McDonaldizzazione

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1leftarrow.pngVoce principale: Globalizzazione.

Egitto: Mc Donald del Cairo
Bielorussia: Mc Donald di Minsk
Guatemala: Mc Donald di Antigua

La McDonaldizzazione è un termine utilizzato spesso come sinonimo di globalizzazione.

Prende spunto dalla politica del lavoro attuata dalla società di fast food McDonald's in varie parti del mondo.

Iper-razionalizzazione del lavoro[modifica | modifica wikitesto]

In senso stretto, McDonaldizzare significa sviluppare ristoranti economici concepiti come catene di montaggio, facili da esportare in altri luoghi tramite la vendita di diritti d’uso o di royalty (quota sul profitto). In generale, la McDonaldizzazione rappresenta "un processo profondo e di ampia portata di cambiamento globale"[1] che coinvolge gran parte delle istituzioni sociali, basato su un modello che presuppone la riproducibilità universale dei principi di "efficienza, calcolabilità, prevedibilità e controllo", attraverso la "sostituzione di tecnologia non-umana a quella umana" e la realizzazione della "irrazionalità della razionalità".

Quindi la combinazione sistematica di routine e macchinari, per ridurre l’intervento umano al minimo, con il Taylorismo manageriale, ovvero la separazione tra le componenti intellettuali e materiali del lavoro, per favorire un costante monitoraggio delle azioni dei dipendenti e la riduzione dei costi. Il significato di McDonaldizzazione risulta da queste considerazioni simile al concetto di iper-razionalizzazione: questo facilita l’assorbimento del sistema produttivo in contesti diversi da quello d’origine. Come affermato da Max Weber, il mondo moderno è caratterizzato dal predominio di sistemi razionali, ed il resto del mondo viene facilmente assoggettato a questo schema.

Un nuovo tipo di Americanizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La McDonaldizzazione è considerata parte di un processo più vasto, chiamato Americanizzazione e definito da Ritzer come "propagazione di idee, usanze, modelli sociali, industria e capitale americani nel mondo" [2]. Secondo il sociologo statunitense l’americanizzazione opera automaticamente, senza subire arresti da parte di fenomeni opposti, come processi concorrenti (ad esempio la nipponizzazione) o forze locali. Un altro contributo al concetto generale fu fornito da Antonio Gramsci, che individuò come similari i concetti di americanizzazione e Fordismo: con il sistema ispirato ad Henry Ford, il fondatore del Partito Comunista d'Italia e del quotidiano l’Unità intendeva un processo di combinazione tra Taylorismo, tecnologia e cambiamenti culturali, che sfociavano in uno stile di vita raggiunto grazie alla produzione di massa.

Americanizzazione e McDonaldizzazione appaiono, ad una parte di studiosi, come proiezioni delle ambizioni capitalistiche di nazioni, multinazionali ed organizzazioni, le cui forze motrici sono, per le aziende, una crescente redditività, per gli Stati, l’espansione ideologica mirata all’egemonia politica.

Altri punti di vista[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Claude Fischler, l’espansione dei fast food è semplicemente l’effetto dello scambio tra culture operato a livello globale. Per Jack Goody, l’industrializzazione dei sistemi alimentari e la standardizzazione dei sapori appaiono addirittura come processi naturali ed inevitabili. All’approccio secondo cui a McDonaldizzazione o "globalizzazione alimentare" segua obbligatoriamente omogeneità, Arjun Appadurai contesta l’eventualità della creolizzazione. Interessante, infine, l’accezione di glocalizzazione adottata da Roland Robertson, come globalizzazione che si autolimita adattandosi al locale: dalla disintegrazione dell’identità nazionale, l’integrazione tra globale e locale porta ad una ripresa del senso di nazionalismo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ George Ritzer, Il mondo alla McDonald. Il Mulino, Bologna, 1997.
  2. ^ George Ritzer, La globalizzazione del nulla. Slow Food Editore, Bra (CN), 2005.
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