McKibbin Street Lofts

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


I McKibbin Street Lofts sono due imponenti edifici posti rispettivamente l'uno di fronte l'altro, ai numeri civici 248 e 255 nell'omonima McKibbin Street. Sono situati nella zona est di Brooklyn, meglio conosciuta come Bushwick.
Essi condividono caratteristiche simili, sono entrambi posti su cinque piani, e sono suddivisi in circa 20 appartamenti per piano, per un totale di circa 400 coinquilini. Secondo un reportage del 2008 del New York Times, in realtà ogni edificio è abusivamente occupato da almeno 100 residenti extra, per un totale di almeno 300 residenti in ogni edificio[1].
Il complesso fu costruito nel 1936 e servì inizialmente come fabbrica di tessuti e capi di abbigliamento, nonché nella produzione di lampade. Soltanto nel 1998 fu convertito in lofts residenziali.
Intorno ai primi anni Duemila, per via degli affitti troppo cari di Manhattan e della vicina zona "in" di Williamsburg, i loft sono stati presi letteralmente d'assalto dai giovani artisti facendo diventare Bushwick la nuova zona di tendenza, tanto che il New York Times l'ha definita "ciò che avrebbe potuto essere Greenwich Village 60 anni fa, o SoHo 30 anni fa, o l'East Village nel 1990"[1].
Numerose gallerie si sono spostate da Manhattan a Bushwick, molte delle quali all'interno dei loft, facendo diventare la zona un punto di riferimento per tutti gli artisti newyorchesi. I loft sono famosi per le sue feste nei weekend che durano fino all'alba.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il 19 luglio 2011, gli agenti dell'FBI hanno fatto irruzione all'appartamento 510 del numero civico 255 alla ricerca di membri del gruppo hacker Anonimo. Nonostante i possibili sospetti, nessuna azione è stata intrapresa contro i musicisti che ci abitavano.
  • Diverse scene del film Quiet City sono state girate al 255, durante l'autunno del 2006.
  • Nel 2005, John Cameron Mitchell avrebbe dovuto girare alcune scene del suo Shortbus a McKibbin Street decidendo, in seguito, di spostarsi a Williamsburg.
  • In un articolo sulla prima pagina del New York Times del 7 maggio 2008, i due lofts vengono descritti come "un microcosmo di artisti, musicisti e DJ".
  • Sempre secondo lo stesso articolo, il loft del numero civico 255 "è noto per essere il più selvaggio dei due" mentre il 248 "è rivestito di graffiti ed è sporadicamente infestato da cimici"[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Young Artists Find a Private Space, Only Without the Privacy, New York Times, 07/05/2008