Mediatore creditizio

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Il mediatore creditizio è la figura che mette in contatto istituti di credito, banche o intermediari finanziari, con la potenziale clientela interessata all'accesso al credito sotto qualsiasi forma, come per esempio: finanziamenti a privati, alle imprese, cessioni del quinto dello stipendio, prestiti personali, mutui per la casa, leasing, prodotti assicurativi.

Si avvale di una figura professionale per svolgere l'attività di consulenza, il consulente finanziario. Sebbene i consulenti finanziari possano usufruire di apposite convenzioni con le banche, svolgono la propria attività in maniera autonoma, con propria organizzazione e mezzi e non sono legati da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

Italia[modifica | modifica sorgente]

Normativa[modifica | modifica sorgente]

L’attività di mediazione creditizia è definita dall’art. 2 del DPR 28 luglio 2000 n. 287 emanato in attuazione dell’art. 16 della legge 7 marzo 1996 n. 108 (Disposizioni in materia di usura.)

L'Ufficio italiano cambi con provvedimento del 4 agosto 2000 dettò le istruzioni per l'iscrizione di tali soggetti nell'albo dei mediatori creditizi previsto dall'art. 16 della predetta legge 108/1996.
La legge prevede l'iscrizione di tutti coloro che svolgono questa professione ad un apposito albo.

Ad oggi la competenza della gestione è affidata alla Banca d'Italia, che è saubentrata nelle competenze del soppresso Ufficio italiano cambi. L'albo dei mediatori creditizi è comunque consultabile sul sito della Banca d'Italia, nella sezione antiriciclaggio dove si trova la parte dedicata agli albi ed elenchi.

Albo dei mediatori creditizi e dei consulenti del credito[modifica | modifica sorgente]

Possono iscriversi all'albo, secondo la legge:

1) I cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di uno Stato con il quale esista trattamento di reciprocità in possesso dei seguenti requisiti:

a) domicilio in Italia;

b) diploma di scuola media superiore ovvero iscrizione nei ruoli di cui alla legge 3 febbraio 1989, n. 39;

c) onorabilità ai sensi dell'articolo 109 del testo unico bancario.

2) Le società con sede legale in Italia e le stabili organizzazioni in Italia di società aventi sede legale all'estero che rispondano ai seguenti requisiti:

a) oggetto sociale comprendente la mediazione creditizia;
b) possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera c), da parte dei soci di controllo ai sensi dell'articolo 23 del testo unico bancario;
c) possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettera c), da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo;
d) svolgimento dell'attività di mediazione creditizia per il tramite di soggetti iscritti all'albo.

Decreto legislativo 141/2010[modifica | modifica sorgente]

La riforma delineata dal decreto legislativo 13 agosto 2010 n. 141 prevede la creazione di un organismo di vigilanza dell'operato dei professionisti e una serie di requisiti di accesso alla rete di mediazione creditizia più elevati, nonché l'istituzione di un nuovo elenco.

L'accesso alla professione deve infatti essere attraverso un esame di accesso e periodicamente verificata durante l'iscrizione all'albo.

Il decreto prevede l'istituzione di un albo unico degli intermediari finanziari che esercitano nei confronti del pubblico l'attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e ne affida la tenuta alla Banca d'Italia.

La Banca d'Italia vigilerà quindi sul predetto organismo, che avrà funzioni di supervisione (tenuta degli elenchi, poteri di controllo, accertamento ispettivi e di intervento).

La normativa prevede disposizioni transitorie per cui i mediatori creditizi persone fisiche e società, possono continuare ad iscriversi nell'albo dei mediatori creditizi tenuto dalla Banca d'Italia, in base alle disposizioni vigenti alla data del 4 settembre 2010, fino al 30 giugno 2011 o, se precedente, fino alla costituzione dell'Organismo.

Collaboratori[modifica | modifica sorgente]

Il d.Lgs. 141/2010 ha introdotto una figura, il “collaboratore” - entrato nel linguaggio comune di settore anche con il termine di “Consulente del Credito” - di cui il mediatore creditizio si avvale per il contatto con il pubblico.

I Consulenti del Credito sono equiparati ai collaboratori dei mediatori creditizi per quanto riguarda i requisiti di accesso alla professione e lo svolgimento dell’attività rivolta al pubblico. Infatti, è compito del mediatore creditizio assicurare che dipendenti e consulenti del credito posseggano i requisiti previsti per l’accesso alla professione, rispettino le norme loro applicabili, siano in regola con l’aggiornamento professionale obbligatorio.

Il mediatore creditizio risponde in solido dei danni causati da dipendenti e consulenti del credito, pertanto sia la selezione iniziale sia la verifica del mantenimento degli standard previsti diventa un obbligo essenziale.

I dipendenti e i consulenti del credito delle società di mediazione creditizia devono superare una prova valutativa per poter essere inseriti nelle liste che i mediatori forniscono all’OAM e che sono consultabili pubblicamente sul sito dell’organismo.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]