Megalonyx

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Megalonyx
Stato di conservazione: Fossile
Megalonyx wheatleyi.JPG
Scheletro di Megalonyx wheatleyi
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Xenarthra
Ordine Pilosa
Sottordine Phyllophaga
Famiglia Megalonychidae
Genere Megalonyx

Il megalonice (gen. Megalonyx) è un bradipo terricolo vissuto tra il Miocene superiore e il Pleistocene superiore (tra 4 milioni di anni fa e 10.000 anni fa) in Nordamerica.

Un potente camminatore[modifica | modifica sorgente]

Di forme pesanti, il megalonice era un animale gigantesco, decisamente diverso dai suoi parenti attuali. Uno scheletro in buono stato di conservazione è lungo tre metri e mezzo: il megalonice doveva pesare svariati quintali. La testa, massiccia, era dotata di tre paia di forti denti prismatici laterali. Un paio di denti anteriori erano posti nella posizione generalmente occupata dai canini. L'arto anteriore era lungo, con un avambraccio capace di ampi movimenti in su e in giù, e la mano era dotata di forti artigli; gli arti posteriori, invece, erano tozzi e accorciati, con grandi piedi plantigradi e muniti di artigli. Il corpo era lungo, e nel bacino era presente una grande cresta iliaca, a forma di catino; la coda era robusta ma corta.

La dentatura del megalonice lo denota come un mangiatore di foglie, che procedeva lentamente attraverso le pianure; questo animale doveva essere abituato a pascolare in posizione semieretta, appoggiandosi sulla coda come se fosse un terzo piede. Per quanto si suppone che questo animale fosse migrato negli Stati Uniti dal Sudamerica, in quest'ultimo continente non sono conosciuti suoi resti fossili.

Artigli di Megalonyx

Il bradipo del Presidente[modifica | modifica sorgente]

Nel 1796, il colonnello John Stuart inviò a Thomas Jefferson (in seguito presidente degli Stati Uniti) alcune ossa fossili (un frammento di femore, ulna, radio e alcune ossa della zampa posteriore tra cui tre grandi artigli) provenienti da una caverna nella Contea di Greenbrier, in Virginia (attualmente West Virginia). L'anno dopo, Jefferson (che all'epoca era vice presidente degli Stati Uniti) presentò un articolo riguardante "alcune ossa" all'American Philosophical Society di Philadelphia. Jefferson teorizzò che le ossa erano i resti di un leone che chiamò "Megalonyx" ("artiglio gigante"). Jefferson credeva che questo leone fosse ancora esistente, e ciò era di particolare importanza poiché la validità della sua discussione sarebbe stata usata nel dibattito pro o contro l'evoluzione. Jefferson credeva in una visione del mondo di "completezza della natura" , che contrastava con le nuove teorie dell'evoluzione, dove nessuna specie si era estinta (o si estinguerà) in modo naturale. Quando Lewis e Clark intrapresero la loro ben nota spedizione (1804 - 1806), lo stesso Jefferson raccomandò ai due di cercare questo "Megalonyx", poiché era ancora sicuro della sua esistenza. Se la creatura fosse stata trovata, egli poteva usarla per sostenere la discussione contro il concetto di estinzione delle specie. Ovviamente tutto ciò non venne comprovato e la comunità scientifica dimostrò che queste teorie non erano corrette.

Jefferson, con il suo articolo del 1797, è considerato il capostipite della scienza della paleontologia dei vertebrati negli Stati Uniti. Nel 1799, Caspar Wistar identificò correttamente i reperti di Jefferso come appartenenti a un bradipo terricolo gigante. Nel 1822, lo stesso Wistar suggerì di denominare la specie Megalonyx jeffersoni in onore di Jafferson.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jefferson, Thomas (1799). "A Memoir on the Discovery of Certain Bones of a Quadruped of the Clawed Kind in the Western Parts of Virginia". Transactions of the American Philosophical Society 4: 246–260. doi:10.2307/1005103. JSTOR 1005103.
  • Wistar, Caspar (1799), “A Description of the Bones Deposited, by the President, in the Museum of the Society, and Represented in the Annexed Plates", Transactions, pp. 526-531, plates
  • McDonald, H. G. 1977. Description of the osteology of the extinct gravigrade edentate Megalonyx with observations on its ontogeny, phylogeny and functional anatomy. Master's Thesis, University of Florida (Unpublished): 328 pp.
  • Schubert, B. W., R. W. Graham, H. G. McDonald, E. C. Grimm and T. W. Stafford, Jr. 2004. Latest Pleistocene paleoecology of Jefferson's ground sloth (Megalonyx jeffersonii) and elk-moose (Cervalces scotti) in northern Illinois. Quaternary Research, 61: 231-240.
  • Wilson, M. C., H. G. McDonald and C. L. Hill. 2005. Fossil ground sloths, Megalonyx and Paramylodon (Mammalia; Xenarthra), from the Doeden local fauna, Montana. Current Research in the Pleistocene, 22: 83-85.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Pagina sul megalonice

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi