Meinhard Michael Moser

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Meinhard (Michael) Moser (Innsbruck, 13 marzo 1924Innsbruck, 30 settembre 2002) è stato un micologo austriaco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1930 e il 1942 frequentò le scuole elementari e medie nella nativa Innsbruck.

Sin dalla tenera età sviluppò l'interesse per le scienze naturali grazie all'aiuto del nonno materno E. Heinricher, professore di Botanica all'Università di Innsbruck.

Il suo interesse per i funghi è dimostrato dai suoi primi disegni di funghi che risalgono al 1935 quando era ancora un giovane scolaro.

Nel 1942, iniziò a frequentare l'università di Innsbruck dove seguì corsi di botanica, zoologia, geologia, fisica e chimica.

In questo periodo, durante la II guerra mondiale, il suo particolare interesse per la botanica e la micologia lo portarono a diventare un ispettore micologo.

Fu proprio grazie a questo incarico pubblico che Moser frequentò molteplici seminari sul riconoscimento dei funghi, sia in Austria che in Germania, dove entrò in contatto con famosi micologi tedeschi che diventarono suoi mentori durante la sua carriera scientifica. Strinse infatti amicizia con J. Schäffer, W. Neuhoff, G. Kallenbach, S. Killermann, H. Haas, B. Henning e numerosi altri famosi micologi contemporanei.

Al terzo anno di università M. Moser, all'età di 19 anni, fu costretto a lasciare gli studi nel 1943 e fu chiamato a svolgere il servizio militare. Per le sue conoscenze della lingua slava fu chiamato come interprete nella penisola balcanica.

Nonostante la guerra Moser continuò con i suoi studi in micologia. Quando il tempo glielo permetteva, collezionò ed identificò funghi ovunque fosse dislocato raccogliendo gli appunti in "Das System der Agaricales", pubblicato da R. Singer (1936, 1942, 1943).

All'inizio del 1945, Moser fu catturato in Cecoslovacchia e imprigionato in un campo in Crimea (Ucraina).

Fu rilasciato nel 1948 e tornò a casa dove ritornò agli studi universitari.

Due anni più tardi, nel 1950, presentò la tesi "Zur Wasserökologie der höheren Pilze, mit besonderer Berücksichtigung von Waldbrandflächen".

Durante la sua vita Moser è stato membro di svariate associazioni micologiche, in particolare la Société mycologique de France [1](1948) e la British Mycological Society [2](1949), e di conseguenza si sforzò di ristabilire contatti interrotti con colleghi in Austria, Inghilterra, Germania, Francia, Svizzera e in molti altri paesi europei.

In particolare fu, dal 1983 sino alla morte, Direttore scientifico del Centro Studi per la Flora Mediterranea di Borgotaro dove organizzò insieme agli storici amici Valtaresi numerosi Convegni Micologici Internazionali. Il 6 ottobre del 2002 era ancora atteso a Borgotaro per i suoi Seminari biennali nella cittadina con i Suoi allievi del IV e V Corso di Microbiologia ma il fato lo ha fermato. La via che porta al bosco delle "Stabielle", Sua meta favorita, è ora via "Prof.Meinhard Moser,alle Stabielle".

Nel 1951 ottenne una borsa di studio dal British Council che gli permise di lavorare sotto la guida del prof. J.L. Herley ad Oxford. Nei sei mesi che dimorò in Inghilterra si occupò di ricerche sulle ectomicorrize e della revisione tassonomica di Agaricales tenute nel Kew Herbarium. A.A. Pearson, inoltre, gli presentò numerosi micologi contemporanei e ricercatori che si occupavano di ectomicorrize.

Tornato in Austria, nel 1952, Moser conseguì un incarico come ricercatore nell'Istituto di Ricerca Forestale Federale di Imst (Tirolo) dove si occupò a tempo pieno di aspetti teorici e pratici relativi alla ricerca sulle ectomicorrize e sulla micoecologia.

Per molti anni Moser e i suoi collaboratori svilupparono tecniche di inoculazione con l'obiettivo di stabilire in vitro una relazione simbiotica tra fungo ed albero per successive semine da usare in progetti di riforestazione sulle Alpi.

Tali metodi furono utilizzati con successo più tardi in tutti i programmi mondiali di riforestazione. Dopo aver lasciato l'istituto di ricerca, nel 1968, non cessò gli studi sulle ectomicorrize, ricerche che coinvolsero molti studenti nel suo laboratorio presso l'università.

Partendo dal concetto che la corretta identificazione degli Agaricales fosse impedita in maniera determinante dalla mancanza di un’adeguata letteratura aggiornata, egli decise di scrivere un manuale sui funghi sulla base del "Vademecum für Pilzfreunde" (1920) di Ricken e ispirandosi al punto di vista tassonomico proprio e di Singer.

Il "Kleine Kryptogamenflora von Mitteleuropa", pubblicato nel 1953, e le sue successive riedizioni (1955, 1967, 1978, 1983) sono stati dei best-seller della letteratura micologica sin dalla prima edizione. Nel corso degli anni questo libro, che tratta 3150 taxa, è stato tradotto in inglese (1983) e in italiano (1986). Tale opera, non solo risulta essere il testo più conosciuto per l'identificazione dei macromiceti europei, ma anche un caposaldo per la moderna tassonomia delle Agaricales.

Nella serie "Kleine Kryptogamenflora von Mitteleuropa", M. Moser pubblicò anche "Ascomycetes" (1963) in cui riportò chiavi dicotomiche per l'identificazione delle specie europee più comuni di funghi a “coppa”.

Nonostante gli incarichi onerosi e le sfide della ricerca scientifica sia in laboratorio che sul campo, Moser nel 1956 divenne "Privatdozent" all'Università di Innsbruck, dove insegnò Microbiologia.

