documenti in un tradizionale metodo di revisione). Il ricorso alle memorie di traduzione è vantaggioso in termini di coerenza del testo tradotto, riduce i costi e permette a chi le utilizza di gestire un numero illimitato di lingue. Tuttavia, lo svantaggio maggiore di questo metodo è il fatto che il modo in cui una parte del testo viene tradotta in un’altra lingua dipende dal contesto. Quando un testo viene recuperato dalla memorie dei database linguistici ha già perso ogni riferimento al contesto nel quale era inserito nel documento originale. Questo svantaggio è assente nei programmi che specificano sia l’ambito che il cliente per cui i testi sono stati tradotti. In mancanza di informazioni sul contesto del testo nella lingua ricevente, il traduttore deve ancora correggere le soluzioni proposte, e adattarle se necessario. Ma il processo di correzione ha un costo sia in termini di tempo che di denaro, sebbene sia più economico di una traduzione vera e propria.
Le memorie di traduzione di seconda generazione sono molto più efficienti e comprendono un software di analisi linguistica: utilizzano “parte della tecnologia” per dividere i segmenti in gruppi terminologici intelligenti e creare automaticamente glossari specifici.
[modifica] Voci correlate
- Scienza della traduzione
- Traduzione
- Residuo comunicativo
- Dominante
- Lettore modello
- Processo traduttivo
- Anton Popovič
- Aleksandăr Lûdskanov
- Peeter Torop
- prototesto
- metatesto
- testo
- Computer Assisted Translation
- Internazionalizzazione e localizzazione
- Linguistica computazionale
- Bitextor
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