Otto anni dopo fu promosso a professore associato e infine, nel 1968, diventò professore ordinario.

Il nuovo Istituto di Microbiologia fu aperto ufficialmente nel 1972 e Moser vi lavorò incrementandovi l'attività di ricerca ed insegnandovi fino a che non andò in pensione nel 1991.

Per molti anni Moser insegnò a centinaia di studenti diversi aspetti della microbiologia, dalla tassonomia, ecologia e micogeografia dei funghi, alla chemiotassonomia, genetica molecolare, tossicologia. Durante la sua carriera presso l'Università di Innsbruck, Moser fu relatore di più di 60 tesi di dottorato e numerose tesi di laurea, oltre che a svolgere incarichi amministrativi in varie commissioni alla facoltà di Scienze Naturali.

Come riconoscimento dei suoi contributi, sotto molteplici aspetti, alla ricerca micologica, Moser ricevette molti prestigiosi premi e fu eletto membro onorario di molte associazioni: Schweizerische Mykologische Gesellschaft (1957), Bayerische Botanische Gesellschaft (1962), Clusius Medal, Budapest, Hungary (1978), Deutsche Gesellschaft für Mykologie (1981), Société Mycologique de la France (1981), Dr. h.c., Université de Lyon, France (1984), Kardinal Innitzer Preis, Wien, Austria (1985), Österreichische Akademie der Wissenschaften, Vienna (1986), E. v. Tschermak-Seisenegg Preis, Österreichische Akademie der Wissenschaften, Wien (1989), Ehrenbürger der Stadt Borgotaro, Italien (1990), Mycological Society of America (1992), Ukrainian Academy of Sciences (1992), Gesellschaft für Mykologie und Lichenologie, Germany (1992), Ukrainian Botanical Society (1993), Centenary Fellow of the British Mycological Society (1996).

Nel 1991 si ritirò in pensione mantenendo tuttavia un ritmo intensivo di lavoro.

Subito dopo il suo ritorno dal 7º Congresso Internazionale tenutosi ad Oslo (Norvegia), Moser ebbe una serie di attacchi cardiaci e fu ricoverato. Le sue condizioni peggiorarono e, il 30 settembre 2002, passò a miglior vita.

I campi di ricerca[modifica | modifica sorgente]

Scorrendo attraverso il lungo elenco delle pubblicazioni di Moser emergono quattro temi ricorrenti nella sua attività di ricerca sulle Agaricales:

  • la morfotassonomia classica;
  • la ricerca sulle ectomicorrize;
  • la chemiotassonomia;
  • i principi tossici.
Morfotassonomia classica delle Agaricales
con riferimento al "Kleine Kryptogamenflora", M. Moser fu costretto a chiarire l'identità tassonomica dei taxa registrati in Europa. Era sua convinzione che l'unica strada percorribile per attenere risultati affidabili fosse quella di tornare nelle località della Svezia dove E. Fries aveva raccolto le specie descritte nel "Systema mycologicum" (1821). Per questo, Moser non solo imparò lo svedese ma raccolse Agaricales nelle località visitate da E. Fries con l'intenzione di creare un erbario internazionale di “neotipi” disponibile per i mico-tassonomisti di tutto il mondo. Moser, in particolare, concentrò la sua attenzione sulla tassonomia del genere Cortinarius, il genere più difficile e più variegato delle Agaricales. Nel corso dei suoi studi, egli scrisse una monografia sui rappresentanti europei del genere Phlegmacium (1960) e scrisse molti contributi critici sui relativi taxa. Invitato in Argentina e Cile da R. Singer, M. Moser (insieme a E. Horak) pubblicò una monografia comprensiva sull'associazione di specie Nothofagus-Cortinarius rilevata sulle Ande della Patagonia. In numerosi viaggi negli Stati Uniti, Moser continuò con la ricerca tassonomica su materiale del genere Cortinarius conservato nell'A.H. Smith Herbarium (MICH) e aggiunse, in collaborazione con J. Ammirati (Seattle), elementi preziosi per la conoscenza di quelle specie di agarici del Nord America, "difficili" dal punto di vista tassonomico. Durante la sua lunga carriera micologica M.Moser raccolse e documentò più di 25000 esemplari che sono curati nell'Erbario IB dell'Università di Innsbruck.
Ricerca sulle ectomicorrize
molti lettori di "Kleine Kryptogamenflora" probabilmente non sanno che Moser è stato un esperto internazionale sulle ectomicorrize, materia in cui era stato introdotto da J.L. Harley e su cui lavorò a stretto contatto con i ricercatori svedesi della scuola Melin-Björkman. Suo è il "Progetto Castagno" (con il contributo di G.Govi ed E.Borghi) che si propone di potenziare la produzione fungina dei castagneti e nello stesso tempo di proteggere le radici arboree. Il progetto, studiato per i castagneti della Val Taro ed approvato dalla VI Commissione Agricoltura della Comunità Europea come progetto di studio negli anni 90, è ancora oggi un esempio di applicazione pratica degli studi sulle ectomicorrize (è stato applicato in altre aree del Nord Italia ma non dove è nato).
Chemiotassonomia delle Agaricales
nella ricerca di elementi distintivi dei taxa appartenenti al genere Cortinarius, caratterizzati da una vasta gamma cromatica, Moser studiò preliminarmente i pigmenti, derivati in gran parte da composti antrachinonici.
I principi tossici delle Agaricales
Moser e il suo gruppo di ricerca si occupò, in particolare, delle proprietà chimiche e patologiche di una potente micotossina, l'orellanina, isolata dalle specie Cortinarius orellanus e Cortinarius speciosissimus.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 27149442 LCCN: n87815767